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DDL Lavoro. Continuare la mobilitazione contro un testo gravissimo e anticostituzionale.

mercoledì, settembre 29, 2010

“L’iniziativa e la mobilitazione contro il ddl lavoro deve continuare dentro e fuori dal Parlamento, in vista del nuovo passaggio del testo alla Camera. L’instabilità del quadro politico e la palese crisi di un governo, che pure oggi probabilmente riceverà la fiducia, rende possibile che la legislatura si possa chiudere senza l’approvazione di quella che resta una controriforma gravissima e incostituzionale”.

Se il testo dovesse invece sciaguratamente essere approvato, la sua cancellazione è per Rifondazione Comunista un obiettivo che dovrà essere perseguito in ogni modo. Deve essere uno dei punti che qualificano una coalizione che si proponga di battere Berlusconi.

Ricordiamo la gravità di quanto previsto dal collegato lavoro, che è rimasta inalterata, non essendo stati recepiti in nessun modo i rilievi sollevati dal Presidente della Repubblica nel rinvio del testo al Parlamento.

Si vuole che sotto l’oggettivo ricatto del posto di lavoro, lavoratrici e lavoratori rinuncino al tutela del giudice ed accettino che, sulle controversie del rapporto di lavoro, decidano arbitri privati, non tenuti al rispetto dei contratti e delle leggi, in esplicito contrasto con l’articolo 24 della Costituzione. Si indeboliscono comunque, per quanti rifiuteranno di sottostare al ricatto, le prerogative del giudice del lavoro, anche in questo caso in contrasto con l’articolo 101 della Costituzione.

Si vuole, attraverso il rafforzamento dell’ istituto della certificazione,  far proliferare i contratti individuali, per privare i lavoratori delle garanzie della contrattazione collettiva, frammentare e precarizzare ulteriormente il mondo del lavoro.

Si colpiscono attraverso la drastica limitazione dei termini per l’impugnazione dei licenziamenti, dei contratti di collaborazione e dei contratti a termine, soprattutto i lavoratori precari, che alla cessazione del rapporto di lavoro sperano prima di tutto in una riconferma e fanno causa solo se questa non c’è.

Si prevede che l’apprendistato possa essere svolto a partire da 15 anni, derogando sia all’età fissata per il divieto di lavoro minorile, che a quella per l’obbligo scolastico, entrambe a 16 anni.

Il collegato lavoro insieme all’attacco al contratto collettivo, e alla volontà esplicita del governo di far fuori lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori, vogliono ridurre il lavoro a pura merce usa e getta, senza diritti. Una controriforma, eversiva della Costituzione, che va battuta”.

Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro della Segreteria PRC-SE

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