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Controriforma del mercato del lavoro. Mantova in presidio

martedì, giugno 12, 2012

FIOM-CGIL di Mantova
COMUNICATO STAMPA

La Fiom-Cgil nazionale ha proclamato 3 giornate di mobilitazioni contro la riforma del lavoro “Fornero” definitivamente passata al Senato il 31 maggio scorso con voto di fiducia e di prossima discussione alla Camera.
Nei giorni 13, 14 e 15 giugno tutti i territori nazionali metteranno in campo iniziative di scioperi e presidi che abbiano la caratteristica di rendere “molto” forte e visibile la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici.

La segreteria provinciale della Fiom-Cgil di Mantova, pur ritenendo sbagliata ed inaccettabile la controriforma sul mercato del lavoro così approvata, non può non tener conto del tragico momento che sta vivendo il nostro territorio colpito drammaticamente dal sisma, con le conseguenti e pesanti ricadute sulla popolazione e sul tessuto sociale.

Proprio per questo motivo è stato deciso di limitare le proteste e di effettuare un presidio di fronte alla Prefettura di Mantova nella mattina di mercoledì 13 giugno dalle 9,30 alle 12,00 di tutti i delegati e le delegate, delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici.

A tale presidio sono invitate le varie associazioni e movimenti della società civile convinti della necessità di contrastare i tanti effetti negativi previsti da questa manovra.

Inoltre, nell’ambito delle tre giornate di mobilitazione, la Fiom Nazionale organizza, per la giornata del 14 giugno, un presidio a Roma davanti al Parlamento a cui la Fiom di Mantova parteciperà con una propria e folta delegazione per far sentire al Governo e al Parlamento il nostro dissenso ma soprattutto le nostre proposte.

Di seguito indichiamo le ragioni per cui riteniamo di mobilitarci:

Le politiche del Governo mettono in contrapposizione e concorrenza lavoratori «garantiti» e non, giovani e adulti, lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, donne e uomini, comunitari ed extra-comunitari e riducono il lavoro a una merce.
La crisi ha mostrato tutti i limiti del nostro sistema industriale, i limiti e la miopia dei sacrifici chiesti dal sistema finanziario europeo, voluti dal Governo, imposti ai lavoratori e a tutti i cittadini.
L’assenza drammatica di scelte di politiche industriali di sostegno e di indirizzo al sistema produttivo da parte di chi ha responsabilità di Governo non contrasta le ragioni della crisi; il Governo ha scaricato i costi su lavoratrici e lavoratori con gravissimi interventi sul piano sociale, interventi che non sono serviti e non serviranno ad affrontare l’emergenza attuale, anzi l’aggravano.
La vera priorità, economica, sociale e politica, del paese oggi è la riunificazione e l’estensione dei diritti e della tutela universale nel lavoro, la difesa dell’occupazione, il superamento della precarietà e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Non abbiamo più tempo! Il Governo deve dare da subito un forte segnale di discontinuità, il Parlamento deve rispondere ai bisogni e alle richieste del mondo del lavoro.

Chiediamo al Governo di stanziare urgentemente risorse per la crescita e fare scelte di politica industriale e di intervento pubblico finalizzate alla sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni.

Chiediamo un nuovo modello di sviluppo a partire da un piano straordinario per la mobilità sostenibile, tavoli di confronto nazionali per definire piani nazionali di intervento nei settori dell’auto e dell’indotto, degli elettrodomestici, della siderurgia, delle telecomunicazioni, vogliamo modificare il piano di Finmeccanica perché siamo contrari alla vendita delle attività civili del più grande gruppo industriale pubblico del nostro paese.

Chiediamo al Parlamento di annullare le leggi che mettono in discussione i diritti e la democrazia nei luoghi di lavoro e il diritto alla contrattazione collettiva a partire dalla richiesta di cancellare l’art. 8 che attacca la democrazia nei luoghi di lavoro.

Chiediamo una legge sulla rappresentanza che garantisca, nell’applicazione dell’art. 19 dello Statuto dei diritti dei Lavoratori, i requisiti del pluralismo sindacale e della rappresentatività previsti dalla nostra costituzione.

Vogliamo salvaguardare l’art. 18 e la dignità nei luoghi di lavoro e chiediamo di modificare il disegno di legge sul mercato del lavoro che lo cancella, vogliamo una riforma del mercato del lavoro che estenda diritti e tutele con misure di contrasto alla precarietà.

Vogliamo modificare la controriforma delle pensioni e garantire il diritto alla pensione del lavoro dipendente a partire dai lavoratori esodati, senza lavoro e senza pensione.

Vogliamo contrastare la scelte di Federmeccanica e la pratica degli accordi separati, vogliamo riconquistare il Contratto nazionale.

La segreteria Fiom-Cgil di Mantova

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