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Intervista a Don Gallo: «Le idee le abbiamo. Come si fa a non ribellarsi?»

sabato, settembre 3, 2011

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Don Andrea Gallo continua ad attraversare l’Italia presentando libri, partecipando a dibattiti, intervenendo a manifestazioni e assemblee dei movimenti sempre acclamato e ascoltato. Leggi tutto…

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Manovra – Ferrero (PRC): Non condivido per nulla linvito del Presidente Napolitano

sabato, settembre 3, 2011

Non condivido per nulla linvito del Presidente Napolitano alla rapida approvazione della manovra proposta dal governo. Questa manovra non solo è iniqua socialmente, non solo è recessiva ma soprattutto non serve a nulla per combattere la speculazione finanziaria. Questo per la semplice ragione che gli interessi forti della speculazione non vengono toccati in nessun modo. Il problema non è lapprovazione rapida di una manovra, inutile e dannosa, ma la messa in discussione delle politiche neoliberiste con cui le classi dirigenti europee stanno portando al disastro il nostro continente. Senza questa messa in discussione ogni manovra non farà altro che avvicinare lItalia al disastro a cui lEuropa ha portato la Grecia.

Il “Mattarellum” non è migliore del “Porcellum”

sabato, settembre 3, 2011

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di Gianluigi Pegolo (Liberazione del 3 settembre 2011)

Liniziativa referendaria, tesa a modificare lattuale legge elettorale, promossa inizialmente dal settore veltroniano del Pd e oggi sostenuta anche da altri esponenti di quel partito fra cui Prodi, oltre che da Sel e dallIdV, è non solo discutibile dal punto di vista tecnico-giuridico, ma rappresenta una scelta regressiva compiuta in nome dinteressi di parte che non porta alcun contributo positivo per correggere le storture e le iniquità dellattuale sistema elettorale. Comè noto, attraverso i quesiti referendari depositati, si punta a sostituire lattuale sistema elettorale (il cosiddetto Porcellum) con il vecchio Mattarellum. In sostanza, al posto dellattuale maggioritario di coalizione con un premio di maggioranza al 55%, si punta a ripristinare il sistema che prevedeva che il 75% dei seggi fossero attribuiti attraverso il maggioritario uninominale a turno unico, ripartendo il restante 25% secondo un criterio proporzionale fra le liste che avessero raccolto almeno il 4% dei voti. Leggi tutto…

La manovra varata da Berlusconi impoverisce il paese

venerdì, settembre 2, 2011

Dosolo – Mozione avverso la “Manovra Finanziaria 2012/2014”

venerdì, settembre 2, 2011

Dosolo, 29 Agosto 2011
MOZIONE avverso la “Manovra Finanziaria 2012/2014 “( Decreto Legge 6.7.2011 nr.98 convertito con modificazioni dalla Legge 15.7.2011 nr.111 ) ed il Decreto Legge 3/8/2011 nr.138 , allesame del Parlamento.

Il sottoscritto CARLO AZZI , Capogruppo Consiliare del Partito della Rifondazione Comunista -Federazione della Sinistra, Le rimette la seguente Mozione con preghiera
di volerla iscrivere nellelenco degli oggetti da trattare nel primo Consiglio comunale utile.

RingraziandoLa , si porgono distinti saluti.
( Carlo Azzi )
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La toppa è peggio del buco Impossibile approvare i bilanci

venerdì, settembre 2, 2011

Rita Scapinelli*

La grande mobilitazione dei sindaci che si è avuta a Milano il 29 agosto ha ottenuto effetti positivi: se non altro, durante l’incontro con il ministro Maroni, che si è tenuto al termine della manifestazione, c’è stata la disponibilità, naturalmente tutta da verificare, ad aprire il confronto con gli enti locali ed accogliere quindi le richieste di Anci in tema di piccoli comuni e di patto di stabilità. E’ grazie anche alla mobilitazione dei sindaci che Anci nel direttivo del 30 agosto, convocato in via straordinaria per discutere delle proposte correttive del governo, ha mantenuto un giudizio critico.

A mio parere quanto emerso dai resoconti della stampa (di scritto non c’è ancora nulla) è assai deludente e forse è il caso di dire che “la toppa è peggio del buco”. Sui piccoli comuni, mentre da una parte non si parla più della loro soppressione, si dice però che i consiglieri verranno dimezzati, non vi sarà alcun gettone di presenza o indennità per gli amministratori e le funzioni dovranno obbligatoriamente essere svolte attraverso le unioni di più comuni. Ora se non si parla più di compensi che senso ha dimezzare il numero dei consiglieri, dove sta il risparmio in questa operazione? Si tratta solo, ancora una volta di un attacco alla rappresentanza democratica dei cittadini. E se si tolgono anche quei miseri compensi destinati agli amministratori, nemmeno sufficienti per pagarsi le spese, si disincetivano i giovani, che non hanno mezzi, a far parte degli organi comunali. Meglio sarebbe affrontare tutto il tema della revisione delle istituzioni locali all’interno del Codice delle Autonomie, ormai fermo da anni e reso quasi inutile, viste le continue modifiche in materia di enti locali effettuate per decreto.

Sulla questione delle risorse economiche invece, negli ultimi anni, ogni manovra finanziaria, o sotto forma di riduzione dei trasferimenti o di stretta del patto di stabilità, ha previsto pesanti tagli agli enti locali, quali fossero la principale fonte di sprechi e dei costi della politica. Solo sui comuni, per il 2012, ai tagli già previsti dai precedenti decreti del 2008 e del 2010, che ammontano a 4 miliardi di euro, si aggiunge la stretta sul patto di stabilità, prevista in questa manovra, pari ad altri 1,7 miliardi. Se poi si applicheranno le regole per i comuni virtuosi si peggioreranno ancora di più le cose per i comuni non virtuosi visto che risorse andranno reperite a scapito degli ultimi. Ma come sarà possibile approvare i bilanci per il prossimo anno? Ancora non si è trovato il modo per affrontare i precedenti tagli e adesso se ne aggiungono altri. Questo significa scaricare i costi della crisi sui ceti sociali più deboli che sono i principali utenti dei servizi comunali: in mancanza di risorse o si tagliano i servizi o si aumentano le tariffe o si riducono i contributi per le famiglie in difficoltà.

Nella modifica della manovra si parla di una riduzione dei tagli di circa 2 miliardi, ma non si dice come verrà spalmata sui diversi enti, regioni, province e comuni; difficile quindi che, come il direttivo di Anci ha chiesto, venga eliminato del tutto il miliardo e 700 milioni previsto. E’ inaccettabile inoltre che per recuperare risorse finalizzate alla riduzione dei tagli agli enti locali si pensi ancora una volta di attaccare le pensioni mentre non si sente più parlare del contributo di solidarietà che dovrebbe essere applicato a tutti coloro che percepiscono redditi più alti e non solo ai soliti dipendenti pubblici sui quali si continua a voler concentrare l’opinione pubblica.

Altra questione che non viene trattata dalle modifiche presentate, è quella relativa alla dismissione di partecipazioni in società esercenti servizi pubblici locali: è improponibile che di fatto si obblighino i comuni a svendere le proprie municipalizzate che magari stanno funzionando e anche bene. Oltre al fatto che si reintroducono norme che erano già state abrogate dal referendum popolare, non si capisce nemmeno il senso di questa proposta perché non si comprende in che modo possa concorrere agli obiettivi di finanza pubblica; tra l’altro si va a toccare un principio fondamentale che è quello dell’autonomia degli enti locali.

Ritengo quindi che i correttivi annunciati non hanno modificato il carattere iniquo e penalizzante della manovra perché ancora una volta non si vanno a toccare i grandi patrimoni ma si continua sulla strada dei tagli che verranno pagati da tutti i cittadini indiscriminatamente.
Anche il direttivo di Anci ha deciso di sospendere il giudizio in attesa che le richieste avanzate vengano accolte, mantenendo quindi alta l’attenzione da parte dei sindaci.
*Consigliere Comunale di Goito (Mn), direttivo nazionale Anci

6 settembre, sciopero

giovedì, settembre 1, 2011

Avellino, incontro deludente per Irisbus

giovedì, settembre 1, 2011

COMUNICATO STAMPA

Avellino 01 settembre 2011. Lesito dellincontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, inerente alla vertenza IRISBUS è deludente, inaccettabile e scandaloso perché non propone soluzioni ragionevoli riguardo al futuro occupazionale delle maestranze, al destino del territorio Irpino ed evidenzia, senza equivoci, la subalternità del Governo allarroganza del gruppo FIAT che, rubata la cassa, riempita con risorse economiche pubbliche, cerca di scaricare i lavoratori e le lavoratrici italiani per trasferire la produrre in Paesi in cui la mano dopera ha costi notevolmente bassi, considerato il livello di sfruttamento, la scarsa applicazione delle norme di sicurezza e, linumana flessibilità degli orari di lavoro. Leggi tutto…

Dieci ottime ragioni per tagliare e rivedere la spesa militare italiana

giovedì, settembre 1, 2011

di Flavio Lotti *
su Liberazione del 01/09/2011

La prima domanda che sorge spontanea è: possiamo permetterci di ignorare ancora il problema? La risposta è no: non c’è un solo capitolo del bilancio dello stato che può passare indenne da una seria revisione pubblica. Tanto più quando si continua a chiedere agli italiani di stringere la cinghia e la discussione sui tagli assomiglia a una guerra balcanica.
Secondo. 24 miliardi sono una somma enorme e ogni tentativo di censurare o stroncare sul nascere anche solo la discussione su questi soldi non è solo attentato non alla democrazia ma un ostacolo insormontabile posto sulla via di uscita dalla crisi. Le spese militari devono dunque essere messe sul tavolo della discussione alla pari di tutte le altre spese dello stato. E’ accaduto negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia e Germania. Perché non deve succedere in Italia? Leggi tutto…

Appello della Fiom alla Fiat

giovedì, settembre 1, 2011