In Lombardia con Maroni sempre più spazio alla sanità privata anche nel mantovano
I lombardi hanno confermato il centro destra alla guida della Regione quindi le politiche sanitarie procederanno come sempre. Taglio dei posti letto, chiusura dei reparti, riorganizzazione dei servizi sulla base, non dei bisogni ma sulla base dei primari a disposizione, aumento delle liste d’attesa come nel caso portato all’attenzione da Viviano Benedini a causa della chiusura del reparto di gastroenterologia.
Naturalmente a trarne maggior beneficio è la sanità privata che ha già provveduto ad assumere le professionalità mediche dimesse dal servizio pubblico. Gli ospedali di Asola e Vicomoscano sono anni oramai che sono circondati da continue voci che ne chiedono a volte la chiusura, a volte il passaggio ad un gestore privato, o forse sono voci che possono far passare le riorganizzazioni come male minore.
E’ di pochi giorni fa la richiesta di Roberto Formigoni di avere l’assessorato alla sanità in capo al PDL, non contento degli scandali di cui è stata protagonista la Regione Lombardia e di cui lui stesso è indagato. Negli ultimi anni dopo Borsani, l’assessorato alla sanità è stato gestito da assessori leghisti.
Mentre Cè si è opposto a Formigoni e la Lega lo ha dimissionato, l’altro, cioè Bresciani, ha condiviso in tutto le politiche formigoniane e si può affermare che fosse l’assessore di facciata. Oggi che il Presidente di Regione è Maroni, il Celeste per avere peso sulla sanità deve ottenerne l’assessorato.
Il fatto che le cose vengano decise a Milano non significa che il nostro Sindaco continui a non occuparsene, non solo durante la programmazione provinciale ma anche quando vengono toccati i servizi ai cittadini, allungati i tempi delle prestazioni specialistiche, oppure i nostri malati mandati in ospedali lontani dalla propria casa.
Fausto Banzi
Per la Sinistra Unita















