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Comitato acqua pubblica Mantova

domenica, luglio 24, 2011

A distanza di oltre un mese dalla vittoria referendaria, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni, tutto tace o, peggio ancora, si muove al contrario.

La gara per la privatizzazione di TEA va avanti e va avanti, in velocità, l’intenzione della Provincia di Mantova di aderire alla legge regionale, tanto osteggiata anche dagli stessi partiti che sostengono l’Amministrazione Provinciale.

Evidentemente il Presidente, così come i tanti Sindaci e Amministratori del territorio, non hanno prestato la dovuta attenzione a quanto successo: 27 milioni di italiani hanno detto “no alla privatizzazione dell’acqua”. Un NO chiaro e netto, inequivocabile.

Come Comitato Referendario “2 Sì per l’Acqua Bene Comune” abbiamo lavorato per dare voce agli italiani sul teme dell’acqua come “bene comune”, ora lavoriamo perché quella voce sia effettivamente e compiutamente rispettata. Un amministratore pubblico che tace rispetto alle richieste dei propri cittadini o, peggio, le ignora, tradisce la sostanza dei due quesiti referendari.

Oggi, in tanta parte dei territori della nostra regione, così come del resto della nazione, mostrano (giustamente) una sostanziale e decisa inversione nei percorsi di privatizzazione delle società idriche. Vi è anche un inizio di ripensamento ove la privatizzazione è già un dato di fatto. Si torna a leggere la proposta di legge che i movimenti per l’acqua hanno presentato in Parlamento nel 2007, forte di 400.000 firme: legge che si muove su binari perfettamente aderenti ai risultati del referendum, visto che esclude ogni remunerazione dei capitali e gestisce il servizio idrico esclusivamente tramite enti di diritto pubblico.

Qualcuno, tristemente sfiduciato dalla politica, ci dice che dovevamo aspettarcelo, che le tante rassicurazioni sul “rispetto” degli esiti referendari non erano che fumo negli occhi, nell’ottica di “cambiare tutto per non cambiare niente”……

Non possiamo credere che tanti amministratori tradiscano così vergognosamente la volontà dei loro cittadini. Li invitiamo, quindi, a farsi sentire e a chiedere a gran voce che si attui un percorso verso la reale ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, che si fermi la gara di TEA e che si valuti con calma e ponderazione il percorso riguardo alla costituzione dell’Azienda Speciale Provinciale.

Se, per caso, qualcuno ha pensato a questo periodo come il migliore per operare indisturbati, approfittando del rilassamento post elettorale e delle ferie, lo invitiamo a ripensarci: se tanto siete sicuri della vostra posizione abbiate almeno il coraggio di sospendere tutto e di permettere un confronto reale e costruttivo.

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