A Curtatone rischi per salute e ambiente
Interrogazione di Carlo Grassi in Consiglio Comunale sul proliferare degli impianti a biomasse.
Il sottoscritto Carlo Grassi,
capogruppo SINISTRA UNITA per CURTATONE in consiglio comunale
• visto il continuo proliferare degli impianti a Biomasse anche a Curtatone, quattro in pochi Km, con gravi rischi per la salute e l’ambiente
interroga il Sindaco e la Giunta Comunale di Curtatone sulla necessità di modificare il regolamento di igiene ambientale
Credo che il regolamento di igiene ambientale sia datato e
non corrisponda a lle necessità che incombono ora sul nostro territorio e quindi sia necessario proporre modifiche anche ricorrendo all’opera di Asl e Arpa per salvaguardare la salute e il territorio
Premesso che Il comune di Curtatone è classificato dalla Regione Lombardia DGR 3297/06 come zona vulnerabile, cioè particolarmente sensibile agli insulti dell’inquinamento e alla concentrazione nel sottosuolo di sostanze inquinanti.
Partendo dal fatto che il territorio del comune di Curtatone è interessato da anni da pratiche di smaltimento su terreni agricoli di prodotti di risulta che non provengono necessariamente dall’agricoltura e sono spesso residuati di lavorazioni industriali ( gessi di decomposizione di carcasse animali, carnicci dell’industria conciaria, scarti animali di vario genere, fanghi di depurazione di prodotti agroindustriali, compost di residui solidi urbani);
e che Il regolamento di igiene attuale non prende in considerazione queste nuove pratiche che di agricolo hanno poco ma hanno molto di industriale, pratiche che se condotte senza regole possono incidere pesantemente sullo stato di salute dei terreni agricoli.
Le stesse produzioni ortofrutticole di eccellenza presenti sul nostro territorio a fronte di terra e acqua inquinati potrebbero subire un danno sia reale che di immagine e quindi di mercato.
Di qui la ricerca di una integrazione al regolamento di Igiene che governi l’immissione nei terreni agricoli di questi prodotti di risulta.
Per questi prodotti dovrà valere la regola che si buttano solo dove servono, là dove i terreni saranno idonei per accoglierli, senza creare pericolose concentrazioni e senza che questi terreni si trasformino in discariche sotto mentite spoglie.
A queste considerazioni si aggiunge inoltre il nuovo pesante impatto che le 4 centrali a Biomasse porteranno al territorio, dal punto di vista dello spandimento
Basti un dato generale per esemplificare il problema : per ogni megawatt elettrico prodotto da un impianto di produzione di biogas servono almeno 700 biolche mantovane di terreno per poter distribuire i digestati in modo sostenibile . A Curtatone sono state autorizzate 4 centrali a biomasse, è facile prevedere che serviranno circa 2800 biolche per potere distribuire i digestati in modo sostenibile e che i terreni saranno comunque inondati di digestato.
Allora si rende urgente proporre modifiche
si propone che venga richiesta nell’ambito della formazione dei Piani di Utilizzazione Agronomica l’analisi pedoagronomica dei terreni, la relazione certificata sulla necessità di ammendare o correggere il terreno, l’analisi ante e post impiego dei terreni per valutare l’accumulo delle sostanze depositate, la relazione sui prodotti, sulla loro provenienza e quantità, la classificazione dei terreni da parte di tecnico abilitato che asseveri che i terreni sui quali si intende eseguire lo smaltimento sono nelle condizioni chimico-fisiche per sopportarne il carico senza arrecare danni al suolo e alle falde sottostanti.
E Questo vale a maggior ragione per coloro che accolgono sui propri o altri terreni agricoli del comune i prodotti derivanti da attività non agricole che arrivano anche dall’esterno e non sono controllati.
Per maggiori dettagli tecnici si può chiedere la collaborazione di ARPA e ASL.; che già hanno lavorato alla stesura di regolamenti presso il comune di Rodigo.
Altrimenti rischiamo di vedere i nostri campi utilizzati più come discariche incontrollate che come produttori di alimenti per il bestiame e le persone.
Carlo Grassi
Buscoldo 25 maggio 2012
















Egregi Carlo Grassi e Alberto Zolezzi,
cercherò di rispondere alle vostra perplessità:
1) Richiesta di adottare modifiche al regolamento d’igiene come nel comune di Rodigo:
Il comune di Rodigo ha normato, chiedendo studi integrativi, il digestato in uscita dai biogas e non proveniente da impianti che utilizzano prodotti non di origine agricola. Ritenendo perfettamente compatibile il digestato in uscita dagli impianti che utilizzano reflui zootecnici e materie vegetali. Ricordo che tutti i biogas di Curtatone usano solo reflui zootecnici e matrici vegetali.
Estratto del regolamento:
Titolo II Igiene del Territorio Capitolo 2° Suolo
2.11.18 Impiego dei fertilizzanti sui suoli del territorio comunale – Premessa
Rientrano nel presente capitolo anche il digestato in uscita dal processo di digestione anaerobica prodotto utilizzando residui di lavorazione industriale o rifiuti/matrici di origine organica non zootecnia/agricola extracomunali e prodotto riciclando materiali esterni non tipici del luogo, dell’azienda agricola e dell’allevamento zootecnico.
E’ pertanto escluso il digestato in uscita dagli impianti di biogas presenti sul territorio comunale che utilizzano esclusivamente effluenti da allevamento e prodotti provenienti dalle attività agricole.
2) Per quanto riguarda il digestato in senso stretto mi ha fatto sorridere il recente intervento pubblico di un assessore all’ambiente locale che ha detto: “l’utilizzo del digestato è importante perché riduce l’utilizzo del letame”
Tale affermazione è vera per gli impianti che usano reflui zootecnici, il letame ed liquame entrano nel digestore e ne escono come digestato. Il digestato ha meno impatto olfattivo del materiale di partenza ed è un migliore fertilizzante dei materiali di partenza. In particolare rilascia l’azoto più lentamente favorendone l’assorbimento dalle piante.
3) Da medico posso solo ricordare che “nulla si crea e nulla si distrugge”, se limito l’azoto (N2) nel digestato
lo emetto (come detto anche da lei) in atmosfera come N2…che sommato all’O2 in qualsiasi processo di combustione si trasforma in NO (che si ossida in NO2 in atmosfera…) e si arriva agli NOx… di cui non abbiamo bisogno perchè sono precursori di particolato sottile ecc
Mi meraviglia questa tesi, da pneumologo dovrebbe sapere che l’atmosfera terrestre è costituita dal 78% di azoto sottoforma di N2 dal 21% da ossigeno sottoforma di O2. L’N2 emesso è come un granello di sabbia confrontato con tutte le spiagge del mondo. Le ricordo che ogni depuratore comunale ha il processo nitro-denitro che toglie azoto dal liquame e lo emette in atmosfera in N2, le ricordo inoltre che l’impianto di via tonfiolo ha avuto il finanziamento proprio per applicare tale sistema.
4) Utilizzo calore
Tutte le aziende stanno studiando sistemi per il recupero del calore, in particolare stanno ragionando con TEA per piccole reti di riscaldamento.
dott. agr. Marco Goldoni
egregio dott.goldoni le giro la nota di zolessi:
buongiorno dott. Goldoni,
rispondo solo ora alla sua email, approfittando anche del suo messaggio all’amico Carlo Grassi
come ho già detto non sono un esperto di centrali a biomasse, anche se è un argomento che mi appassiona
lei mi aveva parlato di nuovi sistemi che state studiando per abbattere il contenuto di azoto
nel digestato, mi aveva parlato di tentativi di recupero di energia termica (come va su qesto punto la collaborazione con aziende limitrofe?)
credo che questo approccio sia decisamente positivo,
ricercare, tentare di ottimizzare è fondamentale e lodevole
dovrebbe pubblicizzare di più le sue iniziative, anche per essere di esempio ad altri suoi colleghi imprenditori
il mutismo e il rifiuto di contatto da parte di alcuni è decisamente preoccupante ed innalza il sospetto di tutti
da medico posso solo ricordare che “nulla si crea e nulla si distrugge”, se limito l’azoto (N2)
nel digestato
lo emetto (come detto anche da lei) in atmosfera come N2…che sommato all’O2 in qualsiasi processso di combustione si trasforma in NO
(che si ossida in NO2 in atmosfera…) e si arriva agli NOx… di cui non abbiamo bisogno perchè sono precursori di particolato sottile ecc
se lei ha dati discordanti me li mandi (ha già il mio indirizzo email),
per quanto riguarda il digestato in senso stretto mi ha fatto sorridere il recente intervento pubblico di un assessore all’ambiente locale che ha detto: “l’utilizzo del digestato è importante perchè riduce l’utilizzo del letame”
da questi estremi lei sicuramente si discosta, se può mi mandi dati anche su questo, è importante capire quanti ettari di terreno sono necessari per lo spandimento del digestato e se cambiano a seconda della riduzione dell’azoto (ma selo butto in aria non credo che migliori il problema globale)
la produzione enrgetica è un problema complesso, ne abbiamo già parlato de visu a casa mia,
l’inquinamento e la sua riduzione da queste parti altrettanto,
concordo che impianti piccoli che vogliano riutilizzare o smaltire reflui generati localmente siano comunque accettabili
(ma mi risultano potenze di massimo 0.1 MW), le colture dedicate sono blasfeme in questo sistema che necessita l’acquisto di cereali candesi
intrisi di pesiticidi vietati in Italia…
cosa ne pensa della Pioneer Hi bred che potrebbe a breve introdurre mais OGM sul nostro suolo?
io sto studiando i nuovi moduli di produzione di energia solare con accumulo
la saluto e le auguro buon lavoro
Alberto Zolezzi
Sono un abitante di Curtatone, non sono un esperto sull’argomento e quindi non mi pronuncio sulla pericolosità di questi siti. L’unica cosa che mi viene da dire è che l’impianto di Montanara mi sembra un po’ troppo vicino alle abitazioni tra le quali la mia e alla scuola e la cosa, visti i pareri contraddittori degli esperti, non mi piace.
egregio signor Goldoni, la centrale di Buscoldo usa solo mais, quella di Montanara non avendo bestiame lo importa anche da Serravalle Po.
volevo segnalare il pericolo di un’inondazione di digestati vari a cui si aggiunge anche il rischio Botulino. La diffusione delle centrali a biogas (liquami + biomassa vegetali) pone severi interrogativi sulla sicurezza biologica dello spargimento dei digestati residui
Dalla Germania allarme botulismo
(e l’indiziato numero uno è il biogas)
di Michele Corti
In Germania il Prof. Böhnel ha da tempo lanciato l’allarme: con il biogas stiamo diffondendo nell’ambiente pericolose spore di Clostridium botulinum con i residui degli impianti a biogas. Una cassandra? No visto che a Reggio Emilia dicono che …
Partiamo dal Parmigiano
Da noi, per il rischio Clostridi, la regione Emilia-Romagna nelle sue Linee guida per la localizzaizone delle centrali a biogas “esonera” di fatto le aree di produzione del Parmigiano Reggiano (di fatto perché vieta l’uso degli insilati e quadi tutte le centrali “viaggiano” a insilato doi mais). Se, in base al principio di precauzione, si ritiene che il rischio si inquinamento della filiera del P.G. non valga la candela di qualche decina di MW in più, perché si sottovaluta il rischio rappresentato per la salute dalle spore di Clostridi che oltre a far gonfiare il formaggio possono provocare gravi malattie all’uomo e agli animali?
Quest’anno in uno dei tanti convegni in cui si allettano gli agricoltori con le sirene del biogas, alcuni ricercatori del Crpa (Centro ricerche sulle produzioni animali di Reggio Emilia) hanno presentatoil risultati delle loro indagini sul rischio che i digestati residui degli impianti possono rappresentare per la filiera del Parmigiano Reggiano. La comunicazione di Paola Vecchia e Sergio Piccinini si intitolava Biogas e Parmigiano-Reggiano: una coesistenza possibile? ed è stata poi pubblicata (pp 22-26) in “Agricoltura” (rivista della Regione Emilia-Romagna, Assessorato agricoltura), supplemento n. 48, Produrre biogas un’opportunità che piace agli agricoltori, a cura di M C. Schiff e di A. Apruzzese. (link al documento PDF). La pubblicazione si riferiva alle prove sperimentali condotte nel 2009 dal Crpa, con il finanziamento dalla regione e con il contributo del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, tese a verificare gli effetti del processo di digestione anaerobica sulla presenza di spore di Clostridium introdotte negli impianti di biogas tramite liquami bovini tal quali o addizionati di altre frazioni fermentescibili. Le conclusioni erano univoche:
“Alla domanda se le spore di clostridi aumentano oppure no nei digestati in uscita dagli impianti di biogas rispetto a quelle presenti nei materiali in ingresso, la sperimentazione condotta consente di rispondere che le spore aumentano nei digestati provenienti da digestori alimentati con insilati e liquame, mentre non aumentano nei digestori alimentati con solo liquame. I risultati ottenuti danno conto dell’attenzione che deve essere posta nello sviluppo di una pratica innovativa che può portare ad un arricchimento in spore del materiale organico destinato ad essere utilizzato come concime. Ciò avvalora le ragioni alla base dell’adozione da parte della Regione Emilia-Romagna del principio di precauzione, volto a evitare un accumulo di spore nel ciclo produttivo del Parmigiano- Reggiano”.
NO ALLE CENTRALI A CURTATONE! SOSTENIAMI LA LOTTA DEL PROF. CARLO GRASSI. Il territorio non si svende!
Due biogas di Curtatone hanno ricevuto un finanziamento (bando straordinario direttiva nitrati) dalla regione Lombardia in quanto migliorano l’ambiente dal punto dei vista dei nitrati!
Egr. sig. Grassi la Sua analisi sull’utilizzo dei reflui zootecnci e sul digestato è semplicemente sbagliata. Le centrali a biogas (specialmente se usano reflui zootecnici) migliorano il problema dei nitrati. (in un post è difficile spiegarglielo ma si fidi o mi contatti)
dott. agr. marco goldoni
consulente agronomico Comune di Marcaria