Lavoro, Ilo bastona l’Italia. Ferrero: Ieri Monti e oggi Letta contro lavoratori
LOrganizzazione Internazionale del Lavoro boccia l’Italia sul lavoro, giudicando inefficace la riforma Fornero ma anche le attuali proposte del governo Letta sui giovani (staffetta intergenerazionale).
“I lavoratori giovani non devono prendere il posto di quelli più anziani nel mercato del lavoro ed il governo dovrebbe individuare altri mezzi a sostegno dell’occupazione giovanile” è quanto afferma l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) in una scheda sull’Italia resa nota in occasione della presentazione del “Rapporto sul lavoro nel mondo 2013”. L’Italia deve “monitorare le forme atipiche di occupazione” prosegue il rapporto dellIlo precisando che “sarebbero necessari maggiori sforzi per incentivare la trasformazione dei contratti a tempo determinato in posti di lavoro fisso”. “La percentuale dei contratti a tempo determinato sull’insieme dei contratti precari è probabilmente aumentata a seguito della riforma Fornero”. In Italia servono circa 1,7 milioni nuovi posti di lavori per ritrovare i livelli di occupazione registrati prima della crisi. A partire dal secondo trimestre del 2008, l’Italia ha perso circa 600.000 posti di lavoro. “Poiché nello stesso periodo, la popolazione in età lavorativa è aumentata di circa 1,1 milioni, servono all’Italia circa 1,7 milioni di nuovi posti di lavoro per riportare il tasso di occupazione ai livelli pre-crisi”, afferma l’Ilo
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, commenta i dati dell’Ilo e attacca il governo: “Ogni giorno il governo ci ammorba con le sue chiacchiere su lavoro e lotta a disoccupazione e precarietà ma oggi lILO che non è certo un organismo bolscevico ci dice finalmente la verità e cioè che lesecutivo Monti prima e quello di Letta ora fanno politiche tese ad aumentare disoccupazione e precarietà. Ringraziamo lOrganizzazione Internazionale del Lavoro per aver detto finalmente il vero su questa situazione. A Letta, che deve sempre osservare i diktat di qualche voce internazionale, chiediamo, invece di ascoltare la Merkel, di dar retta a quanto denunciato dallIlo”.















