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Molti i motivi per il no al “biomasse” a Buscoldo

martedì, giugno 19, 2012

La lettera alla Gazzetta dei cittadini di Castelletto Borgo

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla stampa locale da Emilio Crosato (Ispettore onorario per i beni architettonici e per il paesaggio).
Egregio Direttore,
solo nei giorni scorsi, sollecitato anche dalla notizia di ritrovamenti archeologici di cui ha dato notizia il suo giornale, ho visitato il luogo in cui si sta costruendo a Buscoldo l’impianto di biogas.

Tutte le ragioni portate da coloro che si oppongono a questo impianto le condivido a partire da
quelle etico morali: usare mais non per alimentare persone o animali ma per produrre energia elettrica è un segno di disprezzo nei confronti della natura e della nostra agricoltura.

Produrre mais poi per questo uso significa cercare di produrre al massimo, utilizzando senza ritegno dosi massicce di concimi chimici, di diserbanti e di acqua per l’irrigazione in elevatissima quantità, riducendo progressivamente anche la fertilità dei suoli.
E’ poi accertato che questo modo di produrre energia è antieconomico, non è una attività agricola ma industriale, ammesso pure che venga svolta da agricoltori, e si regge soltanto per gli incentivi concessi dallo Stato che in definitiva paghiamo però noi, e quindi anche i cittadini di Buscoldo, con l’addizionale nella bolletta dell’ENEL.

E non mi soffermo sui possibili rischi per la salute pubblica che impianti di questo genere possono provocare e dei disagi per la viabilità.
Vedendo poi l’area dove viene ubicato l’impianto ci si chiede come sia possibile che ne sia stata autorizzata la costruzione a 200-300 m dall’abitato di Buscoldo, dalle scuole, dalle cascine sparse,la più vicina Corte Castiglioni di antica formazione e di grande valore architettonico.
Quali interessi generali, quale bene comune viene salvaguardato con questo impianto? Si accetta la richiesta di un privato andando contro una intera comunità, giustamente e fortemente preoccupata.

C’era poi ad appena alcuni mesi dalla approvazione ( il 21/12/2011) del testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura della Regione Lombardia che sancisce all’art.4-quater in maniera chiarissima, unica finora in Italia, il principio che “la Regione riconosce il suolo quale bene comune” la concreta possibilità da parte degli Enti pubblici chiamati ad autorizzare non solo di negare ulteriore consumo di suolo agricolo ma di far prevalere le ragioni di una collettività, di una comunità e non quelle di un singolo cittadino o di una società.

Ma c’è di più. L’impianto si insedia su via Sacca, alle porte di Buscoldo, su un terrazzo fluviale del paleo alveo del Mincio, definito di alta sensibilità paesaggistica ed ecologica nel PGT di Curtatone, tanto da proporlo come Parco Locale di Interesse Sovracomunale.
Ma se questo non bastasse si sta confermando con tutta evidenza anche il valore archeologico dell’area prescelta. Era infatti prevedibile data la notevole abbondanza di laterizi di età romana presenti in superficie tanto che si imponeva nella autorizzazione l’assistenza archeologica in ogni fase dei lavori.
Infatti ora si stanno rinvenendo tombe e tratti di muri di fondazione di età romana.

D’altra parte della ricchezza archeologica del territorio di Buscoldo già si parlava in passato. Addirittura nel 1874 il prof. Enrico Paglia parlava di un sepolcreto romano a Buscoldo.
Con quale diritto ora per la richiesta di un privato, seppure con tutte le autorizzazioni di rito, si può smantellare, asportare, distruggere il contesto e le testimonianze che fanno parte della storia, delle radici, della identità di Buscoldo?

Chi si oppone alla costruzione della centrale a biogas, quasi tra le case di Buscoldo, in primo luogo gli abitanti, non vogliono che sia compromesso il loro ambiente, la loro storia, la loro salute, il loro futuro. Altro che “sabotatori” dell’impianto!
Cosa si aspetta a sospendere i lavori e ad annullare la concessione esercitando anche l’autotutela da parte degli Enti pubblici che l’hanno rilasciata?

Castellaro Lagusello, 17 giugno 2012

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