Decrescita e occupazione
In data 21 Maggio 2011 dalle ore 15.30 presso lAuditorium del Centro Culturale San Giorgio in Via F. Kahlo, San Giorgio di Mantova, si terrà lincontro aperto al pubblico con il Professore Maurizio Pallante, portavoce nazionale del Movimento per la Decrescita Felice.
Questo sarà il coronamento di una serie di incontri, organizzati dal Circolo di Man-tova del Movimento per la Decrescita Felice tra ottobre 2010 ed oggi, che hanno affrontato alcuni dei molteplici temi del movimento per quanto riguarda:
-la nutrizione promuovendo un’alimentazione basata su cibo vegetale per motivi ecologici, etici e salutari;
-gli effetti dellinquinamento sulla salute concentrandosi particolarmente sulla realtà locale e sulla NON conoscenza di molte persone degli effetti devastanti che tecnologie come gli inceneritori e il turbogas, e sostanze come l’ossido d’azoto, pro-vocano alla salute;
-la mobilità sostenibile spiegando i paradossi economici e sociali dellattuale si-stema di spostamento, gli effetti sulla salute correlati e fornendo alternative effica-ci,
-i gruppi di acquisto solidale (GAS) spiegando la necessità della produzione di cibo con certificazione biologica che può essere acquistato da gruppi locali ad un prezzo accessibile grazie allaccorciamento della filiera e alla programmazione da parte del fornitore.
Tutti gli argomenti trattati sono relazionati alla società ed economia attuale e da questi incontri è emerso che le attività produttive sostenibili NON entrano in contra-sto con l’occupazione; e proprio quest’ultima sarà il tema che il Professore Maurizio Pallante approfondirà nel suo intervento.
Consapevole che la maggior parte delle persone alla parola decrescita associano diminuzione, il Professore Pallante spiegherà il motivo per il quale tale associazio-ne è errata e che una decrescita correttamente intesa e guidata consente un au-mento dell’occupazione e un superamento della crisi con lapertura non solo di un nuovo ciclo economico, ma di una fase storica più avanzata di quella che abbiamo vissuto dalla fine della seconda guerra mondiale.
Una decrescita guidata della produzione e del consumo di merci, che non sono beni ma sprechi, a favore di una produzione con minor impatto ambientale di prodotti con utilità specifica, è la vera alternativa per superare sia gli aspetti economici e occupazionali sia gli aspetti energetici e climatici della crisi permettendo un salto di qualità della storia umana.
















