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CGIL: “Disposizioni per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”

venerdì, gennaio 13, 2012

Il nuovo governo aveva dichiarato che con le pensioni non si sarebbe dovuto fare cassa e si sarebbe seguito il criterio dell’equità.
Le misure adottate sono in evidente contraddizione con i principi annunciati. In realtà con la previdenza si continua a fare cassa e non c’è traccia di equità.
Nonostante le correzioni apportate dalla Camera, anche a seguito della ferma opposizione dei sindacati e di tutte le iniziative di lotta intraprese, il nostro giudizio sulla riforma previdenziale continua ad essere questo.
Si tratta infatti di una serie di misure strutturali che incidono pesantemente sui redditi e sui diritti dei pensionati, dei lavoratori dipendenti, delle donne e dei giovani e che rischiano di portare ad una destrutturazione del nostro sistema previdenziale pubblico.
Vediamo ora punto per punto di affrontare e di descrivere la complessità del provvedimento, indicando volta per volta i maggiori punti di criticità e di iniquità delle nuove norme.

Nota su decreto pensioni
Allegato legge 214 del 2011

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Ferrero (Prc): “Il 20 gennaio in piazza contro i governi europei e l’austerity”

venerdì, gennaio 13, 2012

Uscire dal capitalismo in crisi

giovedì, gennaio 12, 2012

Il debito degli Stati Uniti e del Giappone è più alto del nostro (in Giappone è il 220% del PIL) ma in quei Paesi non c’è nessun allarme, perché le loro Banche Centrali stroncano sul nascere ogni attacco speculativo. In Italia e in Europa invece i governi di destra al potere non vogliono che la BCE intervenga,  e sfruttano volutamente la crisi per il loro progetto di ristrutturazione economica  autoritaria.
I governi liberisti usano il problema del debito per tagliare le spese sociali e per ricattare gli operai con i “licenziamenti facili”, facendoli diventare sempre più sottomessi, sfruttati e “competitivi” con gli operai del terzo mondo.
In più cercano di rilanciare la macchina capitalistica ingrippata dalla crisi mettendo le mani sui servizi pubblici (anche quelli locali) che possono procurare nuovi profitti : per questo vogliono privatizzare non solo acqua e rifiuti, ma anche sanità, poste, istruzione, trasporti.

Monti (e dopo i tre-monti siamo a quattro) ha sferrato una feroce aggressione a lavoratori, pensionati e ceto medio  che da trent’anni stanno perdendo il loro potere d’acquisto e sono in fondo alle graduatorie europee dei salari, e ha  parlato in modo vile e derisorio di “equità”.
Per i suoi 30 miliardi di manovra poteva attingere a piene mani ai 120 miliardi l’anno di evasione fiscale, a una imposta patrimoniale chiesta persino da Confindustria, all’ICI dovuta dalla Chiesa….e invece niente, ha tolto pure il contributo previsto per i redditi sopra i 75.000 euro, ha ridotto la ritenuta sui capitali “scudati”, ridotto a un prelievo ridicolo quello su barche e aerei, rinunciato ai miliardi dell’asta per le frequenze TV, lasciati intatti i privilegi dei politici e confermato la spesa di 13 miliardi per inutili e immorali aerei da guerra.
Il governo Monti non tocca i ricchi, ma fa restare al lavoro fino a 6 anni in più lavoratori e lavoratrici che arriveranno più tardi a pensioni più basse, costretti a pagare nel frattempo sempre più tasse : l’IVA, le addizionali IRPEF locali e regionali, le accise sulla benzina, i ticket sanitari, l’ICI e le nuove tasse catastali sulla casa.
EQUITA’ ?  Siamo di fronte a una colossale truffa attuata dalle classi dominanti contro il popolo !
I lavoratori sono diventati il ‘bancomat’ del governo per fare cassa ! E  non basta fare qualche scontrino a Cortina adesso, quando sono già stati tolti  miliardi dalle tasche dei lavoratori, finiti alle banche (per coprire i loro deficit) e alle aziende (per nuovi sgravi fiscali)!

Il progetto liberista di Monti è in ogni caso una illusione sconsiderata e suicida : non ci sarà nessuna crescita perché:
–    i lavoratori, con salari e Welfare ridotti, ridurranno anche i loro consumi e la recessione si aggraverà. La conseguente riduzione del PIL richiederà ulteriori manovre, che porteranno nuova recessione e speculazione.
–    le banche terranno ben stretti i soldi ricevuti, guardandosi bene dal finanziare attività produttive
–    le aziende non investiranno i benefici ottenuti in ricerca e innovazione, ma in forme più remunerative, magari per spostare la produzione in Serbia (vedi OMSA) o in Polonia e Brasile (vedi FIAT)
–    la crescita sognata dai liberisti come Monti sarà impossibile anche per cause strutturali del capitalismo. Il saccheggio dei beni del pianeta sta portando alla scarsità delle risorse, che non sono illimitate, alla distruzione dell’equilibrio ambientale e a preoccupanti cambiamenti climatici. Anche lo sviluppo di Paesi come Cina, India o Brasile rende evidente che servono sempre più risorse : ma se tutti gli abitanti del mondo ne usassero come fanno gli abitanti degli Stati Uniti,  servirebbero 5 pianeti Terra. Il capitalismo è in un vicolo cieco.

Noi diciamo che in democrazia decide il popolo, il 99%, e non l’1% di banchieri, speculatori,  multinazionali ed evasori. Il popolo può e deve decidere le politiche economiche più giuste in libere elezioni da tenere al più presto.

Oggi lavoratrici, lavoratori e giovani hanno un’occasione storica. Non è solo questione di uscire dalla crisi, ma di muovere i primi passi per uscire dal capitalismo in crisi. Bisogna farlo ora, prima che questo sistema incapace di risolvere le sue contraddizioni trascini nel baratro l’intera umanità.
Che fare ?
1)    Bisogna collegare tra loro le lotte di tutti i Paesi, come è successo il 15 ottobre 2011 con gli “indignati” di tutto il mondo. Bisogna rovesciare la globalizzazione della finanza e del neoliberismo in una globalizzazione dei popoli.
2)    Bisogna bloccare l’economia di carta della speculazione e tassare le transazioni finanziarie.
3)    Ci vuole una riconversione ecologica della produzione e dei consumi, con un sistema economico decentrato e rispettoso dell’ambiente naturale
4)    Bisogna adottare una patrimoniale sulle grandi ricchezze, condurre una vera lotta all’evasione fiscale, tagliare le spese militari e le “grandi opere” inutili come la TAV o il ponte sullo stretto di Messina. Con queste risorse sarà possibile finanziare non le banche, ma un intervento pubblico che potrà creare da subito nuova occupazione , facendo lavorare piccole e medie imprese o cooperative giovanili in settori prioritari : riassetto idrogeologico del territorio, risparmio energetico, nuove fonti di energia rinnovabili, produzione di alimenti “a km. zero”, trattamento e riciclaggio dei rifiuti, assistenza agli anziani, asili nido e scuole materne, edilizia abitativa sociale, messa a norma degli edifici scolastici.

BASTA CON LA LOGICA INIQUA E DISTRUTTIVA DEL PROFITTO  !
UN MONDO DIVERSO E’ POSSIBILE  !

Marcegaglia all’attacco:”Articolo 18 anomalia italiana”. Prc: “Nessuno lo tocchi! Opposizione a Governo e Confindustria”

mercoledì, gennaio 11, 2012

Secondo la Marcegaglia il reintegro previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è un’anomalia del sistema italiano perché la misura «esiste formalmente anche in qualche altro paese europeo, ma sostanzialmente non viene usata». Il confronto tra Italia e gli altri paesi europei, curato dagli industriali, sarà presentato in un dossier e consegnato direttamente alla ministra al Lavoro, Elsa Fornero. Il presidente di Confindustria ha sottolineato che «l’articolo 18 è un tema molto ideologico e noi non vogliamo affrontare il tema dal punto di vista ideologico. Vogliamo solo portare un confronto tra l’Italia e gli altri paesi europei». Leggi tutto…

Video-intervista a Paolo Ferrero: “Il 20 gennaio in piazza contro i governi europei e l’austerity”

martedì, gennaio 10, 2012

Il 20 gennaio a Roma si terrà un vertice tra i tre principali responsabili della speculazione finanziaria sui titoli di stato europei e della demolizione dei sistemi di protezione sociale, del welfare e dei diritti dei lavoratori in Europa. Infatti proprio le folli politiche europee concordate da Merkel, Sarkozy e Monti sono alla base della profondissima crisi finanziaria e della recessione che nel 2012 produrrà in Europa – a partire dall’Italia – milioni di nuovi disoccupati. Propongo quindi a tutte le forze della sinistra politica e sociale di organizzare per il 20 gennaio l’accoglienza a Merkel, Sarkozy e Monti, in modo che possano aver ben chiaro che cosa pensano gli italiani di queste scellerate politiche economiche e per esprimere con chiarezza che esiste una alternativa praticabile qui ed ora. Così come mi permetto di dire a CGIL, CISL e UIL che la convocazione di uno sciopero generale con manifestazione a Roma per il 20 sarebbe un atto dovuto, perché se le stangate derivano dalle politiche europee è bene che a quel livello si porti il conflitto.

Lavoratori senza speranza: in Europa il 3,5%, in Italia l’11,1%

martedì, gennaio 10, 2012

Nella Ue a 27 membri sono 8 milioni e 250mila le persone che non cercano un impiego ma sono disponibili a lavorare, pari al 3,5% della forza lavoro complessiva. L’Italia ha il numero più alto di lavoratori “senza speranza”: 2,7 milioni ovvero l’11,1% della forza lavoro. E’ quanto emerge dallo studio pubblicato oggi (9 gennaio) da Eurostat , dal titolo “Underemployed and pontentially active labour force statistic”.
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Non è il lavoratore protetto a creare il precario

martedì, gennaio 10, 2012

Analizziamo i modelli di chi vuole “riformare” il mercato del lavoro e abolire l’articolo 18: i risultati non migliorano la situazione dei precari, ma delle imprese
Precari contro garantiti? Proviamo a fare un piccolo ragionamento di economia. Dell’articolo 18 si si sanno i termini del problema: vieta il licenziamento discriminatorio, a cui per il momento siamo ancora tutti contrari (ma aspettiamoci qualche mossa da parte di un “riformista” con la mania di apparire sui giornali, sotto il titolo leggermente abusato “Niente tabù”) e vieta quello senza motivazione economica oggettiva, cioè consente di licenziare per una riorganizzazione dell’attività, ma non perché qualcuno si offre semplicemente di lavorare a un salario più basso.
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Marchionne: Andare via non si significa tradire, significa crescere come quando i ragazzi vanno via di casa.

lunedì, gennaio 9, 2012

Manca solo l’ufficialità, ma tutti gli elementi portano a pensare che Torino e l’Italia presto perderanno il quartier generale della Fiat. Entro il 2015 Chrysler e Fiat saranno un unico gruppo e, secondo Marchionne, sia Torino che Auburn Hills (la sede della Chrysler vicino a Detroit) possono esserne la sede unica in futuro. Lo ha detto in una intervista al Wall Street Journal perché ”Serve un punto di riferimento dal punto vista della governance. C’e’ bisogno di una casa, nessuno vuole stare senza… Sia Auburn Hills, sia Torino sono in grado di ospitare” il quartier generale del gruppo. Marchionne sui timori italiani di perdere la sede del gruppo dice inoltre che: ”L’attaccamento emozionale al proprio paese come produttore deve essere ripensato. Questo non significa tradire nessuno, significa crescere, come quando i ragazzi vanno via di casa. Questo non vuol dire che non ci vogliono piu’ bene. Vuol dire che faranno delle cose e vivranno da soli. Ritengo che per gli affari sia la stessa cosa”.
Queste dichiarazioni, messe insieme alle tante fatte da Marchionne colme di complimenti per i sindacati statunitensi che permettono maggior agibilità affaristica, fanno temere che la scelta in fondo sia stata già presa.

Rifondazione grida “Vergogna” a Lega e Monti

domenica, gennaio 8, 2012

Leghisti e comunisti, naturalmente ben distanti e con motivazioni opposte, ieri hanno contestato Mario Monti a Reggio Emilia. In piazza a protestare c’erano anche esponenti della Destra di Storace e gruppi di indignados. Nel centro storico di Reggio, a poca distanza dal teatro Valli dove ha parlato Monti, gli esponenti di Rifondazione hanno issato una bandiera tedesca a sventolare ben visibile, mentre hanno listato a lutto quella italiana. «Monti ha trasformato l’Italia in un protettorato tedesco e in quanto ad equità il suo governo vale quello di Bossi e Berlusconi», ha spiegato il segretario del Prc Paolo Ferrero.
Negli slogan i militanti di Rifondazione hanno attaccato i leghisti, assiepati a 400 metri di distanza: «Vergogna, per otto anni ha votato le leggi ad personam e quelle più infami del governo». Stesso concetto espresso in altre parole dal segretario del Pd Bersani, presente a Reggio e destinatario di qualche fischi leghista: «Non si permettano di contestare, stiamo cercando di venire via dai guai che hanno creato».

Ferrero: Il 20 gennaio a Roma organizzeremo l’accoglienza a Mercozy

sabato, gennaio 7, 2012

Il 20 gennaio a Roma si terrà un vertice tra i tre principali responsabili della speculazione finanziaria sui titoli di stato europei e della demolizione dei sistemi di protezione sociale, del welfare e dei diritti dei lavoratori in Europa. Infatti proprio le folli politiche europee concordate da Merkel, Sarkozy e Monti sono alla base della profondissima crisi finanziaria e della recessione che nel 2012 produrrà in Europa – a partire dall’Italia – milioni di nuovi disoccupati. Propongo quindi a tutte le forze della sinistra politica e sociale di organizzare per il 20 gennaio l’accoglienza a Merkel, Sarkozy e Monti, in modo che possano aver ben chiaro che cosa pensano gli italiani di queste scellerate politiche economiche e per esprimere con chiarezza che esiste una alternativa praticabile qui ed ora. Così come mi permetto di dire a CGIL, CISL e UIL che la convocazione di uno sciopero generale con manifestazione a Roma per il 20 sarebbe un atto dovuto, perché se le stangate derivano dalle politiche europee è bene che a quel livello si porti il conflitto.