Vai al contenuto

Penati si autosospende dal partito

sabato, agosto 27, 2011

MILANO · L’ex portavoce di Bersani evita il carcere solo grazie alla prescrizione, ma i pm riccorrono contro il gip

Graziato dalla prescrizione. Come Berlusconi. Il paragone può essere fastidioso ma è inevitabile.
La parola magica che per ora ha evitato il carcere a Filippo Penati è la stessa che ha salvato tante volte il Cavaliere, alla faccia di tutti coloro che continuano a sperare nella diversità morale del Pd e di quei giustizialisti di sinistra che adesso riscoprono la presunzione di innocenza.
E non si dica che ammettere queste evidenze significa fare il gioco delle destre.
Perché il gioco delle destre semmai lo fanno politiche e condotte come quelle dell’ex sceriffo del Pd del nord, che, secondo i pm si è comportato come un «delinquente matricolato», e che, al di là delle questioni giuridiche, hamesso in forte imbarazzo il centrosinistra.
Penati continua a dichiararsi innocentema ieri è stato costretto all’ennesimo passo indietro.
Dopo essersi dimesso dagli incarichi nel partito e da vice presidente del consiglio regionale lombardo si è autosospeso dal Pd e ha lasciato il gruppo consiliare al Pirellone.
Non ha però rinunciato alla carica di consigliere regionale.
Nessun passo indietro però può cancellare le parole durissime dell’ordinanza del gip di Monza Anna Magelli che mercoledì gli ha risparmiato l’umiliazione del carcere solo perché ha considerato le mazzette ricevute da Penati non come concussione, ma come corruzione.
Un reato meno grave per cui sono già scattati i limiti di prescrizione.
Significa che, mentre per i pm gli imprenditori coinvolti sarebbero stati praticamente costretti a pagare Penati e il suo braccio destro Giordano Vimercati, per il gip si tratterebbe invece di un accordo consensuale.
La procura, però, ha già presentato ricorso contro la decisione del giudice.
Nella carte vengono riportati particolari inquietanti: si parla di visite regolari di Penati all’imprenditore Piero Di Caterina per prendere soldi, di una passeggiata sotto il Pirellone lo scorso maggio con il costruttore Giuseppe Pasini per mandargli messaggi senza essere intercettato.
E poi compaiono poco chiari giri di soldi all’estero, persino serate e nottate pagate in Svizzera.
Ma soprattutto un torbido giro di affari intorno all’area ex Falck di Sesto San Giovanni e sulla quota della provincia di Milano per la Serravalle.
Il Pd sceglie la strategia del silenzio.
A livello nazionale nessuno rilascia dichiarazioni.
Ma non prendere il toro per le corna potrebbe rivelarsi un boomerang disastroso.
Penati fino a poco tempo fa era il portavoce di Bersani.
Che fine ha fatto quella famosa differenza morale del centrosinistra? La vicenda Penati pone il suo partito davanti a questo interrogativo che non può più essere nascosto sotto il tappeto.
A Milano, dove Penati per una decina d’anni è stato il principe del Pd, non è più possibile fare finta di nulla.
Il partito milanese infatti sulla vicenda si sta spaccando.
Il segretario lombardo Maurizio Martina prova a gettare acqua sul fuoco e invita ad attendere le conclusioni della magistratura.
Il coordinatore cittadino del Pd milanese Francesco la Forgia, invece, sostiene che non «si può aspettare gli esiti della magistratura, Penati deve chiarire al partito.
» L’assessore comunale diMilano Pierfrancesco Majorino, sentito da Radio popolare, dichiara: «Se fossi in lui mi dimetterei anche da consigliere regionale.
Chi si proclama innocente dovrebbe rinunciare alla prescrizione».
E aggiunge: «Purtroppo il quadro a suo carico si è aggravato, appesantito: non siamo più di fronte a ipotesi anche molto pesanti ma confusamente dette da un singolo accusatore.
Siamo di fronte a una pratica più consolidata».
Martedì questo sarà il tema centrale della direzione provinciale del partito che hamaledettamente bisogno di voltare pagina.
Ma non è facile perché il potere di Penati sul Pd da queste parti è stato indiscutibile per troppi anni, anche per volontà della dirigenza nazionale che si è affidata a lui per lanciare il Pd del nord.
Per questo, al di là degli eventuali reati, il Pd è di fronte ad una questione politica ineludibile.
L’inchiesta porta alla luce un sistema di potere di cui Penati e il suo partito, tramite lui, facevano parte.
E’ il risultato di una linea politica nota, teorizzata, praticata e rivendicata dal partito.
Si doveva rincorrere le destre sul tema della sicurezza e dell’immigrazione mettendo all’angolo chiunque a sinistra non fosse d’accordo.
E intanto tentare di entrare nelle stanze dei bottoni venendo a patti con il sistema di affari che al nord è gestito dal Pdl, a partire da Formigoni.
L’inchiesta sull’ex Area Falck non è che l’ennesima conferma delle relazioni pericolosema non sorprendenti tra imprenditori,banche, politici, coop rosse, Compagnia delle opere.
Un comitato d’affari per la spartizione del businees delle aree dismesse, delle speculazioni edilizie, delle bonifiche e dei rifiuti.
La strategia del Pd del nord ha portato alla perdita della provincia governata da Penati e alla sconfitta dello stesso Penati alle regionali proprio contro Formigoni.
E’ da questo disastro che è nata la svolta che ha portato alla vittoria di Pisapia.
Una svolta però che si basa su una maggioranza dove il Pd è il partito più consistente e che per crescere ora ha bisogna che i Democratici chiudano definitivamente con quella stagione.
Ma il problema più grave, per tutta la sinistra, è Sesto San Giovanni dove in primavera si vota.
E sarebbe paradossale essersi liberati dalle destre a Palazzo Marino e ritrovarle al potere nella ex Stalingrado d’Italia.

Pubblicità
Impostazioni sulla privacy
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: