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Massimo Rossi*: Che sia l’avvio di una reale trasformazione!

mercoledì, Maggio 18, 2011

Lo scenario politico del Paese è di colpo mutato. E’ stata una bella spinta a sinistra, non certo le fallimentari sperimentazioni neocentriste del PD, a far perdere queste elezioni a Berlusconi riaprendo un quadro politico da incubo.

Il centro sinistra ottiene infatti risultati insperati laddove assume un profilo più radicale ed alternativo e conduce campagne elettorali più “partecipate”.

Negli altri casi, come ad esempio a Torino e Bologna, le vittorie non esaltano se si considerano i dati elettorali di partenza.

Noi della Federazione della Sinistra, nonostante le vergognose censure e gli interessati annunci di morte, siamo vivi e vegeti (crescendo persino rispetto alle precedenti elezioni) e pienamente dentro questa “spinta”. Anzi, se è vero come è vero che i risultati più clamorosi sono quelli di Milano e Napoli, noi ne siamo tra i protagonisti.

Cresce pertanto la responsabilità di chi a sinistra, nelle forze politiche e nelle aggregazioni sociali, aspira ad un diverso modello socio economico che metta da parte il pensiero unico del mercato.

Si ripropone ovviamente il problema di far seguire a questa prima riscossa elettorale la messa in campo, magari proprio a partire dai territori e dagli enti locali, di progetti ed azioni concrete che spodestando i poteri forti attualmente egemoni nei governi locali di vario colore, restituiscano concretamente ai cittadini, ai lavoratori, ai giovani: diritti, giustizia sociale e democrazia.

L’unico modo per affrontarlo resta quello di dar vita al un polo della sinistra di alternativa, capace di offrire una sponda alle diffuse lotte sociali ed al nuovo risveglio civile del Paese, affermando autorevolmente le ragioni e la concreta praticabilità dei contenuti di un progetto alternativo.

Senza di ciò, data la gravità della crisi in atto, questi segnali di primavera sarebbero travolti dall’onda (comunque) inarrestabile della sfiducia e dell’allontanamento delle persone dal voto e dall’impegno concreto. Alimentare ulteriormente l’illusione, anche in relazione all’esito elettorale, che la sinistra, rinunciando alla propria autonomia, possa aspirare a conquistare “il comando” del centro sinistra o a determinarne le scelte, vorrebbe dire perseguire una svolta “di carta” che elude i contenuti centrali che determinano la vita delle persone.

Condizione indispensabile per avviare una reale trasformazione è quella di riuscire a spostare il baricentro del conflitto dalla sfera politica al campo sociale, dalle mere logiche di schieramento (pro o contro Berlusconi) all’idea di futuro da costruire a partire da subito (pro o contro il primato del mercato). I referendum del 12 e 13 Giugno sembrano messi li apposta a tale scopo. La vittoria della limpida battaglia alle privatizzazioni dei beni comuni e dei servizi pubblici e contro il nucleare, certamente più vicina dopo il risultato di ieri e l’esito della consultazione sarda, rappresenta una straordinaria occasione per il successo questa impresa.

Quindi… Adelante cari compagni! Non possiamo permetterci neppure di riprendere fiato.

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