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Appello “Non possiamo tacere”

martedì, gennaio 11, 2011

Al SINDACO
Al Presidente del Consiglio Comunale
Ordine del giorno

OGGETTO: “LAVORO, DEMOCRAZIA E DIRITTI

ordine del giorno urgente da inserire fra i lavori del prossimo Consiglio Comunale

PER I DIRITTI DI TUTTI NON POSSIAMO TACERE

– che a fronte della drammatica durezza delle politiche che vengono portate avanti in primo luogo dalla Fiat attraverso il ricatto del posto di lavoro prima a Pomigliano dove ha utilizzato come argomento la chiusura dello stabilimento ed ora a Torino dove  minaccia di togliere il lavoro a chi non si sottomette ai suoi diktat,  è necessario dire SI’ ai diritti e NO ai ricatti

– che il tentativo da più parti esplicito è quello di usare la crisi economica come clava contro i diritti e le tutele conquistate, attraverso anni di lotte, dalle lavoratrici e dai lavoratori

CONSIDERATO:

– che mai come in questo momento lo spartiacque impone da che parte stare: con i lavoratori e le lavoratrici per la difesa dei loro diritti o con “i padroni del vapore” che intendono riportare le condizioni del lavoro dell’ottocento

VALUTATO:

– che quanto sopra schematicamente esposto non è solo una questione sindacale circoscritta alla Fiat e ai soli lavoratori metalmeccanici, ma investe direttamente tutte le cittadine e i cittadini, in quanto vengono compromesse e modificate alcune regole stabilite dalla Costituzione

IL CONSIGLIO

aderisce all’appello “Non possiamo tacere”, che fa parte, quale atto integrale, del presente provvedimento

_____________________________________

TESTO APPELLO “NON POSSIAMO TACERE”

Di fronte all’ostentata dimostrazione di prepotenza offerta in questi giorni dalla Fiat e di fronte ai contenuti dell’accordo da essa imposto per lo stabilimento di Mirafiori, riteniamo di non poter tacere. Non può essere taciuto il carattere esplicitamente ricattatorio, da vero e proprio diktat, che pone i lavoratori, già duramente provati dalla crisi e dalla cassa integrazione, con salari tra i più bassi d’Europa, nella condizione di dover scegliere tra la messa a rischio del proprio posto e la rinuncia a una parte significativa dei propri diritti; tra la sopravvivenza e la difesa di condizioni umane di lavoro; tra il mantenimento del proprio reddito e la conservazione della propria dignità. E’ un’alternativa inaccettabile in una società che pretenda di rimanere civile e in un Paese che voglia continuare a definirsi democratico. Non può essere taciuto, d’altra parte, lo strappo – un vero e proprio scardinamento – che tale accordo introdurrebbe nell’intero sistema delle relazioni industriali in Italia, la sua aperta contraddizione con ampia parte del dettato costituzionale, a cominciare dall’art 1 che proclama la nostra democrazia repubblicana “fondata sul lavoro” – cioè sul ruolo centrale del lavoro e della persona del lavoratore. Non può essere taciuta,infine, l’assoluta gravità della scelta Fiat di risolvere il proprio rapporto con la Confindustria, al fine di liberarsi dai vincoli stabiliti in sede di contrattazione nazionale, e di porre in essere un’odiosa forma di discriminazione sindacale in quella delicata e cruciale sfera che è costituita dalla rappresentanza nei luoghi di lavoro . L’esclusione della FIOM, l’organizzazione sindacale maggioritaria fra i lavoratori metalmeccanici torinesi, dagli organismi rappresentativi di fabbrica costituirebbe un’inaccettabile discriminazione, una prova di  pesante arroganza aziendale e di preoccupante cecità imprenditoriale, a nostro parere intollerabili. Pur consapevoli della drammaticità delle scelte individuali, di chi è posto dinanzi ad un brutale aut aut, e rispettosi di esse, esprimiamo il nostro sostegno e solidarietà a chi non ha rinunciato a difendere i diritti e le libertà conquistate a prezzo di duri sacrifici.

Fausto Banzi
Per la Sinistra Unita
Mantova, 11.1.2011

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