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Carrelli di solidarietà attiva
Le tessere da trenta euro recapitate nelle case dei mantovani, che negli obiettivi della campagna marketing del gruppo lombardo dovevano “comprarsi” il favore dei cittadini, sono state utilizzate da eQual presso l’ipermercato Esselunga di Desenzano del Garda. L’obbiettivo dichiarato era quello di realizzare “carovane” di acquisto di prodotti alimentari. La raccolta delle card prepagate da trenta euro in poco meno di un mese ha visto la partecipazione attiva di molte decine di cittadini che, nel consegnare agli attivisti la carta prepagata, hanno espresso la loro contrarietà all’ennesima operazione di speculazione nell’area urbana; una opposizione che passa anche per l’adesione all’idea che quella piccola somma vada utilizzata in modo diverso. Con le tessere e i relativi acquisti vengono sostenuti lavoratori e disoccupati, italiani e stranieri: la crisi colpisce sempre più duramente e non fa distinzione di sesso, nazionalità o etnìa. Sono stati attivati perciò i contatti nei presìdi operai delle aziende in crisi e nell’associazionismo che assiste le nuove povertà emergenti nei quartieri. Una parte delle card è stata utilizzata per portare aiuti anche nell’Emilia colpita dalla recente alluvione; un intervento che riprende la “Rete solidale” con cui eQual e altre associazioni della città avevano collaborato nella fase di emergenza post-terremoto del 2012. Consci che tutto questo non rappresenta la risposta definitiva alla crisi, siamo però convinti che impegnarsi concretamente per ricostruire vere forme di solidarietà mutualistiche, spontanee e volontarie, sia uno dei motori del cambiamento.
Poco più di un anno fa abbiamo iniziato un percorso di approfondimento, sensibilizzazione e di protesta sul tema della cementificazione del territorio, del numero abnorme di centri commerciali e sul problema casa. Dossier e documenti vari si sono alternati ad azioni dirette: alcune di protesta (ad esempio in occasione della votazione del Pgt) altre più costruttive (il “Ca$h Mob” a sostegno di Punto Amico). Quasi a compimento di una parte del percorso è stato presentato Mantovopoly, il gioco sulla città di Mantova; un esperimento ludico-sociale che verrà riproposto, aggiornato, durante la primavera del 2014.
Le tematiche trattate non sono di certo nostra esclusiva e, quando è stato possibile, abbiamo cercato di “fare rete” creando alleanze con quei soggetti che hanno dimostrato affinità al nostro percorso: dal sostegno alla raccolta firme di Acm contro Esselunga alla campagna “abbassate gli affitti” del gruppo di studenti universitari “Reazione a Catena”. La battaglia contro la costruzione di un nuovo ipermercato non ci ha colti alla sprovvista, ma è stata l’occasione per intensificare le iniziative e “sintetizzare” una serie di problematiche che Mantova e il suo territorio si portano dietro da decenni: per questo continua il nostro impegno contro la città del cemento e degli interessi privati.
Con questo spirito, nei prossimi giorni realizzeremo nuove spedizioni di spesa collettiva. Chi vuole dare una mano fattivamente al progetto di eQual, alla campagna delle spese collettive o impegnarsi per “tracciare le linee” di una Mantova diversa, ci può contattare via mail.
Il cambiamento si costruisce insieme, ogni giorno.
Uniti siamo tutto!
eQualGruppo di iniziativa sociale – Mantova
Google Alert – rifondazione comunista
Da: Google Alerts [mailto:googlealerts-noreply@google.com]
Inviato: giovedì 6 febbraio 2014 20:39
A: g.feliciello@gmail.com
Oggetto: Google Alert – rifondazione comunista
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Electrolux non deve passare
La multinazionale svedese Electrolux con il ricatto della delocalizzazioni degli stabilimenti italiani in Ungheria e Polonia, chiede che le lavoratrici e i lavoratori accettino il taglio dei salari fino al 40%, tra diminuzione della paga oraria, taglio dei premi aziendali, blocco dei pagamenti delle festività e degli scatti di anzianità, riduzione dell’orario a 6 ore per 6 giorni, e che contemporaneamente aumentino i ritmi, si tagli la pausa mensa, si taglino i permessi sindacali. Leggi tutto…
Esselunga: tra cemento e carrelli
In questi giorni abbiamo iniziato a raccogliere le tessere di Esselunga, le card con cui il colosso della grande distribuzione vorrebbe ingraziarsi i mantovani. Una raccolta che continua perché in tante/i vogliamo trasformare questa “polpetta avvelenata” in una maxi colletta alimentare che vada a sostenere chi sta soffrendo la crisi più degli altri, pagando così gli effetti di un sistema che invece di includere continua ad escludere e a produrre nuove povertà: trasformiamo il tentativo di comprare il favore della città in un gesto di solidarietà attiva!
(in allegato una infografica sintetica)
C’è un problema edilizio ed etico: ci sono troppi maxi-supermercati intorno alla città (12), baracconi di cemento dove, va sottolineato, la precarietà dei lavoratori è parte integrante delle offerte al ribasso. C’è un problema commerciale: si spengono le luci del commercio cittadino (sono appena stati chiusi due supermercati di vicinato in via Ariosto e via Porto e il Punto Amico fatica a chiudere il bilancio dell’anno) e i quartieri si riempiono sempre più di vetrine vuote. La nostra ferma opposizione si muove dunque contro l’idea stessa di un nuovo grande insediamento commerciale a Mantova e non è questione di bandiera: in tempi di contrazione dei consumi questo è buonsenso prima di essere una riflessione politica.
Rispetto ad altre catene già presenti sul territorio, il “marketing d’assalto” di Esselunga ha colpito in negativo l’immaginario collettivo. Solo per le card prepagate la ditta lombarda ha messo sul piatto qualcosa come 720.000 euro: una cifra esorbitante che, in tempi di crisi, suona come uno schiaffo alla collettività. Una montagna di soldi che, da sola, aiuterebbe a rimettere in sesto le case popolari oggi abbandonate, darebbe linfa alle scuole pubbliche cittadine martoriate dai tagli o potrebbe contribuire a rimettere in funzione una struttura come il Palazzetto dello Sport (volutamente lasciato in stato di abbandono in favore di un Palabam utilizzato per tutto tranne che per lo sport). Tanti adesso guardano al sottopasso di Porta Cerese come al bene supremo. Sono persino disponibili ad accettare Esselunga, ma chi ci assicura che non si ripeta quello che è accaduto al sottopasso ciclabile legato a Piazzale Mozzarelli? Ttutte le altre promesse legate agli oneri compensativi delle nuove lottizzazioni, che non sono state mai realizzate? Il sottopasso potrebbe anche essere utile, ma di certo non preceduto dall’ennesimo Ipermercato (Esselunga mente sapendo di mentire perché dai 2500 m2 in su, le strutture commerciali sono considerate Ipermercati, mentre i cosiddetti supermercati di vicinato rimangono sotto gli 800 m2).
Inoltre chi arriva a spendere tutti questi soldi solo per convincere i cittadini della bontà di una speculazione edilizia non è certo un benefattore, né un filantropo. Si tratta di manager, fatti esattamente della stessa pasta padronale di chi ha chiuso la Burgo, delocalizza la Ies, cementifica ovunque ed esternalizza i bancari per salvare i propri stipendi d’oro. Una minoranza arrogante ed ideologica che per fare profitto è pronta a passare, con le buone o con le cattive, sulle vite dei cittadini e dei lavoratori di Mantova.
Per riuscire a farlo però si devono servire della politica: ieri, quando il centrosinistra favoriva la coop per farle costruire a Porta Cerese, ad opporsi in consiglio comunale c’era una opposizione di sinistra seguita a ruota da elementi di quel centrodestra che oggi invece è “cameriere” dei nuovi arrivati. In ogni epoca c’è chi si oppone alle speculazioni perché portatore di principi e c’èinvece chi lo fa per interesse: per questi ultimi bastano davvero trenta denari per cambiare idea.
eQualGruppo di iniziativa sociale – Mantova
Un diario per raccontare la missione di pace n Palestina e Israele
Dopo una prima Missione risalente al 2009, una delegazione mantovana ha raccolto ancora l’invito della Tavola della Pace Nazionale e, tra il 27 ottobre e il 3 novembre 2012, ha partecipato ad una seconda Missione di Pace in Palestina ed Israele.
Siamo tornati in quelle terre per ascoltare e capire che cosa stava succedendo, per sostenere tutti e tutte coloro che si impegnano per raggiungere una pace vera e duratura, per creare vicinanza con chi è vittima di un conflitto senza fine, per portare la nostra solidarietà a chi ci chiede aiuto e sta lottando per arrivare a vivere con dignità.
Nel nostro passaggio attraverso una terra nella quale la parola pace sta sempre più perdendo significato, siamo stati a nostra volta attraversati da eventi, testimonianze ed emozioni che hanno lasciato un segno profondo.
In questo diario abbiamo cercato di raccogliere e descrivere tutto questo.
Contro l’austerità: CASA, DIRITTI, REDDITO E LAVORO
Contro l’austerità: CASA, DIRITTI, REDDITO E LAVORO
per generalizzare le lotte ed estendere la partecipazione diretta
Assemblea pubblica
Costruiamo campagne e strumenti contro la privatizzazione della società!
Giovedì 7 ore 21.00
Via Facciotto Mantova
La crisi non finirà nel 2014 o nel 2015, anzi sembra presentare un conto che di anno in anno è sempre più salato.
Chiunque pretenda di fornirvi una soluzione (spesso condita di sacrifici) all’interno degli attuali “confini” politici fatti di primarie, campagne elettorali e votazioni on-line, vi sta in qualche modo mentendo.
Chi non mette in discussione l’attuale modo di produzione e di accumulazione della ricchezza, è parte del problema, non della soluzione.
Non lo affermiamo per estremismo o settarismo, ma perchè pensiamo sia giunto il momento di dire in modo chiaro le alternative che vanno nella direzione opposta alle leggi dell’economia di mercato che BCE, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea vorrebbero imporci per salvare le banche.
Non pensiamo che sia semplice mettersi contro la corrente dei diktat del neoliberismo (più mercato, più competizione, più individualismo), ma per farlo dobbiamo puntare all’unica forza che abbiamo dalla nostra: la partecipazione diretta, generalizzata, oltre le deleghe.
Possiamo unire la tematica ambientale a quella lavorativa, proponendo un percorso di nazionalizzazione della IES controllato dagli operai, che utilizzi i fondi delle speculazioni finanziarie per le bonifiche ambientali.
Si potrebbe dare vita ad un’autogestione dell’intera area Burgo utilizzandola come polo che metta al centro le necessità di chi ora si trova senza un lavoro o senza capitali e spazi con cui realizzare un progetto.
Dovremmo allo stesso tempo immaginare forme di Reddito Sociale Garantito per frenare il ricatto del lavoro che precarizza la vita dei giovani, creando un conflitto tra generazioni che invece dovrebbero unirsi.
Abbassiamo l’età pensionabile e sblocchiamo il turnover del personale nel lavoro pubblico!
Non ci potrà essere rivolta finchè persisteranno leggi razziste come il reato di clandestinità e la Bossi-Fini, che speculano sulla lotta tra poveri per abbassare il costo del lavoro.
Questo sistema schizofrenico pretende di “liberare i capitali” per poi rinchiudere in frontiere e galere le persone in carne e ossa.
Ci obbliga a lavorare 8 ore al giorno, a fare gli straordinari, quando in realtà la crisi è creata dalla sovrapproduzione, e con il progresso tecnologico potremmo lavorare meno e lavorate tutt*, senza la minaccia della disoccupazione.
In questa fase, anche la natura(non solo la Val Susa), il bene comune (non solo l’acqua) e lo spazio urbano diventano oggetti su cui “fare denaro”. Se si trasferiscono le aziende perchè non produttive, la cementificazione e il mercato dell’affitto rimangono settori su cui speculare.
Rivendichiamo quindi il diritto alla casa, la tassazione delle case sfitte e un piano di edilizia popolare da sostenere con il denaro pubblico della Cassa Depositi e Prestiti, che deve essere ripubblicizzata!
Spazio Sociale La Boje!
Collettivo Studentesco Hsl
Ross@
Rifondazione Comunista
Unione Sindacale di Base
Un camper per HELLENIKO a Mantova
Come collettivo femminista Ma_Le_Donne aderiamo alla campagna di solidarietà con la Grecia promossa in Italia dalla rete Donne nella crisi. La campagna, partita a marzo, è iniziata con una serie di incontri in varie citta alla presenza di compagne greche che hanno relazionato circa la situazione economica del loro paese, dove per effetto della terapia imposta dalla troika la disoccupazione ha raggiunto livelli senza precedenti, i salari e gli stipendi sono stati drasticamente ridotti e tagli enormi hanno riguardato tutti i servizi, in particolar modo il sistema sanitario pubblico.
Manifestazione NO TAV/NO MAFIE
Centro Bruno Cavalletto
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Situazione economica
In base alle nostre previsioni, riusciremo a chiudere l’anno 2013 con un pareggio del bilancio economico. Questo è un buon risultato, considerando che ogni mese spendiamo 760 Euro di affitto per la sede.
Attività sociale e culturale del Centro
A giugno è stato rinnovato il Consiglio Direttivo del Centro, che ora è composto da: Gino Goffredi (Presidente), Catia Lucchini (Vicepresidente), Franco Reggiani (Tesoriere), Giovanni Baricca, Paola Dalboni, Caterina Di Francesco, Roberto Fiorini, Marco Rossi, Maria Grazia Soliani e Sofia Tenedini.
Con l’aiuto del Centro Servizi per il Volontariato, stiamo ultimando l’iter per l’iscrizione dell’Associazione “Centro Bruno Cavalletto” all’albo regionale delle associazioni di volontariato. Con questa azione, che presupporrà una maggiore attenzione nella gestione, adempieremo a tutti gli obblighi giuridici e legali richiesti dalla normativa italiana che regolamenta l’ambito associativo.
Durante l’anno siamo stati impegnati, assieme ad altre realtà del volontariato locale, in alcune iniziative inerenti gli scopi del nostro statuto.
Tra queste ricordiamo la nostra adesione all’appello per una festa della Repubblica che valorizzi il lavoro e il servizio civile e che non sia un’altra festa militare, il nostro intervento sulla stampa locale in merito all’ipotizzata operazione militare in Siria e l’intervento basato su alcune riflessioni inerenti pace e disarmo all’interno di una iniziativa organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà.
Il Centro ha inoltre curato la pubblicazione e la presentazione del quaderno “Il compagno gentile”, una raccolta di testimonianze e memorie sull’impegno politico e sociale di Maurizio Mauri, che ci ha lasciato a gennaio.
Le Associazioni e i Gruppi che attualmente hanno sede presso il Centro o che svolgono un’attività continuativa sono:
Gruppo 7 – Donne per la Pace
LAV – Lega Antivivisezione
Libera – Associazione contro le mafie
Gruppo pace e disarmo (proveniente dal Coordinamento per la Pace)
EQual
Network Studentesco
Lega Anticaccia
Gruppi immigrati
Tesseramento 2014
In occasione della cena di sabato 9 novembre, si aprirà il tesseramento per l’anno 2014.
Nel 2013 abbiamo raggiunto la quota record di 65 iscritti, per un totale di 2060 Euro di sottoscrizioni.
Ricordiamo le quote delle tessere e, ancora una volta, facciamo appello alla tua generosità.
Socio Ordinario : 20 Euro
Socio Sostenitore: 50 Euro
Ci vediamo sabato 9 novembre in via Tezze !!!
Il Direttivo del Centro
Verso lo sciopero generale del 31 ottobre – Uniti siamo tutto
eQual – Gruppo di iniziativa sociale – Mantova
La situazione che si è creata nel Paese e nel Mantovano è talmente grave che lo sciopero generale del 31 ottobre non è semplicemente un atto di protesta dei lavoratori o un modo per continuare una vertenza tra lavoratori e aziende. È qualcosa di più perché la gente non ce la fa a sostenere il peso dellAusterity da una parte e della crisi dallaltra. Non è uno sciopero rituale, perché le questioni sono di prospettiva politica e sociale: è in atto una vera e propria guerra contro chi lavora.
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