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Presidio per Lampedusa

lunedì, ottobre 7, 2013

1265066_203194669861796_75476267_o[1]Il comitato Mantova Antifascista con l’Associazione MASALA ha indetto un presidio per Lampedusa lunedì alle 17,30 davanti alla Prefettura di Mantova in via Principe Amedeo, DIFFONDETE e PARTECIPATE

Come altre città italiane, a seguito delle tragedia annunciata degli ultimi giorni nel canale di Sicilia, anche Mantova ha deciso di dire BASTA! Alla strage di uomini che quotidianamente perdono la vita nell’esercizio del diritto universale di muoversi e di spostarsi.
Vogliamo RICORDARE e gridare all’ITALIA e ai Paesi occidentali che, da una lato, senza scrupoli varcano i confini nazionali nella tutela dei propri interessi economici sfruttando e ingerendo nei conflitti che si consumano all’interno dei paesi di provenienza di queste persone, privandole di una reale possibilità di autodeterminazione; e dall’altro lato, si barricano all’interno delle proprie frontiere, negando a chi rivendica una possibilità, di entrarvi, innalzando muri che generano criminalità e morte.

Apprendiamo in queste ore che i profughi superstiti del naufragio di Lampedusa, costato la vita ad almeno 300 persone – moltissime le donne e i bambini affogati – sono ora indagati per il reato di “immigrazione clandestina”.

Eccetto i minorenni, tutti gli altri immigrati, più di cento persone, sono stati iscritti, come prevede la legge Bossi-Fini, nel registro degli indagati per immigrazione clandestina. La stessa che ha costretto gli equipaggi di tre pescherecci a non raccogliere dal mare i superstiti per non incorrere nella denuncia di ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’. Vogliamo una politica che non costringa l’uomo ad essere disumano!

Le politiche migratorie, così come sono attualmente strutturate, da un lato aprono sviluppi al mercato illegale di esseri umani, dall’altro criminalizzano le vittime e sono funzionali alla creazione di non-cittadini, persone prive di diritti e sfruttabili, da rendere i nuovi schiavi nei nostri paesi.

Chiediamo all’Italia e all’UE che vengano strutturate politiche migratorie che tutelino il diritto alla vita degli esseri umani, anzittutto non costringendo le persone a rischiare la propria esistenza in viaggi della speranza nell’attraversamento del Mediterraneo, su “carrette” della morte. Chiediamo politiche che tutelino la dignità degli esseri umani, che non considerino cittadini uomini solo dopo la morte e che accollino ai superstiti la doppia accusa di essere, prima sopravvissuti, poi clandestini territorio italiano.

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