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Palazzo del Podestà, un’ atto consiliare ardito e ingiusto

mercoledì, luglio 11, 2012

Fausto Banzi
(Per la Sinistra Unita)

L’altra sera il Consiglio Comunale ha discusso un atto d’indirizzo predisposto dalla giunta finalizzato al recupero del Palazzo del Podestà.

I lavori di recupero avrebbero fatto sforare il patto di stabilità con le conseguenze del caso a discapito della cittadinanza e per questo l’assessore al bilancio si era astenuto in giunta su questo atto dindirizzo.

È giusto chiedere deroghe al patto di stabilità quando ve ne sia una vera necessità, come nel caso di terremoto, ma questo va concordato con il Governo perché ormai è chiaro che ogni splafonamento comporta una manovra a carico dei cittadini per il rientro dal debito, oltre alle sanzioni agli EELL che sforano e che inevitabilmente hanno ricadute sui cittadini.

Pensioni, IMU, tagli all’istruzione pubblica e alla sanità sono alcuni dei provvedimenti governativi che in questi mesi hanno messo sempre più la popolazione in difficoltà.

A colpire le gente comune il Governo è stato celere e tutti i provvedimenti annunciati contro i ricchi non sono mai stati attuati.

Con i lavori del Consiglio Comunale l’atto d’indirizzo è stato modificato con un emendamento presentato dal consigliere Gianolio, concordandolo con la maggioranza, nelle cui fila vi erano dei malumori.

L’emendamento spostava l’attenzione dal Palazzo del Podestà a tutti gli edifici lesionati che hanno necessità di interventi urgenti ed indifferibili, chiedendo che nel decreto terremoto venga inserita anche Mantova con messa a disposizione di risorse adeguate e in subordine chiedendo la deroga al patto di stabilità.

Ho votato questo emendamento perché è logico che il Comune intervenga sugli edifici pericolanti e soprattutto che il Governo prenda atto di ciò che è successo a Mantova.

Se il problema era quello degli interventi urgenti e indifferibili la giunta avrebbe potuto benissimo attivarsi senza bisogno del consiglio comunale.

Per gli addetti ai lavori era chiaro che l’interesse della giunta era che il consiglio deliberasse l’atto d’indirizzo proprio per il Palazzo del Podestà e quindi relativo probabile sforamento del patto di stabilità.

Ho votato contro (unico) perché nel testo di un capoverso c’è l’inghippo.

Infatti si afferma che i lavori di recupero, valorizzazione e riuso funzionale del complesso monumentale del Palazzo del Podestà sono riconosciuti come urgenti e indifferibili. Quindi la giunta può procedere.

Per me la valorizzazione e il riuso non è né urgente né indifferibile quindi il rischio è lo sforamento con tutti i problemi che ne conseguono.

Gli stessi partiti che a Roma votano il vincolo del patto di stabilità a Mantova votano lo sforamento, tanto poi chi paga sono sempre i cittadini.

Può anche darsi che non succeda nulla, siamo in Italia, ma a me l’atto consiliare è sembrato ardito e ingiusto.

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