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Mantova – Crisi in Consiglio Comunale
Fausto Banzi
Per La Sinistra Unita
Lunedì’ il Sindaco di Mantova si presenterà in Consiglio Comunale per illustrare la composizione della nuova giunta e a seguire dovrà sentire il dibattito voluto dall’opposizione per discutere sulla situazione politico amministrativa della città dopo che lo stesso e la sua maggioranza consiliare hanno abbandonato l’aula durante l’ultimo consiglio.
Dai sindaci arriva l’ok all’azienda per l’acqua
di Sandro Mortari
(GAZZETTA DI MANTOVA 23 luglio 2011)
Statuto approvato all’unanimità. Il centrosinistra si divide: nessuna indicazione a Pastacci per fermare l’approvazione
La conferenza dei sindaci ha approvato venerdì all’unanimità (44 i sì) lo statuto per la costituzione della nuova azienda speciale per l’acqua. La palla passa ora al consiglio provinciale che mercoledì prossimo dovrà dire la parola definitiva sul nuovo organismo che sostituirà l’Ato.
SEL: acqua bene pubblico non privatizzabile
Ieri pomeriggio il coordinamento provinciale di Sel ha deciso, all’unanimità, di proseguire con la propria iniziativa politica in difesa dell’acqua pubblica, intensificando soprattutto l’azione per bloccare la costituzione dell’azienda speciale e la privatizzazione di Tea Acque. A tale proposito, coerentemente con quanto comunicato ufficialmente (vedi allegato), e come riportato anche dalla Gazzetta di venerdì (vedi allegato), stiamo intervenendo a livello politico e consiliare affinché la maggioranza decida di rinviare l’argomento della costituzione dell’azienda speciale che, nonostante la nostra contrarietà, è stato messo all’ordine del giorno del consiglio di mercoledì prossimo. Siamo altresì convinti che, assieme all’iniziativa politica e istituzionale, sia molto importante che i cittadini si facciano sentire per pretendere il rispetto della volontà dei 27 milioni di cittadini che hanno votato al referendum e, quindi, per bloccare le procedure per la costituzione dell’azienda speciale. E’ per questi motivi che diamo tutta la nostra disponibilità per collaborare con Annalisa, il comitato e con chiunque condivida questi obiettivi, per organizzare un presidio davanti alla provincia in occasione del consiglio provinciale di mercoledì pomeriggio 27 luglio.
Claudio Morselli
(Coordinamento provinciale Sinistra Ecologia Libertà)
Ieri come oggi Genova parla del futuro!
Massimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, ha dichiarato:
“Siamo tornati a Genova in tante e in tanti con le nostre grandi ragioni, oggi ancora più conclamate di ieri.
Un’idea, un progetto di futuro con al centro la vita, i diritti, la giustizia sociale, la solidarietà.
Ragioni capaci di coinvolgere, di vincere, come i referendum hanno dimostrato: per questo ora come allora il potere intende ad ogni costo e in ogni modo cancellarle.
Siamo tornati più maturi, radicati nei territori, impastati nelle vertenze locali.
La sf ida oggi è quella di coniare un linguaggio comune per tutte queste realtà di democrazia insorgente.
Un linguaggio che trasformi le vittorie in trasformazione del reale…una soggettività politica per l’alternativa.
Un’alternativa che parli di beni comuni con il linguaggio della partecipazione.
Ci sono l’urgenza e le condizioni per farlo!”
Incidente sul lavoro: investida dal muletto muore a Gonzaga
Una dipendente è morta stamani in un incidente sul lavoro avvenuto in un’azienda metalmeccanica di Gonzaga, nel Mantovano. La donna è stata investita e uccisa sul colpo dal muletto guidato da un collega di lavoro. L’incidente è avvenuto poco prima delle 10 in una ditta che si occupa di verniciatura industriale, la Foresi spa. L’operaio alla guida di un muletto stava caricando dei container da verniciare quando ha effettuato una retromarcia. Dietro c’era Amedea Renna, 57 anni di Pegognaga, responsabile dell’ufficio verniciatura dell’azienda. Il carrellista non si è accorto della donna e l’ha investita, gettandola a terra e passandole sopra con le ruote
«Far paura ai governi per spaventare le banche»
Liberazione del 23/07/2011
Intervista a Giorgio Cremaschi, Comitato centrale Fiom, Rete 28 Aprile
«Proprio mentre noi siamo a Genova, a Bruxelles hanno deciso di massacrarci», dice ai piedi dello scalone di Tursi Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale Fiom e leader della Rete 28 aprile, che fa la spola tra le iniziative del decennale alla vigilia del corteo dei movimenti sociali. Il cosiddetto “Piano Marshall”, secondo il sindacalista serve a «pilotare il fallimento della Grecia e stabilisce la vendita all’incanto, l’asta, dei beni comuni perché il debito pubblico non si scarichi sulle banche che ne detengono i titoli. Se dieci anni fa eravamo qui contro il pensiero unico come “cittadini del mondo” adesso ne siamo le vittime».
Che cosa è accaduto nel frattempo?
E’ successo che il pensiero unico s’è fatto “governo unico”, una dittatura finanziaria che governa l’Europa. Juncker, il presidente dell’Europarlamento, ha appena detto che la democrazia è un lusso che la Grecia non può più permettersi.
Che ogni azione politica contro la crisi vada a impattare sull’Europa monetaria è un patrimonio comune di chi è tornato a Genova.
Sì ma ora bisogna riavvicinare il tiro. La globalizzazione si chiama Marchionne, si chiama Moody’s, Sachs. Il nemico sta a Francoforte, a Bruxelles e sta distruggendo la civiltà europea. L’attualità del ritorno a Genova, della Cassandra, sta in questo. Se dieci anni fa la repressione è stata poliziesca ora è sociale. Otto milioni di poveri, tre più di allora, e destinati a crescere in autunno. Ci serve una contestazione più decisa. Le rivolte sociali devono spaventare i governi più di quanto facciano le Borse.
Ecco Cremaschi, come si fa a far paura ai governi?
Bisogna unirisi, costruire appuntamenti, trovare delle sedi, fare fronte comune in Italia e in Europa per intercettare un’insubordinazione sociale diffusa che parla un linguaggio comune e non ha sponde nella rappresentanza. C’è oggi una sorta di anticapitalismo diffuso, forse maggioritario, e trasversale perché entrambi i poli sono subalterni al capitale finaziario. Ma, se dovesse cadere Berlusconi – e io me lo auguro – con un eventuale centrosinistra o un governo di unità nazionale sul piano sociale non cambierebbe nulla. Nella democrazia, per spaventare le banche, bisogna mettere paura alla politica.
Da come parli sembra che tu sappia che qualcosa stia bollendo in pentola.
Ci stiamo lavorando. Se ci pensi una piattaforma sociale c’è già, ed è composta di sì e di no. E’ contro l’accordo tra confederali e confindustria, contro il Piano Marchionne, per il contratto nazionale e la nazionalizzazione delle banche, per i beni comuni e per far pagare il debito a chi l’ha prodotto. Ogni movimento ha la sua autonomia ma è necessario che le piattaforme si unifichino, che si dica che qualsiasi governo che chieda sacrifici sarà un avversario dei movimenti.
Intanto c’è già una prima assemblea internazionale, domani qui a Genova. E gli indignados hanno già lanciato la data del 15 ottobre per una mobilitazione europea.
Ecco, domani si parli anche di questo. L’importante è che l’autunno non veda piazze rituali, che impatti l’Europa, che abbia come discriminate il no all’accordo sull’aziendalizzazione dei contratti. Dobbiamo uscire da un’idea di opposizione liberale a Berlusconi. Abbiamo la fortuna che in Italia i movimenti contro l’Ue non siano egemonizzati dalle destre xenofobe. La Lega, infatti, è genuflessa alle banche.
Siamo i custodi del risultato referendario, ora attuiamolo
Pubblicazione Decreti presidenziali di abrogazione leggi oggetto dei referendum.
A partire da ieri 21 luglio 2011 sono state abrogate le leggi oggetto dei due quesiti referendari: art. 23 bis e successive modifiche (c.d. Decreto Ronchi) e comma 1 art. 154 nella sua parte riguardante la remunerazione del capitale investito.
Il 20 luglio 2011, infatti, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale (accedere al seguente link) i Decreti Presidenziali di abrogazione delle leggi oggetto dei referendum. I decreti hanno effetto a decorrere dal giorno successivo alla loro pubblicazione.
Sinceramente commossi di gioia porgiamo le più sentite condoglianze alla privatizzazione dell’acqua e ai profitti su questo bene comune!
Siamo i custodi del risultato referendario, ora attuiamolo in tutta Italia!
Piano assunzioni 67.000 precari, ancora propaganda
Sul piano di assunzioni del personale precario della scuola continua la campagna propagandistica del governo a dei suoi fiancheggiatori sindacali. Leggi tutto…
Precariato, l’unica condizione di lavoro possibile per i giovani? Noi pensiamo di no
Il binomio lavoro-precariato sembrerebbe ormai inscindibile. Un’intera generazione attualmente è stata convinta del fatto che non si possa più cercare il ‘posto fisso’, ma adeguarsi alla situazione contingente ed accettare contratti atipici, interinali, co.co.co., a progetto, a tempo determinato, nomi dietro i quali si nasconde il più becero sfruttamento del lavoro. Leggi tutto…
L’accordo è una prigione, ma la partita resta aperta
di Fausto Bertinotti (Liberazione del 08/07/2011)
Si potrebbe dire che l’intera vicenda delle relazioni sindacali, e dei rapporti sociali tra lavoratori e impresa capitalista, sia leggibile attraverso la sorte toccata ad una sola parola: esigibilità. L’esigibilità dei contratti di lavoro è stata rivendicata per un intero periodo storico dai lavoratori e dalle loro organizzazioni nei confronti dell’impresa. La ragione è evidente. Il contratto di lavoro prescriveva un miglioramento delle condizioni di lavoro, di salario e di orario a cui il padronato spesso resisteva alla sua pratica attuazione, sicché l’esigibilità è stata comprensibilmente un’istanza del mondo del lavoro.
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