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Per l’intitolazione di una strada a Gianni Bosio

giovedì, agosto 9, 2012

Gianni Bosio nacque ad Acquanegra sul Chiese il 20 ottobre 1923. Fu attivo nella Resistenza, alla quale contribuì con la pubblicazione di un foglio clandestino, “Noi giovani”, distribuito nell’Alto Mantovano.

Dopo la Liberazione svolse il lavoro di funzionario nella Federazione mantovana del PSIUP. Dal 1947 si trasferì a Milano, che divenne il luogo principale della sua attività, pur senza mai abbandonare i rapporti con Acquanegra e il territorio mantovano in genere. Al lavoro politico (fu
anche segretario regionale dei giovani socialisti) associò quello della ricerca storica. Collaborò con Lelio Basso, Renato Panzieri, Lucio Libertini, Gaetano Arfé, Alessandro Galante Garrone, Franco Fortini, Luciano della Mea e molti altri.

Fu direttore della rivista “Movimento operaio” , con Franco Della Peruta, e scelse ben presto di essere editore, dapprima con le Edizioni Avanti!, poi con le Edizioni Bella Ciao. Da queste sedi, dopo una prima intensa fase di ricerche sul campo, si fece animatore di quel grande
movimento di ricerca sulla storia delle classi subalterne e delle forme di espressione popolare, in ispecie attraverso il canto, che segnò una delle più intense stagioni della cultura italiana, dagli anni Sessanta in poi, con Roberto Leydi e Alberto Cirese, Giovanna Marini, Giovanna
Daffini, Ivan Della Mea e tanti altri. E tutt’ora influenza gli studi italiani di storia e antropologia.
Morì nel pieno della sua attività nell’Ospedale di Mantova, nell’estate del 1971.

Importanti testimonianze di Bosio sono state donate dalla famiglia al Comune e catalogate dall’Istituto Mantovano di storia contemporanea. Oltre alla biblioteca, e all’archivio sono state donate fotografie che si possono rintracciare sul sito del centro Baratta nel catalogo degli archivi
fotografici lombardi e anch’esse donate al Comune e catalogate dall’Istituto mantovano di storia contemporanea. Il Fondo Gianni Bosio consta di una sezione archivistica e di una libraria.

La sezione archivistica comprende 816 fascicoli: l’archivio proprio di Gianni Bosio ; un settore dedicato ad Acquanegra sul Chiese (originali e
copie a partire dal 1635, ma la maggior parte dalla seconda metà del XIX secolo); l’archivio personale di Romeo Soldi (Cremona); gli archivi
delle sezioni ‘Vittoria’ e ‘Zara’ del Partito Socialista Italiano di Milano (1945 -1949), della Commissione Giovanile Provinciale milanese (1945
– 1948) e della Giunta Giovanile Regionale Lombarda (1946 – 1950) del medesimo partito; l’archivio della rivista storiografica Movimento Operaio relativamente al periodo in cui Bosio fu il direttore (1949 – 1953); materiali relativi alle Edizioni Avanti! (poi del Gallo) e al Nuovo
Canzoniere Italiano (Milano) (1953 – 1971); materiali disparati di numerose altre persone ed organizzazioni grandi e piccole particolarmente del Mantovano,di Milano, del Cremonese (XIX – XX secolo).

Esistono poi una sezione fotografica di circa1000 pezzi (riguardante per la maggior parte Acquanegra sul Chiese e dintorni nel 1900) e una
raccolta di circa 180 oggetti iconici incorniciati entrata nel 2002 (sono numerosi gli argomenti ed i luoghi interessati relativi ai secoli XIX e XX). La sezione archivistica è ordinata e inventariata.

La sezione libraria comprende alcune migliaia di titoli di libri, opuscoli, periodici e 124 dischi in vinile; di essa esiste catalogazione su
schede cartacee eseguita negli anni Ottanta ed è stata, col contributo della Fondazione Banca Agricola Mantovana, rischedata in SBN in modo da
essere consultabile da chiunque possa accedere ad Internet. Importanti ricerche e lavori di Bosio sono archiviati presso l’Istituto De Martino, il Circolo Gianni Bosio , La Lega di Cultura.

La Lega di Cultura di Piadena, l’Istituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino e il Circolo Gianni Bosio di Roma hanno inciso questa frase su
una lapide affissa ad un immobile nel centro di Acquanegra: “In questa case visse e studiò Gianni Bosio (1923-71), organizzatore di cultura. Diede voce e dignità alla cultura delle classi oppresse”.

Fausto Banzi
Per la Sinistra Unita

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