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Cancelliamo l’agenda nera della Repubblica italiana
LETTERA DI PAOLO FERRERO
Ai compagni e alle compagne di Rifondazione Comunista
Roma, 16 gennaio 2013
Cari compagne e compagne,
vi scrivo per la seconda volta in poche settimane. Lo faccio ed alla vigilia di una importante campagna elettorale per cercare di riassumere il senso del nostro impegno in RIVOLUZIONE CIVILE con Ingroia candidato presidente. Leggi tutto…
Rivoluzione Civile, il voto utile
di Claudio Grassi
Facciamo una ipotesi, che purtroppo potrebbe diventare realtà. La guerra della Francia in Mali prosegue e richiede l’intervento di altri paesi. Nel frattempo si svolgono le elezioni in Italia. Il Parlamento deve votare l’invio di un contingente militare.
Nel centrosinistra (che probabilmente ha vinto le elezioni) vi sono anche degli eletti che vorrebbero votare contro (Sel), ma sulla base della Carta degli intenti che hanno sottoscritto non possono farlo (si ha il diritto di dissentire, ma il voto deve essere quello condiviso dalla maggioranza degli eletti della coalizione).
Il Parlamento italiano non avrebbe nessun gruppo (la destra ovviamente voterebbe a favore), che voterebbe contro la guerra. Anche per questo è importantissimo votare Rivoluzione Civile (altro che voto inutile!!!) affinché ci sia in Parlamento una voce coerentemente contro la guerra e in difesa dell’art.11 della Costituzione.
Lettera alla Gazzetta 11/01/2013: La rivoluzione civile è possibile
Egregio direttore,
da qualche mese il clima pre-elettorale sta tenendo i cittadini con il fiato sospeso ,molte sono le domande che hanno assillato la testa di milioni di italiani.
Cosa farà Monti? e Bersani? ci dobbiamo aspettare un ritorno di Berlusconi o lo abbiamo archiviato per sempre? Il nostro paese sarà capace di curarsi dal cancro che lo affligge da anni. Ecc…
Alla maggior parte dei cittadini che si fanno queste domande, qualsiasi siano i fatti che accadranno, la risposta sembra scontata: in Italia non cambierà mai nulla! Leggi tutto…
Il mio sostegno a “Rivoluzione Civile” e i passaggi che lo hanno determinato
Sento il dovere di scrivere una nota sul fatto che ho deciso di sostenere, non solo elettoralmente ma nel contempo rifuggendo da qualsivoglia candidatura, la lista “Rivoluzione Civile” capeggiata da Antonio Ingroia, non tanto e non solo per il fatto che io abbia rivestito un incarico politico importante a livello provinciale in quel di Mantova, ma soprattutto per fare chiarezza sui passaggi politici (e non personali, come qualche furba volpe vuol far credere) che hanno determinato questa mia scelta. Leggi tutto…
Consegnato un milione di firme, Vendola unico asente
di r. pol.
L’obiettivo, almeno il primo, è stato raggiunto. Il comitato promotore dei referendum contro l’articolo 8 e per l’articolo 18 sul lavoro hanno consegnato ieri mattina le firme in Cassazione. I vari soggetti promotori ne hanno raccolte oltre un milione (Idv, Sel, Pdci, Prc, Verdi, Fiom; le componenti della Cgil Lavoro e Società e la Cgil Che vogliamo, Alba e Articolo 21). «Si tratta di una gigantesca domanda di difesa dei diritti del lavoro che deve pesare nell’imminente campagna elettorale richiamando tutte le forze politiche alle proprie responsabilità e con la quale dovrà misurarsi il nuovo governo», spiegano i referendari.
D’ora in poi però la battaglia referendaria diventa tutta politica e molto legale. Da questo punto di vista, infatti, non è certo passata inosservata l’assenza di Nichi Vendola ieri dal «Palazzaccio» romano.
Il leader di Sel è l’unico dei primi firmatari dei quesiti (sui quali è anche entrato in rotta di collisione col Pd) ad aver saltato l’appuntamento della consegna in Cassazione. Ulteriore segnale di prudenza anche la cura con cui il «capodelegazione» vendoliano, Massimiliano Smeriglio, ha evitato le fotografie di rito all’uscita.
La battaglia che aspetta i referendari resta durissima. Lo scioglimento anticipato delle camere infatti impedirebbe la consultazione popolare nel 2014. Ma è un punto giuridico su cui il comitato annuncia già un possibile ricorso in Cassazione, visto che l’11 gennaio era comunque l’ultimo giorno utile per la consegna delle firme in caso di scadenza naturale della legislatura e il voto anticipato non era preventivabile nel momento in cui il processo di raccolta è iniziato nei gazebo. Si vedrà.
La Cassazione ha tempo per pronunciarsi fino a novembre. E in ogni caso il comitato ha già fatto appello, se necessario, a un decreto ad hoc del governo che salvaguardi il diritto a essere considerati e a non ricominciare da capo del milione di cittadini che hanno firmato i quesiti.
«Il tema del lavoro, sia a tempo indeterminato che precario, deve comunque essere il centro della campagna elettorale e del prossimo governo, anche qualora fosse di centrosinistra», spiegano i promotori. Il fronte avverso, intanto, non sta a guardare. Presidente del comitato referendario per il no al quesito sull’articolo 8 è il suo stesso ideatore: l’ex ministro del Pdl Maurizio Sacconi.
Io, movimentista, sto con Ingroia e vi spiego perché

di Emilio Molinari
Penso di essere stato tra i primi firmatari di "Cambiare si può", quindi tra i suoi promotori. Non milito in nessun partito da almeno 20 anni, convinto della loro incapacità a rinnovarsi e mettersi in gioco per un progetto unico di sinistra all’altezza dei problemi del nostro tempo. Ho dedicato questi ultimi 20 anni a far crescere movimenti reali o fondarli, come quello dell’acqua che è stato vittorioso, trasversale e portatore di quei nuovi paradigmi di cui oggi tutti parlano. Ho votato telematicamente sì per la lista e ho evitato finora di intervenire nel dibattito in rete.
Ora però permettetemi una considerazione. Il dibattito è stato inizialmente interessante e onesto, anche se poco coinvolgente e altrettanto poco proiettato a "conquistare" nuova militanza e nuove adesioni fuori dal microcosmo dei nostri desideri di ceto più o meno politico.
Poi gli egocentrismi, i rancori e le nostre passate ferite hanno prevalso e generato in rete "furori non più giovanili" e non diversi in quanto a settarismi, autoreferenzialità e volontà autodistruttiva, forse peggiori da quelli degli stessi partiti. In "Cambiare si può" ognuno ha travasato, talvolta con arrogante certezza intellettuale o ideologica, il proprio "sogno", il proprio modello di soggetto politico compiuto e pensato, a prescindere da ogni contesto reale e da ogni considerazione politica. Ha brandito le proprie convinzioni troppo spesso con inaccettabili insulti, per porre discriminanti. Questo ragionare continua ad allontanare le persone interessate, crea scontentezze invece di entusiasmi, allontana compagni ed esperienze invece di caricare la molla dell’impegno.
Anch’io avrei preferito un passo indietro dei segretari di partito, anzi avrei voluto molto di più, che i partiti cogliessero l’occasione per rimettere in discussione sé stessi, facessero i conti con i loro paradigmi e i loro fallimenti ecc… Avrei voluto che Ingroia non occupasse tutta la scena e non parlasse solo di inchieste ma dei grandi problemi sociali. Avrei voluto un soggetto che non avesse l’immagine dei magistrati, avrei voluto tante cose. Ma non posso dimenticare che la ragione principale per la quale ho sottoscritto l’appello e votato sì è un’altra e per me è la più importante. È che penso che nel nostro paese si stiano chiudendo tutti gli spazi della politica. Che i movimenti oggi costruiscono sì la politica vera, ma hanno comunque bisogno di referenti istituzionali che tengano ancora aperte le contraddizioni. Che occorre fermare la monetizzazione dei beni comuni, mantenere viva l’idea di pubblico e di partecipazione e affrontare il nodo del lavoro senza dover inseguire l’improbabile crescita.
Penso che il Pd e Bersani non siano questa cosa, non sono un argine al montismo e all’agonia della politica che si consegna al mercato, ma la sua decennale deriva ne è semmai la causa e che la subiamo da tanto tempo, di volta in volta in nome del voto utile e del pericolo Berlusconi, che non è accettabile che venga ancora riproposta questa prospettiva. Penso che Sel non possa più tenere aperta alcuna contraddizione. Penso che aver agito, sperando di vincere, tagliando sempre a sinistra sia stato fallimentare. Penso infine che la lista che si sta costruendo aiuta tutto ciò che di sinistra sta ancora nel centrosinistra stesso, e può avere un ruolo positivo anche sul Movimento 5 stelle. Tutto questo non è poco e soprattutto è utile al nostro paese. E scusate…. vorrei non essere insultato e ostacolato perché penso tutto ciò.
Il Manifesto – 08.01.13
Mantova: Interrogazione relazione Corte dei Conti
Al Sindaco Arch. Nicola Sodano
Al Presidente del Consiglio Comunale Prof. Giuliano Longfils
E’ di poco tempo fa la notizia che il controllo, che la Corte dei Conti sezione regionale, ha effettuato nella contabilità del Comune di Mantova, avrebbe evidenziato una spesa eccessiva per quanto riguarda le assunzioni di collaboratori di staff da parte del Sindaco.
La cifra sarebbe ragguardevole, superiore ai 100000,00 euro annui rispetto al tetto previsto dalla legge che avrebbe invece dovuto calare. Risulta strano questo strappo alle norme sul tema delle assunzioni, visto che sia i dirigenti, che il Segretario Generale, che il Sindaco si sono sempre dimostrati rispettosi dei parametri stabiliti per il patto di stabilità. Risulta strano che si dichiari continuamente che il Comune di Mantova ha troppi dipendenti ma in realtà sia velocissima ad assumere personale ben retribuito e contro le norme esistenti, così come sembra abbia deciso di assumere un altro dirigente.
Visto che il controllo effettuato dalla Corte dei Conti riguarda l’anno 2011 ma che lo stesso problema riguarda anche l’anno 2012, chiedo se il Sindaco intenda perseverare su questa maldestra strada anche per il 2013 o pensa invece di porre rimedio a questa palese violazione della norma, visto che alcuni collaboratori di staff hanno comunque il posto conservato negli enti di provenienza.
Fausto Banzi
Per la Sinistra Unita
Lettera alla Gazzetta
Sig. Direttore, in una lettera al suo giornale Banzi comunica che ha fatto la sua scelta, ha deciso quindi da che parte stare, cioè col centrosinistra. Legittima la sua scelta, ma non condivisibile, se si pensa che mentre da una parte contesta il fiscal compact e le politiche nazionali del governo Monti, che hanno penalizzato lavoratori e pensionati, dall’altra sta con chi quelle politiche le ha votate. Rifondazione da questo punto di vista non ha manifestato crepe, come invece sostiene Banzi, fin da subito ha dichiarato di essere contro alle politiche di questo governo e di volersi alleare alle elezioni politiche con chi si opposto a Monti.
Lo stesso percorso, in cui siamo dentro, della lista “Cambiare si può” e in quella appena ufficializzata “Rivoluzione Civile”capeggiata da Antonio Ingroia, dice chiaramente di un lavoro continuo di Rifondazione fatto per unire la sinistra antiliberista, coinvolgendo pezzi di società civile che si stanno schierando con chi vuole effettivamente cambiare la situazione attuale.
Di quale unità parla quindi Banzi, se rispetto a questo processo che porterà ad una lista unitaria antiliberista e alternativa, lui sceglie di stare con uno schieramento che non ha nulla a che vedere con la sinistra, visto che sulle questioni care alla sinistra il PD ha votato tutto il contrario?
La sinistra ha raccolto le firme per il referendum che chiede il ripristino dell’articolo 18 e il PD ha votato la sua cancellazione.
La sinistra dice no al fiscal compact e il PD lo ha votato con convinzione.
La sinistra dice no alla riforma Fornero sul lavoro e sulle pensioni e il PD l’ha votata.
Potrei andare avanti ancora per un pezzo, ma risparmio ai lettori la lunga lista dei provvedimenti contro i lavoratori e i pensionati presi dal centrosinistra e dal centrodestra insieme.
Caro Fausto, se veramente hai a cuore l’unità della sinistra, non è candidandoti in una lista che sosterrà Bersani a capo del governo che contribuirai al processo unitario, ma semplicemente ti stai collocando in quella situazione di ambiguità di chi, da una parte sostiene una cosa e dall’altra ne fa un’altra.
E’ la lista unitaria che si sta formando attorno alla candidatura di Ingroia, un uomo che si è opposto ai poteri forti, formata da donne e uomini delle associazioni, della società civile e da rappresentanti dei partiti che si sono opposti al Governo Monti, che rappresenta veramente, come dici tu, un’occasione d’oro per far ricredere coloro che non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni e soprattutto per dare voce ai giovani, ai lavoratori, ai pensionati.
Certo non è ancora la Siryza italiana, ma noi stiamo lavorando per questo.
Rita Scapinelli
Segretaria prov. Rifondazione Comunista
Mantova: interrogazione politiche sanitarie territoriali
Fausto Banzi
Per la Sinistra Unita
Al Sindaco Arch. Nicola Sodano
Al Presidente del Consiglio Comunale Prof. Giuliano Longfils
Oggetto: politiche sanitarie territoriali.
Nel tempo si era consolidata una prassi, che sotto l’impulso dell’assessorato alle politiche sociali e sanitarie della Provincia e del Presidente della Conferenza dei Sindaci, il piano programma Asl per l’anno a venire, veniva discusso tra direzione e i dirigenti dell’azienda preposta alla programmazione sanitaria e i sindaci, il terzo settore e le OO.SS provinciali.
La relazione ASL molto cospicua evidenziava come l’azienda pensasse d’intervenire sul territorio rispetto alle problematiche analizzate, presentando dati, grafici, proposte e risorse o soluzioni ai problemi sia di carattere sanitario che sociosanitario.
Dopo l’invio da parte dell’ASL della relazione e del piano programma, alle istituzioni locali e alle OO.SS. veniva concesso pochissimo tempo per la presentazione delle osservazioni, ma si potevano affrontare abbastanza seriamente i problemi legati ai servizi ospedalieri, come le liste d’attesa, il cup, il 118, la riorganizzazione dei reparti o dei poliambulatori piuttosto che dei servizi neuoropsichiatrici, psichiatrici, di odontoiatria, la mobilità passiva dei cittadini della provincia di Mantova verso altri territori per curarsi o del programma di prevenzione umana e animale.
Con l’arrivo del direttore Dott. Borelli e del nostro Sindaco Sodano presidente della conferenza dei sindaci questa prassi è andata perdendosi, il documento proposto è scarno
e soprattutto non vi è più un confronto costruttivo con i vari soggetti del territorio che diano osservazioni, indicazioni o sostegno ad un indirizzo d’intervento su problemi che stanno a cuore alla popolazione mantovana e di cui i sindaci sono espressione rappresentativa.
Visto che ad oggi, anche da quanto risulta dal sito ASL, nessun documento sia stato redatto e discusso, chiedo se il Sindaco intenda farsi parte attiva per ripristinare questo confronto democratico tra l’azienda sanitaria e i rappresentanti che a vario titolo sul territorio rappresentano i cittadini ed in primis i rappresentanti degli EE.LL.
Chiedo anche se pensa di far avere copia del piano programma Asl a tutti i consiglieri comunali, qualora ne venisse in possesso, al fine che ognuno possa proporre anche autonomamente le proprie osservazioni.
Chiedo se intenda anche proporre una discussione in consiglio comunale.
Ad oggi, mi pare che il Piano Programma 2013 non sia stato discusso dalla Conferenza dei Sindaci, essendo quindi già molto in ritardo chiedo che il Sindaco ne chieda urgentemente la convocazione per l’illustrazione dei contenuti.




















