USCIRE DALLA CRISI ?
Oggi le misure contro la crisi sono affidate agli stessi che la crisi l’hanno provocata . Monti, come gli altri governi europei espressione delle banche, sta applicando le stesse logiche liberiste che conosciamo dai tempi di Thatcher e Reagan :
1) sostenere le banche con iniezioni di denaro pubblico
2) prelevare capitali in quantità enormi direttamente dai lavoratori (pensioni più basse con anni in più di lavoro, aumenti di IVA, IRPEF locali, IMU, benzina, tagli a scuola e sanità ecc.)
3) svendere beni e servizi pubblici ai privati per far crescere i loro profitti
4) bastonare come sempre gli operai (licenziamenti facili, abolizione dei contratti ecc.) per farli diventare “competitivi” con gli operai del terzo mondo, riducendo cioè i salari.
Non ci incantano i depistaggi mediatici di qualche controllo degli scontrini fiscali o di qualche promessa ad effetto: la sostanza è che i lavoratori sono diventati il bancomat del governo, e che sono i miliardi prelevati dalle loro tasche che oggi garantiscono il bilancio dello Stato; sono i soldi degli operai che vanno a coprire i deficit delle banche o sono usati per sgravi fiscali alle imprese. Non c’è stata nessuna patrimoniale, né prelievo sui redditi più alti, nessun controllo sui capitali portati in Svizzera o nei paradisi fiscali, nessuna verifica sulle aziende che dichiarano bilanci in perdita : Reagan e i due Bush diminuirono le tasse ai ricchi, Monti li lascia tranquilli e indisturbati.
Il governo riuscirà, con le entrate “strutturali” prelevate dagli strati più bassi della popolazione, a tamponare per un po’ le falle del bilancio, ma non ci porterà a nessuna crescita: i lavoratori, con salari sempre più bassi , intaccati dalle tasse e dall’inflazione, ridurranno anche i loro consumi e la recessione si aggraverà.
La crescita dell’economia mondiale sarà impossibile anche per cause strutturali del capitalismo. Le risorse del pianeta non sono illimitate, e non si può parlare di “crescita” infinita in un mondo finito.
USCIRE DAL CAPITALISMO IN CRISI !
Oggi bisogna ripensare il futuro : quale modello di economia vogliamo che rispetti i diritti e l’uguaglianza dei cittadini, e che tenga conto del limite delle risorse naturali ?
1) Bisogna rovesciare la globalizzazione della finanza e del neoliberismo in una globalizzazione dei popoli.
2) Bisogna bloccare l’economia di carta della speculazione e tassare le transazioni finanziarie.
3) Ci vuole una riconversione ecologica della produzione e dei consumi, con un sistema economico decentrato e rispettoso dell’ambiente naturale
4) Bisogna adottare una patrimoniale sulle grandi ricchezze, condurre una vera lotta all’evasione fiscale, tagliare le spese militari e le “grandi opere” inutili come la TAV . Con queste risorse sarà possibile finanziare non le banche, ma un intervento pubblico che potrà creare da subito nuova occupazione , in settori prioritari : riassetto idrogeologico del territorio, risparmio energetico, nuove fonti di energia rinnovabili, produzione di alimenti “a km. zero”, trattamento e riciclaggio dei rifiuti, assistenza agli anziani, asili nido e scuole materne, edilizia abitativa sociale, messa a norma degli edifici scolastici.
Noi diciamo che in democrazia decide il popolo, il 99%, e non l’1% di banchieri, speculatori, multinazionali ed evasori
BASTA CON LA LOGICA INIQUA E DISTRUTTIVA DEL PROFITTO !
UN MONDO DIVERSO E’ POSSIBILE !















