Con questo Sindaco la difesa del “capoluogo” è impossibile
Il consiglio comunale dove si doveva votare la mozione di sfiducia al Sindaco è finita come molti avevano scommesso: la crisi si è risolta. Benedini ha scambiato le banali lotte per il potere per miracoli.
Francamente dopo il penultimo Consiglio Comunale e sentito il discorso del Sindaco, pensavo si sarebbe dignitosamente dimesso, così come pensavo che la lista Benedini non recedesse dalla scelta di chiudere questa negativa esperienza, dando un pessimo esempio di civismo, che nulla ha da invidiare ai tanto vituperati politici.
Quello che è ormai certo è che il programma elettorale e le linee programmatiche sono oramai da buttare nel cestino in quanto nulla di quanto scritto è stato fatto e sarà fatto. Per giustificare la permanenza al potere, il Sindaco si è inventato delle emergenze per poter giocare su più tavoli tra governo del consiglio o unificare la vecchia maggioranza, paventando anche le sue dimissioni per andare al voto.
Mi spiace per chi ci ha creduto. Ma quale difesa di Mantova capoluogo può fare un Sindaco non è stato capace di dare rappresentanza, per la prima volta, alla città all’interno del Parco del Mincio, a causa delle liti tra Lega e Pdl e non è nemmeno stato in grado di entrare nel consiglio di amministrazione dell’azienda speciale dell’acqua.
Ma quale Grande Mantova se i comuni della cintura hanno votato nei loro consigli comunali la volontà di non confluirvi. Ma quale emergenza profughi se un paese come Castiglione D/Stiviere, affrontando uno scontro interno con la Lega, ha superato brillantemente l’esperienza dei loro profughi mandati là a sorpresa dallo stesso governo che ce li ha mandati qua.
Ma quale PGT, se il ritardo della sua approvazione è solo dovuto ai troppi mesi di crisi che il centro destra ha inanellato da quando è al governo della città. Un PGT con mappa sismica vecchia non adeguata ai movimenti tellurici di maggio. Un PGT che consuma altro territorio. Un PGT nel quale vorrebbero inserire un bici plan senza sottoporlo alla varie procedure che regolano il PGT: adozione, osservazioni e approvazione.
Come facciamo ad avere fiducia dopo quello che è successo con Siem e la vendita del 40% di Tea ai privati in barba al risultato dei referendum. Sono due anni e mezzo che governano litigando, gli altri due anni e mezzo con il mini programma che si sono dati non saranno sufficienti, se andrà tutto bene, a far ricredere i mantovani sull’operato di questa maggioranza. Con o senza miracoli.
Fausto Banzi
Per la Sinistra Unita















