Nuovo PGT, Banzi dice no
Nell’ultimo consiglio comunale il consigliere di “Per la sinistra unita” Fausto Banzi ha votato “no” al nuovo PGT per alcune semplici ragioni.
La prima riguarda l’autorizzazione a costruire 3 Atr per 2500 abitanti, mentre per altri 2500 abitanti è prevista la ristrutturazione di edifici già esistenti., non è credibile che nel giro di 5 anni, tale è la valenza temporale per PGT , la popolazione mantovana cresca del 33%. Se Mantova conta 49000 abitanti e altri 11000 sono previsti dai piani attuativi già autorizzati e a questi ne aggiungiamo altri 5000 del nuovo PGT arriviamo a 65000.
Sappiamo che, almeno a livello provinciale, la popolazione è in leggero calo e molti stranieri a causa della crisi economica tornano al loro paese o vi mandano le proprie famiglie andando poi a coabitare con amici o parenti per risparmiare.
Non dobbiamo inoltre dimenticare che vi sono circa 5500 abitazioni sfitte. Sarebbe stata l’occasione per impostare un PGT a consumo di territorio pari a zero incentivando il recupero del dimesso per ragioni sia estetiche che igienico sanitarie riportando equilibrio alla crescita di una città vittima, al pari di altre città e stati dell’occidente, di bolle immobiliari.
Il dibattito, che si è costruito in città, dopo l’approvazione delle lottizzazioni fatte dal consiglio comunale nel 2004, ha aperto gli occhi a molti cittadini e la sensibilità sulla tutela del territorio ha visto nascere numerosi comitati che si sono mobilitati a sua difesa, condizionando il dibattito politico anche di questo PGT.
L’altra ragione che ha spinto Banzi ad un voto negativo è legato ai progetti di media scadenza che prevedono la tangenziale ovest e le varie cittadelle, in particolare quella dei servizi. La tangenziale ovest non risolve il problema del traffico, come dimostrato dallo studio dei flussi di traffico realizzato da Mantua Parking e Apam, interessando oltretutto un’area protetta da moltissime e significative convenzioni ambientali.
La cittadella dei servizi verrebbe posizionata in un’area dove esistono case basse, vie strette e dove si stanno costruendo altri edifici con la conseguenza di portare ulteriore traffico nella zona di Fiera-Catena-Corso Garibaldi.
Senza voler ora ragionare della sua necessità e delle risorse economiche possiamo tranquillamente affermare che esistono cose più urgenti anche a causa del terremoto. A questo proposito vorreimmo ricordare che stanno partendo nuovi cantieri, anche dell’Aler, che costruiranno con le vecchie regole antisismiche che oggi abbiamo scoperto che dovranno essere riviste.
In consiglio comunale Banzi ha chiesto al Sindaco di valutare l’opportunità di emettere un’ordinanza che permetta al Comune di verificare con il costruttore il progetto edilizio, prima dell’avvio del cantiere, adeguandolo alle nuove conoscenze sismiche della nostra zona, precedendo in questo modo la nuova carta sismica per la quale ci vorranno mesi prima della sua definizione.















