Manifestazione per l’acqua pubblica
COMUNICATO STAMPA
Le proposte dei Movimenti alla Regione Lombardia
per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua come bene comune
Milano, 10 novembre 2010
Una delegazione del Coordinamento regionale dei Comitati per l’acqua pubblica è stata ascoltata oggi 10 novembre dalla Commissione VIII del Consiglio regionale della Lombardia, assieme alle rappresentanze delle Provincie, dei Comuni, delle imprese, sul merito del Pdl n. 57 approvato dalla Giunta Formigoni il 26 ottobre scorso.
La delegazione, composta da R. Fumagalli (Coordinamento regionale lombardo comitati acqua pubblica), da R. Lembo (Contratto Acqua), da rappresentanti della CGIL regionale e della Camera del Lavoro di Milano, dei Comitati acqua di Sondrio e di Cremona, ha consegnato al Presidente della Commissione Saffioti e ai componenti della Commissione, un documento articolato con proposte di modifica del PDL 57 a la richiesta di bloccare il provvedimento che di fatto rischia di privatizzare l’acqua della Lombardia consegnandone la gestione in mano ai privati.
Prendendo spunto dalla soppressione, al 31 dicembre del 2010, delle Autorità ATO, previste dal comma 186 bis dell’art. 2 della Legge 191/2009 (convertito con Legge n. 42/2010, la Giunta della Regione Lombardia ha deciso infatti di adottare un progetto di legge (PDL n. 57) per tentare di supplire al vuoto legislativo determinatosi in Lombardia, a seguito dei pronunciamenti della Corte Costituzionale che ha dichiarato anticostituzionali alcune parti delle leggi regionali n. 26/2003 e n. 18/2006 sul S.I.I.
L’approccio contenuto nel PDL 57 costituisce di fatto un semplice maquillage amministrativo in modifica alla L.R. 26/2003, limitandosi a modificare solo alcuni articoli senza cogliere l’opportunità che il Governo ha conferito alle Regioni, di ridefinire gli assetti organizzativi del Servizio Idrico. Il provvedimento trasferisce le competenze in tema di servizi idrici e rifiuti delle A.ATO, assemblee composte dai sindaci, alle Province, che di fatto assumono il ruolo di decisori e di regolatori del servizio idrico integrato, cioè di acquedotti e reti di proprietà dei Comuni, tramite un’apposita struttura (Ufficio d’Ambito, costituito come Azienda speciale), dotato di personalità giuridica.
Quali saranno gli effetti di questo provvedimento.
In primis l’espropriazione ai Comuni dalla proprietà e del ruolo decisionale in materia di servizi idrici, riconoscendo loro solo la facoltà di esprimere un parere consultivo, non vincolante, su tariffe ed investimenti. In secondo luogo, essendo previsto l’affidamento della gestione del servizio attraverso la gara o la cessione al privato del 40%. Con l’ingresso dei privati ,il rischio è quello della privatizzazione della gestione dei servizi idrici.
Terza conseguenza l’aumento delle strutture chiamate a gestire i servizi idrici. Da uno solo (A.ATO) diventeranno ben cinque: le Province, gli Uffici di ambito, la Consulta, i Comuni ed i cda delle società patrimoniali (che possono sopravvivere) .
A questo farraginoso modello di gestione il documento illustrato alla Commissione dal Coordinamento dei Comitati Lombardi propone di prorogare di almeno un anno le competenze degli A.ATO e di avviare un percorso di confronto politico per una riorganizzazione del servizio idrico locale come servizio di interesse pubblico generale a valenza regionale attraverso la valorizzazione dei bacini idrografici esistenti nella regione Lombardia, in una logica di governo complessivo della risorsa classificata come servizio privo di rilevanza economica.
E’ stato infatti ricordato che l’approvazione frettolosa, entro novembre del Pdl n. 57, rischia di essere smentita da due pronunciamenti. Quello della Corte Costituzionale sui 6 ricorsi regionali al decreto Ronchi previsto per i primi di dicembre 2010 e quello dei cittadini che saranno chiamati a pronunciarsi sul primo dei tre quesiti referendari proposti dal Forum dei Movimenti (abrogazione dell’art. 23 del decreto Ronchi).
Se si vuole attuare una riorganizzazione della gestione dei servizi pubblici locali, proprio nell’ottica di favorire una gestione industriale improntata a principi di efficienza, è possibile realizzare una riorganizzazione la gestione delle risorse idriche attraverso la valorizzazione dei bacini idrografici, sostituendo gli ATO e le Province con Consorzi di bacino, cioè con enti di diritto pubblico, composti dai Sindaci che possono cosi gestire direttamente gli acquedotti e garantire criteri di solidarietà e di sussidiarietà.
In coerenza con questa proposta politica, il documento del Coordinamento dei Comitati ha proposto degli emendamenti agli articoli 47 e 48 del Pdl 57 che prevedono l’inserimento di questi principi, mentre ha riformulato i contenuti dell’art. 49 (Organizzazione del servizio idrico integrato) proponendo che i Consorzi di bacino, siano composti dai sindaci e siano i soggetti che organizzano il servizio idrico integrato a livello di ATO, dando vita alla costituzione di società di ambito, di diritto pubblico, ai sensi dell’articolo 114, del d.lgs. 267/2000.
Infine, come norma transitoria il documento propone la “salvaguardia, fino a scadenza naturale delle rispettive concessioni, delle gestioni esistenti al 30 ottobre 2010 che siano state affidate a società a capitale totalmente pubblico, secondo le modalità dell’affidamento “in house”
I rappresentanti dei Comitati hanno concluso la loro audizione, auspicando che la Commissione in funzione delle sue competenze in tema di risorse idriche, si faccia carico di avviare un approfondimento sulla natura dei servizi idrici locali quali servizi privi di rilevanza economica e classificabili come servizi di interesse generale, regionale prima della messa in votazione della modifica alla L.R. 26/2003, attraverso la costituzione di un Tavolo tecnico che coinvolga organizzazioni della società civile portatori di queste istanze come il Contratto Mondiale sull’Acqua ed i Comitati acqua della Lombardia, nonché la segreterie Regionali dei sindacati.
Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica Segreteria Organizzativa Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’acqua-Onlus
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