Occupato dagli studenti l’ex ufficio di collocamento di piazza Virgiliana
Questa mattina al termine del corteo studentesco è stato occupato l’ex ufficio di collocamento di piazza Virgiliana da parte di attivist* dello spazio sociale la Boje, lo spazio occupato per tre giorni ospiterà vari eventi tra cui questa sera la presentazione del libro “Nemico Pubblico” sul movimento NO TAV, saranno presenti alcuni attivisti del movimento valsusino. Domani pomeriggio sabato alle 17 ci sarà un incontro con il Blocco Sociale Anti-sfratti di Viareggio sosteniamo e diffondiamo sotto il comunicato che ci è arrivato oggi dallo spazio sociale la Boje che condividiamo volentieri.
Mantova Antifascista e Antirazzista
Mantova: occupato l’ex ufficio di collocamento, in piazza Virgiliana, da militanti dello Spazio Sociale La Boje!, per la tre giorni di iniziative “spazi condivisi territori autogestiti”.
Vicino ad una delle case della Marcegaglia, lo stabile, vuoto da 5 anni, é tra i beni pubblici in vendita per fare cassa di fronte alla riduzione di spesa sociale imposta dalla troika.
La cassa depositi e prestiti, invece di amministrare il denaro pubblico accumulato dai risparmi dei lavoratori dal dopoguerra ad oggi, lo utilizza per privatizzare ulteriormente.
Per il triennio 2013-2015 sono stati investiti 23 miliardi di euro pubblici per rendere più appetibili 350 immobili demaniali in vendita. Questi spazi, come altri beni collettivi, dovrebbero essere affidati alla gestione partecipata, dal basso, della popolazione.
Non vediamo nel mercato la soluzione per risolvere il problema del diritto alla casa e la necessità di un lavoro degno per tutti, connesso alla garanzia del reddito.
Le nuove generazioni sono schiacciate da una precarizzazione esistenziale stabilita dalle esigenze del mercato del lavoro.
Solo a Mantova, in dieci anni, la cementificazione ha alterato il 12,4% del suolo. L’ambiente, nella lettera della Deutsche Bank ai governi, è considerato una risorsa da sfruttare fino all’ultimo.
Nonostante i 5.500 appartamenti sfitti, negli ultimi 3 anni sono aumentate del 30% le richieste di sfratto.
A livello lavorativo la situazione è ancor più deprimente, con la zona industriale che sta diventando archeologia da bonificare e le cooperative trappole di sfruttamento.
La tragedia si realizza quando questa quotidiana schiavitù pretende di erigere barriere, facendo morire uomini in mare e alimentando la guerra tra poveri del razzismo istituzionale.















