Amianto, interrogazione di Banzi al sindaco Sodano
Presentata dal consigliere comunale di “Per la sinistra unita” Fausto Banzi l’interrogazione sul combustore per amianto al Sindaco Sodano dopo aver sentito l’Ing. Borra nella commissione consiliare bilancio, con audizione dei responsabili delle partecipate del Comune.
In quella commissione, pur senza che mai fosse citata citare la parola amianto, si è capito dalla descrizione generica, che quando si parlava di recuperare materiali che non dovevano più finire in discarica e che le nuove tecnologie di recupero con sistema termico erano sigillate e che i fumi venivano recuperati senza che vi fossero emissioni nocive in aria, in realtà si trattava di amianto. E’ la stessa descrizione che ne danno i progettisti.
La Regione Lombardia nel maggio 2011 durante un convegno ha manifestato l’intenzione di realizzare un impianto pubblico sperimentale per il trattamento dei rifiuti di amianto con lo scopo di verificare impatto ambientale e costi.
In quel convegno erano stati presentati diversi progetti di tecnologie applicate al trattamento, smaltimento e riutilizzo dell’amianto (Aspireco, Kry As, S Sistemi, Inertem e Krisalide).
Naturalmente tutti i progetti vengono venduti come sicuri in tutto il loro processo. Ma le popolazioni sanno che una cosa sicura per gli ingegneri non è detto sia sicura per loro e per i medici.
Pensiamo a tutti gli incidenti industriali come Severo o a quelli nucleari, senza pensare alle tante malattie professionali causate da sostanze con cui le persone sono venute a contatto.
Casale Monferrato poi è l’esempio di come l’amianto abbia fatto strage non solo di lavoratori ma anche di abitanti di un paese che respirava le sue polveri trasportate dai vestiti, dai camion e dal vento. Montichiari (BS) e Lonate Pozzolo (VA) hanno detto di no a questi impianti perché Mantova dovrebbe dire sì.
Mantova dal punto di vista della salute e dell’ambiente ha già pagato un prezzo salato, credo che basti e che dovrebbe anche aver insegnato qualcosa. Ma così non è visto che c’è un azienda pubblica che vorrebbe vendere il terreno per costruirvi un impianto di smaltimento e recupero amianto, con l’avallo di esponenti di giunta che si dichiarano “ambientalisti”.
Vendere un terreno a imprese che nessuno vuole vicino a casa non è cosa difficile ma soprattutto vi è il rischio di non avere altri investitori. Sappiamo che per ammalarsi con l’amianto basta pochissimo e che gli impianti perfetti sono “sicuri” fino a quando funzionano bene ma cosa succede in caso di guasti, di dismissione, di manutenzioni?
Si potrebbe continuare con l’elenco di critiche e dubbi, ma ci chiediamo come sia possibile che tutto avvenga nel silenzio più assoluto e che solo ora la cosa sia venuta allo scoperto?
Sui giornali cittadini è stata coinvolta la Provincia e l’Asl questo significa che è un po’di tempo che se ne parla, è quindi possibile che il Sindaco non ne sapesse nulla? Comunque la sua dichiarazione di contrarietà e stop all’iniziativa è apprezzata.















