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Lettera alla Gazzetta

giovedì, gennaio 3, 2013

Sig. Direttore, in una lettera al suo giornale Banzi comunica che ha fatto la sua scelta, ha deciso quindi da che parte stare, cioè col centrosinistra. Legittima la sua scelta, ma non condivisibile, se si pensa che mentre da una parte contesta il fiscal compact e le politiche nazionali del governo Monti, che hanno penalizzato lavoratori e pensionati, dall’altra sta con chi quelle politiche le ha votate. Rifondazione da questo punto di vista non ha manifestato crepe, come invece sostiene Banzi, fin da subito ha dichiarato di essere contro alle politiche di questo governo e di volersi alleare alle elezioni politiche con chi si opposto a Monti.

Lo stesso percorso, in cui siamo dentro, della lista “Cambiare si può” e in quella appena ufficializzata “Rivoluzione Civile”capeggiata da Antonio Ingroia, dice chiaramente di un lavoro continuo di Rifondazione fatto per unire la sinistra antiliberista, coinvolgendo pezzi di società civile che si stanno schierando con chi vuole effettivamente cambiare la situazione attuale.

Di quale unità parla quindi Banzi, se rispetto a questo processo che porterà ad una lista unitaria antiliberista e alternativa, lui sceglie di stare con uno schieramento che non ha nulla a che vedere con la sinistra, visto che sulle questioni care alla sinistra il PD ha votato tutto il contrario?

La sinistra ha raccolto le firme per il referendum che chiede il ripristino dell’articolo 18 e il PD ha votato la sua cancellazione.

La sinistra dice no al fiscal compact e il PD lo ha votato con convinzione.

La sinistra dice no alla riforma Fornero sul lavoro e sulle pensioni e il PD l’ha votata.

Potrei andare avanti ancora per un pezzo, ma risparmio ai lettori la lunga lista dei provvedimenti contro i lavoratori e i pensionati presi dal centrosinistra e dal centrodestra insieme.

Caro Fausto, se veramente hai a cuore l’unità della sinistra, non è candidandoti in una lista che sosterrà Bersani a capo del governo che contribuirai al processo unitario, ma semplicemente ti stai collocando in quella situazione di ambiguità di chi, da una parte sostiene una cosa e dall’altra ne fa un’altra.

E’ la lista unitaria che si sta formando attorno alla candidatura di Ingroia, un uomo che si è opposto ai poteri forti, formata da donne e uomini delle associazioni, della società civile e da rappresentanti dei partiti che si sono opposti al Governo Monti, che rappresenta veramente, come dici tu, un’occasione d’oro per far ricredere coloro che non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni e soprattutto per dare voce ai giovani, ai lavoratori, ai pensionati.

Certo non è ancora la Siryza italiana, ma noi stiamo lavorando per questo.

Rita Scapinelli

Segretaria prov. Rifondazione Comunista

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