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Sciopero europeo contro le politiche liberiste

lunedì, novembre 19, 2012

Per molti il governo dei “tecnici” ha ridato “credibilità” all’Italia. Ma guardiamo meglio, dopo un anno, quel che ha fatto: 1) la montagna del debito pubblico non è stata neppure scalfita, anzi, si è fatta ancora più alta e imponente: erano 1897 miliardi di euro nel dicembre 2011, siamo arrivati a più di 1975 oggi 2) il PIL continua a scendere 3) la disoccupazione aumenta, in particolare quella giovanile, ulteriormente incrementata dalla “riforma” delle pensioni che tiene al lavoro anziani logorati e blocca l’assunzione di migliaia di giovani 4) non c’è uno straccio di politica industriale che sostenga il lavoro e la produzione, e le aziende sono libere di licenziare e andarsene all’estero come gli pare 5) non c’è nessuna politica che sostenga l’innovazione e la ricerca, anzi la scuola e l’Università sono considerati settori in cui continuare a tagliare.

Forse la “credibilità” è quella della legalità e della lotta contro l’evasione? Certo questi problemi non sono addebitabili al governo Monti, ma il governo ha emanato norme contro la corruzione che non hanno nemmeno abolito, ad esempio, le leggi di Berlusconi sul falso in bilancio: così il 70% delle imprese può continuare a dichiarare bilanci in perdita e a non pagare le tasse.

La cosiddetta “credibilità” di cui il governo si vanta sta insomma in una sola cosa : nella politica di tagli feroci con cui sono state peggiorate le pensioni, modificato l’art 18, ridotte le spese sociali, aumentate l’IVA, l’IMU, l’IRPEF locali e le accise sulla benzina. E tutto a spese dei lavoratori.

I ricchi non sono stati toccati. Sono falliti i ridicoli prelievi su barche ed aerei; non si vuol nemmeno sentir parlare di patrimoniale o di contributi per i redditi o le pensioni “d’oro”; evasori, corrotti e politici ladri possono vivere senza nessun controllo sui loro yacht o nei paradisi fiscali.

La speculazione spadroneggia, le banche non investono e anzi ricevono soldi pubblici come il Monte dei Paschi di Siena, che ha ricevuto dallo Stato due miliardi per coprire il suo deficit di bilancio e intanto decide di esternalizzare con decine di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro .

Con queste politiche di rigore, tagli e “spending review” sono colpiti solo lavoratori e pensionati che, con salari sempre più bassi e intaccati dalle tasse e dall’inflazione, stanno ormai riducendo i loro consumi. La domanda interna diminuisce e aumenta invece la recessione. Grazie al “fiscal compact” che il Parlamento ha votato bisognerà poi togliere altri 45 miliardi di euro ogni anno per i prossimi vent’anni per ridurre il debito: cioè per trasferire soldi dai lavoratori alla finanza internazionale, vendendo fino all’ultima proprietà il patrimonio pubblico.

E’ questo il futuro che vogliamo? Molti si affannano a parlare di un Monti-bis,o o comunque di continuare la politica di questo governo. Noi chiediamo invece un governo che stia dalla parte dei lavoratori. 1) Chiediamo una lotta immediata contro la speculazione finanziaria, contro l’evasione e la corruzione: ogni anno ci sono almeno 200 miliardi di mancate entrate complessive. In cinque anni il debito pubblico potrebbe essere dimezzato e in 10 anni potrebbe sparire senza altre “manovre” 2) Ricchi ed evasori che non hanno versato un euro in questa crisi devono finanziare un piano straordinario di investimenti per il lavoro e l’occupazione giovanile. 3) Devono essere ripristinate le condizioni di civiltà e di dignità di tutti i cittadini abolendo la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro 4) Bisogna adottare una politica di riconversione ecologica ed un nuovo modello di sviluppo, creando occupazione nei settori del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili, della mobilità sostenibile, del riassetto idrogeologico del territorio, della salute, della scuola e della cultura.

Con questi obbiettivi abbiamo aderito allo sciopero europeo di mercoledì 14 novembre contro le politiche liberiste e di austerità per una società capace di futuro.

Rifondazione Comunista

Federazione di Mantova

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