Fiom: competitività non si recupera da fattore lavoro. Fazio ora inviti un operaio per dire cosa è lavorare
«Competitività e produttività non si recuperano solo sul fattore lavoro. Già dodici anni fa i predecessori di Marchionne ci dicevano che, grazie alla globalizzazione, gli stabilimenti italiani erano pagati dai profitti brasiliani». Così Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom nazionale, commenta le dichiarazioni di Sergio Marchionne alla trasmissione Chetempoche fa.
«È difficile pensare che ridurre le pause o aumentare l’utilizzo del tempo di lavoro – osserva Airaudo – possa consentire di colmare un differenziale che esiste da almeno dodici anni. Servono altri strumenti che chiamano in causa il governo e nuovi prodotti con maggiori margini per la produttività e redditività».
Il segretario nazionale della Fiom smentisce che a Mirafiori ci sia già il sistema di 3 pause di 10 minuti anzichè 2 da venti proposto per Pomigliano e Melfi. «Non è vero – precisa – perchè nello stabilimento torinese c’è da un anno e mezzo una sperimentazione che ha mantenuto i 40 minuti di pause, divisi in due da quindici e uno da dieci attraverso l’accordo di fine 2006».
Al conduttore della trasmissione Fabio Fazio, Airaudo dice: «mi auguro che ora inviti un operaio, magari uno che non la pensa come Marchionne e che racconti che vuol dire lavorare oggi in Italia. E non dovrebbe essere difficile, visto che sono molto di più di quel 12% che l’ad della Fiat attribuisce come iscritti alla Fiom, anzi i consensi con la sua politica sono in crescita». (ANSA).















