Scrivi a:
FIAT: il no della FIOM CGIL al piano per Mirafiori
Per la CGIL, quello che ha portato all’accordo separato per lo stabilimento torinese, è un “sistema autoritario” che esclude il confronto con l’azienda. FIOM CGIL, per la prima volta si cancella l’esistenza del contratto nazionale e si ledono i diritti dei lavoratori, impendendo ad un’organizzazione di avere uomini e rappresentanze
Fonte: WWW.CGIL.IT
Leggi tutto…
«È un nuovo ricatto, come a Pomigliano»
LANDINI (FIOM) Il voto sarà illegittimo
«È la firma della vergogna». Non si trattiene il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, a pochi minuti dalla chiusura dell’accordo a Mirafiori. Un altro senza i metalmeccanici della Cgil. «Non potevamo firmare – spiega – perché si cancella in una volta sola il contratto nazionale, lo Statuto dei lavoratori, le leggi che tutelano il lavoro. E vengono peggiorate le condizioni degli operai alle linee. È come Pomigliano, ma per alcuni versi un’intesa peggiore».
Cosa c’è di nuovo rispetto a Pomigliano?
L´america a Torino
L´accordo per la nuova società che gestirà Mirafiori segna una brutta svolta nelle relazioni industriali in Italia. Esclude la Fiom, che sin dagli anni del dopoguerra è stato il sindacato di maggior peso nel grande stabilimento torinese.
Inasprisce deliberatamente il conflitto tra i maggiori sindacati nazionali: Fiom-Cgil da una parte, tutti gli altri contro. Divide i sindacati in un momento in cui i lavoratori dipendenti, di fronte alle cifre drammatiche della disoccupazione, della cassa integrazione e del lavoro precario, avrebbero il massimo bisogno di sindacati uniti per poter uscire dalla insicurezza sociale ed economica che li attanaglia. In presenza, per di più, di un governo del tutto inerte di fronte ai costi umani della crisi.
Idv, De Magistris Alfano e Cavalli scrivono a Di Pietro
Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Giulio Cavalli scrivono una lettera ad Antonio Di Pietro, segretario dell’Idv, partito cui appartengono, per invitarlo ad affrontare la questione morale esplosa dopo il caso Razzi – Scilipoti usciti dal gruppo per sostenere il governo Berlusconi il 14 dicembre alla Camera. Pubblichiamo integralmente il testo della lettera appello sottoscritta dai tre esponenti dell’Italia dei Valori.
Attivo nazionale e welfare
Energia Felice
Energie rinnovabili: pulite e alternative al nucleare
di Davide Pappalardo *
su Liberazione del 23/12/2010
80mila firme per la proposta di legge popolare
La proposta di legge di iniziativa popolare sulle energie rinnovabili è stata presentata il 21 dicembre alla Camera. 80mila le firme valide consegnate, oltre centomila quelle raccolte (alcune delle quali poi non consegnate perché prive di requisiti formali necessari per essere valide). Un dato numerico e politico non scontato in ragione della cappa di silenzio fatta calare su una battaglia scomoda dai poteri forti e da tv e giornali conniventi.
Consiglio approva riforma del Servizio Idrico Integrato
L’acqua rimane sotto il controllo pubblico, le tariffe non aumentano, le Province assumono le competenze delle ex AATO (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) e i Comuni vanno ad acquisire un ruolo importante all’interno della Conferenza nella quale saranno inseriti e dove esprimeranno parere vincolante. Questi, in sintesi, i contenuti della legge di riforma del Servizio Idrico Integrato, approvata questo pomeriggioin Consiglio regionale, con 39 voti favorevoli espressi dai componenti dei gruppi PdL e Lega Nord. Dopo l’esame e il voto sugli emendamenti, il capogruppo del Pd Luca Gaffuri aveva annunciato la non partecipazione al voto finale e l’abbandono dell’Aula del suo gruppo e degli altri gruppi di minoranza. “E’ una legge che non condividiamo e della quale non vogliamo assumerci nessuna responsabilità –ha detto Gaffuri-: davanti al mancato accoglimento di ogni nostra proposta, preferiamo chiamarci fuori e lasciare che la maggioranza si assuma in toto la paternità di questo provvedimento”.
La legge entrerà in vigore al 1 gennaio, data in cui alle Province saranno trasferite le funzioni e le competenze gestionali: le Province stesse avranno poi sei mesi di tempo per adeguarsi alle novità introdotte dalla legge. L’intervento legislativo si è reso necessario per adeguare l’organizzazione del Servizio Idrico Integrato regionale agli obblighi normativi che derivano dalle nuove disposizioni statali e dalle sentenze della Corte Costituzionale. La finanziaria dello scorso anno aveva infatti decretato la soppressione a partire dal 1 gennaio 2011 delle AATO (ora con il Decreto Milleproroghe del Governo nazionale prorogata di un ulteriore anno) e ha imposto l’obbligo di attribuire le loro funzioni ad altri soggetti da individuarsi con legge regionale.
La Regione ha scelto di attribuire le funzioni amministrative delle soppresse AATO alle Province e, limitatamente all’ambito della città di Milano, al Comune.
“La Costituzione assegna allo Stato la competenza sulla gestione dell’acqua e senza deleghe specifiche da parte dello Stato non è purtroppo possibile assegnare ai Comuni tale competenza: per questo motivo –ha detto il relatore Carlo Saffioti– ritengo che il provvedimento approvato oggi in Consiglio regionale sia un ottimo provvedimento, che accoglie molte richieste degli Enti locali, rispetta le normative vigenti e pone le condizioni per migliorare ulteriormente il servizio. Inoltre –ha aggiunto Saffioti- questo provvedimento conferma grande attenzione al ruolo dei Comuni, cosa che invece non troviamo nei progetti di legge analoghi approvati in Emilia Romagna e Toscana”.
Questi in sintesi i punti principali della riforma approvata oggi:
– L’organizzazione del servizio idrico integrato sarà gestita dalle Province tramite una struttura apposita, l’Ufficio d’Ambito, costituito come Azienda speciale, che può operare con una contabilità separata rispetto a quella della Provincia e pertanto non influire sul Patto di Stabilità di quest’ultima. L’istituzione dell’azienda speciale deve avvenire “senza aggravio di costi per l’ente locale“. Gli incarichi di presidente, consigliere e revisore dei conti devono essere svolti a titolo meramente onorifico e gratuito.
– Per assicurare un coinvolgimento concreto ed operativo dei Comuni nell’organizzazione del servizio, nel CdA dell’Azienda speciale deve essere garantita una rappresentanza significativa di maggioranza (almeno 3 consiglieri su 5) dei Comuni dell’ambito: un rappresentante dei Comuni con popolazione inferiore ai 3mila abitanti, uno dei Comuni tra 3mila e 15mila abitanti e uno dei Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti (non necessariamente il Comune capoluogo). I rappresentanti dei Comuni vengono nominati su indicazione della Conferenza dei Sindaci.
– I Comuni avranno un ruolo di primo piano grazie anche alla costituzione della Conferenza: ne faranno parte tutti i sindaci dei Comuni dell’ambito. La Conferenza deve rendere un parere vincolante e obbligatorio su tutti gli atti della Provincia relativi alla pianificazione d’ambito e alla determinazione della tariffa.
– Gli Enti locali hanno la facoltà di costituire una società patrimoniale (proprietaria delle reti), cui spettano le funzioni di progettazione preliminare per nuovi interventi programmati dal Piano d’Ambito, le attività di collaudo delle nuove infrastrutture e l’affidamento del servizio. Le società patrimoniali non svolgeranno compiti connessi alla gestione delle reti, che restano di competenza esclusiva del gestore unico affidatario del servizio.
– Prima della loro approvazione, i Piani d’Ambito dovranno essere inviati alla Regione, che ne verifica la coerenza con gli atti di programmazione e pianificazione regionale (Piano di tutela delle acque e Piano di distretto di bacino).
E’ stata infine introdotta su richiesta del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione una clausola valutativa secondo la quale ogni anno la Giunta regionale deve informare il Consiglio regionale sul processo di attuazione della legge e sui risultati prodotti.
(biass)
GASPARRI – FERRERO: “A ITALIA SERVE NON 7 MA 25 APRILE PER LIBERARSI FASCISMO GOVERNO”
COMUNICATO STAMPA
Roma, 19 dic. 2010 – "Macché 7 aprile. L’Italia ha bisogno piuttosto di un 25 aprile, per liberarsi delle politiche di stampo fascista di questo governo e dei loro profeti come Maurizio Gasparri".
Lo afferma il segretario nazionale del Prc/Federazione della sinistra, Paolo Ferrero, in una nota a commento delle dichiarazioni del presidente dei senatori del Pdl.
"L’evocazione maldestra degli anni di piombo da parte di Gasparri, e la sua intenzione intimidatoria e repressiva, sono sinceramente aberranti e pure estremamente inquietante – sostiene il leader di Rifondazione – Il capogruppo del Pdl esibisce uno sprezzo assoluto per la magistratura e la separazione dei poteri. La politica che propone è, né più né meno, quella già sperimentata dal paese durate ventennio fascista – conclude Ferrero – Perciò, non di un sette ma di un 25 aprile ha bisogno l’Italia: per mandare a casa questo governo che offre a ogni occasione nuove prove di fascismo e che sta portando l’Italia e gli italiani alla rovina".
La gestione pubblica dell’acqua dopo la sentenza della Corte costituzionale

1. La Corte dichiara legittimo un articolo di cui un milione e quattrocentomila cittadini chiedono l’abrogazione
È di pochi giorni fa la pubblicazione della sentenza n. 325 del 2010 della Corte Costituzionale che ha deciso su una pluralità di ricorsi regionali contro l’art. 23 bis del d.l. 112 del 2008, così come modificato dal cd. decreto Ronchi (art. 15 del d.l. 135 del 2009, convertito in legge n. 166 del 2009).
Non v’è dubbio che la Corte costituzionale con questa sentenza abbia difeso il vecchio, ossia il processo di privatizzazione che è stato intrapreso dall’ordinamento italiano a partire dal 1990.

















