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Vertice europeo, trovata intesa su crescita e meccanismo anti-spread. Ferrero (PRC): Monti vince, il popolo italiano perde, le stangate e la recessione continuano

venerdì, giugno 29, 2012

L’accordo alla fine è arrivato: un’intesa su meccanismo anti-spread (affidato alla Troika, Bce, Fmi e Unione Europea), ricapitalizzazione diretta delle banche e ruolo dei fondi salva Stato è stata trovata. I leader dell’Eurogruppo «hanno aperto alla possibilità che i paesi virtuosi usino i fondi salva stati Esfs e Esm per riassicurare la stabilità sui mercati». Ad annunciarlo alle 4 del mattino è stato il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy al termine del vertice Eurogruppo, che durante la conferenza stampa «ha parlato di un vertice difficile e fruttuoso, durante il quale è stato approvato un patto per la crescita e il lavoro in grado di mobilitare oltre 120 miliardi di euro». Poco dopo è arrivato anche il commento della cancelliera tedesca Angela Merkel, che pure fonti tedesche hanno descritto come «irritatissima» con Rajoy, ma soprattutto con Monti: «Abbiamo ottenuto quello che volevamo e raggiunto buoni risultati sugli strumenti Esm ed Efsf, una buona base su cui lavorare. Si prosegue domani (venerdì, ndr)»

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, parla di vittoria di Monti, ma di sconfitta del popolo italiano, che continuerà a subire stangate e a vivere in recessione. “Lesito del vertice europeo è molto rilevante, ma non è positivo. In primo luogo i cittadini pagheranno i debiti delle banche private di tutta Europa. Si tratta di una gigantesca socializzazione delle perdite che non ha precedenti. Gli speculatori non dovranno così pagare il conto dei propri azzardi perché il conto lo pagherà il Fondo Salva Stati cioè i cittadini di tutta Europa con le loro tasse. Si tratta di un salasso enorme ai danni dei cittadini se pensiamo che solo per le banche private spagnole sono stati stanziati 100 miliardi di euro. In secondo luogo il Fiscal Compact non è stato modificato e questo determinerà un salasso per lo stato italiano di 45 miliardi allanno per i prossimi ventanni: la recessione è assicurata perché le misure per la crescita sono per quanto riguarda lItalia molto inferiori e perché si taglia sul welfare e si investe su grandi opere sovente inutili e dannose (come la TAV). In terzo luogo, invece di permettere alla BCE di comprare direttamente i titoli di stato o di fare gli eurobond o di trasformare il Fondo Salva stati in una banca che possa accedere alla liquidità illimitata della BCE, si costruisce un meccanismo in cui il Fondo Salva stati – con pochissime risorse – può intervenire a sostegno dei paesi che abbiano già demolito il welfare e che si impegnino a continuare a farlo. Questo sotto stretto controllo della troica (BCE, FMI e UE) e firmando un memorandum in cui il paese viene nella sostanza commissariato. Si tratta di una misura – quantitativamente non diversa da quanto fatto dalla BCE fino ad ora – del tutto insufficiente per evitare la speculazione sullEuro, ma efficacissima per continuare il ricatto sui singoli paesi, costringendoli a politiche di rigore che demoliscono il welfare e i diritti dei lavoratori. Il tecnocrate liberista Monti esce vincente dal vertice, il popolo italiano perde e le stangate e la recessione continuano” conclude Ferrero.

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