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Report/comunicato a seguito della commissione congiunta della Provincia di Mantova del 18 luglio 2012
Ieri, 18 luglio, si è tenuto un incontro in commissione congiunta 3^ e 8^ della Provincia di Mantova per decidere delle sorti della gestione dell’acqua sul territorio provinciale. Leggi tutto…
«Uscire dalla crisi con un’altra Europa»
La politica italiana è stretta tra la crisi europea e le nuove manovre di austerità imposte dal governo Monti con la “spending review”. Da un lato una speculazione finanziaria senza freni, una recessione sempre più grave e l’incapacità dell’Europa di affrontarle. Dall’altro una politica italiana fatta di tagli alla spesa degli enti locali, alla sanità, all’istruzione, la riduzione dei dipendenti statali, mentre restano spese inutili come quelle per i cacciabombardieri F35, con l’effetto di aggravare la recessione e l’impoverimento del paese.
Una via d’uscita da questa doppia crisi è stata proposta al Forum «Uscire dalla crisi con un’altra Europa» che ha riunito a Roma il 9 luglio 2012 decine di associazioni, sindacati e movimenti italiani chiamando a discutere le forze politiche progressiste. Sono state riprese e sviluppate le proposte discusse il 28 giugno 2012 al Forum “Un’altra strada per l’Europa” tenuto al Parlamento europeo a Bruxelles in contemporanea con il Consiglio europeo. Le proposte di Bruxelles, condivise da un ampio schieramento di associazioni, movimenti e sindacati europei, chiedevano cinque cambiamenti delle politiche europee sui seguenti temi:
1. La possibilità per la Banca centrale europea di intervenire come prestatore di ultima istanza per i titoli di Stato, e una soluzione al problema del debito pubblico fondata sulla responsabilità comune dell’eurozona.
2. Un radicale ridimensionamento della finanza, con l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie, limiti alla finanza speculativa e ai movimenti di capitali.
3. Il rovesciamento delle politiche di austerità, il rifiuto dei vincoli del “Patto fiscale” e politiche che tutelino il welfare e i salari, con un’Europa capace di stimolare la domanda, assicurare l’armonizzazione fiscale, spostare l’imposizione fiscale dal lavoro ai profitti e alla ricchezza, promuovere la piena occupazione e avviare uno sviluppo equo e sostenibile. Su questi temi la politica del governo Monti è ferma all’ortodossia neoliberista, aggrava la recessione e disegna una prospettiva di declino economico, ingiustizia sociale, perdita di democrazia. Per l’Italia è particolarmente importante riaffermare che il lavoro e la contrattazione collettiva devono essere difesi; i diritti del lavoro sono parte essenziale dei diritti democratici in Europa e in Italia.
4. Per uscire dalla crisi, occorre una trasformazione profonda dell’economia europea nella direzione della sostenibilità ambientale e sociale. Serve un “new deal” verde, che orienti gli investimenti privati e le risorse pubbliche verso la conversione ecologica delle nostre infrastrutture energetiche, dei trasporti e produttive, con il ripristino delle risorse naturali, nuove conoscenze che alimentino ricerca e innovazione, una distribuzione più equa e minori disuguaglianze; solo così si riusciranno a creare “nuove” attività economiche e occupazione di qualità. In Italia, mille “piccole opere” per la tutela del territorio, il rinnovamento delle città e la qualità della vita sono punti di partenza importanti, insieme all’esperienza dei referendum sull’acqua e sul nucleare che hanno indicato come un’alternativa fondata sul valore dei “beni comuni” può diventare maggioranza nel paese.
5. Questi cambiamenti nelle politiche europee e italiane richiedono un’altra politica e una nuova pratica della democrazia. È necessaria una mobilitazione che risponda al crescente vuoto di democrazia e all’incapacità di realizzare politiche alternative in Europa: la battaglia per un’altra Europa è parte integrante della costruzione dell’alternativa in Italia. Occorre unire una maggiore integrazione europea con radicali cambiamenti nei modi in cui l’Unione europea prende le sue decisioni, per invertire la tendenza alla concentrazione del potere in pochissime mani e trovare una via d’uscita dalla crisi.
Il Forum ha aperto un confronto tra organizzazioni della società civile e forze politiche sulle forme e contenuti della democrazia, anche in vista delle elezioni italiane del 2013 e di quelle europee del 2014. In Italia, è importante organizzare una forte aggregazione intorno a queste proposte di cambiamento, influenzando i contenuti del dibattito delle prossime elezioni.
In Europa è necessario cambiare radicalmente le politiche, riequilibrare i poteri di governi nazionali, Commissione, Parlamento europeo e rafforzare il controllo dei Parlamenti nazionali sui loro governi; servono iniziative di riforma “costituzionale” con una vasta partecipazione; come le proposte per una Convenzione europea o un’Assemblea costituente; sono state proposte liste transnazionali per le elezioni del parlamento europeo e l’utilizzo degli strumenti di democrazia diretta come l’Iniziativa dei cittadini europei per promuovere nuove politiche europee.
Di fronte a una crisi sempre più grave, le politiche italiane ed europee devono cambiare strada; un’alleanza tra società civile, sindacati, movimenti sociali e forze politiche progressiste è oggi più che mai necessaria per portare l’Europa fuori dalla crisi prodotta da neoliberalismo e finanza, e verso una vera democrazia.
da Sbilanciamoci.info
Lotta nazionale dell’auto in Francia
Era un segreto di Pulcinella: la direzione di Psa, come previsto, ha atteso la fine del periodo elettorale per rivelare il suo piano di soppressione di posti di lavoro e la chiusura della fabbrica di Aulnay-sous-Bois. Solo che il numero di posti soppressi eccede le più accreditate previsioni: 8.000 in Francia, di cui 3.500 a Citroen-Aulnay, e 1.400 a Citroen-Rennes. Psa spinge a fondo, forse per lasciarsi un piccolo margine di ritrattazione nel caso di eccessive difficoltà politiche. Non bisogna lasciarsi ingannare dal quadro finanziario apocalittico presentato dalla direzione per giustificare i suoi pesanti tagli. Leggi tutto…
La replica di Zolezzi al commento di Goldoni sul biogas
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica di Alberto Zolezzi a Marco Goldoni sull’articolo Risottata no biogas venerdì 29 giugno a Curtatone:
sempre grazie a Marco Goldoni che almeno prova a ragionare
1) partiam dai “besi” che sono per molti l’argomento principale
perchè non denunciate la trasmissione Report? se i dati corretti sono di 5 volte differenti sarebbe opportuno chiedere
una rettifica ufficiale e far rimuovere dal sito rai la parte di trasmissione con i calcoli finanziari e di resa calorica (confronto e rapporto fra calorie consumate e prodotte, che secondo tale trasmissione sarebbe circa 9/10, quindi resa netta 10%)
basiamoci pure sui dati del Dott Dugoni, che riferisce che la resa netta è del 50% (rapporto tra energia consumata per irrigare i campi di mais, fertilizzare, trasportare il mais al digestore ecc ecc), l’energia, in termini di sistema verrà pagata 28 centesimi a KW immesso in rete ma finanziando 0.5 KW, quindi in termini di sistema si spenderanno almeno 0.56 euro a KW (sempre che non abbia ragione Report, finchè non viene rimosso il video non è un dato a caso considerare una spesa del nostro Stato di 1.7 euro per pagare un KW elettrico netto), bisogna imparare a ragionare sul sistema, vale per i soldi, per l’inquinamento, per la salute
per non parlare del fatto che l’Italia ha già abbondanetemente superato l’obiettivo europeo del 20% energia elettrica da fonti rinnovabili, siam carenti con quella termica…se la dissipiamo come si fa??…
2) inquinamento, dati presentati al Consiglio Comunale di San Giorgio di Mantova, con tanto di specifiche,
bisogna ragionare sul sistema ma anche sul recettore, esistono (e ne escono ogni mese) studi su due diversi tipi di danno da inquinamento atmosferico, il primo e apparentemente più importante è quello da prossimità (vicinanza a una fonte), dove si vede che abitare entro pochi km (max 2) da fonti grossolane, strade trafficate, impianti non dotati di filtri avanzati (centrali a biogas che sono meno potenti ma non hanno lo stesso sistema di abbattimento di un turbogas) incrementa i rischi per la salute
il secondo riguarda i dati sull’inquinamento di un territorio, provincia o regione, dati significativi ma con lieve riduzione della potenza statistica
abitare vicino a una fonte inquinante incrementa il rischio per la salute, se valuto le fonti entro 2 km (è vero che qualcuno sostiene che la distanza dovrebbe essere minore ma buona parte dei dati sono significativi entro 2 km dalle fonti)
come cittadino, abitante e recettore, sono interessato alle eventuali fonti inquinanti; un’automobile che transiti nella mia zona impatterà sulla mia salute, per la quota relativa all’inquinamento da prossimità (poi gli ossidi di azoto contribuiranno a costituire PM anche a distanza), per cui un’auto che passa nella mia zona per i circa 2 km che mi riguardano, se per esempio è un’euro 4 o superiore o addirittura a metano, emetterà circa 180 mg di NOx a KM, circa 360 mg che impatteranno sul recettore, mi fisso sugli NOx perchè sono considerati tra i principali precursori del PM, insieme tra l’altro all’ammoniaca che verrà emessa dai composti che fertilizzeranno il mais (buon connubbio…produzione intensiva di mais e centrale a biogas con motore endotermico…meno male che anche gli imprenditori sostengono che il biogas con questo tipo di impianti è morto…non si poteva bloccare qualche impianto prima? sulla inopportunità della vicinanza degli impianti ai centri abitati so che in molti son daccordo, oltretutto senza alcuna certezza di teleriscaldamento o recupero della energia termica…)
torniamo ai 360 mg di NOx emessi dall’automobile che passa dalle mie parti…ho chiesto al Dott Dugoni i NM3 che fuoriescono per tempo (all’ora, giorno, quello che volete) dal camino di una centrale da 1 MW, nessuna risposta, lo ho chiesto ai gentili operatori e gestori della centrale di Pegognaga, nessuna risposta…ho stressato tutti i tecnici di mia conoscenza anche perchè i dati riassuntivi in mio possesso non mi convincono,
in ogni caso prendendo i dati più ottimistici: 560 NM3 all’ora dal camino della centrale (senza contare emissioni per irrigazione, trasporto ecc ecc, assolutamente ragguardevoli, già così l’agricoltura in provincia di Mantova produce oltre il 10% del PM, emettere e non produrre cibo con colture dedicate mi lascia perlomeno perplesso…come son diplomatico)
560 x 24 (ore) x 300 mg di NOx per NM3 (la legge consente fino a 450 ma valutiamo un ciclo e filtri sufficientemente virtuosi, non ho visto negli atti alcun accenno a superfiltri quindi cuccatevi i 300 mg di NOx, tenete conto che negli impianti c’è la valutazione in continuo del CO, NOx valutati solo una o due volte all’anno…)
560 x 24 x 300 = 4 kg die di NOx (aspetto conferme che potrebbero solo far salire questo dato, ripeto, mi riferisco alle sole emissioni dallo scarico, non a quelle globali) che fanno il passaggio di 10.000 automobili da euro 4 in su (togliendo le ore di non utilizzo medio della centrale), pressapoco un raddoppio per area dell’inquinamento da traffico pensando al mio Comune, e non ditemi che esistono anche le euro 1…guardiamo avanti
per non parlare del SO2 che con le auto di nuova generazione stava sparendo…
è diverso l’inquinamento di un’auto che passa a 5 km dal centro abitato rispetto a una che ci passa vicino…questo per ragionare sul sistema, è inutile vedere quanti km fa un’auto in un giorno, anche se contribuisce al PM tot
comunque son ben felice di ragionare su questi dati, non è facile interfacciare diverse discipline e sto davvero spremendo i miei amici tecnici, se ci fosse più collaborazione da parte dei tecnici “ufficiali” farei più presto e si riuscirebbe a dare un quadro più obiettivo della eventuale logica di questi impianti,
Marco se hai dati storici di emissioni e di flusso di qualche centrale mandameli
un caro saluto a tutti
Alberto Zolezzi
La base di SEL: “Unità a sinistra”
Siamo un gruppo di persone simpatizzanti, militanti, iscritti di SEL, preoccupati e disorientati dal percorso politico in atto, caratterizzato da tatticismi e cautele incomprensibili.
La situazione nazionale è complicata, viviamo una fase di emergenza democratica e sociale. Mentre non conosciamo ancora tutte le conseguenze che la crisi ci riserverà nel prossimo futuro, sempre più lavoratori, studenti, pensionati, comuni cittadini stanno sperimentando sulla loro pelle gli effetti dellausterità e della recessione.
La politica (quella dei partiti) è stata annullata, sepolta dallindifferenza delle persone, molte delle quali ora giocano lultima carta puntando sul nuovo pifferaio grillino
, altri rifiutando di giocare ricorreranno allastensionismo. Ma la politica si è auto-sepolta, in larga parte a causa dellautoreferenzialità presente in ogni partito.
Dunque la prospettiva non è buona. I Partiti politici allo sbando e i poteri forti che ne approfittano per conquistare altre quote di potere aumentando la forbice sempre più ampia tra i pochi che detengono la maggioranza delle risorse economiche e i tanti che soccombono impoverendosi in maniera esponenziale.
In questa fase SEL dimostra di non essere affatto quel PARTITO NUOVO che aveva promesso di diventare al congresso. I propositi di evitare i tatticismi e di abbandonare la vecchia politica, non sono stati portati avanti.
Non dobbiamo aver paura, dicevamo. Invece se non la paura, è leccessiva cautela che ci sta facendo perdere quella credibilità che nel giro di un anno avevamo faticosamente conquistato.
Mentre il Paese naviga a vista in balìa delle tempeste finanziarie, destinato a sopportare un lungo periodo di austerità e sacrifici, il dibattito politico ora è arenato sullalleanza del centro sinistra, bloccato sulle difficoltà del PD il quale sembra aver preso la strada della composizione tra moderati; di fatto la riformulazione della mai estinta Democrazia Cristiana. Un dibattito surreale se confrontato con le reali esigenze del Paese dal punto di vista di chi crede che al liberismo sia giusto rispondere con unalternativa. Pensiamo che lidea alternativa al governo delle destre, sia totalmente incompatibile con un qualsiasi Partito che garantisce continuità e fedeltà al Governo Monti.
Nei giorni scorsi il coordinatore della segreteria nazionale di SEL Claudio Fava, candidato alla presidenza della Regione Sicilia, ha affermato che il centro sinistra in Sicilia è svuotato di contenuti e che non intende stare seduto nelle segreterie di partito per costruire patti politici che non possano dare unalternativa ai siciliani.
Condividiamo quella scelta, la Regione Sicilia ha bisogno di un cambio di passo, ma quellanalisi calza a pennello anche con tante altre realtà territoriali e soprattutto con lattuale situazione politica nazionale.
Lipotesi di centrosinistra in campo ora, non è in grado di dare unalternativa al Paese. Crediamo che sia ormai tempo di considerare il PD un partito di centro, moderato e vicino alle politiche liberiste. Pensiamo che nel PD ci siano militanti, dirigenti, elettori che mal sopportano questa condizione; possiamo aiutarli ad uscire da questa contraddizione solo mettendo in campo una credibile alternativa di Governo. Dobbiamo farlo nel pieno della nostra autonomia e coerenza in continuità alle nostre enunciazioni congressuali, aprendo alla sinistra diffusa, quella dei movimenti, condividendo lesperienza di ALBA, accogliendo le istanze della Fiom, del forum dellacqua, cercando il dialogo con lIDV e con la FdS, ovviamente in un confronto che preveda il massimo rispetto reciproco, indispensabile premessa per una condivisione corretta di un eventuale progetto comune.
Dimenticare la foto di Vasto, e ripartire dalle foto dei volti delle persone che in questo periodo patiscono le conseguenze austere e ciniche del Governo della grande coalizione italiana. Crediamo che si debba mettere in campo una grande assemblea, gli stati generali della sinistra subito per affrontare e condividere imprescindibili punti programmatici: riforma della finanza; annullamento della riforma del lavoro; no al pareggio di bilancio; tassa patrimoniale e adeguamento scaglioni su redditi elevati; lotta allevasione fiscale; riforma scolastica e universitaria; reddito minimo garantito; diminuzione spese militari; riforma elettorale; rispetto dellesito del referendum sullacqua; modello economico ambientalmente sostenibile
*** Primi firmatari: Claudio Paolinelli, assemb. regionale SEL Marche Attilio Casagrande assemb. federale SEL Ancona- Francesco Mancini, Coordinatore circolo SEL Senigallia Patrizio Giuliante, circolo SEL Falconara Angela Ciaccafava, assemb. federale SEL Ancona Emanuele Rossi, Cons. comunale SEL Fabriano Bene Comune Riccardo Brunelli Tiziano Polidori, coordinatore circolo SEL Fabriano Antonio Crocetti, coordinatore circolo SEL Falconara Marcello Pesarini ass. Antigone, Forum SEL diritti e immigrazione Manuela Bartolucci, assemb. regionale SEL Marche Paola Stacchietti, circolo SEL Falconara Francesco Rubini, gruppo SEL giovani Ancona Diego Quattrini, circolo SEL Ancona Isidoro Bacchiocchi, circolo SEL Senigallia Erio Nobili, circolo SEL Falconara Barbara Bravi, circolo SEL Falconara Matteo Cognini, tesoriere federale SEL Ancona Aurelio Notarstefano, Circolo SEL Loreto Osimo Giancarlo Centanni forum diritti e immigrazione SEL, circolo Laboratorio Sociale Ancona, Scuola di Pace Ancona
Palazzo del Podestà, un’ atto consiliare ardito e ingiusto
Fausto Banzi
(Per la Sinistra Unita)
L’altra sera il Consiglio Comunale ha discusso un atto d’indirizzo predisposto dalla giunta finalizzato al recupero del Palazzo del Podestà.
I lavori di recupero avrebbero fatto sforare il patto di stabilità con le conseguenze del caso a discapito della cittadinanza e per questo l’assessore al bilancio si era astenuto in giunta su questo atto dindirizzo.
È giusto chiedere deroghe al patto di stabilità quando ve ne sia una vera necessità, come nel caso di terremoto, ma questo va concordato con il Governo perché ormai è chiaro che ogni splafonamento comporta una manovra a carico dei cittadini per il rientro dal debito, oltre alle sanzioni agli EELL che sforano e che inevitabilmente hanno ricadute sui cittadini. Leggi tutto…
Sosteniamo il “il Manifesto”
La Federazione della Sinistra dell’Oglio/Po MN
organizza a DOSOLO
Presso il giardino “La Pergola”del bar cooperativa di Dosolo
CENA DI SOSTEGNO
e mostra delle vignette di VAURO per
“il manifesto”
Sabato 14 luglio ore 20.30
E’ una battaglia civico-creativa contro l’attacco alla
libertà d’informazione e la cancellazione
del finanziamento pubblico all’editoria cooperativa
Prenotazione obbligatoria. – Per informazioni e prenotazioni telefonare a:
Mara Saccani 3470561537 – Aldo Vincenzi 3331475732 – Carlo Azzi 037589656
Nuovo PGT, Banzi dice no
Nell’ultimo consiglio comunale il consigliere di “Per la sinistra unita” Fausto Banzi ha votato “no” al nuovo PGT per alcune semplici ragioni.
La prima riguarda l’autorizzazione a costruire 3 Atr per 2500 abitanti, mentre per altri 2500 abitanti è prevista la ristrutturazione di edifici già esistenti., non è credibile che nel giro di 5 anni, tale è la valenza temporale per PGT , la popolazione mantovana cresca del 33%. Se Mantova conta 49000 abitanti e altri 11000 sono previsti dai piani attuativi già autorizzati e a questi ne aggiungiamo altri 5000 del nuovo PGT arriviamo a 65000. Leggi tutto…
Belfiore, ciclabile parzialmente chiusa
Sono passate parecchie settimane da quando è stata chiusa parte della ciclabile del lungolago di Belfiore all’altezza del bar-ristorante “La Zanzara”.
A prima vista sembrerebbe che l’interruzione sia causata dalla rottura di un’asse di legno, il che farebbe pensare alla possibilità di un intervento rapido e a basso costo da parte dell’Ente competente. Leggi tutto…
Anche il caldo rischia di rallentare la giustizia
Presetata una interrogazione del consigliere comunale di “Per la sinistra unita” Fausto Banzi sull’urgenza di installazione di un impianto di climatizzazione nei locali della Procura della Repubblica in via Conciliazione. Leggi tutto…


















