Castiglione delle Stiviere: bonifica Cava Busa
Al Sindaco di Castiglione Avv. Paganella
Al Presidente il consiglio comunale Signor Ridoli
Oggetto: bonifica Cava Busa.
Il sottoscritto consigliere comunale, rivolge la seguente interpellanza e chiede che sia discussa nel prossimo consiglio comunale:
Premesso
Che la cava Busa in passato e stata oggetto di smaltimenti abusivi di rifiuti industriali provenienti da cicli di lavorazione di sostanze catramose prodotte dalla. Flucosit S.p.A. di Castelnuovo di Asola
Il comune di Castiglione delle Stiviere ha avviato,le procedure previste dall’art.17 comma 2 del D.Lgs. 22/97 trovando inadempienti il proprietario edha quindi incaricato uno studio privato perpredisporre un progettodi bonifica e di messa in sicurezza del sito utilizzando finanziamenti regionali.
Che nel 2002 è stata indetta la gara d’appalto e la ‘Società aggiudicataria della garaha proposto un progetto esecutivo di bonifica, approvato dagli Enti di controllo in sede di Conferenza dei Servizi del 27/04/2005.
Che gli obiettivi delprogetto erano in sintesi:
– la rimozione del terreno a maggiore contaminazione e successivo trattamento on site mediante sistema biologico denominato “bio-pila”, con possibilità di riutilizzo in situ del terreno trattatosubordinato al rispetto degli obiettivi della bonifica;
– il trattamento in situ con Soil Vapor Extraction (SVE) del terreno a minor contaminazione fino al raggiungimento degli obiettivi della bonifica.
– gli obiettivi della bonifica, ossia i limiti di legge previsti per siti ad uso industriale/commerciale nel D.M.471/99, essendo tale progetto stato approvato in regime del suddetto decreto;
– Le modalità di collaudo e i relativi parametri chimici previsti: Solventi aromatici (B I ESX, Cumene e Sommatoria organici) Idrocarburi leggeri e pesanti, Alifatici clorurati cancerogeni e non cancerogeni, IPA + Naftalene, Ammine aromatiche, Acido benzenacetico, Tiofene, Indeni, Butanolo.
Che nel 2007 è iniziata la bonifica dell’area contaminata con la recinzione del cantiere in cui all’interno è stato posizionato una grande tensostruttura sotto cui sarebbestato lavorato il terreno da bonificare.
Che in dicembre 2008 laDitta Sadi Servizi Industriali ha comunicato il raggiungimento, in base ai risultati delle proprie analisi chimiche, degli obiettivi di bonifica sia sui terreni sottoposti al trattamento di SVE che sulle bio-pila 1. e 2,
che l’Arpain dicembre 2008si recato con proprio personale presso il sito oggetto di bonifica per effettuare i controlli in contraddittorio; i risultati, trasmessi con nota ARPA del 23 marzo 2009 prot. no 38167/09 hanno confermato il raggiungimento degli obiettivi della bonifica.
Che sotto la tensostruttura erano rimaste in fase di trattamento 2 bio-pila(bio-pila 3 e 4),
che la Ditta Sadi Servizi Industriali ha comunicato in Giugno 2009 il raggiungimento, in base ai risultati delle proprie analisi chimiche, degli obiettivi di bonifica sulle 2 biopile ancora in fase di trattamento( biopile 3 e 4);
che il30 giugno 2009 personale l’Arpaha effettuato i controlli in contraddittorio e sui risultati analitici in tutti i campioni prelevati, le concentrazioni del parametro Idrocarburi pesanti (C>12) sono risultate abbondantemente superiori ai limiti di colonna B tabella 1 del DEM 471/99.
Che la Ditta Sadi Servizi Industriali, non potendo utilizzare i terreni delle 2 biopile perché contaminati, per il riempimento dello scavo realizzato nell’ambito delle operazioni di bonifica, ha provveduto allo smaltimento in discarica dei 2 cumuli come “rifiuto solido prodotto dalle operazioni di bonifica dei terreni contenenti sostanze pericolose”.
Che la ditta Sadi Servizi Industriali,in sostituzione dei terreni delle biopile 3 e 4 risultati non idonei, per il tombamento dello scavo ha utilizzato terreni provenienti da attività di scavo presso il cantiere in comune di Padenghe (BS) a seguito di DIA su sito residenziale, previo avallo del Comune di Castiglione delle Stiviere rilasciato con nota del 23 aprile 2010 prot. 8041, in conformità alla prescrizione, richiesta in fase di approvazione del Progetto di bonifica, “eventuali riempimenti di scavi dovranno essere realizzati con materiale inerte con caratteristiche simili al litotipo originario”.
Che nel mese di maggio 2010 la società Sadi Servizi Industriali ha comunicato la conclusione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale.
Che in data 19 maggio 2010 personale dell’Arpa, coadiuvato da funzionari della Provincia di Mantova e alla presenza di un rappresentante dello Studio incaricato dal Comune di Castiglione delle Stiviere per il collaudo delle operazioni di bonifica, si è recato presso il sito “Cava Busa” per verificare ilraggiungimento degli obiettivi di bonifica.
Che in aree esterne ma in posizioni limitrofe al sito contaminato sono stati prelevati n. 4 campioni di terreno superficiale (0,0-0,2m di profondità) e sì e proceduto all’esecuzione di una campagna di monitoraggio sui 4 piezometri esistenti presso il sito per valutare eventuali contributi dovuti agli interventi di bonifica realizzati.
Che i risultati delle analisi chimiche eseguite non hanno evidenziato valori eccedenti i limiti di legge per entrambe le matrici ambientali indagate.
Che nelle indagini di collaudo, all’interno dello scavo ritombato si è proceduto alla realizzazione di n.4 trincee di terreno (TR1-TR2-TR3-TR4), eseguite mediante escavatore meccanico, prelevando campioni di terreno, fino alla profondità di 3m in modo da verificare la natura del materiale utilizzato per il riempimento dello scavo, per un numero complessivo di 8 campioni.
Che su richiesta della Provincia di Mantova, poichédurante le operazioni di collaudo del 19 maggio 2010 sono so state rinvenute evidenze olfattive in corrispondenza delle trincee TR2 e TR3, in data 7 giugno 2010 Sono state realizzate anche n. 2 carotaggi profondi (S TR3e S-TR4) spinti fino ad intercettare la falda per indagare meglio lo strato di terreno al di sotto- dei 3m di profondità.
Che i risultati eseguiti dall’Arpa hanno evidenziato la presenza di concentrazioni eccedenti i limiti di legge in corrispondenza dei Campioni TR2/2, TR3/3 e TR4/2, prelevati fino a 3m di profondità,a quote corrispondenti a quelle del terreno utilizzato per il riempimento dello scavo; valori superiori ai limiti di legge sono statirinvenuti anche nel campione S-TR4, prelevato a profondità superiore a quella dello scavo, quindi corrispondenza del terreno sottoposto a trattamento SVE.
Verificato
Che già da diversi mesi è stata rimossa la recinzione con le indicazioni chequello era un sito contaminato oggetto di bonifica;
che in data odierna, ho potuto constatare che l’area oggetto di bonifica è diventato un acquitrino con l’acqua stagnante, si allegano le foto.
Che il sito è accessibile a chiunque ne abbia voglia, compreso quelliche hanno scaricato abusivamente del materiale; considerato
cheil terreno analizzato dall’Arpa, in tre delle quattro trincee scavate fino ai 3 metri, hanno evidenziato una significativa contaminazione da Idrocarburi pesanti e Benzene.
Che la contaminazione è stata rilevata anche ad una profondità maggiore.
Che la presenza di acqua stagnante sul terreno in cui è stata rilevata la contaminazioneda Idrocarburi pesanti e Benzene, determina una situazione di pericolo per le falde acquifere sottostanti a causa del percolamento delle sostanze inquinanti presenti.
Che l’Arpa dovrebbe aver verificato, dal 2007 ad oggi,l’assenza di contaminazione del terreno delle biopile che si sono susseguite durante la bonifica, prima di essere scaricate nello scavo.
Che l’attività di bonifica, secondo l’Arpa non è ancora terminata e necessità di ulteriori interventi
Si chiede
Di sapere quali sono le motivazioni e chi ha preso la decisione di smantellare il cantiere prima che venissero fatte le verifiche edi controlli di collaudo.
Di mettere in sicurezza l’area ancora contaminata e ripristinare urgentementeil cantiere con le dovute segnalazioni e indicazioni.
Di effettuare urgentemente le analisi sulle falde acquifere sottostanti,su quelle a valle e sui pozzi privati presenti nella zona, per la presenza di acqua stagnante sull’area inquinata.
Di sapere quali sono le motivazioni per cui, se l’Arpa ha verificato, dal 2007 ad oggi,l’assenza di contaminazione del terreno delle biopile che si sono susseguite durante la bonifica, prima di essere scaricate nello scavo., oggi quel terreno risulta ancora contaminato.
Di effettuare i controlli necessari ad appurare se il terreno scaricato nello scavo sia stato effettivamente quello che è stato oggetto di trattamento e quindi bonificato in situ.
Di sapere se esistono le prove documentali sullo scarico in discarica del terreno delle biopile 3 e 4 risultato ancora contaminato.
Di sapere se il terreno proveniente da attività di scavo del cantiere situato nel comune di Padenghe e utilizzato per sostituire le biopile 3 e 4 erano idoneo.
Di sapere quali sono le azioni intraprese dal Comune per rivalersi delle spese che gli Enti pubblici si sono dovuti sobbarcare per bonificare l’area a causa delle inadempienze del proprietario.
Di sapere quali sono i provvedimenti che l’Amministrazione comunale di concerto con l’Arpa e la provincia, intendono prendere per far completare alla ditta appaltatrice, la bonifica del terreno della ex cava Busa.
Castiglione d/S 26-08-2010
Franceschino Tiana
Consigliere comunale del gruppo
Castiglione Democratica
















Come ex dipendente della Sisas di Pioltella e piccolo azionista Sadi
posso confermare che le aziende del gruppo Grossi non sono nuove a
questo tipo di exploits.
Cordiali saluti.