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Crisi, Istat:”Più di un terzo delle famiglie taglia sulla spesa per beni alimentari”

venerdì, luglio 6, 2012

2Inflazione- spesa

Una famiglia su tre ha dovuto fare sacrifici in cucina nel 2011, diminuendo la spesa per beni alimentari. LIstat rileva che lanno scorso rispetto al 2010, il 35,8 per cento dei nuclei famigliari ha diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati. In particolare il 65,1 per cento di queste dichiara di aver ridotto solo la quantità, mentre nel 13,3 per cento dei casi diminuisce anche la qualità. Inoltre lIstituto ha registrato un nuovo trend di consumi che si è diffuso nel sud Italia: sono cresciute di quasi due punti percentuali le famiglie che hanno preferito fare la spesa in un supermercato dove vengono venduti prodotti senza marchio, gli hard-discount. Nel 2010 erano l11,2 per cento mentre lanno successivo il 13,1 per cento.

Sempre lo scorso anno, un quinto delle uscite delle famiglie italiane è stato destinato al cibo. Il dato è in lieve crescita rispetto al 2010: si passa dal 19 per cento al 19,2% . Tale aumento si osserva soprattutto nel Mezzogiorno, dove la spesa alimentare arriva a rappresentare il 25,6 per cento della spesa totale (il 25,0% nel 2010). Più di un terzo delle famiglie compra da mangiare nei supermercati (il67,5%) , che si confermano il luogo di acquisto prevalente, nonostante una lieve flessione. Quasi la metà delle famiglie (il 47,7%) continua ad acquistare il pane al negozio tradizionale, il 9,7 per cento sceglie il mercato per lacquisto di pesce e il 16,4 per cento per la frutta e la verdura. La spesa media per generi alimentari e bevande riferisce lIstat cresce, in termini nominali, del 2,2 per cento rispetto al 2010, attestandosi a 477 euro mensili. In particolare, aumentano la spesa per carne, quella per latte, formaggi e uova e quella per zucchero, caffè e altro. La quota di spesa per alimentari e bevande rimane costante fra le famiglie del Nord e del Centro (16,6% nel Nord e 18,4% nel Centro).

Nel 2011 le famiglie italiane hanno speso ogni mese una media di 2.488 euro (+1,4% rispetto allanno precedente, quando era stato rilevato uno stallo dei consumi). Lanno scorso è stata riscontrata una differenza di circa mille e 100 euro fra la spesa media mensile delle famiglie di operai (2mila e 430 euro) e quella delle famiglie di imprenditori e liberi professionisti (3mila e 523 euro). Se il nucleo però ospita un disoccupato, una casalinga o una persona in altra condizione non professionale si passa a unesborso di mille e 906 euro. Sebbene la spesa media mensile per famiglia sia salita nel 2011 dell1,4 per cento, risultano in contrazione, oltre alle spese alimentari, quelle destinate allabbigliamento e alle calzature. Crescono, anche per effetto dellaumento dei prezzi, le quote di spesa riferisce ancora listituto di statistica destinate allabitazione (dal 28,4% al 28,9%) e ai trasporti (dal 13,8% al 14,2%).
da ilfattoquotidiano.it

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