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Sodano – Linee programmatiche del mandato amministrativo 2010 -2015

martedì, agosto 24, 2010

TESTO DEL SINDACO NICOLA SODANO

MANTOVA CAMBIA

Introduzione

Programmi

1 Cultura, gemellaggi, partecipazioni, sicurezza
1.1 Cultura e sistema museale, Università
1.2 Gemellaggi
1.3 Università
1.4 Partecipazioni

2 Ambiente e pari opportunità
2.1 Piano energetico ed energie sostenibili
2.2 Verde pubblico
2.3 Pari opportunità e piano regolatore degli orari

3 Bilancio, personale
3.1 Bilancio
3.2 Finanze e programmazione economica e finanziaria
3.3 Personale e organizzazione

4 Opere Pubbliche
4.1 Programmazione Opere Pubbliche
4.2 Viabilità, strade e parcheggi
4.3 Edilizia residenziale pubblica, sportiva, scolastica, sociale e cimiteriale
4.4 Manutenzione del patrimonio
4.5 Illuminazione pubblica

5 Urbanistica
5.1 Programmazione urbanistica e Piano di Governo del territorio
5.2 Riqualificazione urbana e ambientale

6 Pubblica Istruzione e politiche della Casa
6.1 Pubblica Istruzione
6.2 Politiche educative, formative e per l’infanzia
6.3 Biblioteche
6.4 Politiche della casa e contratti di quartiere

7 Attività Produttive e sviluppo economico
7.1 Commercio
7.2 Sportello Unico servizi e rapporti con le imprese
7.3 Lavoro e sviluppo economico

8 Welfare
8.1 Servizi alla persona, alla famiglia, alla comunità
8.2 Volontariato, associazionismo e cooperazione sociale
8.3 Politiche giovanili e della terza età
8.4 Immigrazione

9 Mobilità urbana e protezione civile
9.1 Polizia locale
9.2 Mobilità urbana e trasporto pubblico
9.3 Protezione civile

10 Informatizzazione e innovazione amministrativa, tributi, demanio e patrimonio
10.1 Comunicazione istituzionale e trasparenza
10.2 Informatizzazione
10.3 Innovazione amministrativa
10.4 Demanio e patrimonio
10.5 Tributi

11 Turismo
11.1 Turismo
11.2 Valorizzazione e promozione dell’accoglienza
12 Sport e promozione della città
12.1 Politiche e promozione dello sport
12.2 Marketing e promozione della città

INTRODUZIONE

Cittadini,
con questo documento l’Amministrazione attiva intende definire uno strumento di lavoro concreto, di molteplice valenza. Soprattutto vuole rendere disponibile un programma che, per sua natura, assume un carattere di guida per tutta l’operatività del governo comunale nei cinque anni di mandato. Con la divulgazione di questo stesso documento, l’Amministrazione intende inoltre presentare alla cittadinanza i criteri e le intenzioni realizzative che ispirano l’attività comunale. Questa Amministrazione è espressione della nuova maggioranza indicata dagli elettori in occasione delle Elezioni Comunali 2010. La maggioranza eletta si era proposta sulla base di uno specifico programma elettorale dal quale deriva questo documento, che del programma originario rappresenta la traduzione. In particolare, esso costituisce lo strumento di base per ogni concretizzazione programmatica di tipo attuativo, a valere per tutto il mandato 2010-2015. L’intera proposta elettorale originaria era fondata sul principio del cambiamento, inteso come risposta alle esigenze di rivalitalizzazione della città e come sbocco della domanda di innovazione espressa da ampie fasce di cittadini. Il mandato si presenta gravido di difficoltà, che vanno manifestandosi ovunque, con segni diversi e a ogni livello. Il mondo è percorso da manifestazioni di crisi che lo investono in ogni angolo. Da questo punto di vista l’aspetto più evidente, anche oggi alla base di molti malesseri personali, va ricondotto alla crisi complessiva della speranza. Non si tratta più di una manifestazione di scetticismo ragionato e strutturato, ma di una generalizzata perdita della fiducia nella capacità degli uomini di alimentare la speranza in un mondo migliore. L’uomo di oggi è sempre più pervaso dalla preoccupazione di ciò che accade e di ciò che può accadere, perché tutto è possibile. Oggi molti pensano che non si possa più dare un senso rassicurante alla vita, poiché sono state messe in crisi le idealità che ponevano i destini dell’uomo al di là dell’uomo. Ma è proprio da queste consapevolezze che può e deve ripartire la fiducia, con un appello alla ragione per il recupero dei valori di giustizia e solidarietà: valori intesi come base per un nuovo impegno amministrativo, che dovrà connotarsi nei termini di una fattiva operosità svolta nell’interesse dei singoli e della comunità. E’ opinione diffusa che sia solo l’egoismo, oggi, a farla da padrone. Invece sono tanti i segni di disponibilità verso gli altri che, nella vita di tutti i giorni, possiamo riscontrare: questo è un valore da recuperare e sviluppare nell’interesse di tutta la città. Oggi viviamo una fase di passaggio: molti invocano con insistenza la difesa (che tuttavia sta diventando sempre più problematica) di una concezione sociale fondata sulla salvaguardia della cultura, dei valori e delle potenzialità autoctone. Occorre però constatare che nel tempo si fanno sempre più insistenti le minacce alle certezze dei singoli: la causa è soprattutto nei fenomeni legati alle migrazioni di grandi masse di popolazione, che dai paesi meno sviluppati si spostano in modo sempre più consistente verso i paesi più ricchi. A fronte di tali istanze, è necessario definire risposte tempestive, chiare ed adeguate. Il mondo vive una grave crisi ambientale, in parte dovuta a cicli epocali, in parte determinata dall’agire dell’uomo. Il surriscaldamento del pianeta – con tutte le conseguenze sul territorio, sulla flora e sulla fauna – sembra ormai un fatto assodato. A questo si aggiunge una grave alterazione dell’integrità dei terreni e della qualità dell’aria e dell’acqua. Soprattutto, è in atto una crisi economica di dimensioni epocali. La necessità dei governi di garantire ampi e buoni servizi su base pubblica per tutta la popolazione – con copertura dei costi secondo criteri di tollerabilità e sostenibilità fiscale – ha determinato un inasprimento dell’indebitamento pubblico, che è causa di forti scompensi finanziari e d’una grave stasi economica. Il problema oggi non è tanto di programmare lo sviluppo, quanto di contenere il regresso economico. Solo la Cina, l’India (parzialmente) e pochi altri paesi sono in controtendenza; per il resto tutti, chi più chi meno, vivono la stessa crisi. L’Italia sta dimostrando buone potenzialità, ma è chiaro che la dimensione del debito pubblico non consente di abbassare la guardia. Anche le misure finanziarie varate nel tempo dal governo dimostrano quanto il nostro paese sia in sofferenza, pur se in compagnia di altre nazioni tradizionalmente più solide. Per il futuro, solo la tempestività e il rigore delle azioni di contenimento consentiranno di fronteggiare efficacemente le tendenze più preoccupanti. In ogni caso, gli enti locali dovranno costantemente misurarsi con questi fenomeni e regolarsi di conseguenza: Mantova non fa eccezione. Il Comune è l’istituzione più a contatto con i cittadini, portatori di interessi, istanze, bisogni e necessità direttamente riconducibili alla sfera pubblica. Al Comune ognuno chiede la prefigurazione di una prospettiva urbana in cui identificarsi e la definizione di una proposta di convivenza accettata. In pratica, gli amministratori devono saper cogliere le aspettative della gente in relazione ai diversi aspetti della convivenza, per poter recepire le più pressanti istanze sociali, culturali, economiche e di gestione del territorio, che sempre più spesso vengono espresse. Da questo punto di vista, va rilevato che oggi i cittadini e le pubbliche amministrazioni vivono una particolare situazione di interdipendenza. La domanda di trasparenza e di compiuta comunicazione che i cittadini esprimono diventa quindi un imperativo imprescindibile. In questo senso va valorizzata una prassi concreta per il rafforzamento del rapporto fra pubblico e privato, che può avvenire in vari modi. Una prima opzione è l’introduzione del principio della sussidiarietà nel campo dei servizi. Oppure è possibile coinvolgere i privati, nel rispetto delle indicazioni di legge, in alcune specifiche iniziative. Infine, più semplicemente, può essere adeguatamente ampliata e resa effettiva la partecipazione dei cittadini in ordine ad alcune importanti scelte, a rilevanza pubblica, che nel tempo dovranno essere effettuate. Va osservato che, ad oggi, le sollecitazioni maggiori riguardano l’esigenza di stimolare la vitalità cittadina, con particolare cura per alcuni aspetti ben definiti: sistema viario, economia, occupazione, ambiente, servizi pubblici, politiche sociali e culturali. In sintesi, l’opinione pubblica sollecita politiche e provvedimenti legati ai vari aspetti della città e alla vita nella città. A questo proposito, occorre ricordare che Mantova esprime caratteri essenzialmente riconducibili alla sua storia antichissima. Da quest’ultima sono derivati l’attuale assetto monumentale e, in larga parte, quello urbano: un contesto con il quale occorre sempre misurarsi per la definizione degli interventi più adeguati di mantenimento, valorizzazione e sviluppo del nucleo cittadino. Di certo, per molti cittadini Mantova esprime tante specifiche vocazioni. Di volta in volta la prospettiva è diversa: città-museo, attrazione culturale e artistica; oppure polo agricolo di produzione e trasformazione; o ancora zona industriale e commerciale relativamente sviluppata. Per molti, Mantova è soprattutto città di servizi e terziario; o anche zona di sviluppo artigianale e delle professioni. Per diversi operatori la città è principalmente un nodo mediano di traffici e comunicazioni; oppure luogo di sollecitazione per la salvaguardia ambientale, così come centro di informazione e formazione media ed universitaria. Senza contare che da molti osservatori, e da molti cittadini, Mantova è vista come città del benessere e della residenzialità. Mantova è tutto questo e molto altro ancora, anche se va rilevato che tutte queste anime, spesso, risultano portatrici di istanze concorrenti o in conflitto tra loro. Allora la domanda è: a quale Mantova stiamo tutti pensando? La risposta più semplice e corretta, in questo caso, identifica in tutte le vocazioni citate – viste nel loro insieme – le prospettive auspicabili e più vicine ai caratteri propri della città. Ogni singola visione soggettiva ha dunque diritto di cittadinanza, sia pure nella consapevolezza che a fronte di finalità divergenti occorrono soluzioni caratterizzate da un alto livello di compatibilità. Va da sé che ogni progetto andrà ricondotto entro i limiti delle risorse disponibili e dei tempi richiesti per l’attuazione. In quest’ottica vanno tenuti presenti alcuni vincoli che condizionano in modo determinante tutte le scelte di pianificazione. Prima di tutto, Mantova vanta una struttura urbana circondata dall’acqua, con la quale ogni scelta di tipo insediativo e infrastrutturale deve fare i conti. Sussistono poi vincoli legati all’esistenza di circuiti ferroviari, che circondano ampie zone a ridosso del centro urbano. Inoltre, le politiche di industrializzazione attuate nel dopoguerra hanno fatto sì che alcune aree, a ridosso del centro storico, siano a loro volta diventate insediamenti produttivi, con conseguenti riflessi di rilevanza ambientale. Allo stesso tempo, su un altro versante, vanno tutelate le vestigia degli antichi manufatti ancora presenti in alcune zone della cerchia cittadina: vanno fatte scelte adeguate per la conservazione e per un possibile ricupero delle strutture. Il recente riconoscimento della città quale sito patrimonio mondiale dell’Unesco, inoltre, obbliga a una specifica attenzione, perché la definizione degli interventi di sviluppo va ricondotta entro parametri di compatibilità. Quanto alla vita in città, occorre ricordare che Mantova esprime complessivamente un alto livello di benessere e di ben vivere, sanciti da riconoscimenti, indagini e classifiche ufficiali. Mantova è sempre stata un luogo di buona convivenza. Va anche osservato che entro il territorio cittadino è presente un buon numero di immigrati; fino ad oggi però non si sono manifestati conflitti o intolleranze di rilievo. Ciò nonostante la sicurezza resta una preoccupazione molto sentita, soprattutto per i ricorrenti episodi di microcriminalità, ai quali si devono aggiungere le frequenti minacce portate all’interno degli spazi privati, dove in qualche caso si sono concretizzate minacce dirette all’integrità della persona. È evidente che quando si parla di gestione pubblica bisogna anche pensare al modo di attuarla. In una città come Mantova, alcune questioni non sono affatto secondarie. Così diventa importante recuperare i presupposti della più ampia concezione di democrazia, perché siano realmente praticati i principi di tolleranza, solidarietà, dialogo, apertura, confronto, uguaglianza e rispetto dei diritti. Questo per tutte le categorie dei cittadini, cioè per tutte le donne e per tutti gli uomini, di ogni età. Va poi ricordato che Mantova è per molti versi una città in decadenza. Perde continuamente abitanti, potenzialità produttive e opportunità di lavoro. Il capoluogo non sa più offrire ai propri giovani rassicuranti prospettive per il futuro, così come non sa più trattenere i propri cervelli migliori. La cittadinanza, è noto, registra soprattutto una continua crescita della componente più anziana. Senza contare che Mantova è in grave ritardo rispetto alle esigenze di sviluppo infrastrutturale. Nello stesso tempo, come capoluogo, la città è anche sostanzialmente isolata e lontana dalle logiche di sviluppo che animano i capoluoghi confinanti. Per non parlare del fatto che, alla fine, Mantova risulta sempre più lontana anche dagli interessi dei maggiori centri periferici della provincia. In ogni caso, Mantova resta dotata di strutture per i servizi alla persona, in grado di coprire la più ampia fascia del bisogno manifestata da diversi gruppi di cittadini, alle prese con problematiche di carattere sanitario, educativo, sociale e di assistenza. È evidente che in molti settori tali servizi risultano insufficienti: lo testimonia una domanda di prestazioni che troppo spesso si mantiene più alta dell’offerta. Al riguardo va ricordato il grande contributo dato dal volontariato, spesso chiamato a sopperire in molti settori ai limiti dei servizi pubblici, con un apporto che resta determinante per il mantenimento di una buona qualità della vita cittadina. Nel settore dei servizi si riconferma quindi una forte domanda per un più ampio impegno di lungo periodo del Comune. Quando si parla della vita nella città occorre anche considerare la qualità del rapporto fra ente pubblico e cittadino. Ne deriva la necessità di instaurare un buon rapporto dell’amministrazione, e dei suoi apparati, con tutti i cittadini: obiettivo compiutamente realizzabile solo quando le persone si sentono direttamente impegnate e avvertono di essere partecipi di un progetto comune. Proprio per arrivare a buoni risultati in questo campo, con l’avvio della nuova gestione si sono ridefiniti i ruoli di derivazione elettiva e quelli tipici della funzione burocratica. Al di là delle recenti prescrizioni normative, che puntano a uno snellimento e a una migliore funzionalità degli apparati pubblici proprio per rendere praticabili gli obiettivi, all’inizio del nuovo mandato amministrativo sono stati fissati alcuni criteri di base. Per prima cosa, nella distribuzione delle deleghe assessorili è stato applicato il principio secondo cui nessun assessore è titolare delle sole competenze omogenee, così come di norma non c’è un singolo dirigente per assessorato. Questo per favorire gli interscambi fra amministratori e prevenire la formazione di strutture burocratiche verticali e poco comunicanti. Nessuna grande area sarà di competenza di un singolo amministratore, così come ogni dirigente sarà chiamato a rispondere a diversi assessori in rapporto alle diverse competenze. Tutto ciò richiede disponibilità alla decisione collegiale, ma nello stesso tempo incoraggia la circolazione funzionale delle informazioni: gli obblighi di tutela della privatezza sui dati non possono essere ampliati al punto da impedire gli scambi comunicativi. Nello stesso tempo, sulla base di tutti questi criteri, vengono create condizioni funzionali a una più produttiva dinamica formativa delle diverse figure dell’apparato: lo scopo è prevenire quella stasi delle funzioni che tende a formarsi nel tempo, radicalizzandosi in modo disarticolato rispetto alle necessità. In tutti i casi vale il principio ispiratore secondo cui va garantita la miglior espressività individuale, nel rispetto dell’esigenza di rendere praticato e percepibile un effettivo lavoro di squadra. Il tutto come premessa per rafforzare la qualità e l’ampiezza della capacità di risposta complessiva dell’apparato pubblico verso il cittadino utente. In quest’ottica va perseguito un fattivo e costante rapporto di stimolazione e di elaborazione propositiva di tutte le componenti consiliari della maggioranza. Allo stesso tempo, va perseguito anche un fattivo rapporto fra la maggioranza e tutte le componenti delle minoranze, per un buon andamento dei lavori consiliari e per mantenere attivo un più articolato sistema di recepimento delle istanze dei cittadini. Con l’avvio del presente mandato amministrativo non sono più funzionanti gli organi di partecipazione circoscrizionale. Questo comporta una caduta delle possibilità di ascolto e di proposizione operativa per molti cittadini, specie per quelli che abitano le zone decentrate, cui si accompagna l’impossibilità di mantenere attive alcune iniziative di rilievo che le Circoscrizioni avevano messo a punto negli anni. Ne deriva, per la struttura centralizzata del Comune, l’impossibilità di recepire tempestivamente ed organicamente le sollecitazioni dei cittadini più appartati. Per questo viene assunto l’orientamento di mantenere, sia pure in forma più agile, le strutture burocratiche esistenti, per dare continuità a una forma organizzativa di utilità in quanto fondata sulla traduzione operativa del principio del decentramento. Quanto alla necessità di sviluppare adeguate interrelazioni fra le strutture a rilevanza pubblica, va prestata grande attenzione ai rapporti con le altre istituzioni. Il riferimento è soprattutto agli organi dell’Unione europea, allo Stato centrale, alla Regione, alla Provincia e agli altri comuni. Fra questi, una particolare attenzione andrà riservata ai comuni della Grande Mantova, con i quali si auspica la definizione di una prassi di consultazione e confronto per tutte le iniziative di programmazione legate alle intersezioni territoriali, funzionali e operative. Va ricordato che Mantova resta un crocevia, cioè una città che con la sua provincia deve saper dialogare con una pluralità di confinanti, in particolare con tre regioni e otto province, tutte portatrici di marcate specificità. Da questo punto di vista il Comune di Mantova assume un ruolo primario per la promozione di una effettiva prassi consultativa, collaborativa e possibilmente pianificatoria. Questo documento rappresenta il primo passo di una pianificazione operativa che recupera e traduce in modo funzionale gli orientamenti espressi dai programmi elettorali. Va comunque ricordato che quegli stessi programmi sono il risultato di una riflessione e di una conseguente elaborazione che recupera istanze e bisogni da considerarsi punti di partenza d’uno scenario in mutamento. Ecco allora la necessità che, dopo questa pianificazione iniziale, siano definiti nel tempo i passaggi necessari a produrre gli aggiornamenti e le più puntuali personalizzazioni aggiuntive. Questo per permettere al programma di mantenere, durante il mandato amministrativo, tutta la sua validità di strumento vivo di riferimento per le scelte amministrative da assumere di volta in volta. Da questo punto di vista va ricordato che gli adeguamenti di programma dovranno tenere conto di molti aspetti. In particolare, nel tempo andranno valutate le disponibilità finanziarie effettive. Così come dovranno essere tenuti presenti gli stati di avanzamento e di realizzazione applicativa derivanti dalle deliberazioni già assunte. Allo stesso modo dovranno essere via via rivisti i livelli di priorità delle scelte che nel tempo dovranno essere assunte. Per tutto questo l’Amministrazione si farà parte ricettiva delle istanze più pressanti e delle attese più vive dei cittadini, con la definizione periodica dell’aggiornamento di questo documento di programma. Al riguardo, dovrà essere applicata la miglior cura affinché, nel tempo, i contenuti del documento restino entro i margini di un’effettiva coerenza rispetto agli intenti originari, allo scopo di assicurare il pieno rispetto delle linee guida indicate nelle proposte elettorali di tutta la coalizione chiamata alla responsabilità amministrativa.Adesso passiamo all’illustrazione dei singoli programmi settoriali.

Il Sindaco
Nicola Sodano

PROGRAMMI

1 Cultura, gemellaggi, partecipazioni, sicurezza

1.1 Cultura, sistema museale, università, Unesco ed altre istituzioni
Cultura
Per parlare correttamente di un programma politico e amministrativo per la cultura, occorre stabilire su quale concetto di cultura concordiamo. Per i greci la cultura era paideia, da intendersi come un misto di educazione e istruzione per la formazione dell’uomo, che nel tempo doveva sempre raffinarsi e migliorarsi. Per i romani, più pratici, era humanitas, cioè educazione alle buone arti: a quelle proprie dell’uomo, che poi sono quelle che lo distinguono dagli animali. È certo che la cultura esprime almeno due significati: il primo privilegia il concetto di formazione; il secondo, derivato dall’illuminismo, indica il prodotto della formazione, da ricondurre all’insieme dei modi di vivere e di pensare più curati. Kant diceva che la cultura, in un essere ragionevole, è la produzione della capacità di scegliere i propri fini. Da questo punto di vista, per cultura si può anche intendere l’insieme dei modi di vivere di una società. La Rivoluzione francese incarnò un ideale di cultura di tipo enciclopedico. Come a dire che è colto l’uomo sapiente. Nella contemporaneità, specie nella concezione crociana, la cultura ha espresso invece un ideale di conoscenza naturalistica e scientifica. Pian piano cominciò tuttavia ad affermarsi una concezione più ampia, che riportava all’idea di una cultura basata su una formazione umana completa, per uno sviluppo equilibrato e armonico dell’uomo. Si arrivò quindi ad affermare che l’uomo colto è l’uomo di spirito aperto e libero. In questo modo si definì quello che può essere considerato lo sbocco pratico di una moderna concezione culturale. E cioè: la cultura è la civiltà. Ovvero: la cultura produce la civiltà. Da cui deriva che il livello della convivenza di una comunità dipende dal livello della cultura che esprime. Ecco allora l’importanza di definire anche per la nostra città un’adeguata politica culturale, se si vuole assicurare ai cittadini il più soddisfacente livello della convivenza.
Mantova è una città con forti vocazioni culturali. La conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico, e lo sviluppo del sistema universitario, sono aspetti che richiedono attenzioni prioritarie. In questo senso gli interventi devono necessariamente coniugarsi con la ricerca della più ampia modernizzazione, per porre le basi di uno sviluppo fortemente integrato con le diverse istanze sociali, culturali ed economiche, sia italiane che europee. Il patrimonio storico e artistico rappresenta, per la città e il suo territorio, una straordinaria risorsa per lo sviluppo civile ed economico; al stesso tempo costituisce un importante fattore di identità e coesione sociale. Questo patrimonio, attraverso un nuovo modo di fare cultura, va adeguatamente valorizzato per imprimere un importante rilancio a tutta la comunità, nell’ottica di affermare Mantova come città d’arte e di cultura in una dimensione nazionale e internazionale. In questo quadro di riferimento, la comprensione e l’esaltazione delle eccellenze nei diversi settori della produzione culturale deve necessariamente essere frutto di un’attività di primo piano. Nell’insieme va messa in campo un’operatività capace di far acquisire alla città il ruolo di “faro” per la costruzione di una comunità più dinamica, e di contribuire alla definizione di un nuovo impegno realizzativo, funzionale a un rilancio complessivo di tutto il sistema cittadino. Questo nuovo modo di fare cultura richiede di elevare Mantova a centro di respiro europeo. L’obiettivo va perseguito sulla base di un’adeguata politica formativa, che presupponga il rafforzamento del ruolo del Polo Universitario in termini strategici ed operativi, fino ad arrivare a fare dell’università mantovana un centro di alta qualificazione, in grado di misurarsi con i più importanti atenei europei.
Un contributo significativo può derivare anche da un rinnovato rapporto di interscambio con tutte le altre istituzioni scolastiche e formative, da intendersi, in quest’ottica, come importanti luoghi di approfondimento culturale e di elaborazione, in vista di un sempre più ampio accrescimento delle dotazioni della struttura culturale della città. Allo stesso tempo andranno sviluppati i più organici rapporti con le strutture economiche e di offerta occupazionale cittadine, in tutti i campi. L’intento è di invertire la tendenza che si manifesta con la caduta dell’occupazione intellettuale e la conseguente “fuga di cervelli”, da intendersi come eventi associati più di frequente alle fasce d’età più giovani. Per una più compiuta promozione dell’attività culturale giovanile vanno sfruttate le grandi potenzialità dell’ostello della gioventù, per il quale vanno definiti specifici programmi di realizzazione.
Di certo, per allargare l’interesse attorno a tutti i temi della cultura, vanno favorite proprio la partecipazione e l’espressività dei giovani. Allo stesso modo vanno sostenute e valorizzate le diverse forme espressive riconducibili alla mantovanità, da intendersi come occasione di rivelazione delle molte potenzialità trascurate, per un rafforzamento degli strumenti di conoscenza disponibili sul territorio. È evidente che gli spunti indicati possono trovare più concreta valorizzazione solo nell’azione concordata e coordinata di tutti gli operatori culturali mantovani. Al ruolo primario assunto da tutti gli Istituti locali di emanazione del Ministero per i beni e le attività culturali, si accompagna l’esigenza di valorizzare il rapporto diretto con lo stesso Ministero centrale. Su questi temi il Comune dovrà sviluppare anche un’adeguata azione di coordinamento con gli altri enti territoriali. In particolare il Comune dovrà mantenere uno stretto rapporto con Regione Lombardia e con le Istituzioni europee, per assicurare le migliori possibilità di accesso al credito. Un particolare rapporto dovrà essere sviluppato con il volontariato e con l’associazionismo culturale, per la messa in atto di iniziative comuni di approfondimento e diffusione. In questo campo, uno specifico spazio andrà dedicato all’intercultura e alle iniziative di integrazione culturale e linguistica dei diversi gruppi di immigrazione.
Va valorizzata l’idea di Mantova come città della cultura. In questo senso le premesse di base vanno integrate con manifestazioni di rilievo – fondate sui grandi eventi e le grandi mostre, come quella di Giulio Romano – cui dedicare una specifica operatività, pur senza trascurare l’esigenza di ottimizzare le risorse pubbliche.
Una particolare attenzione andrà riservata ai progetti culturali a fruizione decentrata, per animare e valorizzare gli spazi allestiti nei diversi quartieri cittadini. In quest’ottica andranno salvaguardate le biblioteche di quartiere, ferma restando l’esigenza di promuoverne l’effettiva fruizione, con specifiche iniziative di animazione culturale e di approfondimento tematico. Teatro, musica, danza, arti figurative e cinematografia saranno occasione d’impegno anche in un’ottica di ricerca, con una particolare attenzione a bambini e ragazzi. Andrà privilegiato il miglior rapporto fra pubblico e privato anche per la messa in campo di iniziative comuni. Soprattutto verrà sviluppata una politica di valorizzazione delle strutture esistenti, con riferimento ai diversi siti di rappresentazione, teatro Sociale compreso. Un nuovo e più auspicabile modo di fare cultura dove poggiare soprattutto sulla più ampia fruizione di eventi e iniziative. Quindi il rapporto fra turismo e cultura va incentivato come motore di una sinergia che veda coinvolti il più alto numero di soggetti: da una parte gli attori di un’ampia gamma di offerta, dall’altra i cittadini intesi come gruppo fruitore.ci e tutela e valorizzazione del patrimonio monumentale.
Il Comune di Mantova, con il Museo Civico di Palazzo Te e il Museo della Città di Palazzo San Sebastiano, possiede e amministra nella zona meridionale della città una parte rilevante del suo patrimonio di beni culturali. Il complesso architettonico formato da questi due monumenti, le collezioni civiche in essi conservate, la Chiesa di San Sebastiano e la Casa del Mantegna costituiscono, nel loro insieme, un polo culturale strategico che ha ampi margini di sviluppo. Al riguardo va predisposto un piano di conservazione programmata, con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a Palazzo Te. Inoltre va sostenuta la didattica museale e l’organizzazione di esposizioni temporanee che valorizzino le collezioni civiche, in ragione della valenza che queste attività hanno nel rapporto fra museo, scuola e territorio. Vanno anche proseguiti e incentivati lo studio, la ricerca, la divulgazione scientifica e la valorizzazione dei diversi nuclei costituenti le Collezioni Civiche conservati presso i Musei Civici o depositati presso più sedi. Allo stesso tempo vanno individuati nuovi spazi espositivi e riorganizzati quelli esistenti, in particolare per l’esposizione della collezione risorgimentale (formalmente la “sezione Risorgimentale del Museo della Città”), cui si deve aggiungere la collezione d’arte moderna e contemporanea. Vanno consolidati e potenziati i rapporti di collaborazione tra i Musei, le Biblioteche e Archivi civici, con interventi riorganizzativi e di dotazione tecnica, per favorire una crescita funzionale e di proposta di queste fondamentali istituzioni. Contemporaneamente vanno rafforzati, in una logica di sistema, i rapporti tra e con tutti i musei cittadini, compresi il Museo diocesano e quello di Palazzo d’Arco. In quest‘ottica vanno ridefiniti i rapporti con gli altri musei del territorio provinciale e con quelli delle altre città capoluogo della Lombardia. Al riguardo, si farà riferimento al circuito rappresentato dall’“Associazione dei Musei della Lombardia”.
Sono di prossima conclusione i lavori di restauro della Teresiana, mentre proseguono gli interventi al Centro Baratta. I due centri culturali potranno essere inseriti in un circuito di valorizzazione del patrimonio, per la dotazione di sale storiche e culturali. Inoltre, entrambe le strutture, dovranno essere inserite in un programma di crescita culturale e civile di promozione. Questo per stimolare l’interessamento dei singoli e di tutte le realtà culturali operanti sul territorio, con l’obiettivo prioritario di favorire un processo identificativo/informativo di tutta la comunità mantovana con la propria storia. Allo scopo andranno definite proposte culturali diversificate, che potrebbero poggiare anche sullo studio di una grande quantità di materiale informativo, fin da ora disponibile. Nello stesso tempo vanno rafforzati gli impegni per interventi importanti su alcune strutture monumentali. In quest’ottica va anche perseguito l’impegno per un recupero e per un’adeguata piena valorizza
Centro Internazionale di Palazzo Te
L’esposizione dedicata a Giulio Romano, prevista per il 2012, rappresenterà un evento di livello mondiale, pianificato con grande attenzione dalla curatela scientifica. Questo per sviluppare nuovi approfondimenti su Giulio Romano, tenuto conto degli esiti della mostra del 1989 e delle novità emerse dagli studi più recenti sul Manierismo. A seguire, verrà definito con il Centro Internazionale di Palazzo Te un programma di mostre di lungo periodo, puntando soprattutto sull’esigenza di coniugare il rigore scientifico con un reale e vasto interesse partecipativo del pubblico. La programmazione dovrà conciliarsi con la calendarizzazione locale e nazionale delle mostre, mentre il preannuncio degli eventi dovrà obbedire a criteri di tempestività, per abilitare tutte le realtà interessate, compresi i grandi tour operators, alla definizione di adeguate azioni da svolgere anche a sostegno della presenza turistica.
Dal punto di vista organizzativo verranno ricercate sinergie con altre realtà regionali e anche interregionali, per arrivare a una condivisione delle esperienze, come premessa per un miglioramento qualitativo degli interventi. Da tutto questo potranno derivare anche una razionalizzare dei costi ed un rafforzamento delle possibilità di fruizione tra territori contigui, cui possono essere aggiunte nuove opportunità per lo scambio di opere, da realizzarsi come sempre in regime di massima sicurezza. Nel complesso andrà razionalizzata la programmazione per prevenire le sovrapposizioni di eventi, fra i quali potrebbe essere ricompresa l’attività congressuale.

Università
Dal punto di vista della politica formativa, Mantova deve acquisire respiro europeo. Per questo va ridisegnato il ruolo strategico e operativo del Polo Universitario. Occorre elevare la qualità dei corsi e la loro specificità, per arrivare a una qualità formativa che sia in grado di confrontarsi alla pari con quella dei migliori atenei d’Europa. Da questo punto di vista occorre favorire un maggiore coinvolgimento delle aziende e degli enti locali al massimo livello del management, per favorire una costante, reale ed efficace sinergia tra Università, imprese e territorio.
E’ inoltre fondamentale attivare una partnership con le Università di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, oltre che con i migliori atenei d’Europa, allo scopo di fornire opportunità e servizi per neolaureati da impiegare nelle aziende che operano con prodotti ad alta tecnologia e ad alto valore aggiunto. Nello stesso tempo, per offrire opportunità di accrescimento delle esperienze, per gli stessi giovani neolaureati, potranno essere avviate iniziative di utilità sociale correlate con le varie competenze, per compiti formativi da svolgere presso le scuole. In collaborazione fra Comune ed Università andrà studiata anche un’agenzia per lo sviluppo di un progetto di avviamento al lavoro degli studenti laureati.
Vanno inoltre avviate iniziative per la creazione dei corsi di laurea ad altissimo livello su nuove tecnologie, hi-tech o per nuove discipline, per la messa a punto di un laboratorio formativo di eccellenza. Al riguardo va considerata la possibilità di attivare master di alta formazione. Da questo punto di vista andrebbe incentivata la partecipazione dei privati nella gestione. Particolare cura andrà riservata anche al consolidamento delle sedi e dei servizi. Istituzioni culturali cittadine storiche, centri di ricerca, associazionismo e attività culturali.

Festivaletteratura
Accanto al sistema museale, bibliotecario e archivistico cittadino, sono presenti e vitali altre istituzioni culturali, che potrebbero essere definite storiche: l’Accademia Nazionale Virgiliana, il Conservatorio di Musica, l’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea, i vari centri di ricerca, le Fondazioni e l’insieme dell’associazionismo culturale. Tutte insieme queste realtà rappresentano un vitale tessuto culturale per la comunità. Con tutte queste strutture verrà definito un piano di concertazione e sviluppo che sia in grado di produrre risultati di vera eccellenza, in termini di capacità propositiva e di realizzazione, per la promozione della vita culturale cittadina. Sui territorio è infatti presente una molteplicità di soggetti capaci di recepire le domande di un’utenza molto diversificata, per esempio nei settori musica, spettacolo, teatro, animazione e cinema. L’esigenza è di armonizzare e programmare gli eventi nel modo più opportuno. Si rileva anche la necessità di creare un nuovo polo della cultura, che raccolga le esperienze in atto secondo una organizzazione su base dipartimentale.
Una particolare attenzione verrà prestata a rassegne e manifestazioni di riconosciuto prestigio nazionale e internazionale – come Festivaletteratura – da integrare con le altre progettazioni da avviare, specie se queste sono in grado di proporre un nuovo e più partecipato modo di fare cultura. Gli obiettivi vanno commisurati sempre alla compatibilità dei costi e all’esigenza di promuovere positivi effetti economici. Soprattutto va considerata la necessità che le iniziative rispondano alle esigenze di promozione del territorio e di rivitalizzazione del centro cittadino.
A queste iniziative, pur nel rispetto delle singole autonomie e specificità, verrà assicurato un adeguato supporto organizzativo e finanziario. L’obiettivo è di contribuire alla valorizzazione degli eventi programmati, anche con azioni di promozione della partecipazione da parte degli altri enti pubblici, compresi Regione Lombardia e Unione Europea. Allo stesso modo andranno promossi gli interventi dei privati, con iniziative da sviluppare con le varie realtà associative e imprenditoriali e con le Fondazioni Bancarie.

Distretto Culturale Le Regge dei Gonzaga
Alla Fondazione Cariplo è già stato presentato lo studio di fattibilità operativa di un progetto promosso da Comune di Mantova, in qualità di ente capofila, cui partecipano la Provincia di Mantova e diversi comuni. Poi, in accordo con Regione Lombardia, sono partecipi anche la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, il Politecnico di Milano – Polo Regionale di Mantova, il Festival Segni d’Infanzia, il Consorzio Agrituristico Verdi Terre d’Acqua e l’Arci. Il piano finanziario complessivo è di oltre € 7.000.000 e prevede una complessa rete culturale, turistica ed economica con azioni sui beni tangibili e intangibili da perseguire con la migliore efficienza. Per Mantova in particolare è previsto, a Palazzo Te, un intervento di restauro e recupero dell’Appartamento del Giardino Segreto e della Grotta. Sono previsti anche la manutenzione degli intonaci delle facciate nord e ovest e un impianto di climatizzazione per tutto il palazzo.

Unesco
Occorre ridefinire ogni aspetto riguardante il riconoscimento di Mantova come città patrimonio dell’Unesco, al fine di meglio pianificare tutti gli interventi, specie per il recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico e monumentale. In questo senso, per attuare un adeguato sviluppo delle potenzialità amministrative è richiesta la definizione di progetti di rilevazione dei caratteri del paesaggio urbano del sito di Mantova, con specifici approfondimenti sul suo stato di conservazione. Questo, anche per rendere possibile la partecipazione al bando della legge 77/2006 per il finanziamento del Piano di Gestione dei siti italiani. Va anche proseguito il progetto di attività didattica e di potenziamento dei servizi turistici e di accoglienza delle strutture di Mantova e Sabbioneta. Inoltre va progettato un sistema flessibile di trasporto e supporto dei cittadini e dei visitatori. Queste iniziative vanno supportate da attività di promozione e divulgazione svolte in occasione di specifici eventi culturali e turistici, quali la Borsa 100 città di Ravenna e il Salone Mondiale del Turismo dei siti Unesco ad Assisi. Un’attenzione particolare verrà anche riservata alle possibilità offerte dai bandi regionali e ministeriali di finanziamento di specifiche iniziative. Dal punto di vista della gestione degli interventi e della spesa, tenuto conto della visione unitaria da assumere rispetto ai due siti di Mantova e Sabbioneta, occorrerà definire una modalità che permetta la migliore pianificazione e il miglior controllo.

1.2 Gemellaggi

Gemellaggi e partnership culturali
Le relazioni con città gemellate in Europa e nel mondo rappresentano una modalità di cooperazione transnazionale che contribuisce a promuovere lo sviluppo sociale, culturale e anche economico. Occorre incentivare quelle iniziative che possano contribuire a trasmettere gli ideali comunitari alle nuove generazioni e a perseguire nuove occasioni di collaborazione e scambio anche a livello di istituzioni universitarie. I gemellaggi con Nevers, Charleville Mezieres, Weingarten, Azuchi e Puskin si fondano su legami storici e religiosi. I gemellaggi con Oradea e Madison traggono invece origine da motivazioni economiche e di similitudine territoriale, ma anche questi restano di grande interesse perché possono rappresentare importanti opportunità di crescita e sviluppo turistico e culturale. Per il futuro andranno ulteriormente sviluppate le iniziative di promozione dei gemellaggi, soprattutto con i paesi europei, per promuovere la migliore conoscenza dei paesi componenti l’Unione.
Al riguardo va anche considerato che il gemellaggio, per tutti gli aspetti legati alla preparazione, allo svolgimento e ai successivi sviluppi, costituisce un utilissimo strumento di sensibilizzazione politica, di mobilitazione europeista e di cooperazione tra enti locali di Paesi diversi. L’intento dei gemellaggi è di contribuire a costruire una realtà cittadina “policulturale”, del buon vivere, capace di utilizzare in modo intelligente il proprio tempo, anche imparando a conoscere il proprio territorio. In questo senso i patti di amicizia e le relazioni di gemellaggio oggi già esistenti con paesi di varie nazioni europee non possono che costituire un’occasione in più per stimolare una maggiore apertura ai valori di culture diverse e per costituire nuovi progetti comuni per lo sviluppo reciproco. Tra gli altri strumenti di azione non va dimenticato il ruolo dell’associazionismo culturale, che costituisce una vivace risorsa e un’opportunità di cui tener conto nella programmazione e nella gestione degli eventi in questo campo.

I gemellaggi del Comune di Mantova
Nevers (Francia)
Il gemellaggio fu siglato nel 1959 con riferimento agli eventi storici che nel periodo rinascimentale hanno accomunato Mantova e Nevers.
Charleville Mezieres (Francia)
Il gemellaggio fu siglato nel 1959 in abbinamento a quello di Nevers.
Pushkin (Russia)
Il gemellaggio tra Mantova e Pushkin fu siglato il 19 novembre 1993.
Weingarten (Germania)
Il gemellaggio fu sottoscritto il 12 marzo 1998.
Azuchi (Giappone)
Il primo contatto tra le città di Azuchi e Mantova risale al 1989. L’accordo definitivo fu siglato ad Azuchi il 20 febbraio 2005.
Madison (Wisconsin, USA)
Il gemellaggio tra la città di Mantova e la città di Madison è stato siglato a Madison l’8 dicembre 2001 e a Mantova il 18 ottobre 2002.
Oradea (Romania)
Il gemellaggio con Oradea è stato siglato nel novembre 2004.

1.3 Partecipazioni
Ricognizione, compiti e obiettivi
In via preliminare è stata definita una situazione aggiornata delle varie partecipazioni del Comune di Mantova all’interno di Società, Consorzi e Fondazioni. A questo scopo sono stati definiti specifici passaggi finalizzati alla raccolta della documentazione e delle informazioni già disponibili presso i vari uffici; al tempo stesso è stato disposto un controllo per individuare i supporti mancanti. Come esito finale si arriverà alla definizione di una banca dati contenente, per ogni partecipazione del Comune di Mantova (sia diretta che indiretta), i dati che seguono: statuto, atto costitutivo e patti parasociali della società, consorzio o fondazione; valore ed entità della partecipazione posseduta; composizione, durata e trattamento economico del Consiglio d’Amministrazione, del collegio Sindacale e dei revisore dei conti; poteri d’Amministrazione ordinaria e straordinaria di competenza del CdA ed eventualmente delegati al Presidente o agli Amministratori; maggioranze costitutive e deliberative dell’Assemblea Soci e del Consiglio d’Amministrazione. Successivamente sarà effettuata l’analisi dell’attività delle società. Al riguardo verranno verificati gli aspetti seguenti: dati di bilancio 2008 e 2009; budget 2010; relazioni sull’andamento dell’attività redatte dal Consiglio d’Amministrazione.
Circa gli obiettivi, occorrerà procedere nel rispetto di alcuni criteri. Non appena sarà terminata l’analisi economica e giuridica delle varie partecipazioni, il Comune di Mantova – in quanto azionista nonché portavoce degli interessi della Comunità e del Territorio – dovrà indicare ai Consigli d’Amministrazione neo-nominati le strategie di medio e lungo termine. Nello specifico, gli obiettivi da perseguire possono essere suddivisi in macro-gruppi: applicazione delle misure per la riorganizazione funzionale, basata su criteri di efficienza della struttura; miglioramento della qualità dei servizi e dei lavori; ottimizzazione dei costi diretti e indiretti; aumento della produttività; applicazione, dove assente, della contabilità industriale; introduzione di processi valutativi meritocratici sui dipendenti; salvaguardia ed eventuale sviluppo funzionale dell’occupazione del territorio.
Per quanto riguarda gli aspetti di gestione più propriamente politica e amministrativa delle partecipazioni, va considerata prioritaria l’istituzione di una sistematica prassi di consultazione con l’amministratore interessato. Lo scopo, al di là di ogni aspetto di informazione, va soprattutto riportato alla necessità di arrivare a coordinare al meglio gli interventi, prevenendo lacune e sovrapposizioni. Ma soprattutto gli interventi vanno riportati entro un ambito di coerenza con i programmi amministrativi fissati e con le azioni sviluppate di volta in volta dal Comune.

1.4 Sicurezza
Tenuto conto di quanto già previsto nel programma relativo alla Polizia Urbana, va considerato che il problema della sicurezza, da ricondurre al concetto di diritto alla sicurezza, è prioritario in quanto presupposto di una migliore qualità della vita della città. La sicurezza urbana è quindi alla base della costruzione di un adeguato benessere ed è funzionale allo sviluppo di ogni aspetto della vita comunitaria.
Il decreto 279/1999 prevede la partecipazione del sindaco del Comune capoluogo e del presidente dell’Amministrazione provinciale ai lavori del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: questo permetterà di rendere il più possibile aderenti alle istanze dei cittadini le scelte del principale organismo provinciale.
Il Comune è il principale referente dei cittadini per tutti quegli interessi pubblici primari che sono alla base di un’ordinata e civile convivenza: il buon funzionamento dell’organizzazione civile così come la sicurezza dei cittadini e dei loro beni sono tra le principali priorità. In quest’ottica va osservato che col termine sicurezza si deve intendere la sicurezza urbana, che a sua volta è parte dell’ordine e della sicurezza pubblica. Per tutti questi aspetti è previsto un ruolo attivo del sindaco quale ufficiale di governo e autorità locale di pubblica sicurezza.
Tutte le problematiche legate ai nuovi modelli di convivenza, condizionati dalle dinamiche del fenomeno immigrazione, impegnano l’amministrazione comunale a svolgere un ruolo sempre più incisivo nell’intento di assicurare la migliore convivenza.
Mantova rimane ai livelli più bassi dei correnti indici della criminalità, ma è evidente che alcune manifestazioni di criminalità destano grande preoccupazione tra i cittadini, specie tra quelli appartenenti alle categorie sociali più deboli, come anziani e donne. Tanto più che alcune forme di illegalità (legate all’accattonaggio molesto e/o organizzato, allo spaccio, alla prostituzione, alla contraffazione in genere ed alla molteplicità dei reati contro il patrimonio) restano particolarmente allarmanti per le forme con cui vengono praticate e per il retroterra di associazione criminosa che le supportano. Nel complesso si impongono azioni di prevenzione e repressione, da supportare anche con iniziative di miglioramento della vivibilità complessiva nell’area territoriale. Da questo punto di vista occorre ricercare, costruire e sviluppare un adeguato rapporto di collaborazione con tutte le istituzioni impegnate su questi temi nel territorio.
E’ altrettanto chiaro che un buon risultato complessivo richiede di prevedere adeguati interventi di prevenzione da attivare in ambiti diversi, specie nel settore della casa e dei servizi sociali. L’obiettivo di fondo resta quello di prevenire i comportamenti devianti con azioni che riducano le manifestazioni dei fenomeni di disagio sociale. Il rapporto fra Comune e Prefettura va privilegiato, con lo sviluppo di una sinergia che permetta sensibili innalzamenti della qualità della vita e della percezione della sicurezza cittadina. In quest’ottica è obiettivo primario l’applicazione funzionale di specifiche misure di intervento. In particolare vanno sviluppati sistemi tecnologici funzionali a un più efficace coordinamento delle attività sul territorio. Poi va reso disponibile un articolato sistema informativo in grado di fornire adeguate informazioni sul disagio urbano e sulla criminalità. Infine va definito un più razionale impiego degli organici disponibili, per rendere più efficaci le azioni di prevenzione e repressione. In quest’ottica saranno privilegiate le attività sul territorio riconducibili al concetto della polizia di prossimità, con azioni nelle zone maggiormente caratterizzate da problemi di degrado e insicurezza, specie in quelle a rischio di presenza delle forme più varie di illegalità. Fra queste, annoveriamo la prostituzione su strada, lo spaccio di stupefacenti, il commercio ambulante abusivo, la presenza di insediamenti abusivi e le manifestazioni di sovraffollamento abitativo. Particolare attenzione verrà riservata anche al controllo e alla prevenzione dei fenomeni indotti dalla clandestinità e dal nomadismo. Bisognerà intervenire anche sulle aree dismesse, spesso segnalate come rifugi della criminalità.
Sempre per le zone cittadine maggiormente a rischio, andranno previsti vigili di quartiere e sviluppati sistemi di videosorveglianza. Nei parchi il sistema andrà integrato anche con un rafforzamento dell’illuminazione. La polizia municipale interverrà sulle modalità organizzative interne, anche per rispondere alle esigenze derivate dalle iniziative da sviluppare in collaborazione con organi esterni. In particolare, dovranno essere sviluppati i seguenti interventi: razionalizzazione dei piani di controllo del territorio e della circolazione stradale; rafforzamento dei controlli psicofisici dei conducenti a prevenzione delle stragi del sabato sera; contrasto ai fenomeni della prostituzione, del commercio ambulante abusivo e del più ampio disagio sociale, anche in collaborazione col settore servizi sociali. In aggiunta, quando possibile, andranno anche promosse le migliori collaborazioni con le associazioni d’arma e con cittadini volontari disponibili. Nell’ottica di un accrescimento della sicurezza urbana e delle condizioni di convivenza civile, dovranno essere sviluppate iniziative per la riqualificazione del tessuto insediativo. Andranno programmate azioni di monitoraggio nei settori della salvaguardia dell’ambiente, della promozione educativa e della tutela delle categorie più deboli. Infine, dovranno essere ulteriormente sviluppati i servizi di polizia amministrativa, specie per i controlli nei confronti dei pubblici esercizi. In quanto fenomeno in qualche modo legato al tema della sicurezza, va considerato anche il dilagante fenomeno dell’imbrattamento dei muri e della devastazione dell’arredo urbano. Anche per questo problema dovranno essere definite specifiche misure di prevenzione e repressione. Per tutti gli aspetti citati resta auspicabile la definizione, anche in collaborazione con le organizzazioni di volontariato, di alcune iniziative progettuali e operative. In particolari occorre predisporre un progetto anziani ed un progetto rosa. Andranno incoraggiate le associazioni di vicinato per la sicurezza e istituito uno sportello per le vittime di violenza. Infine andranno definite fasi e funzioni di una struttura con scopi di osservatorio per la sicurezza, sia effettiva sia percepita.

2 Ambiente e pari opportunità

2.1 Piano energetico ed energie sostenibili
Politiche ambientali
Le politiche dell’Amministrazione saranno tese a rendere prioritarie le ragioni della tutela ambientale e della salute dei cittadini. Va premesso che le questioni di seguito trattate sono da considerarsi di interesse della giunta nel suo insieme, fermi restando gli specifici compiti assegnati ai diversi assessorati. Nel complesso si procederà attraverso le seguenti linee programmatiche:
-promozione dello sviluppo sostenibile;
-miglioramento dei processi produttivi adottati dalle imprese, al fine di ridurre il loro impatto ambientale e l’inquinamento diretto ed indiretto;
-sollecitazione nei confronti di tutte le attività produttive, affinchè minimizzino l’impatto ambientale, contengano al massimo i consumi energetici e favoriscano il recupero e riciclo delle risorse naturali;
-promozione di un salto di qualità nelle abitudini e degli stili di vita delle persone: anche i cittadini sono coinvolti, quali parti attive, nelle politiche ambientali e pertanto attraverso piccole modifiche ai loro comportamenti e facendo leva sul loro senso civico potranno contribuire alla riduzione dei consumi energetici e del consumo d’acqua pro capite, nonchè impegnarsi maggiormente nella raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Senza il rispetto delle risorse della natura e dell’ambiente circostante non ci potrà mai essere né concreto benessere né crescita economica che possa avere continuità nel tempo. Per attuare il programma saranno necessari i seguenti strumenti:
-pianificare in modo sostenibile il territorio;
-monitorare e promuovere l’impiego delle migliori tecnologie disponibili, al fine di abbattere l’inquinamento, anche quando questo sia comunque sotto i limiti previsti dalla normativa di settore;
-sollecitare le imprese a sottoscrivere accordi volontari, comprese le certificazioni ambientali;
-promuovere l’educazione e l’informazione ambientale per formare cittadini che adottino comportamenti sostenibili;
-promuovere ed incentivare nella costruzione edilizia la qualità e il rispetto ambientale attraverso il ricorso alla bio-edilizia, al risparmio energetico e idrico, all’uso di fonti energetiche rinnovabili;
-riqualificare gli spazi verdi di parchi e giardini;
-attuare i piani di azione ambientale già individuati attraverso l’Agenda 21 locale, che prevedono l’attività di prevenzione, tutela, progettazione e riqualificazione ambientale, con particolare attenzione alla riqualificazione del Fiume Mincio;
-promuovere azioni finalizzate ad aumentare la raccolta differenziata;
-fornire periodicamente alla città un’informazione chiara e trasparente circa il “bilancio ambientale” delle attività dell’Ente, ricorrendo a strumenti di partecipazione quali Agenda 21 ed e21 nonché utilizzando il Sistema di Gestione per la Qualità e l’Ambiente già certificato UNI EN ISO.

L’Amministrazione, per gli aspetti dell’Ambiente, dovrà continuare a verificare e ad esprimersi sui vari procedimenti amministrativi di propria competenza, concentrandosi sugli aspetti sanzionatori concernenti le varie forme di inquinamento ambientale, e coordinandosi in modo sistematico con il settore Polizia locale al fine di rendere più efficaci i controlli in particolare su:
– inquinamento atmosferico;
– inquinamento delle acque;
– contaminazione del suolo;
– rumore, intervenendo sia in fase di pianificazione sia di controllo soprattutto per ridurre l’inquinamento acustico;
– inquinamento elettromagnetico (con verifiche ed aggiornamenti del piano di localizzazione degli impianti di radiotelecomunicazione);
– raccolta rifiuti, aumentando il controllo sul territorio per sanzionare chi abbandona rifiuti;
– bonifica dei siti contaminati. Le azioni intraprese dovranno contribuire attivamente e concretamente al miglioramento continuo della qualità dell’ambiente nel territorio comunale, alla prevenzione di ogni forma di inquinamento e a garantire la salute dei cittadini.

Promozione della riduzione dell’inquinamento con azioni sulle industrie

L’inquinamento va ridimensionato a partire dalle industrie, con accordi che vanno rispettati, con controlli costanti e rigidi. Vanno intensificati i controlli e le misure di sicurezza contro possibili sversamenti di prodotti inquinanti a seguito di possibili incidenti.

Aria – Inquinamento atmosferico

Uno dei fattori principali che incide sulla salute, oltre che sulla qualità ambientale, è l’inquinamento dell’aria. Le fonti delle principali emissioni in atmosfera derivano:
-dalle attività produttive, specialmente da quelle presenti nelle grandi aree industriali, alle quali dovremo puntare per diminuire ulteriormente le emissioni inquinanti;
-dagli impianti di produzione energetica;
-dalle emissioni degli impianti di riscaldamento;
-dal traffico.

In un’ottica di prevenzione dell’inquinamento, bisogna tenere conto che le emissioni del polo produttivo e degli annessi impianti di produzione energetica rappresentano una componente particolarmente impattante. Va pertanto effettuato un rigoroso censimento delle fonti emissive (anche quelle diffuse, a partire dalla raffineria) e delle relative autorizzazioni. Va predisposto, in collaborazione con gli altri enti di controllo, un piano di monitoraggio in continuo di tali fonti. Inoltre dovrà essere verificata rigorosamente la corretta applicazione delle Migliori Tecnologie Disponibili per l’abbattimento di queste emissioni, come previsto dalla Direttiva Europea sulla lotta integrata all’inquinamento (Direttiva IPPC).

Occorre diminuire e contenere fortemente le emissioni nocive, attuando una stretta sorveglianza sull’applicazione delle normative vigenti, ma anche sollecitando le imprese a predisporre piani di intervento anti-inquinamento, che possano essere condivisi anche dal Comune e dagli altri Enti interessati. Sarà pertanto necessario promuovere rapporti sinergici con ARPA e ASL al fine di controllare efficacemente le emissioni del polo industriale e la qualità dell’aria del territorio, anche attraverso il monitoraggio realizzato dalla rete di rilevamento ARPA. Sempre per garantire la salute dei cittadini, si dovrà verificare immediatamente se sia sufficiente la rilevazione sistematica di tutti gli inquinanti attuata fino ad oggi. Va garantito a tutta la cittadinanza e incentivato l’accesso alle informazioni ottenute dalla rete di rilevamento degli inquinanti atmosferici, utilizzando al meglio il sito del Comune di Mantova e l’Ufficio Stampa interno, rendendo immediatamente disponibili, trasparenti e comprensibili a tutti i cittadini le informazioni trasmesse dai bollettini ARPA.
L’informazione deve essere efficace. Nel caso in cui il superamento delle concentrazioni di inquinanti nell’atmosfera si protragga oltre i limiti stabiliti dalla normativa vigente, si dovrà elaborare -in accordo con tutte le istituzioni, gli enti ed i soggetti attivi coinvolti -un protocollo di comportamento in linea con la normativa prevista per i Comuni capoluogo di Provincia. Promuovere la riduzione dell’inquinamento con azioni sul traffico veicolare L’obiettivo di una mobilità sostenibile è rendere la città più libera dal traffico. Tutelare la qualità ambientale e la salute dei cittadini non può prescindere da un sistema di mobilità efficiente che riduca l’inquinamento da traffico veicolare. A questo scopo va incentivato l’uso di autoveicoli a basso impatto inquinante, attraverso la predisposizione di speciali pass per l’accesso al centro città. Occorre poi incentivare il numero di veicoli pubblici e privati alimentati a metano o ibridi di nuova generazione. Infine occorre installare parcheggi “plug-in” per la ricarica rapida delle batterie, in sinergia con la Polizia Locale.
A questo scopo vanno rivisti i tempi e gli orari dei servizi alla città, e reso il mezzo pubblico sempre più competitivo rispetto all’auto privata, attraverso soluzioni tecniche adeguate. Servono nuovi parcheggi adiacenti al centro storico e sarà necessario completare l’anello ciclabile della città -dove in numerosi punti la ciclabile non risulta terminata o collegata ad altre ciclabili – realizzando collegamenti con i paesi limitrofi, ove non già presenti. Tra i possibili progetti si segnalano il c.d. Lungolago San Nicolò e la realizzazione della ciclabile Angeli – Grazie. La bicicletta rappresenta un’ottima soluzione al problema del traffico. Si punterà pertanto ad incrementare la rete di piste ciclabili e alla loro interconnessione.

Acqua – Inquinamento idrico

L’acqua è una risorsa da tutelare, che va protetta dagli agenti inquinanti, assicurandone la qualità. Si dovrà evitare che venga sprecata attraverso un cattivo utilizzo o un uso sconsiderato, anche attraverso opportune campagne educative.

Balneabilità dei laghi

Va definito un impegno per il risanamento dall’inquinamento dei laghi, ma in modo differente rispetto il passato. Inseguire il sogno della balneabilità dei laghi di Mantova ha un senso se si perseguono azioni graduali, concrete e credibili, passo dopo passo, con iniziative prioritarie per il contenimento degli inquinanti sversati. Eventualmente raggiunto l’obiettivo del risanamento dei laghi, potrebbe essere perseguito l’obbiettivo più importante: far tornare balneabili i laghi.

Formazione personale interno

Per una buona operatività del settore occorre sviluppare le potenzialità del personale incaricato dei vari compiti, parallelamente a un’azione di sensibilizzazione di tutta la struttura comunale. Al riguardo occorrerà incrementare le competenze e le conoscenze del personale in materia di tutela ambientale, mediante interventi formativi mirati.

Monitoraggio dei consumi dell’Ente

Si continuerà a monitorare, nell’ambito del Sistema di Gestione per la Qualità e l’Ambiente, i consumi energetici, idrici e di uso del combustibile da parte dell’Ente, al fine di ottenere una sempre maggiore riduzione dei consumi, evitando sprechi e dispersioni.

Settore piano energetico, energie sostenibili e rifiuti

A Mantova convivono un prezioso patrimonio ambientale e un polo industriale ad alta produttività. La sfida è creare le condizioni per l’integrazione rispettosa e virtuosa di queste due sfere. In quest’ottica andranno perseguite la salvaguardia della salute dei cittadini e la creazione di nuove opportunità di sviluppo ecosostenibile del tessuto economico-industriale.

Piano energetico

Ricorrendo a strumenti normativi (ad esempio revisione, aggiornamento e approvazione del Piano Energetico Comunale P.E.C., sottoscrizione del Patto dei Sindaci) e a concreti interventi sul territorio, si potranno porre basi decisive per condurre entro il 2020 Mantova al traguardo del “2020-20”: riduzione del 20% di emissioni di CO2, aumento del 20% di produzione energetica da fonti rinnovabili, incremento del 20% in efficienza energetica.

Rifiuti

Il servizio di raccolta dei rifiuti urbani, che ha come obiettivo principale la salvaguardia dell’ambiente, sarà garantito cercando di contenere le tariffe a carico dei cittadini. La quantità complessiva dei rifiuti prodotti dovrà via via diminuire, puntando ad avere un 65% della raccolta differenziata entro il 2012. Pertanto bisognerà concentrare energie e risorse atte a contenere la produzione dei rifiuti, anche attraverso:
-il potenziamento della raccolta differenziata, aumentandone in modo significativo la quota, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, incoraggiando i cittadini a differenziare;
-l’aumento della possibilità di riciclaggio dei materiali, anche tramite incentivi all’utilizzo di prodotti e imballaggi con caratteristiche e proprietà tali da renderli facilmente recuperabili;
-il rafforzamento dei controlli per combattere lo smaltimento scorretto dei rifiuti;
-il contrasto e la repressione dell’abbandono di rifiuti su aree e suolo pubblico.

Energie sostenibili

Occorre stimolare il passaggio del tessuto sociale, economico e culturale a un’ottica di “Green Economy”, svolgendo una costante azione di raccordo e mediazione tra università e ricerca, imprese e società civile, incentivando le aziende che investono in tecnologie ecosostenibili. Poi occorre definire un piano di “Green Energy” per Mantova e i Comuni limitrofi, applicando le Direttive di Regione Lombardia per aumentare l’efficienza energetica. Per l’illuminazione va incrementato l’uso della tecnologia Led, con l’obiettivo di abbattere i consumi energetici.

Sottoscrizione del Patto dei Sindaci

Il consumo di energia è oggi, a livello europeo, responsabile di oltre il 50% delle emissioni di gas serra dovute all’uomo, ed è in costante aumento nelle città. Una nuova azione è quindi necessaria per raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea si è posta per il 2020, impegnando Mantova, così come le altre città europee già sottoscrittrici del Patto, a predisporre un Piano di Azione. L’obiettivo è ridurre di oltre il 20% le emissioni di gas serra con politiche e misure locali che incentivino le fonti rinnovabile, migliorino l’efficienza energetica e attuino programmi ad hoc sul risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia. Nei limiti del possibile, l’energia termica degli impianti produttivi e delle centrali termoelettriche va recuperata, a beneficio dei cittadini.

Produzione di energia eco-sostenibile: realizzazione e potenziamento di impianti geotermici e fotovoltaici

Va predisposto un tavolo di accordi con gli enti preposti alla realizzazione di studi e progetti per impianti fotovoltaici e geotermici, onde consentire la riduzione delle emissioni in atmosfera di diverse migliaia di tonnellate/anno, nonché la riduzione dell’inquinamento nel centro urbanizzato.
Occorre anche individuare spazi idonei dove installare impianti fotovoltaici che possano servire il territorio del Comune di Mantova. Va poi incentivato l’uso razionale delle risorse attraverso la promozione dell’utilizzo di energie pulite e fonti rinnovabili, tramite:
-piani di risparmio energetico;
-azioni informative ed interventi rivolti ai cittadini e alle scuole;
-analisi della produzione locale di energia;
-la diffusione delle fonti rinnovabili (ad esempio energia solare e pannelli fotovoltaici). Va precisato che l’incentivo all’utilizzo di fonti di energie rinnovabili non sarà preclusivo all’utilizzo di altre forme di energia.

Riscaldamento urbano – Teleriscaldamento

È necessario potenziare la rete di teleriscaldamento. Elaborare e pianificare un programma di progressivo allacciamento di abitazioni civili alla rete può rappresentare nel prossimo futuro uno dei più importanti contributi al contenimento dei costi energetici complessivi e di riduzione delle emissioni degli inquinanti atmosferici.
Occorre valutare con TEA SEI la possibilità di ridurre i costi delle bollette degli utenti serviti dal teleriscaldamento, per rendere concretamente vantaggiosa la conversione dalle vecchie caldaie alimentate a gasolio o metano.

2.2 Verde pubblico
Durante questo mandato sarà necessario evitare di ridurre gli spazi verdi esistenti. Occorre anzi puntare alla riqualificazione di tutto il sistema del verde pubblico e, se possibile, incrementare ulteriormente la densità di verde pubblico per abitante.
Occorre migliorare la fruibilità dei giardini pubblici e dei parchi. Le aree verdi dovranno essere sempre più frequentate da tutti i cittadini, in particolare da famiglie, bambini, ragazzi e anziani. Per realizzare l’obiettivo si dovrà garantire la sicurezza.
Si intende redigere un “Regolamento del Verde” visto che la città, nonostante gli importanti spazi verdi presenti, ne risulta priva. Tale regolamento dovrà necessariamente coordinarsi con il Regolamento d’Igiene, che pure verrà rivisto ed aggiornato, e con il Regolamento edilizio.

Parchi

Parchi cittadini: gli interbenti da pianificare o completare

Giardini Valentini: arredo ed illuminazione; maggior controllo e sicurezza; accordi con la soprintendenza per la sistemazione del parco; impianto di irrigazione.
Asse Gonzaghesco: vanno riqualificati i due poli dell’asse Gonzaghesco, ossia il collegamento Palazzo Te -Palazzo Ducale: A) riqualificazione delle aree di pertinenza di Palazzo Te, riqualificazione zona giostre; B) riqualificazione del Giardino Storico del Bastione posto di fronte alla “Loggia di Eleonora”.
Rio: istituzione di un tavolo con privati e autorità competenti per attivare una corretta gestione del Rio e attività susseguenti.
Piazza Virgiliana: riqualificazione e sorveglianza particolare.
Parco Colmate Lungolago Gonzaga e Mincio: istituzione di un tavolo con Enti Competenti (Provincia, AIPO, Parco del Mincio) per opere di consolidamento e di difesa delle sponde dall’erosione fluviale in atto.

Iniziative da adottare in tutti i parchi

a. Studiare e realizzare dove possibile zone dedicate agli animali;
b. Ordinanze e disposizioni per sicurezza, sorveglianza e decoro, da far rispettare; va incentivata la presenza della Polizia Locale durante la frequentazione dei parchi da parte delle famiglie;
c. Incentivare le attività ludiche e didattiche;
e. Incrementare le aree gioco e provvedere alla manutenzione e alla progressiva sostituzione delle attrezzature ludiche più vetuste.

Parco periurbano

Saranno avviate iniziative funzionali a:
-incentivare la fruizione del parco periurbano, con particolare riguardo alla riva sinistra dei laghi di Mezzo e Inferiore;
-curare la pulizia delle sponde e promuovere attività didattiche da organizzare in loco, in collaborazione con le associazioni ed il Parco del Mincio.

Riqualificazione e ricollocazione orti Diga Masetti

Si ritiene necessario aumentare il numero degli appezzamenti di terreno dedicati ad orti, da razionalizzare e ricollocare in una zona più confacente e ampia. Si intende redigere un Regolamento degli Orti Cittadini.

Alberi monumentali

Redazione del “Censimento degli Alberi Monumentali Storici”, pubblici e privati, attraverso il quale sarà possibile creare un percorso per appassionati del verde.

Zone demaniali

Quando, secondo la recente normativa, queste aree diverranno di proprietà e gestione comunale, occorrerà provvedere alla riqualificazione del verde esistente, delle aree gioco e a incentivare le attività didattiche.

Zona Migliaretto

Vano stretti accordi con ENAC per la gestione dell’area e la sua riqualificazione anche in termini funzionali, valutando le eventuali esigenze di tipo aeroportuale della città.

Guardie Ecologiche volontarie

Il Servizio di Vigilanza Ecologica è svolto dalle Guardie Ecologiche Volontarie, cioè da cittadini che hanno scelto di mettere a disposizione parte del loro tempo libero per la salvaguardia ambientale, imponendosi come valido strumento di tutela del territorio. Inserite nella comunità, espressione di diverse realtà sociali e di differente formazione personale, le Guardie possono:
• favorire la formazione di una coscienza civica di rispetto e di interesse per la tutela della natura e del territorio;
• collaborare con le autorità competenti per la raccolta dei dati e delle informazioni a carattere ambientale;
• accertare e sanzionare gli abusi di loro diretta competenza, segnalando le altre infrazioni alle Autorità preposte, con particolare riferimento ai Regolamenti vigenti sul territorio comunale e la tutela del decoro e dell’igiene ambientale;
• educare all’ambiente (visite guidate nei Parchi, attività didattico-ecologiche nelle scuole, mostra botanica itinerante…). In quest’ottica potrebbero anche farsi carico di tutelare il decoro urbano, segnalando disfunzioni e inconvenienti tali da compromettere la funzionalità dei servizi comunali o l’estetica dei luoghi.

Aree cani nei parchi

Sarà opportuno predisporre apposite “aree cani” nei parchi, dotate di apposita recinzione e attrezzate con panchine, distributore di sacchetti igienici e cestino per la raccolta di deiezioni animali. Va regolamentato l’accesso all’area.

Attività finalizzate alla tutela della salute dei cittadini

Il Comune di Mantova, già inserito all’interno della rete OMS “Città Sane”, metterà in campo iniziative di “educazione alla salute” e si assicurerà del livello del servizio prestato dalle varie unità sanitarie, ponendo particolare attenzione alle esigenze della popolazione più anziana. Vanno quindi previsti precisi interventi di programmazione riferita agli animali d’affezione, come segue:

A. educazione sanitaria e zoofila: percorsi di istruzione e formazione in collaborazione con associazioni protezionistiche, iniziative di formazione ed informazione alla cittadinanza;
B. prevenzione del randagismo e predisposizione di un’anagrafe canina per l’identificazione degli animali; ristrutturazione e completamento di canile e gattile; predisposizione, in collaborazione con associazioni protezionistiche, di un apposito Regolamento Comunale finalizzato alla corretta custodia degli animali d’affezione;
C. istituzione di un ufficio “diritti degli animali” con varie competenze, tra le quali il servizio di anagrafe canina e l’attivazione di lezioni di educazione sanitaria per un corretto rapporto uomo – animale, da tenersi presso le scuole di ogni ordine e grado. Proseguiranno le azioni volte al ridimensionamento della popolazione dei piccioni; servirà potenziare il monitoraggio sanitario di esemplari di volatili rinvenuti morti, per la verifica di eventuali malattie trasmissibili all’uomo.

Nella lotta alle zanzare, sarà necessario in primis ottimizzare la prevenzione anche attraverso emissioni di ordinanze rivolte a tutta la cittadinanza. Le disinfestazioni attuate nei luoghi pubblici infatti non sono sufficienti: vanno accompagnate da specifiche campagne di informazione sui comportamenti da adottare.

Finanziamenti

Le risorse disponibili verranno distribuite per realizzare gli obiettivi indicati secondo una specifica scala di priorità, con al primo posto le iniziative che maggiormente garantiscono la salvaguardia della salute delle persone.

2.3 Pari opportunità e piano regolatore degli orari Pari opportunità

Andranno da subito privilegiate le iniziative seguenti:

1. Mantenimento e promozione del Tavolo Antiviolenza, come organismo interistituzionale coordinato dal Comune di Mantova, volto alla promozione di strategie condivise per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza nei confronti delle donne, in qualsiasi forma perpetrata.
2. Promozione ed organizzazione di un capillare lavoro di rete sulle pari opportunità da mettere in atto con gli altri comuni del territorio, la Provincia e altri enti interessati, articolato secondo precise modalità:
• entro il terzo anno di mandato: coinvolgimento e condivisione di strategie e scambio di buone prassi, in una logica di stimolo sulle Pari Opportunità, con i comuni consorziati nel Distretto di Mantova, con i comuni degli altri distretti della provincia, con la Provincia e altri Enti;
• entro il 2015: allargamento del lavoro di rete alle città capoluogo della Lombardia e dialogo con la Regione.
3. Promozione dell’educazione alle pari opportunità ed introduzione alla questione delle pari opportunità nella scuola, realizzando una fattiva e strategica collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune attraverso:
• la sensibilizzazione dei docenti, incentivandone la partecipazione a un tavolo di lavoro promosso dal Comune, assieme alle associazioni del territorio;
• la progettazione di campagne di sensibilizzazione sulla cultura delle pari opportunità rivolte a scolari di diverse fasce di età, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, mettendo a punto strumenti ad hoc idonei ai diversi gradi di sviluppo psicologico e di apprendimento degli alunni.
3. Sensibilizzazione alla cultura delle differenze e alle problematiche relative alla discriminazione di genere e allo svantaggio inteso in senso lato. Attraverso il sostegno e la co-progettazione, insieme ad altri enti, di iniziative positive si potrà dare alla città un ruolo di primo piano nella promozione della cultura delle pari opportunità, anche attraverso un auspicabile maggiore coinvolgimento del Ministero per le Politiche Familiari. Sarebbe auspicabile la Costituzione di un tavolo con Provincia, Associazione Industriali, Camera di Commercio, per il coordinamento, il confronto e l’attività per la promozione e la realizzazione di azioni positive per il raggiungimento dei livelli superiori di pari opportunità.
4. Costituzione di un Comitato Pari Opportunità all’interno del Comune di Mantova (inteso come Pubblica Amministrazione), volto a migliorare la conoscenza della legislazione attuale in materia da parte delle/dei dipendenti, con lo scopo di fungere da osservatorio nell’ente contro la discriminazione in base al sesso (esempi: problema dei tempi di conciliazione, problema del ritorno dalla maternità ecc.). Proposta di rivisitazione dello Statuto Comunale, declinandolo secondo i principi di genere e di pari Opportunità.
5. Creazione, ove possibile, di “spazi rosa” nelle aree parcheggio. Poi occorre raggiungere accordi con la categoria dei gestori di taxi per offrire tariffe agevolate per Donne e anziani dopo la fine del servizio pubblico al fine di rendere più sicuri gli spostamenti.

Piano territoriale degli orari

Il progetto del Piano Territoriale degli Orari (coerentemente con quanto disposto dalla legge n. 53 dell’8 marzo 2000 ed in attuazione dell’accordo sottoscritto tra Regione Lombardia e Comune di Mantova nell’anno 2008) è nato per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, facilitando l’accesso a beni e servizi con la conciliazione dei tempi familiari, degli orari di lavoro e la fruibilità del territorio. Si prevede il completamento e la rendicontazione delle azioni sperimentali già attualmente in corso: pedibus, iscrizione on line alle scuole statali, potenziamento dei servizi comunali on line, mappatura degli orari della città.
Dal gennaio 2011 alla fine del presente mandato amministrativo, il Comune si impegnerà nel mantenimento delle azioni già in essere, programmando campagne di comunicazione per il loro potenziamento e predisponendo ulteriori progetti volti al miglioramento della vita del cittadino. Inoltre l’Amministrazione si dedicherà alla progettazione e realizzazione di nuove azioni virtuose, finalizzate anch’esse al miglioramento delle modalità di accesso ai servizi, con particolare attenzione ad un’ulteriore incentivazione dell’utilizzo di mezzi alternativi all’auto (ad esempio, con l’introduzione del pullman elettrico per i bambini delle scuole dell’infanzia e primarie). Più in generale sarà cura dell’Amministrazione produrre il massimo impegno sul tema della conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro di donne ed uomini, tramite un dialogo ed un confronto con le aziende e gli enti del territorio, per la messa a punto di politiche condivise a supporto della famiglia.

3 Bilancio e personale

3.1 Bilancio
Nell’ambito di una situazione finanziaria ed economica sicuramente difficile sia a livello locale che nazionale ed internazionale, sarà compito dell’Amministrazione operare in modo da ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie, patrimoniali, umane. L’obiettivo è di ottenere i migliori risultati dalla gestione delle proprie disponibilità. Nei prossimi anni sarà infatti sempre più difficile per l’Ente Comune assicurare il medesimo livello dei servizi erogati ai cittadini in presenza di risorse in via di costante diminuzione; ci si riferisce in particolare alla manovra finanziaria appena varata dal governo per il 2011, che prevede tagli ai trasferimenti agli Enti Locali nell’ordine di alcuni miliardi di euro. In tale contesto è dunque fondamentale porre in essere tutte le azioni volte alla razionalizzazione ed al contenimento della spesa valutando, per ciascuna iniziativa da realizzare e per piccola che possa essere, modalità di spesa che ne assicurino il miglior risultato in termini di rapporto costi/benefici.
Non è tuttavia sufficiente, per conseguire il risultato desiderato, incidere unicamente sul versante della spesa; anche la diunamica delle entrate ha una fondamentale importanza per garantire gli equilibri di bilancio e il rispetto del patto di stabilità.

3.2 Finanze e programmazione economica e finanziaria
In particolare occorre prestare la massima attenzione al prelievo tributario e fiscale. Il Comune è chiamato a porsi il problema dell’equità e a fare i conti con la razionalità del prelievo, rispetto al quale i cittadini misurano le prestazioni ei servizi; è chiamato a porsi il problema dell’evasione e a prestare maggiore attenzione alla rendicontazione, a dare cioè ai cittadini gli strumenti di valutazione per renderli compartecipi dei risultati e delle difficoltà. Verrà comunque fatto il massimo sforzo per non inasprire il peso fiscale a carico dei cittadini. Al riguardo, verrà anche praticata una politica di riduzione per alcune voci dell’imposizione a carico delle categorie più deboli: ad esempio anziani, coppie giovani e famiglie nel disagio.
Per l’ICI si punterà soprattutto a contrastare l’elusione e l’evasione, ed anche per l’addizionale IRAP non si prevedono modifiche.
Circa le entrate legate alle sanzioni amministrative e alle violazioni del codice della strada, va precisato che non verranno definite prefigurazioni dipendenti dalle esigenze di bilancio. Va anche ricordato che per gli utili derivanti dalle società di capitali controllate dal comune si terrà soprattutto conto delle finalità di ogni singola società, avendo presente che la logica della buona erogazione dei servizi dovrà prevalere su quella del profitto. L’obiettivo in questi casi resta comunque sempre quello di minimizzare i costi.
Per gli investimenti si punta a finanziamenti derivanti da alienazioni di proprietà, da contributi diversi in conto capitale, da accensione di mutui ed eventualmente da emissione di Boc. Non si esclude la possibilità di procedere durante il mandato al finanziamento di acquisizioni
Occorrerà infine, in analogia a quanto sta facendo lo Stato per i propri beni, porre mano con azioni positive alla valorizzazione del patrimonio comunale, spesso non utilizzato in modo da garantire un adeguato ritorno economico.
Fondamentale è il coinvolgimento, nelle iniziative di rilevante spessore riguardanti lo sviluppo del territorio, dei soggetti istituzionali e non, al fine di contenere le spese supportate direttamente dall’Ente. Perché le azioni dell’Amministrazione possano produrre risultati, occorre condividere le analisi, le azioni e gli obiettivi da perseguire con gli attori fondamentali che animano il territorio, come Camera di Commercio, soggetti privati e mondo associativo. Occorre mettere in rete le risorse per andare tutti insieme allo scopo pur con interessi diversi. Non si tratta solo di un’azione di coordinamento politico, ma anche di un intervento professionale che può migliorare la struttura amministrativa del Comune e la professionalità di chi la compone.

3.3 Personale e organizzazione
La capacità di rispondere alle necessità dei cittadini e del territorio mantovano è strettamente correlata alla capacità di destinare con oculatezza le risorse economiche a disposizione e, contestualmente, di utilizzare al meglio le risorse umane interne alla struttura comunale.
Il personale, attraverso l’attitudine e competenza nell’erogare i servizi ai quali è preposto, rappresenta uno degli indicatori principali della efficienza di un’Amministrazione. Garantire un corretto funzionamento del sistema amministrativo nel suo complesso è premessa indispensabile per il successo dell’azione di governo.
Buon governo è, prima di tutto, buona amministrazione. In proposito occorreranno scelte coraggiose e al tempo stesso prudenti sul piano delle politiche di intervento, su quello delle soluzioni organizzative e, non da ultimo, su quello delle persone chiamate a gestire l’esecuzione delle politiche che il Comune intende perseguire. Un problema dunque di obiettivi, di modelli operativi, di persone.
Le linee fondamentali di organizzazione degli uffici dovranno dunque essere funzionali agli obiettivi prioritari diretti a garantire l’eccellenza nell’erogazione dei servizi e la riduzione e ottimizzazione dei costi di gestione, che sono:
A) -mantenere alto ed adeguato alla costante evoluzione legislativa e tecnologica il livello di competenza professionale del personale. La formazione dunque deve essere uno strumento costante di crescita professionale ed un supporto alla valorizzazione delle competenze di ciascuno; al riguardo si considera importante prevedere una specifica formazione di tutto il personale più a contatto col pubblico, per rendere normalmente applicabili dei modelli di comportamento nei confronti dell’utenza improntati all’apertura, alla cortesia ed alla massima efficienza;
B ) -analizzare la macrostruttura dell’Ente, rivedendola e monitorandola costantemente non soltanto in funzione dei programmi economico-finanziari dell’Amministrazione, ma anche per migliorarne l’assetto organizzativo: obiettivo realizzabile attraverso un periodico sistema di rotazione dei dirigenti e con l’adozione di misure concrete per una effettiva valorizzazione delle competenze interne (senza accrescerne il costo, in vista anche dell’obbligatoria attuazione dei principi di contenimento della dinamica del costo del personale previsti dalla legge);
C ) -potenziare le infrastrutture tecnologiche e informatiche, attraverso un sistema di organizzazione che consenta lo snellimento della struttura amministrativa e una semplificazione delle procedure in funzione della riduzione dei costi per i cittadini e per il Comune. Tutto ciò senza tralasciare il potenziamento dei sistemi informatici già in uso in questa Amministrazione. Fra questi va considerato il Sistema Informativo Territoriale (S.I.T.), inteso come sistema integrato di tutte le banche dati del Comune, necessario per il controllo dell’attività amministrativa e della corretta gestione del territorio, nonché strumento indispensabile per operatori economici e tecnici. Inoltre va considerato il progetto “Città digitale “, inteso come necessario strumento di innovazione tecnologica rivolto ai cittadini mantovani: nel momento in cui il Comune raggiungesse l’obiettivo di fare dei propri cittadini una comunità tecnologica, avrà rimosso una delle più pericolose barriere alla piena esigibilità di diritti ed opportunità.
D ) -potenziare il sistema di gestione per la qualità e l’ambiente (già certificato secondo le Norme UNI EN ISO 9001 :2008 e 14001 :2004 , nonché registrato EMAS ) quale strumento organizzativo privilegiato per il coordinamento delle attività intersettoriali e il monitoraggio dei fornitori dei servizi rivolti allo sviluppo del territorio, oltreché dei soggetti presenti sul territorio, siano essi istituzionali e non, al fine di contenere le spese sopportate direttamente dall’Ente. Se si vuole che le azioni dell’Amministrazione siano efficaci e producano risultati, occorre condividere prima l’analisi, gli obiettivi e le azioni da perseguire con le strutture principali che operano sul territorio.

4 Opere Pubbliche

4.1 Programmazione Opere Pubbliche
Premessa
Come già indicato in premessa, da tempo Mantova è in una fase di stallo se non di regresso. La città capoluogo non svolge un ruolo centrale del suo esteso territorio provinciale. Gli interventi edilizi di questi ultimi anni, a causa di uno sviluppo dell’economia inadeguato, non hanno portato ad una crescita della popolazione, mentre la mancanza di una corretta pianificazione urbanistica ha causato un inutile consumo del territorio. Hanno prevalso gli interventi di scarsa qualità, che sono stati distribuiti un po’ dappertutto all’interno dei confini comunali.
La città storica non ha ancora completato il processo di recupero del suo patrimonio edilizio, mentre i quartieri periferici presentano molte criticità. Questo nonostante la messa in campo di consistenti investimenti, resi possibili grazie ai contributi regionali ricevuti. Il centro città denuncia un sostanziale isolamento, date le difficoltà che si incontrano per raggiungerlo. Questo soprattutto a causa di una viabilità dispersiva, aggravata dalla mancanza di adeguati parcheggi.
È chiaro che Mantova, in quanto realtà che gode dei riconoscimenti dell’Unesco, impone una cura particolare nella definizione degli interventi. Questo soprattutto per poter conciliare gli obblighi che derivano dal bisogno di salvaguardia della sua monumentalità con le esigenze di produrre i miglioramenti che rendano la città sempre più funzionante.
Lo sviluppo del centro intermodale di Valdaro non ha dato frutti apprezzabili, nonostante i lavori siano stati avviati da molto tempo e siano stati fatti investimenti importanti.
Il forte inquinamento delle acque, dei terreni e dell’aria giocano un ruolo molto negativo sulla salute dei cittadini e sulla crescita economica mantovana. Soprattutto non è ancora stato raggiunto un accordo tra la nostra città e i Comuni della cerchia per condividere una idea comune di sviluppo del territorio.
È chiaro che, in un momento di forte crisi economica generale, che fa sentire i suoi gravosi effetti anche sulle casse pubbliche, occorre uno sforzo di tutti per individuare comunque un percorso utile e produttivo. Occorre ancora una volta partire da una valorizzazione dei nostri forti valori culturali, architettonici e ambientali, se vogliamo invertire questa tendenza negativa, così da poter cogliere quelle opportunità che i grandi eventi, e i cambiamenti in atto nelle economie mondiali, possono offrire.

Programmazione
L’obbiettivo resta sempre quello di poter attivare uno sviluppo sostenibile, con azioni immediate e con progetti per il medio e il lungo termine. In pratica occorre riservare una adeguata attenzione alle condizioni di vita degli attuali come dei futuri cittadini mantovani, per la definizione di azioni da condividere con una pluralità di soggetti, con le quali sia possibile assicurare la migliore qualità complessiva degli interventi.
La programmazione dei lavori deve tenere conto delle esigenze espresse, affinché sia possibile garantire la coperture delle più pressanti esigenze chiaramente rilevate. Il tutto deve essere poi ricondotto ad una specifica scala di priorità ed alle possibilità del finanziamento. È un fatto che viabilità, parcheggi, residenze pubbliche, strutture sportive, edifici scolastici, edifici sociali, illuminazioni, cimiteri e l’insieme del patrimonio pubblico, richiedono tutti consistenti azioni di salvaguardia e sviluppo. Per molti dei citati interventi si determinano interferenze con l’azione svolta dai comuni confinanti. Ne deriva così l’opportunità di mantenere sempre attivo un rapporto di collaborazione coi comuni della Grande Mantova, per la definizione delle soluzioni più adeguate.

4.2 Viabilità, strade e parcheggi
Azioni immediate
Il sistema della viabilità comunale presenta alcuni aspetti irrisolti. Non esiste un efficiente sistema delle circonvallazioni e non è stato chiuso il sistema tangenziale. Per questo il traffico interno e di attraversamento risulta problematico. Ma, oltre ai problemi delle tangenziali e delle barriere ferroviarie, persiste anche il gravoso problema del traffico gravante sulla zona Garibaldi. Al riguardo resta da valutare la soluzione di un passaggio immerso a Fiera Catena, come avvio di un percorso di smistamento del traffico lungo l’argine Maestro. Per la viabilità in zona centrale va anche prevista la riapertura del traffico in corso della Libertà in direzione piazza Cavallotti
Le azioni immediate si devono comunque confrontare con le problematiche di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio comunale, riguardante strade, marciapiedi, illuminazione, fognature, ecc.. Occorrerà partire dalle opere già classificate come necessarie nell’attuale piano delle opere pubbliche. A questo saranno applicate varianti, dove necessario e quando possibile, al fine di migliorare il risultato finale. Per esemplificare, avranno carattere prioritario i completamenti dei percorsi ciclabili, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la riqualificazione degli impianti di illuminazione e la riqualificazione dei giardini e delle aiuole verdi. Vanno evitati i risultati incompleti causati da interruzione dei lavori e le contraddizioni per inconciliabilità delle opere con i futuri cambiamenti.
Va privilegiata la riorganizzazione della struttura operativa, per realizzare un attento monitoraggio della città con riferimento a tutte le prestazioni effettuate, per quelle messe in atto dal Comune come per quelle effettuate dalle società esterne. In pratica, a partire da subito, con l’intento che venga adeguatamente continuata in futuro, sarà messa in atto una cura sistematica per ottenere che i servizi appaltati all’esterno, per le manutenzioni ordinarie del patrimonio immobiliare e delle infrastrutture, siano resi con puntualità, efficacia ed alle migliori condizioni economiche. Al fine di contenere la pericolosità del traffico veicolare in alcune zone, andranno anche definite sopraelevazioni di dissuasione per contenere gli eccessi di velocità. Vanno comunque previsti i rifacimenti o le sistemazioni delle pavimentazioni in ciottoli o cubetti di alcune vie del centro.
Una particolare verifica va fatta sui progetti pubblici e di iniziativa privata fermi da mesi, per stabilire le cause delle sospensioni. L’intento prevalente è di far ripartire al più presto quelli più utili. Nel caso siano richieste modifiche verranno cercate modalità di intervento da condividere coi soggetti interessati. Nello stesso tempo sono stati già avviati degli approfondimenti sulle ragioni dei tanti contenziosi giuridici in corso.
Sono già stati ripresi, con intento produttivo, una pluralità di rapporti con gli enti coinvolti nelle iniziative di progettazione che riguardano il nostro territorio. In particolare sono stati definiti dei nuovi contanti con il Parco del Mincio, la Sovrintendenza, i Comuni di cintura, la Provincia, la Regione e i Ministeri interessati. In aggiunta sono state contattate le Ferrovie dello Stato, la Confindustria, la Camera di Commercio, l’Università e le diverse Associazioni di categorie e di settore.
Tenuto conto che nel precedente mandato non è stato definito il Piano di Governo del Territorio, o PGT, occorrerà provvedere in merito in tempi stretti, con un’azione da confrontare e condividere con i comuni confinanti. Sono già stati avviati i progetti preliminari di tutte le infrastrutture da cantierare a medio termine, con particolare riferimento ai parcheggi. Lo stesso è stato fatto per i più importanti progetti a lungo termine, per esempio per il completamento del sistema tangenziale e per la modifica della ferrovia. Lo stesso tipo di lavoro continuerà in futuro per altri progetti. Va osservato che i progetti preliminari sono importanti perché sono funzionali alla definizione dell’idea di città che si vuole perseguire. Inoltre offrono indicazioni per la ricerca delle necessarie risorse a livello regionale, comunitario o anche privato. Per molti interventi si farà ricorso a dei concorsi di idee e a collaborazioni con il mondo della scuola e dell’università. Il tutto per accelerare il processo di miglioramento.
Per il recupero del Palazzo del Podestà andrà fatta una specifica riflessione, tenuto conto dell’alto costo da sostenere. Poi occorrerà completare gli interventi per il Bibiena, l’Accademia e la Teresiana. Infine andrà completata la messa a norma del Palazzo Te. Andrà anche valutata la possibilità di definire un polo museale e culturale a Lunetta o in altra zona decentrata. Nello stesso tempo andrà esaminata la possibilità di realizzare il completamento del restauro delle Pescherie.

Azioni a medio termine

Parcheggi
Quello dei parcheggi, a Mantova, per gli aspetti della mobilità, è il problema dei problemi. Negli anni la città è cresciuta in termini di edificazione residenziale e commerciale, ma la dotazione dei parcheggi previsti di volta in volta si è rivelata insufficiente. Quella dei parcheggi è dunque una infrastruttura prioritaria da realizzare, da tempo richiesta da tutta la comunità mantovana.
In linea di principio i parcheggi vanno realizzati ad ogni ingresso della città, a ridosso del centro storico. Per questi vanno previsti posti convenzionati per gli operatori, per i residenti e per i turisti. Da questo ne deriverà una riduzione del traffico e delle auto in sosta sulle strade.
Con la Sovrintendenza sono in corso verifiche, mentre con operatori specializzati e con privati sono in corso dei confronti, per arrivare a definire in varie posizioni le seguenti soluzioni:
-parcheggi provvisori realizzati in tempi brevi con strutture reversibili prefabbricate;
-parcheggi in struttura sotterrranei o multipiano.
Entrambe le soluzioni potranno essere attivate con gare per l’affidamento del servizio in appalto comprendente anche la realizzazione delle opere.

4.3 Edilizia residenziale pubblica, sportiva, scolastica, sociale e cimiteriale
Edilizia residenziale pubblica
In questo settore andranno continuate le azioni già avviate. Ma nel complesso l’attività si concentrerà soprattutto sugli interventi di mantenimento delle strutture esistenti, per garantirne la corretta fruibilità e la completa rispondenza alle norme di legge, a partire dalle prescrizioni sulla sicurezza.

Edilizia sportiva
Andrà soprattutto privilegiata l’attività di mantenimento delle strutture esistenti. Tenuto conto della insufficiente motivazione alla costruzione di un nuovo stadio, andrà riesaminata tutta la materia.
Saranno anche ripresi i contatti per arrivare ad una possibile definizione circa il nuovo ingresso alla Canottieri Mincio e per il parcheggio ad Angeli in viale Certosa.

Edilizia scolastica
Il problema principale resta quello di riportare a norma tutte le strutture esistenti. Di seguite occorrerà definire un piano di intervento per la messa a punto delle coperture e del complesso delle strutture e dei servizi degli edifici, per assicurarne la migliore fruibilità, in termini di manutenzione straordinaria.
Un’attenzione particolare andrà riservata all’abbattimento delle barriere architettoniche. Uno specifico intervento andrà riservato per il completamento della sistemazione delle aree cortive delle scuole materne Tommaso Ferrari, Vittorino da Feltre e Martiri di Belfiore. Soprattutto andrà valutata la possibilità di costruire una nuova scuola materna.

Edilizia sociale e cimiteriale
Andranno esaminate le possibilità di realizzare i parchi periurbani dei laghi di Mezzo ed Inferiore. Nello stesso tempo andrà studiato il recupero di Sparafucile, anche in vista del ripristino della struttura campeggio. L’ex scuola Giulio Romano verrà recuperata in funzione di una sua destinazione ad ostello della gioventù. Poi andranno effettuate manutenzioni straordinarie per la risistemazione di alcune aree verdi e pubbliche e per il controllo ed il potenziamento di arredi, giochi e attrezzature varie.
Per i cimiteri cittadini andranno previsti i riutilizzi della tombe abbandonate, la costruzione di altre nuove e la progettazione di una nuova dotazione di loculi.

Riqualificazioni
Quartieri
Ogni porzione del territorio verrà migliorata attraverso un’attenta manutenzione. Verrà svolta una valutazione delle carenze più evidenti, per avviare un processo di rinnovamento partecipato che anche i quartieri periferici meritano. Ruolo importante sarà rivestito dal verde pubblico, l’illuminazione e l’arredo urbano. Strategico il completamento del recupero dell’area ex Ceramica e Anconetta.

Strade, marciapiedi, giardini e illuminazione pubblica
Sarà predisposto un programma quinquennale di completamento nel territorio comunale delle criticità e delle potenzialità rimaste latenti, come ad esempio quella intorno a Palazzo Te.

Recupero di territori naturalistici
Alcune aree naturalistiche sono suscettibili di recupero. Le acque e le sponde dei laghi e del fiume possono essere ancor più valorizzate in funzione di un percorso turistico che dal lago di Garda conduca a Venezia e viceversa passando dalla nostra città ad Andes.

Azioni a lungo termine
Gli argomenti principali si riferiscono a due infrastrutture strategiche: al nuovo sistema ferroviario ed al completamento del sistema tangenziale. Considerata la complessità e la rilevanza economica dei citati progetti, l’obbiettivo è di riuscire a concludere l’iter progettuale, di addivenire al reperimento delle risorse ed avviare i lavori nell’arco del presente mandato.

Le barriere ferroviarie
La ferrovia attuale, è noto, rappresenta un grave pericolo per la città e per i suoi fabbricati: limita la fluidità del traffico e lo sviluppo del territorio. Queste considerazioni, supportate da esperienze di altre città europee che lamentavano, come Mantova, la netta divisione del territorio urbano, ci hanno indotto a ripensare tutto il sistema ferroviario.
Innanzitutto occorre valutare che le necessità specifiche del servizio passeggeri e del servizio merci sono molto diverse, tanto da poterle ipotizzare separatamente. Le merci, che non hanno orari precisi da rispettare, possono viaggiare nottetempo e non sono tenute a seguire percorsi diretti verso le destinazioni.
Va poi tenuto in evidenza che sta crescendo lo scalo intermodale di Valdaro e il suo sviluppo sarebbe sempre più in contrasto con le considerazioni iniziali. È possibile far seguire alle merci percorsi diversi attraverso Nogara o Isola della Scala evitando il transito dal Frassine fino alla stazione centrale. Da questa, attualmente, partono linee per le seguenti destinazioni passeggeri: Verona, Modena, Ferrara e Parma. Mantova come noto ha visto crescere attorno a se Virgilio, Curtatone, Porto Mantovano e San Giorgio, per citare i comuni più vicini direttamente connessi con i quattro ingressi principali della città, con la quale quotidianamente si stabiliscono rapporti.
Ognuno di questi comuni è in relazione con una se pur piccola stazione ferroviaria. E possibile pensare che le destinazioni alle città limitrofe inizino da queste stazioni. Potrebbero essere raggiunte da una metropolitana leggera di superficie, praticamente un filobus, che utilizza per il suo percorso il sedime di un solo binario della ferrovia, seguendo le regole del traffico come un autobus qualsiasi contemporaneamente con funzione di collegamento urbano.

Il sistema delle tangenziali
Si punta a definire una infrastruttura che sia in grado di eliminare il traffico di attraversamento della città. Ad est si potrà arrivare al risultato in abbinamento al percorso autostradale della Mantova-Cremona. Ad ovest occorrerà puntare a superare il lago con una soluzione a ponte o con un tunnel. Queste soluzioni andranno verificate tecnicamente anche in relazione ad un eventuale nuova linea diretta Brennero, Verona e Parma. Certamente la soluzione con tunnel sotto il lago comporterebbe il minor impatto visivo.

4.4 Manutenzione del patrimonio
Per tutti gli edifici e per le altre strutture comprese nel patrimonio comunale, andrà definito un piano di salvaguardia e di manutenzione per garantire per ognuno le migliori condizioni di conservazione e fruibilità. Uno specifico intervento andrà previsto per la biblioteca Baratta.

4.5 Illuminazione pubblica
Andranno previsti alcuni interventi di riqualificazione della pubblica illuminazione nelle diverse zone cittadine, tenuto anche conto della nuova tecnologia Led. Una attenzione particolare andrà riservata per l’illuminazione di alcuni giardini pubblici.

5 Urbanistica

5.1 Programmazione urbanistica e Piano di Governo del territorio
Dal punto di vista urbanistico, la città vive oggi una fase di riflessione. Alla concezione di uno sviluppo continuato e progressivo degli insediamenti a danno delle aree disponibili, si è contrapposto un approccio più rispettoso delle opportunità offerte dal territorio. Oggi il problema non è tanto di continuare a ostruire, ma di ottimizzare l’impiego delle aree. Soprattutto occorre pensare ai nuovi insediamenti in un’ottica di integrazione fra lavori pubblici, sistema viario ed infrastrutturale, in coordinamento con le iniziative dei comuni confinanti.
L’Amministrazione comunale deve mettere in secondo piano le politiche espansive concepite in funzione della necessità esclusiva di incamerare oneri di urbanizzazione. Allo stesso modo deve abbandonare la politica di interventi “spot” basati sulle esigenze contingenti delle imprese: vanno privilegiate azioni coerenti con le linee di sviluppo programmate nell’ottica di costruire un insieme edificato rispettoso e non dispersivo, funzionale e corretto.
Anche la crisi finanziaria ed edilizia impongono una sostanziale revisione dei modi di concepire lo sviluppo della città. La stasi nel mercato dell’abitazione ha comportato che un rilevante numero di nuovi alloggi resta non collocato. Questo indica che il cammino futuro non va prefigurato in un ulteriore rafforzamento dell’edificazione abitativa, ma piuttosto in una sua razionalizzazione e in un arricchimento delle dotazioni dei servizi nelle diverse aree cittadine. Il tutto in un’ottica di riqualificazione della città storica e nell’incentivazione delle più moderne forme di salvaguardia ambientale, di generazione di energia e di risparmio energetico.
Uno spunto di riflessione e pianificazione essenziale è dato dalla necessità di predisporre il nuovo Piano di Governo del Territorio. Questo consentirà di definire in modo particolareggiato un nuovo futuro per la città. Soprattutto permetterà di definire la via per un corretto uso del territorio, anche per gli aspetti energetici, per il recupero abitativo e per la valorizzazione del patrimonio culturale.
Nello stesso tempo andranno rafforzate tutte le forme organizzative interne per la valutazione dell’impatto e della sostenibilità ambientale degli interventi. Andranno anche rilanciate specifiche funzioni che ridefiniscano il piano energetico del Comune in vista di una corretta pianificazione e caratterizzazione dei consumi previsti per gli insediamenti. Al riguardo andranno rivisti anche gli specifici regolamenti. Soprattutto andrà rafforzato il rapporto con l’Università per fissare interscambi utili all’accrescimento della qualificazione tecnologica della proposta comunale.
Per gli aspetti attuativi andrà privilegiata l’azione sul verde, anche con la creazione di parchi periurbani sulle sponde dei laghi. Va sviluppata un’azione con incentivi per la riqualificazione urbanistica del centro storico e di molte aree decentrate. Resta anche l’esigenza fondamentale di definire nuovi criteri e nuovi spazi per il rafforzamento del sistema dei parcheggi. Soprattutto andranno create le condizioni per favorire nuovi assetti viari ed infrastrutturali. Quanto a Valdaro, bisogna mirare alla completa funzionalità del porto, mentre per le aree insediative della zona andranno supportati tutti gli interventi che favoriscano nuova occupazione.

5.2 Riqualificazione urbana e ambientale
Il Governo della città e il suo sviluppo

Il governo della città richiede decisione, efficienza, managerialità e competenza. Servono risposte pronte e trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Il primo criterio ispiratore è l’etica. Il secondo criterio è la qualità dei servizi e delle opere: una qualità monitorabile e sempre in linea con i Programmi operativi. Il terzo criterio è il rispetto dei cittadini, per una condivisione degli obiettivi del territorio. Il quarto criterio è il lavoro, inteso come efficiente attività esecutiva da perseguire nel rispetto delle regole. Ultimo criterio e comune denominatore è l’innovazione.

Expo 2015
Il mandato dell’Amministrazione scade nel 2015, anno dell’Esposizione Internazionale di Milano. Per tutta la durata dell’evento, la Lombardia e le sue più attive realtà saranno al centro dell’attenzione mondiale: così come è stato per i territori che hanno ospitato le precedenti edizioni, l’occasione di questo formidabile volano di crescita qualitativa è a portata di mano di quanti la sapranno cogliere. Il tema assegnato all’evento -quello delle risorse alimentari ed energetiche -si è rivelato particolarmente adatto a sostenere il tratto comune ispiratore della nostra proposta; per questa ragione, tutte le attività poste in essere saranno caratterizzate da un’azione sinergica orientata a consegnare ai mantovani, alla fine del mandato amministrativo, una città in grado di cogliere e sfruttare al meglio questa irrepetibile opportunità.

Lo sviluppo sostenibile
Istituzioni, enti e realtà produttive devono lavorare insieme allo sviluppo di tecnologie ecosostenibili, la cui applicazione avrà anche risvolti occupazionali. Se in Italia il destino della “produzione chimica” (ad alto impatto) è segnato, si tratta di capire se lo sia parimenti quello della “ricerca chimica” (a basso impatto). Questo salto qualitativo potrebbe costituire un elemento di propulsione per la stessa Fondazione Universitaria Mantovana, così come in passato è accaduto per Ca’ Foscari di Venezia, che trovò nel Petrolchimico di Porto Marghera il proprio volano.

Aggiornare la propria identità: struttura e infrastrutture
La vocazione industriale di Mantova non può limitarsi alla chimica. Esiste un contesto più ampio, dato dal comparto di trasformazione dei prodotti agricoli: l’alimentare spazia da nord a sud del nostro territorio, fino ad intersecarsi con le province confinanti. Non è possibile ignorare questa peculiarità socio-economica che offre possibilità di sviluppo ma che oggi, più di ieri, impone di avere a disposizione un territorio assolutamente salubre.
Quando il risanamento dell’ambiente diventa motore di una nuova economia, ne scaturiscono quasi automaticamente alcuni indotti virtuosi: pensiamo ad esempio alla greeneconomy, che punta al risparmio energetico, a cominciare da quello su ampia scala dell’edilizia abitativa che potrebbe incontrare la domanda della ristrutturazione urbana. Anche la produzione di energie alternative, all’interno di un orizzonte di ricerca applicata, potrebbe nuovamente coinvolgere la Fondazione Universitaria Mantovana, conferendole un ruolo di guida e stimolo all’innovazione. Ma per richiamare investimenti di capitali così finalizzati è necessario fornire garanzie ambientali e un potenziamento sostanziale delle infrastrutture logistiche. Il tutto in abbinamento alla valorizzazione culturale della città.

Conclusione e prospettiva
In estrema sintesi, i punti cardinali verso cui, di volta in volta, orientare risorse, energie, passione, sono:

• ricerca di nuove forme di produzione industriale privilegiando i comparti produttivi a basso impatto ambientale e la Chimica di ricerca;
• innovazione tecnologica per lo sviluppo di una nuova economia e per il governo dell’innovazione;
• infrastrutture logistiche per la crescita e per la salute;
• cultura nella sua unicità originaria, scientifica e umanistica, ma soprattutto aperta ad una ricerca “applicata al territorio”. La prospettiva finale è quella della “Grande Mantova”, per raggiungere quella massa critica necessaria ad ottenere economie di scala che consentano effettivamente di ottimizzare i servizi, a cominciare dal trasporto pubblico intra-urbano.

Partecipazione attiva
Uno sviluppo sostenibile è un obiettivo che può essere raggiunto con la collaborazione degli enti locali, delle associazioni di categoria e dei cittadini. Si allestirà un luogo dove vengano rappresentate e documentate le attività (in essere, in fase di realizzazione, quelle non ancora iniziate ma finanziate) e i progetti a lungo termine, aggiornandone costantemente l’iter burocratico. Un luogo ove i cittadini possano consultare liberamente e attentamente delibere ed atti comunali.
L’amministrazione intende perseguire gli impegni sottoscritti con altre città europee (Aalborg Commitments -febbraio 2005) per definire obiettivi e indicatori di sostenibilità in grado di misurare la portata e l’efficacia del proprio impegno ambientale. Intende anche utilizzare Forum di Agenda 21 come modello partecipativo nella definizione degli strumenti di Pianificazione Urbanistica. Inoltre intende sviluppare ed incentivare le iniziative volte all’adozione dei sistemi di gestione ambientale e di registrazione EMAS.
Si intende adottare il Bilancio di sostenibilità per la rendicontazione dei risultati globali dell’Ente (indicatori economici, ambientali e sociali). Ove si intraveda un uso anche successivo alla fine del progetto, per affinità con i Piani adottati si favorirà la partecipazione ad esperienze progettuali UE, come ad esempio il Progetto Life Idems.

Riqualificazione ambientale
Il rapporto fra la città ed il fiume è antico e viscerale. L’attuazione di misure di difesa idrauliche per prevenire i fenomeni di esondazione ha reso questo rapporto artificiale. E’ ormai chiaro che l’Ambiente -inteso non solo come Natura, ma nella sua più ampia accezione di Struttura economico-sociale -costituisce il principale discriminante in termini di salute collettiva: il “modo” di ammalarsi di una popolazione è direttamente collegato al contesto territoriale. Se quindi l’ambiente è causa di salute e di malattia, prendersene cura è fare prevenzione primaria.
Gli stessi stili di vita non sono riconducibili soltanto a comportamenti individuali che ricadono all’interno della responsabilità personale. Muoversi a piedi nella città, ad esempio, implica spazi sicuri e salubri, nonché tempo disponibile sottratto ad altro, mentre l’alimentazione e l’abitudine al fumo risentono fortemente dei modelli sociali e di consumo proposti: in ultima analisi, è l’ambiente a generarli.
In quest’ambito si configurano quindi uno degli obiettivi principali del mandato e le azioni necessarie per perseguirlo. Queste attività implicano a monte il fondamentale lavoro istituzionale di ASL e ARPA, da ricondurre a sintesi all’interno della Conferenza dei Sindaci, la cui presidenza è in capo al Sindaco del Comune capoluogo, prima autorità sanitaria di Mantova.
Elevate concentrazioni di sostanze tossiche e cancerogene ristagnano nei terreni, nelle falde e nei laghi di Mantova: secondo i dati disponibili, l’entità e l’ampiezza dell’inquinamento è rilevante. Ma il danno ambientale non incide solo sulla salute delle persone: vanno anche considerati i condizionamenti che si determinano per le attività produttive. L’inquinamento ad esempio scoraggia l’insediamento di aziende a basso impatto ambientale, come quelle alimentari, più affini alla vocazione del territorio.

Obiettivi
Prendersi cura dell’Ambiente per tutelare la salute dei cittadini e, più in generale, per promuoverne il “ben-essere” Va ribadito che le questioni di seguito trattate sono da considerarsi di interesse della giunta nel suo insieme, fermi restando gli specifici compiti assegnati ai diversi assessorati.
Qualificare l’ambiente significa :
-Definirne i requisiti secondo i nostri obiettivi.
-Riqualificare l’ambiente significa:
-Verificare che questi requisiti siano presenti e mantenuti
-Correggere le anomalie e ripristinare condizioni migliorative.

L’Amministrazione si pone questi obiettivi e intende intraprendere una serie di azioni conseguenti.

1° OBIETTIVO -RIQUALIFICAZIONE DEL POLO CHIMICO E DEI LAGHI DI MANTOVA

Il Sito di Interesse Nazionale “Laghi di Mantova e Polo Chimico” è inserito nel Programma Nazionale di Bonifica con Legge n. 179 del 2002. La perimetrazione è stata definita con Decreto del Ministero dell’Ambiente del 7 febbraio 2003. Il Sito di Interesse Nazionale comprende: -il Polo industriale (estensione circa 350 ha); -il Lago di Mezzo, il Lago Inferiore, la Riserva Regionale “Vallazza” (SIC) (circa 1.000 ha); al suo interno si trovano 15 aziende.
La Riserva Regionale “Vallazza” è un Sito di Interesse Comunitario inserito nella Rete Europea Natura 2000. La fascia emersa a valle del Polo Chimico appartiene alle aziende IES, Syndial e all’Azienda Agricola “Cascina delle Betulle”.
Ai confini del SIN e quindi del Polo chimico si sviluppano zone abitate da tutelare. Il degrado di questo ambiente richiede provvedimenti urgenti, al fine di: -migliorare la qualità di vita e ridare il “ben-essere” a quei cittadini che sono maggiormente esposti a rischi per la sicurezza e la salute. L’amministrazione, con il supporto della verifica degli Enti di controllo, si propone di operare per il rispetto delle disposizioni di legge per il miglioramento ed il risanamento di terreni, acque, qualità dell’aria e quindi qualità della vita. -riqualificare le acque sotterranee del Polo Chimico, e i laghi di Mantova. Le acque sotterranee del Polo chimico con i loro carichi inquinanti minacciano la qualità, quindi la fruibilità delle acque dei laghi di Mantova e del fiume Mincio, e la salute dell’intera città. Sopra la falda galleggia uno spesso strato di surnatante carico di sostanze tossiche e anche cancerogene. La direzione della falda va verso il lago, così i sedimenti dei laghi e la colonna d’acqua sono inquinati e l’inquinamento è in atto. Le barriere idrauliche così come sono state impostate non sono state efficienti. Al riguardo occorre trovare un accordo fra il Ministero dell’Ambiente e le Aziende sulle misure da adottare.
L’Amministrazione intende adottare una strategia che consenta di ristabilire, all’interno ed all’esterno del SIN, i principi di equità e di diritto che permettano di attuare, con competenza e finanziamenti adeguati e senza indugio, i seguenti obiettivi fondamentali:
• Individuare le responsabilità per intraprendere ogni azione necessaria per fermare l’inquinamento.
• Ricercare i finanziamenti necessari.
• Individuare competenze e risorse per bonificare la falda inquinata, i sedimenti e le acque del fiume. L’azione di bonifica delle acque dei laghi dovrà raggiungere obiettivi di qualità intesi a ridurre al minimo i rischi per la salute. L’accordo e le sinergie fra tutti gli enti locali è indispensabile come pure il supporto di un maggiore coinvolgimento della Regione Lombardia e delle aziende E’ necessario restituire agli Accordi di programma equità e diritto, certezze per gli investimenti e quindi per l’occupazione. Vengono di seguito individuate e distinte azioni immediate mirate al Polo chimico ed azioni programmate di carattere più generale, presentate sempre in ordine di priorità.

Azioni programmate di carattere generale
Valgono le iniziative che seguono:
1. Mappare e monitorare tutte le fonti inquinanti, continue e discontinue, presenti sul territorio comunale o che possano impattare su di esso, conseguenti alle attività industriali, alla produzione di energia ed al traffico veicolare.
2. Costruire modelli di ricaduta delle rispettive emissioni/dispersioni in grado di rappresentare gradienti di inquinamento sul territorio. Occorre inoltre:
-Costruire e mantenere nel Polo Chimico di Mantova condizioni ottimali di coesistenza tra tutela dell’ambiente e sviluppo nel settore chimico, che consentano di limitare al massimo l’impatto ambientale nei casi di rafforzamento degli impianti produttivi e dei servizi.
-Promuovere l’inserimento di nuove attività industriali, anche appartenenti a nuovi settori produttivi, ma comunque sinergiche con la cultura industriale del territorio e per il contesto infrastrutturale e produttivo.
Non potranno essere promosse attività produttive che possano aumentare i rischi di inquinamento dei terreni, delle acque e dell’aria. Ugualmente non potranno essere promosse attività produttive che possano essere fonti di pericoli potenziali per la salute o che possano essere di ulteriore ostacolo al miglioramento del benessere dei cittadini di Mantova e dei comuni limitrofi.

2° OBIETTIVO -RIQUALIFICAZIONE DELLE VALLI E DEL LAGO SUPERIORE
Gli enti locali e l’AIPO stanno effettuando verifiche per innalzare il livello idrometrico delle valli e del lago superiore per migliorare capacità fitodepurativa della valle. Naturalmente questa variazione della regolazione non deve portare danno alle residenze e alle attività delle sponde dei laghi e deve rispondere a un rapporto costi/benefici condiviso e promosso dall’amministrazione.

3° OBIETTIVO -MIGLIORARE LA QUALITA’ DELL’ARIA
Monitoraggio e rischi per la salute
L’aria è di qualità se libera da inquinamento atmosferico e innocua quando respirata dall’uomo. Nelle zone e negli agglomerati la valutazione della qualità dell’aria deve essere condotta in modo integrato, mediante stazioni fisse ma anche mezzi mobili, campagne con campionatori passivi e modelli matematici di dispersione e stime obiettive, quali quelle fornite dall’inventario comunale delle emissioni INEMAR. Da più parti si richiede un numero di stazioni di rilevamento superiore a quello esistente, ma è un falso problema: non servono più stazioni perchè l’inquinamento si diffonde nell’aria e la misura in un punto può essere ben rappresentativa anche di aree molto vaste. Nel comune di Mantova ogni stazione rileva determinati parametri. La legislazione italiana e le Direttive europee definiscono i valori limite per la protezione della salute umana. L’aria della pianura padana è inquinata da PM 10, PM 2,5 e da altre sostanze inquinanti, che sono la causa di un alto numero di malattie respiratorie e cardiache. Le particelle di inquinanti possono anche macchiare la pietra e altri materiali, compresi gli oggetti culturalmente importanti come statue e monumenti.
La lotta contro l’inquinamento atmosferico fa ricorso a due strategie diverse:
-controllo fonti inquinanti e fissazione di standard di emissione;
-controllo sulla qualità dell’aria e fissazione di standard sempre sulla qualità dell’aria.

Informazione e superamento dei limiti
La stampa quotidiana riporta i dati relativi alla qualità dell’aria forniti da Arpa, ma non riporta informazioni relative ai limiti. Quindi l’informazione non risulta efficace ai fini delle misure da attuare per prevenire l’esposizione. Questa informazione ai cittadini dovrebbe essere migliorata. Ogni anno Arpa elabora un Report che deve essere utilizzato al meglio per intraprendere azioni di miglioramento da attuare a breve termine e a lungo termine.

La qualità dell’aria di Mantova
Gli inquinanti
PM (Particulate Matter) è la definizione delle particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’aria. Con i termini PM10 e PM2,5 si indicano le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro inferiore a 10 e a 2,5 µm. Tali sostanze possono avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione al suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini etc.) sia, in gran parte, da attività antropiche, in particolar modo da traffico veicolare e processi di combustione. Nel 2009 Mantova ha sforato il limite per le polveri sottili 126 volte, collocandosi così fra le dieci città peggiori (quattro delle quali sono lombarde; Mantova è al quinto posto, superata anche da Milano e Brescia. Vanno ancora considerati: NO2, Ozono, SO2, CO, benzene.
Esposizione agli inquinanti
A causa della costante direzione del vento, i quartieri di Valletta Valsecchi e del centro hanno un maggior rischio di esposizione agli inquinanti generati dai processi industriali. Tuttavia vanno considerati due punti:
• i modelli di distribuzione degli inquinanti: ad esempio una ciminiera, in funzione della sua altezza e del vento, può disperdere fumi anche in punti molto più lontani della zona in cui è posizionata la stazione di rilevamento.
• che le zone residenziali caratterizzate o meno da traffico intenso possono essere spazi aperti (un piazzale) o luoghi abbastanza limitati (come i vicoli): tutti questi fattori hanno influenza sul dato rilevato dalle stazioni.
Conclusioni e Azioni di miglioramento A fronte di una lusinghiera quanto singolare posizione nelle classifiche nazionali degli indici della qualità della vita, il nostro comune ha il primato nella rilevazione di polveri sottili e più generalmente di inquinanti da combustione,
Le particolari condizioni microclimatiche della pianura padana, oggettivamente responsabili del ristagno degli inquinanti sull’area, non possono essere un alibi, ma devono diventare uno sprone per un politica di contrasto. Le principali azioni atte a ridurre il particolato devono essere indirizzate alla riduzione dell’inquinamento causato dal traffico veicolare su strada e alla riduzione delle emissioni derivanti dalle attività produttive.
Per quanto riguarda il primo punto si ritiene necessario intervenire con modifiche al sistema di mobilità, al fine di fluidificare il traffico e ridurre al minimo i tempi di permanenza in strada. Saranno anche incentivati l’utilizzo di auto ibride di ultima generazione per il servizio pubblico. Per quanto riguarda gli inquinanti generati dalle attività produttive, si evidenzia che anche nel rispetto dei limiti di emissioni è necessario tenere sotto controllo le quantità totali, per frazione di tempo, degli inquinanti immessi nell’ambiente. Nel complesso Mantova comunque non può permettersi di caricare il proprio ambiente con ulteriori centrali di produzione di energia o impianti di combustione. Al riguardo si rimanda al progetto Energie alternative ed attenzione all’ambiente.

4° OBIETTIVO -MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI SICUREZZA PER RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE E RISPOSTA ALL’EMERGENZA

La presenza nel Polo Chimico di aziende a rischio di incidente rilevante impone all’amministrazione vigilanza e attenzione. Questo per quanto riguarda l’attuazione, da parte delle aziende interessate, di tutte le misure di sicurezza che devono concorrere alla riduzione del rischio di esplosione o di formazione di nube tossica. Lo strumento di Pianificazione urbanistica R.I.R deve essere redatto a fronte di informazioni precise e trasparenti fornite dalle aziende stesse. Solo così si potranno definire:
-Aree di rispetto e distanze di sicurezza, per evitare di pianificare nuove zone residenziali, o comunque utilizzate da soggetti sensibili, ove il rischio fosse non accettabile.
-Il Piano di emergenza comunale e coordinamento della protezione civile.
-L’informazione da dare alla popolazione sui comportamenti da tenere in caso di emergenza.
Alla luce di quanto accaduto a Viareggio, devono essere assolutamente vietati, in prossimità della città, punti di travaso e trasporti su gomma o rotaia di serbatoi di GPL. Considerando anche quanto accaduto recentemente ai fiumi Lambro e Po, si devono intensificare i controlli nei punti critici, utilizzando la vigilanza. Al fine di rendere più rapida la risposta in emergenza, quest’ultima dovrebbe sempre essere il primo interlocutore di chi segnala anomalie o pericoli, per ottenere una possibilità di intervento nelle prime fasi di gestione dell’evento.

6 Pubblica istruzione e politica della casa

6.1 Pubblica Istruzione
Pubblica Istruzione e Formazione
In via prioritaria l’Amministrazione si propone di reperire e mettere a disposizione fondi per i più evidenti ed immediati problemi di edilizia scolastica. Questo per conservavate in modo adeguato il patrimonio immobiliare delle scuole del Comune, con particolare riferimento all’esigenza di assicurare il loro mantenimento in efficienza e in sicurezza. Un ulteriore impegno viene assunto per promuovere iniziative di superamento dei problemi di deambulazione nelle scuole per i bambini e per i ragazzi afflitti da particolari difficoltà, soprattutto con azioni sulle strutture scolastiche. Nel breve periodo sarà dedicata la massima attenzione per risolvere i problemi immediati, legati a pregresse programmazioni che richiedono una revisione. A questo scopo dovranno essere definiti adeguati interventi per un aumento dei posti disponibili negli asili nido e nelle scuole materne. Nello stesso tempo verrà dedicata una specifica attenzione per scongiurare le ipotesi di chiusura di alcune scuole primarie, con specifico riferimento ai casi di difficoltà nella formazione delle classi in dipendenza dell’insufficiente numero di iscritti, tenuto conto delle possibilità previste dalle leggi vigenti.
Per quanto riguarda alcuni interventi da attuare nel medio e nel lungo periodo, vanno programmate nuove attività pomeridiane di supporto alle famiglie. Questo in vista del duplice obiettivo di offrire opportunità di lavoro per i giovani e per rendere fruibili nuovi spazi di aggregazione per giovani utenti.

6.2 Politiche educative, formative e per l’infanzia
Nell’ottica di realizzare una riqualificazione dei quartieri, verrà definita la costruzione di un nuovo asilo e di una scuola materna. Questo contribuirà anche a sviluppare i servizi di supporto alle famiglie in ogni quartiere. Circa le modalità di distribuzione, previsione e programmazione dei movimenti degli iscritti dalla scuola per l’infanzia a quella dell’obbligo, per evitare soluzioni improvvisate e di emergenza verranno effettuate stime anche in base all’andamento demografico delle nascite e dei flussi migratori.
Con riferimento alla popolazione giovanile, occorrerà meglio coordinare l’attività di istruzione, formazione e inserimento nel mondo del lavoro. Per le scuole dell’infanzia, ugualmente occorrerà provvedere affinché i metodi di istruzione, nel rispetto delle leggi, favoriscano l’integrazione dei bambini di famiglie immigrate. Resta fondamentale programmare un’istruzione che, fin dai primi anni di vita, sia in grado di fornire ai nostri bambini non solo le conoscenze scolastiche ma anche gli strumenti per poter decidere e scegliere del loro futuro sia sul piano professionale e lavorativo che della vita. Allo stesso modo vanno favoriti in maniera incisiva la formazione, l’accesso al sapere e l’educazione continua non solo dell’infanzia ma anche degli insegnanti in modo da determinare una crescita culturale omogenea.
Occorre anche promuovere l’educazione ambientale, alimentare e artistica in modo che possano far parte dell’offerta formativa delle singole scuole attraverso il Piano di diritto allo studio.

6.3 Biblioteche
Biblioteche e Archivi
Le Biblioteche e gli Archivi del Comune sono uno straordinario patrimonio storico e culturale; devono rappresentare una risorsa attrattiva non solo per gli studiosi di tutto il mondo ma anche per i turisti in cerca di un’offerta educativa specifica. E’ necessario, pertanto, costruire un progetto che sia in grado di inserire le nostre Biblioteche e i nostri Archivi all’interno di un percorso regionale correlato all’Expo 2015. La crescita e la progressiva diversificazione delle funzioni delle biblioteche comunali rappresentano un’occasione unica per una più ampia offerta culturale per i cittadini mantovani. Nel contempo le biblioteche si pongono nei confronti dei cittadini come veicoli di coesione sociale, di crescita culturale e di opportunità di conoscenza della propria storia e identità. La prossima conclusione dei lavori di restauro della Biblioteca comunale Teresiana porterà a delineare un’articolazione del servizio biblioteche su due sedi tra loro complementari: la storica Teresiana, appunto, in quanto biblioteca di conservazione e ricerca, e la biblioteca moderna Baratta, più adatta a soddisfare la generalità delle esigenze dei cittadini. Questa biblioteca, come avviene già da tempo in Italia su modello anglosassone, definibile user friendly, si propone come più vicina agli utilizzatori. Si tratta di un disegno organizzativo che potrà portare a individuare anche innovative forme di autonomia di gestione, magari sotto la forma dell’istituzione di un nuovo Servizio Biblioteche.

In tale contesto la Biblioteca Teresiana (che si trova nel Palazzo degli Studi accanto all’Archivio di Stato e all’Accademia Nazionale Virgiliana) si distinguerà, tra le principali città italiane, non solo per la rilevanza del patrimonio bibliografico e documentario antico e raro conservato – nel quale spiccano le raccolte della documentazione locale – ma anche per la politica di tutela e conservazione adottata. Questa permette di rendere disponibile una compiuta dotazione di servizi per gli studiosi e per i servizi bibliografici, in forma tradizionale e digitale in rete, specie con la riproduzione dei testi. Anche la Biblioteca Mediateca Gino Baratta, geograficamente collocata nell’area culturale a sud della città, costituisce punto di riferimento per l’intera comunità dei cittadini, dai più piccoli ai giovani studenti, agli adulti e agli anziani, che la frequentano sempre più numerosi. In questo quadro la biblioteca Baratta cura l’aggiornamento progressivo delle proprie collezioni in tutte le discipline. Nello stesso tempo sviluppa una progettualità culturale con servizi orientati a favorire l’accesso all’informazione, la diffusione del libro e l’educazione alla lettura. Va rilevato che non verrà assolutamente trascurata la valorizzazione di specifiche sezioni documentarie contemporanee, come la fototeca, la poesia del ‘900 e le sezioni multimediali. Completano il quadro della rete cittadina le biblioteche di Quartiere, nelle quali va valorizzata la dimensione familiare e accogliente del rapporto con l’utenza e il ruolo di accesso alle risorse remote.

Tale disegno organizzativo impegna l’Amministrazione a sostenere adeguatamente alcune linee di sviluppo fondamentali. Fra queste vanno considerati: l’aggiornamento delle collezioni bibliografiche e documentarie del Servizio Biblioteche visto nella sua interezza e complessità; l’ampliamento dell’accessibilità ai servizi bibliotecari sia in termini di orari di apertura che di spazi, con una attenzione speciale alle fasce di cittadini diversamente abili a alle minoranze sociali; la programmazione di attività culturali di valorizzazione del patrimonio antico e moderno delle biblioteche. Il tutto per avvicinare un numero sempre maggiore di cittadini alla lettura e alle biblioteche. L’obiettivo è quello di operare perché i mantovani conoscano e si riconoscano come parte importante della storia civile della città e del suo territorio.

6.4 Politiche della casa e contratti di quartiere
Casa
Nel breve periodo occorrerà operare nel rispetto delle leggi al fine di rendere più veloci le procedure di assegnazione delle case ad edilizia residenziale protetta, a canone sociale e moderato. Nel medio e lungo periodo sarà necessario realizzare una valorizzazione integrata dell’edilizia residenziale pubblica mediante opere di riconnessione e riqualificazione urbana e sociale.
Lo sforzo maggiore andrà concentrato in sinergia con i settori Opere Pubbliche e Demanio- Patrimonio, per rendere più efficiente il servizio reso agli inquilini comunali. Al riguardo occorrerà riservare la massima attenzione alla parte amministrativa, per individuare una nuova forma di gestione che risulti autonoma rispetto all’attuale sistema di Global Service, magari con affidamento a una struttura che garantisca un servizio adeguato in termini di competenze e risorse. Inoltre andrà studiata una nuova modalità di intervento di manutenzione, da applicare anche sugli alloggi occupati, con modalità che permettano anche la soluzione dei problemi strutturali. Infine andrà perfezionato il coordinamento con il settore Opere Pubbliche nel caso delle nuove costruzioni, delle ristrutturazioni e della consegna delle opere finite al “settore Casa”. Per quanto riguarda il problema dell’edilizia pubblica a canone moderato, andranno studiate modalità adeguate, al fine di occupare tutti gli alloggi di questa tipologia.

Quartieri
I quartieri sono l’ambito privilegiato per i quali è necessario elaborare una pianificazione trasversale che possa incidere sugli aspetti sociali, culturali, di sviluppo produttivo ed edilizio, come anche sulle problematiche legate alla sicurezza dei cittadini. Per tale motivo l’amministrazione desidera attuare un coordinamento strutturato dei settori di intervento sul singolo quartire e sul loro insieme, in relazione ai problemi specifici e a quelli di carattere generale. Va inoltre accelerata la realizzazione delle opere previste dal Contratto di Quartiere di Lunetta per migliorarne al più presto la qualità di vita e il decoro urbanistico. Al riguardo occorrerà utilizzare gli strumenti amministrativi, operativi e politici. Bisognerà programmare anche l’avvio dei lavori previsti dal Contratto di Quartiere di Borgochiesanuova, approvato pochi mesi fa, con i quali sarà possibile migliorare la vivibilità e la accessibilità viabilistica dell’area. Tenuto conto che lo strumento Contratto di Quartiere si è rivelato di notevole efficacia, cercheremo di utilizzarlo per riqualificare anche altre zone della città che necessitano di opere, per implementarne i servizi in loco e attuare un programma di recupero urbano che nel tempo dovrà riguardare tutti i quartieri.

7 Attività Produttive e sviluppo economico

7.1 Commercio
Aspetti generali
È curioso osservare che l’intensa attività propositiva delle diverse campagne elettorali e la programmazione dell’attività istituzionale del Comune hanno di fatti relegato in secondo piano la questione del commercio cittadino, nei suoi diversi aspetti. Eppure Mantova è sempre stata considerata soprattutto una città commerciale e di commercianti.
Fino agli anni ‘80 la pianificazione della città non poteva prescindere dalle esigenze del commercio, assecondando le esigenze degli utenti e degli operatori. Poi è cominciata l’era dei supermercati prima e dei centri commerciali dopo: la città è profondamente cambiata. La vitalità che prima la caratterizzava, proprio perché coinvolgeva tutti i cittadini, si è spostata altrove per tanti motivi. Prima di tutto non è stato più fatto nulla, come studio e realizzazione, per adattare la vecchia città alle esigenze del nuovo. In secondo luogo non è mai stato risolto il dilemma fra la chiusura del centro storico e le misure per la sua accessibilità. Soprattutto, da un certo momento in avanti gli interessi economici si sono concentrati negli interventi su grandi aree periferiche, per trasformarle in spazi per imponenti centri commerciali.
Oggi la città è svuotata e spenta, e molti spazi prima occupati da esercizi commerciali sono vuoti ed abbandonati. Questa tendenza va invertita, per riportare la gente in città e per mantenere alto il livello dell’operatività economica di un centro cittadino che, elemento non secondario, deve tornare presto a produrre posti di lavoro.
È chiaro che occorre da subito definire nuovi rapporti con le organizzazioni degli operatori economici, per individuare un’adeguata strategia di rilancio di tutto il commercio cittadino e di quello del centro storico in particolare.
Il primo problema da risolvere è legato all’accessibilità del centro e delle altre zone cittadine, incoraggiando i potenziali acquirenti -attraverso nuove possibilità di parcheggio agevolato -a tornare in città per fare le proprie commissioni.
Un secondo intervento va sviluppato definendo una politica di incentivi a favore dell’insediamento degli esercizi e a favore dell’occupazione. Un terzo intervento dovrà occuparsi di una rimodulazione degli orari di apertura degli esercizi, per soddisfare l’ormai larga domanda di servizio anche nei giorni festivi, proprio come avviene nei centri commerciali. In mancanza di questi presupposti non sarebbe neppure pensabile qualsiasi forma di incentivazione degli afflussi turistici.
È anche chiaro che un apporto determinante può derivare da adeguati interventi migliorativi del decoro urbano e dell’igiene cittadina. Un impulso importante può inoltre giungere da un’adeguata pianificazione degli interventi di animazione cittadina tramite manifestazioni e festival, ma soprattutto con atti di sostegno in determinati periodi (ad esempio, le luminarie natalizie). Dunque la promozione delle attività commerciali non va intesa come un problema dei commercianti, ma una questione di interesse per tutti i mantovani, quindi soprattutto per l’Amministrazione comunale. Al riguardo, anche l’organizzazione interna dell’ente dovrà strutturarsi per favorire l’attività degli operatori economici, soprattutto con un’adeguata funzionalità dello sportello unico e degli altri servizi di riferimento.

7.2 Sportello Unico servizi e rapporti con le imprese Sportello unico
La produzione normativa degli ultimi anni, a partire dal 1997, è stata drasticamente orientata alla ridefinizione della attività della Pubblica Amministrazione. Con la Legge 59/97 il Parlamento inizia questo percorso attraverso il conferimento alle Regioni e agli Enti Locali di tutte le funzioni e i compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo delle rispettive comunità. Con il DPR 112/98, in attuazione della legge delega 59/97, vengono attribuite ai Comuni nuove competenze in ordine alla localizzazione degli impianti produttivi, comprendenti realizzazione, ampliamento, cessazione, riattivazione, rilocalizzazione degli stessi, ivi incluso il rilascio delle relative concessioni o autorizzazioni edilizie. L’art. 24 impone ai Comuni di organizzarsi in modo da assicurare che un’unica struttura sia responsabile dell’intero procedimento per la localizzazione dell’impresa.
In questo quadro normativo, seppur sinteticamente tracciato, non può essere trascurato il ruolo della Legge 24/11/2000 n. 340, recante disposizioni per la delegificazione e la semplificazione di procedimenti amministrativi. Si tratta di un testo che, assieme all’ampliamento degli spazi concessi all’autocertificazione, alla possibilità di utilizzo degli strumenti telematici, alla previsione di nuove figure di silenzio significativo, segna un ulteriore passo nella direzione di quella complessiva riorganizzazione dell’attività della P.A. alla quale sopra si faceva cenno.

Azioni conseguenti di riorganizzazione dell’ente
L’Amministrazione ha avviato un processo di pianificazione globale al fine di migliorare il funzionamento della macchina comunale. L’intento è quello di introdurre progressivamente una cultura organizzativa di tipo aziendale. Questo ha modificato il rapporto tra cittadini e P.A. e soprattutto ha permesso di perseguire alcuni obiettivi primari volti a:
-adottare un modello e meccanismi organizzativi di alta qualità;
-coniugare i concetti di efficacia e di efficienza con quelli di prodotto, servizio, qualità, risultato, tempi di realizzazione, risorse utilizzate;
-acquisire flessibilità nelle risposte operative;
-rafforzare la qualificazione professionale del personale. Con questi criteri la struttura organizzativa dell’Ente è stata divisa in tre grandi aree: l’Area Servizi alla Persona, l’Area Servizi alla Città e l’Area servizi di Supporto.

Azioni per l’attivazione dello sportello unico e obiettivi perseguiti
Secondo l’analisi fatta per l’apertura dello Sportello unico, la struttura disposta dalla normativa risultava sovradimensionata in rapporto al numero delle pratiche per le sole imprese. Per questo il progetto è stato ampliato fino a coinvolgere tutti i tipi di autorizzazioni e concessioni rilasciabili dal Comune sia alle imprese che ai cittadini. La soluzione adottata dal Comune di Mantova si è poi rilevata utile anche per le incombenze derivanti dal settore edilizio, che si sono aggiunte a quelle delle attività produttive. Lo Sportello Unico alla fine ha sostanzialmente modificato il rapporto col cittadino per gli aspetti di base, indicati di seguito.

Offerta di un servizio di Qualità
Lo sportello unico deve assicurare qualità di prestazioni, operando in funzione di una ricerca continua della soddisfazione del cliente, ottenibile con il miglioramento costante dei servizi erogati. Per questo va garantita la massima attenzione alla gestione, che deve prevedere un coinvolgimento e un’adeguata formazione tecnica del personale. Soprattutto deve essere definita un’adeguata organizzazione finalizzata a perseguire i seguenti principi fondamentali:
-introduzione del lavoro per processi/obiettivi
-semplificazione amministrativa
-riduzione dei tempi di attesa
-riduzione del cartaceo attraverso il potenziamento della struttura informatica
-massima facilità di accesso alla struttura da parte dei cittadini
-creazione di uno sportello virtuale, al quale il cliente possa accedere in via telematica senza recarsi fisicamente allo sportello.

Rapporti con i cittadini e le imprese
Unico punto di contatto
Porsi come unico interlocutore del cittadino significa costruire una rete di relazioni e accordi con gli Enti coinvolti nelle procedure autorizzatorie, al fine di ottenere certificazioni, pareri, etc. in tempi tali da consentire l’espletamento delle procedure secondo la tempistica prevista dalla legge. Significa altresì dotarsi di una strumentazione informatica adeguata, con tutte le opzioni che la legge mette a disposizione (es. firma digitale), al fine di garantire all’utente la possibilità di dialogare con l’istituzione comunale in via telematica, senza recarsi fisicamente allo Sportello. Altro punto nevralgico è il nuovo ruolo del personale di front-office, che nel rapporto col cittadino deve essere il più possibile esaustivo, fornendo tutte le informazioni richieste. Agevolare l’utenza significa anche ampliare l’orario di servizio. Sotto questo aspetto lo Sportello Unico del Comune di Mantova opera su 60 ore settimanali, con la possibilità di richiedere in via informatica, senza nessun vincolo di tempo, autorizzazioni e permessi. Nella fase iniziale sono stati fissati i criteri di operatività dl servizio. In particolare sono stati siglati specifici accordi con A.S.L.,Vigili del Fuoco, Provincia di Mantova, ENEL, TEA, TELECOM, Soprintendenza Archeologica della Lombardia, Parco del Mincio, Magistrato per il Po. Questo soprattutto per definire i tempi di risposta circa l’emanazione dei pareri necessari nell’ambito dei procedimenti autorizzatori o concessori di competenza del Comune.

Il SUS (Sportello Unico Servizi) di Mantova
Lo Sportello Unico è un’unica struttura responsabile dell’intero procedimento per tutte le istanze nelle materie dettate dal D. Lgs 112/98, nonché per tutte le autorizzazioni, concessioni e licenze di competenza comunale e quelle di cui alle procedure individate dall D.G.R.L. n. 6/41318 del 5.2.1999. Le attività e l’organizzazione strutturale dello Sportello Unico per le Imprese e i cittadini del Comune di Mantova si articola nel modo seguente:
1) INFODESK, a cui il cittadino accede direttamente. È a sua volta suddiviso in due “linee di produzione”: informazioni attività produttive, informazioni edilizia e territorio. Il compito dell’infodesk è quello di fornire informazioni ai clienti circa i moduli e la documentazione da produrre per l’avvio della pratica. Altro compito è l’informazione telefonica al cliente sullo stato di avanzamento delle pratiche, accessibili anche attraverso lo strumento informatico.
2) FRONTLINE, per l’espletamento di una serie di funzioni: acquisizione della pratica, protocollazione informatica, riscossione diritti di segreteria e canoni di occupazione suolo, verifica buon esito della pratica, consegna della pratica.
3) BACKOFFICE, per l’avvio della fase istruttoria. All’interno del backoffice lavora una serie di funzionari che si assumono la titolarità della pratica con l’obiettivo di portarla a buon fine, secondo i tempi stabiliti dalla legge o quelli, più brevi, concordati mediante intesa.
4) SEGRETERIA, intesa come Segreteria del Dirigente e di Settore. Come Segreteria di Settore svolge una serie di mansioni legate al trattamento della pratica.

Risorse informatiche
Per quanto riguarda l’informatizzazione del Settore si segnala quanto segue:
-Dal punto di vista hardware, tutti gli addetti hanno a disposizioni PC di recente generazione.
-L’organizzazione interna del lavoro è supportata da appositi applicativi.
-È permessa la visione e il monitoraggio di tutte le pratiche in essere.
-La telematica si sviluppa soprattutto attraverso internet.
-Attraverso il sito è possibile compilare i moduli di richiesta e spedirli, sottoscritti con firma digitale, direttamente via e-mail ad appositi indirizzi, 24h su 24h. Evoluzione SUS con particolare riferimento nell’ambito della informatizzazione Sono in corso di realizzazione e perfezionamento i seguenti programmi informatici: GRP (Geographic Resource Planning) Trattasi di uno strumento applicativo utilizzabile attraverso la rete internet, che permetterà di programmare con congruo anticipo e ridistribuire in maniera coordinata tutti gli interventi sul territorio comunale aventi a oggetto tagli stradali, posizionamento di ponteggi e pensiline, parcometri, cassonetti per rifiuti e simili, manifestazioni fieristiche e culturali su area pubblica. Il programma consente la presentazione di richieste ed il rilascio della conseguente autorizzazione esclusivamente per via telematica. Le motivazioni del progetto sono diverse:
-consentire a molteplici categorie di soggetti di individuare, ai fini dell’occupazione di aree pubbliche, le zone e gli eventuali percorsi autorizzativi;
-consente di svolgere un costante ed efficace controllo delle occupazioni di aree pubbliche, mirato a disincentivare l’abusivismo e il mancato pagamento di tasse e canoni;
-intervenire su tutto il suolo pubblico attraverso la metodologia del “planning” al fine di evitare la gestione in forma di day by day. Ha quindi finalità:
-di pianificazione degli interventi;
-di consentire (al cittadino, all’impresa o agli organismi anche associativi interessati) la consultazione da casa o dall’ufficio della cartografia del Comune, eventualmente evidenziando interventi già pianificati, per poter inoltrare direttamente la prenotazione/richiesta di occupazione suolo ed ottenerne telematicamente l’autorizzazione. Al momento il Comune di Mantova dispone di una buona banca dati di base. Vale a dire tutte le mappe catastali, il PRG digitalizzato, le immagini raster georeferenziate del territorio ed, in corso di ultimazione, il lavoro di restituzione numerico digitale derivante da volo aerofotogrammetrico. Il progetto di innovazione prevede una forte integrazione dell’utilizzo del software con la posta elettronica.

7.3 Lavoro e sviluppo economico
Marketing territoriale
Si tratta di un progetto di attivazione del servizio di marketing insediativo per le attività produttive, inserito in un contesto di politiche territoriali tese a favorire lo sviluppo socio-economico del Comune. Il progetto scaturisce dalla volontà di attuare una strategia integrata di attrazione degli investimenti, utilizzando come strumento cardine lo Sportello Unico per le Imprese, considerato una best-pratice anche a livello europeo, attraverso l’uso esclusivo dello strumento telematico. Ha lo scopo di:
-fornire informazioni attraverso la rete internet, sulle opportunità insediative delle imprese;
-orientare le richieste di localizzazione;
-coordinare le procedure amministrative che coinvolgono enti terzi;
-fornire supporti di tipo informatico come la messa in disponibilità della cartografia on line;
-fornire link utili per altre informazioni.

Il sito da realizzare porterà alla possibilità di consultare ogni informazione fra quelle ricordate. Mantova potrà quindi sviluppare efficaci azioni di marketing territoriale sfruttando strumenti operativi funzionali ad obiettivi più generali:
-sviluppo delle risorse umane di zona
-promozione della cultura del consenso e del team work locale
-orientamento all’apertura territoriale verso l’esterno
-creazione di un clima fertile per l’innovazione
-sviluppo di servizi a misura di distretto
-generazione di capacità catalizzanti per una area digitale
-sviluppo di fattori di competitività
-riduzione degli aspetti di vulnerabilità
-rivitalizzazione costante del progetto economico generale di zona.

8 Welfare

8.1 Servizi alla persona, alla famiglia, alla comunità Premesse
Il tema del welfare è sempre più al centro delle politiche dei Comuni. Il nodo delle risorse da investire in questo campo si è spostato dal livello centrale al livello locale. Chi amministra si trova quotidianamente di fronte a nuove necessità, frutto di dinamiche demografiche, sociali ed economiche come l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dell’immigrazione e la crisi economica.
Questo determina nuove domande di sostegno che richiedono nuove politiche, le quali -per poter essere davvero incisive -non possono che vedere la famiglia come protagonista di un nuovo modello di welfare. Il principio di sussidiarietà rappresenta un punto di riferimento ideale, ma anche un metodo efficace e innovativo per una nuova progettualità, che agisca come motore di uno sviluppo finalmente basato sulla centralità della persona. Occorre guardare al welfare come a un’ampia possibilità di intervenire con un alto livello di qualità nelle aree del disagio e del benessere.
Occorre farsi carico di tutti i problemi legati all’esistenza. La persona va posta al centro e va intesa nella sua interezza, nella consapevolezza di tutte le sue aspirazioni, fondate sui desideri di giustizia e di parità di condizioni nella partecipazione alla vita comunitaria. In questa visione il cittadino diviene protagonista di un’opera che nel bene comune vede realizzati i desideri dei singoli, per il bene proprio e della propria famiglia. C’è la necessità di dare risposte efficaci. Occorre andare oltre, ragionando e operando in termini di Rete e di Sistema. Forse si tratta di un percorso lungo, ma partendo dalla valorizzazione dell’esistente si possono definire le soluzioni più adeguate.

8.2 Volontariato, associazionismo e cooperazione sociale
Il nuovo ruolo dell’Amministrazione e del privato
Dal monopolio di un settore pubblico produttore di servizi standardizzati, costosi, inefficienti, si sta passando a modalità di produzione dei beni sociali (salute, assistenza, etc.) più elastiche e differenziate. In queste il rapporto pubblico-privato diviene fattore strategico. Il privato può essere rappresentato dal singolo cittadino, dall’associazione o comunque dal volontariato, dall’impresa sociale e da altre realtà profit. Il compito della Pubblica Amministrazione dovrà essere dunque quello di regista e di facilitatore, per il recupero di un ruolo politico di ascolto, coordinamento e indirizzo, specie nel rapporto con i vari soggetti che partecipano. Va valorizzata la libertà di proposta e di organizzazione delle risposte ai bisogni reali proveniente dagli attori profit e non profit. I soggetti del Terzo settore -in particolare le organizzazioni di volontariato e dell’associazionismo -hanno adottato da tempo un approccio di tipo imprenditoriale, finalizzato alla costruzione di servizi. Questa è una scelta importante, che però richiede un coordinamento nell’ambito di una visione di rete e di sistema, affinché non venga snaturata l’essenza stessa della propria funzione.

Obiettivi strategici generali
Fare regia
Il sistema di welfare mantovano si muove attraverso una serie di operatori che peccano di coordinamento. In questo scenario appare fuori portata l’obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili. Ne deriva che ogni singola azione produce effetti solo per uno specifico bisogno, ma viene a mancare la possibilità di produrre interventi più ampi e coordinati. Così alcuni settori possono risultare più beneficiati di altri. Vengono privilegiati gli interventi che puntano a risolvere specifici malesseri, perdendo magari di vista la possibilità di produrre benessere.
Da qui la necessità che il Comune di Mantova, titolare per normativa del sistema di welfare, concretizzi strategie di coordinamento e gestione di tutto il sistema sociale, fino a riappropriarsi della capacità di intervento in sede locale. Attualmente il sistema mantovano vede tra le agenzie erogatrici di servizi il Consorzio “Progetto Solidarietà” del distretto di Mantova, il servizio Informagiovani, l’azienda Aspef, gli Enti gestori di servizi specie per disabili, e ancora Cooperative e Associazioni per la realizzazione di numerosi progetti di intervento. Importante il ruolo della Provincia e soprattutto del Comune di Mantova, spesso chiamato in causa per le emergenze. Proprio la funzione del Comune deve essere ridefinita, restituendogli un ruolo di regia e indirizzo dell’intero settore. La realizzazione di questo obiettivo vedrà l’Amministrazione impegnata:
-in un lavoro di coordinamento orizzontale tra gli attori operanti sul territorio cittadino, al fine di creare una mappatura dei bisogni e delle possibilità di risposta; il tutto per avere da un lato un quadro chiaro dell’esistente e dall’altro per individuare carenze cui fare fronte orientando la strutturazione di nuove risposte;
-in un’azione di raccordo verticale che veda il Capoluogo coinvolgere dal punto di vista progettuale e operativo i comuni del distretto di Mantova, la Provincia e la Regione; questo collegamento è finalizzato ad un impiego razionale delle risorse disponibili, ma anche al reperimento di nuove risorse rese disponibili dal Governo e dalla Comunità Europea.

Fare sistema
La crisi economica, le criticità emergenti, le nuove e le vecchie povertà indicano che oggi l’impegno a cui dobbiamo far fronte sul territorio cittadino è più complesso e articolato di un tempo. La nostra capacità di governo locale deve sviluppare un sistema di politiche di welfare capaci di coinvolgere sinergicamente anche gli altri settori dell’Amministrazione. I temi del lavoro, delle disabilità, dell’immigrazione, delle politiche abitative, giovanili o della terza età, investono competenze e ambiti che spaziano a 360 gradi, coinvolgendo in modo trasversale scelte progettuali e di investimento in tutti i settori: dalle attività produttive al turismo, dai lavori pubblici all’urbanistica, dall’istruzione allo sport, dalla cultura alle pari opportunità, dalla viabilità alla sicurezza.
Si tratta di adottare uno sguardo più ampio su tutta la realtà in cui il cittadino nasce, cresce, si forma, lavora, socializza, accudisce ed è accudito; dove esprime esigenze, aspirazioni, aspettative e desideri, per tutti i quali non si possono trovare risposte adeguate con azioni focalizzate su un solo punto. Al fine di realizzare una politica di welfare capace di fare sistema, si favoriranno occasioni di confronto periodico tra tutti i settori dell’Amministrazione, allargato ai diversi altri soggetti che agiscono sul territorio, per arrivare a scelte condivise per una migliore qualità della vita dei cittadini.

Famiglia
Il Centro di promozione sociale
Con questo Centro si intende coinvolgere in senso attivo le risorse sociali del quartiere Borgochiesanuova e della città, per valorizzarle atraverso un punto di riferimento e una sede, utili per associazioni, volontari e per realtà del privato sociale. La struttura è in fase di progettazione e avrà una forte vocazione all’ascolto dei bisogni dei residenti e dei nuclei familiari del quartiere. Il Centro sarà attrezzato per erogare una serie di servizi.
• Servizi alla famiglia: informazione ai genitori, corsi e percorsi per la genitorialità, consulenza ai genitori per l’orientamento, servizi di psicomotricità e logopedia.
• Portierato sociale: servizio di sostegno alle persone anziane e/o con fragilità sociale e coordinamento dei servizio per la promozione del quartiere.
• Ufficio ALER: sportello di assistenza dedicato agli inquilini dell’azienda.
• Servizio Tutela minori: servizio rivolto ai minori e alle famiglie in difficoltà sociale. Lo spazio posto al primo piano ospita assistenti sociali e psicologi del servizio
• Assistenti sociali di quartiere: saranno presenti sul territorio e ospitati nel centro.
• Spazi per le associazioni: sarà costruita una sala polivalente destinata alle attività delle associazioni del quartiere e alle iniziative del Comune.

8.3 Politiche giovanili e della terza età Politiche giovanili
Gli strumenti attraverso i quali sono state perseguite le politiche giovanili sono in particolare l’Informagiovani e il progetto Lab.Com. Questi, pur avendo svolto finora un ruolo positivo, richiedono oggi una riformulazione che porti alla costituzione di una cabina di regia retta dall’assessorato al Welfare, in grado di progettare e co-progettare le politiche giovanili in sintonia con gli indirizzi ed i criteri di tutta amministrazione. I nuovi indirizzi dell’attività dovranno prevedere la possibilità di unire gli aspetti informativi, ludici, ricreativi, del lavoro, della casa e della formazione.
Referenti prioritari saranno i giovani e le loro organizzazioni, soprattutto quelle operative negli ambiti di scuola, università, formazione professionale e impresa. Un’attenzione particolare andrà riservata ai soggetti che operano per il benessere giovanile e per la prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile.

Politiche per la terza età
Le tendenze demografiche indicano per la nostra città un incremento percentuale della popolazione anziana. E’ un dato da tener presente nella definizione delle strutture di fruizione delle opportunità cittadine, nella pianificazione delle politiche di sostegno alla famiglia, nell’impostazione in termini di prevenzione dei servizi alla persona, oltre che nella disponibilità e nella fruizione dei servizi erogati nelle strutture protette.
Il concetto di base è chiaro: vanno messi in atto tutti gli interventi in grado di assicurare alla persona anziana di continuare a vivere dignitosamente nella propria abitazione. Da questo punto di vista devono essere previsti servizi di tipo domiciliare riguardanti tutte le normali necessità esprimibili da quel tipo di utenza, attivi ogni giorno dell’anno, 24 ore su 24. Accanto a questi servizi dovranno essere rafforzati anche quelli di tipo diurno o a gestione comunitaria. Per quanto riguarda la RSA Aspef deve proseguire l’attività di sviluppo qualitativo dei servizi, in un’ottica di compensazione e quindi di superamento dei disavanzi di bilancio attraverso la gestione delle farmacie comunali. Con la gestione Mazzali vanno sviluppati i rapporti per il coordinamento di alcune attività di gestione e soprattutto per l’applicazione di alcuni criteri finalizzati all’uniformità dei trattamenti.

Disabilità
Convenzioni con gli enti erogatori dei servizi rivolti alle persone disabili
Da tempo ormai tutti i distretti sociali del Mantovano sentono la necessità di uniformare a livello provinciale le convenzioni con le strutture per Disabili. Tale configurazione si rende necessaria per avere omogeneità di criteri e di spesa in tutti i sei ambiti distrettuali.
In virtù delle disposizioni vigenti i Comuni sono tenuti ad assumere i provvedimenti di competenza per la definizione dei requisiti di accreditamento, per le unità d’offerta relative alla prima infanzia, per le unità di accoglienza residenziale per minori e per i servizi sociali per le persone disabili.
Progetto “Carta Gialla”: documento “salva privacy” e aiuto per servizi ai disabili
Carta Gialla è una semplice tessera con foto, rilasciata dall’Amministrazione, attestante la condizione di disabile e sostitutiva della certificazione medica. Va esibita per avere prestazioni e agevolazioni (alcune già in atto, altre da realizzare). La card salvaguarda la privacy della persona disabile e diventa strumento di pari opportunità, perché non evidenzia la patologia di cui la persona è portatrice. Il progetto mira a favorire la diffusione dell’integrazione sociale, culturale e lavorativa dei cittadini disabili e riconoscere il loro diritto a vivere la città pienamente, al pari di tutti gli altri concittadini.
Il progetto “ Carta Gialla” prevede:
• il diritto di precedenza agli uffici e agli sportelli per l’erogazione di servizi di tipo sanitario, scolastico, previdenziale, di trasporto; per prestazioni presso uffici anagrafe, uffici del lavoro, sportelli comunali, grandi magazzini, servizi ospedalieri. Si aggiungono molte altre prestazioni al pubblico.
• accesso gratuito per l’accompagnatore della persona disabile a:
a) cinema;
b) teatri;
c) strutture sportive e per il tempo libero;
d) spettacoli musicali e di altro genere;
f) trasporti nell’ambito del territorio comunale e regionale;
g) musei, mostre.

Obiettivi operativi
Povertà e disagio sociale
La Carta Regionale Servizi (CRS)
Considerato che una delle esigenze prioritarie del servizio sociale è quella di avere un diretto riscontro sul modo in cui i contributi economici erogati vengono spesi dai beneficiari, già la legge 328/2000 per la riforma dell’assistenza indica l’opportunità di erogare “titoli validi per l’acquisto di servizi sociali” (voucher sociali) in sostituzione degli aiuti in denaro. Questa possibilità è stata promossa e sviluppata ampiamente negli ultimi anni anche in Regione Lombardia.
All’interno di questo quadro sociale e normativo si inserisce il progetto CRS, proponendosi come strumento innovativo rivolto all’Ente in aiuto dei soggetti meno abbienti e/o svantaggiati attraverso la possibilità di acquisto di beni di prima necessità presso una rete di punti vendita convenzionati. Con questo sistema vengono ampiamente superate le criticità dei “buoni spesa”, che etichettavano l’utilizzatore. La mancanza di un effettivo riscontro sugli acquisti effettuati, l’esiguità dei punti vendita convenzionati e i problemi legati ad alcune tipologie di utenza, hanno indotto un ripensamento su tutta la materia.
La CRS si presenta come una concreta alternativa all’erogazione di contributi assistenziali in denaro. Ha la caratteristica di essere multifunzionale, non discriminante e fruibile in diversi ambiti di utilizzo, essenzialmente per generi alimentari, vestiario, calzature, materiale scolastico, prodotti per la casa e medicinali. In futuro è potenzialmente estendibile anche per il pagamento di utenze e canoni di locazione Erp, utenze Enel, e così via.

Campo nomadi
Occorre definire un progetto provinciale per realizzare la definitiva chiusura del campo nomadi intervenendo su tre fronti: individuazione di aree o alloggi, formazione/lavoro, scolarizzazione.

Individuazione aree o alloggi
La microarea assomiglia a un piccolo “campo nomadi” per il fatto che esiste un solo servizio igienico per diverse famiglie, che peraltro non usufruiscono di alcuni servizi come l’allaccio alla rete del gas metano. È infatti da sottolineare che la scelta della microarea può generare nel tempo un serio problema abitativo con il costituirsi di nuove famiglie, al punto da trasformarsi in un nuovo luogo di ghettizzazione. In generale tutte le famiglie rom e sinte, italiane e immigrate, aspirano essenzialmente a due tipologie abitative: l’appartamento (che però spesso collide con il desiderio di mantenere l’attività nomade) e il terreno privato. Vi sono poi molte famiglie sinte e rom italiane che svolgono attività lavorative itineranti (spettacoli viaggianti, attività di calderai e arrotini…) per le quali si impone la necessità di attrezzare aree di transito.

Il terreno privato
Il piccolo terreno è in definitiva la risposta che le minoranze italiane Sinte e Rom hanno dato alla logica del campo nomadi, sempre più vissuto come ghetto. Come abbiamo già visto, il campo nomadi ha fallito essenzialmente il suo obiettivo di offrire un habitat dignitoso per queste famiglie. Queste vivevano ai margini delle città, in condizioni igienico sanitarie non sempre perfette e con alti costi di gestione per le Amministrazioni Comunali.

I quartieri
Il Welfare non può essere pensato come un “servizio sociale” limitato a interventi risolutivi per problemi emergenti, ma deve tradursi in una progettualità attuata in collaborazione con i responsabili di sicurezza, opere pubbliche, commercio e scuola. Il coordinamento va realizzato attraverso un organismo incaricato di fare l’analisi dell’esistente in ogni quartiere, individuando criticità e punti di forza. Nonostante la soppressione delle Circoscrizioni, questa Amministrazione metterà in atto azioni utili per favorire l’accesso ai servizi da parte dei cittadini residenti nelle zone periferiche. Pertanto lo “sportello di promozione sociale” attualmente in fase sperimentale, sarà esteso anche alle zone di Formigosa, Valletta Valsecchi, Lunetta e Borgochiesanuova. Presso questi sportelli saranno presenti assistenti sociali e vigili di quartiere; sarà funzionante anche uno sportello anagrafe.

8.4 Immigrazione
La politica sull’immigrazione della nostra città sarà improntata a un approccio bifocale: da un lato l’erogazione di servizi, dall’altro la politica di accoglienza alle persone extracomunitarie. Per quanto riguarda l’erogazione dei servizi si dovrà arrivare alla creazione di un unico sportello immigrati, tale da poter mettere in relazione in tempi brevi le varie istituzioni che oggi già operano in tal senso. Ci riferiamo a Comune, Provincia e alla stessa Questura. Per ciò che riguarda invece le politiche dell’accoglienza, si dovranno intraprendere azioni condivise per accompagnare queste persone in un reale processo di integrazione nella nostra comunità, nel reciproco rispetto delle culture.

Valutazione e misurazione
Osservatorio
Uno degli obiettivi strategici del Settore Welfare sarà il programma di controllo e valutazione delle azioni politiche. Per verificare la corrispondenza tra gli obiettivi previsti e gli obiettivi realizzati. verranno messe a fuoco apposite linee guida per l’impostazione del disegno di valutazione, rispondente a un’esigenza di rendicontazione rispetto agli impegni assunti in sede di pianificazione. Allo stesso tempo il progetto consentirà l’analisi dell’efficacia delle principali linee strategiche deliberate. Si procederà impostando l’azione su tre livelli.
Il primo livello è di monitoraggio: si analizza il progressivo sviluppo degli interventi in termini prevalentemente quantitativi e in ottica quinquennale, in abbinamento alla valutazione dello scostamento rispetto quanto previsto dal programma di lavoro. Si utilizzerà l’attuale sistema di raccolta dati informatizzato.
Un secondo livello scenderà nel dettaglio del processo di gestione della pianificazione comunale, approfondendo maggiormente gli aspetti qualitativi. L’attuazione effettiva delle azioni, la percezioni di testimoni privilegiati in merito alle modalità adottate, i rapporti tra gli attori e l’integrazione realizzata sono oggetto di un’analisi che arricchisce la fotografia quantitativa. Si tratta di incrociare le informazioni riguardanti l’efficacia di alcune modalità operative e con l’illustrazione delle principali criticità e degli impedimenti.
Un terzo livello scenderà invece più in dettaglio, valutando l’utilità e l’efficacia di quanto realizzato in relazione agli scopi definiti in sede programmatoria.
Tenuto conto dei livelli citati, sarà possibile costruire indicatori riferiti ad interventi specifici, attraverso i quali elaborare informazioni qualitative su determinate tematiche, per esprimere una valutazione di merito sulla rispondenza delle azioni rispetto agli scopi. È ovvio che il terzo livello, che rappresenta certamente l’area di maggior interesse per l’amministrazione, richiede un investimento notevole in termini di raccolta delle informazioni e di impegno dei soggetti coinvolti nell’indagine. Per questa ragione si prevede di concentrarvi lo sforzo maggiore, con il coinvolgimento anche della Provincia e della Regione.

Gestione cimiteri
Individuazione di nuova modalità di gestione dei servizi cimiteriali
L’affidamento diretto dei Servizi Cimiteriali a Tea Spa (allora ASM) avvenne il 3 febbraio 1994 a seguito di DCC n° 190/1993 per una durata di 19 anni dal 03.02.1994; cesserà quindi il 02.02.2013. L’affidamento prevede:
• la gestione dei civici cimiteri;
• la gestione di immobili e impianti siti nei cimiteri e strumentali all’esercizio del servizio;
• la programmazione;
• il coordinamento; • la direzione lavori dei nuovi ampliamenti e degli interventi occorrenti per il mantenimento e il completamento di manufatti;
• la gestione del servizio, compresa quella amministrativa;
• la gestione dell’impianto di cremazione;
• la gestione del servizio di illuminazione votiva. Con la riforma dei servizi locali viene sancita di fatto la cessazione al 31.12.2010 della citata convenzione di affidamento diretto. Pertanto entro l’anno in corso si dovrà procedere alla definizione di una nuova modalità di gestione.

9 Mobilità urbana e protezione civile

9.1 Polizia locale
Per definire efficaci politiche di Polizia Locale è necessario mettere in atto iniziative volte a garantire una migliore qualità della vita dei cittadini mantovani. In quest’ottica è fondamentale stabilire adeguate linee guida da sviluppare, nel dettaglio, nell’arco temporale del mandato. Per questo vanno definiti alcuni obiettivi, che possono essere riassunti in una serie di interventi mirati.
1. Va migliorato l’attuale modello organizzativo della Polizia Locale, già impostato nell’ottica della razionalizzazione. In particolare è necessario prevedere specifiche iniziative volte a garantire una maggior presenza sul territorio, con particolare attenzione parchi e giardini, specie negli orari serali e notturni. Se del caso, a presidio di alcune zone e in determinate fasce orarie potranno essere coinvolti istituti di vigilanza privata.
2. Vanno implementate e aggiornate le tecnologie in uso presso la centrale operativa della Polizia Locale, con particolare attenzione alla conformazione del territorio comunale. Uno studiato sviluppo dei sistemi di videosorveglianza consentirà di trasmettere immagini alle centrali operative di tutte le agenzie presenti sul territorio, consentendo di intervenire anche in tempo reale sulle problematiche della circolazione e della sicurezza.
3. Si deve contrastare efficacemente il fenomeno della prostituzione esercitata in strada e in luoghi privati, di concerto con gli altri organismi incaricati della sicurezza. In un’ottica di controllo e coordinamento, è anche opportuno coinvolgere – a livello di consultazione – le diverse strutture e associazioni (cattoliche e laiche) che già operano nel territorio a fronte di queste problematiche.
4. Va contrastato con decisione il fenomeno dell’abusivismo commerciale e dell’abusiva occupazione del suolo pubblico. Quest’azione ha anche l’effetto di garantire, nel contempo, la libera e indisturbata fruizione degli spazi pubblici da parte dei cittadini.
5. Va salvaguardato il decoro urbano, nella prospettiva di garantire a tutti la fruizione del patrimonio artistico della città, anche attraverso forme di tutela della proprietà privata in generale. Non sono da escludere opportune iniziative di messa in sicurezza, o al limite di demolizione, di edifici degradati che potrebbero prestarsi a diventare luoghi di ritrovo per il compimento di fatti illeciti.
6. Va stipulato uno specifico “contratto di Sicurezza” con la Prefettura di Mantova, al fine di intensificare il rapporto di collaborazione con tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio: obiettivo di questa azione è la definizione di un’efficace attività coordinata.
7. nell’ambito delle iniziative per il controllo del territorio, i punti da sviluppare sono diversi:
a) istituire un “nucleo mobile” composto da sei agenti, coordinati da un ufficiale, suddivisi per turno (tre nel turno antimeridiano, tre nel turno pomeridiano). Detto nucleo, automunito, dovrebbe occuparsi prevalentemente di tutti i casi che potrebbero, in vario modo, incidere sui diversi aspetti della sicurezza. Ovvero:
• abusivismo commerciale su aree pubbliche;
• controllo e presidio di tutte le aree verdi della città, luoghi di ritrovo e di aggregazione di persone anziane, bambini;
• situazioni di danneggiamento al patrimonio pubblico e privato;
• sgombero di immobili occupati abusivamente, in collaborazione con altre forze dell’ordine;
• contrasto al fenomeno della prostituzione di strada;
• contrasto al fenomeno dell’accattonaggio molesto e di tutti i comportamenti che offendono la pubblica decenza e turbano gravemente l’utilizzo di spazi pubblici;
b) istituire, nel periodo estivo, un servizio di pattuglia notturna (attivo indicativamente nella sfascia oraria 20.00-02.00) in alcuni giorni della settimana;
c) dotare gradualmente tutto il personale degli strumenti di autotutela previsti dalla vigente normativa;
d) implementare la videosorveglianza nei luoghi dove si manifestano più frequentemente episodi di microcriminalità (luoghi da individuare di concerto con la Prefettura).
8. Programmare un aumento del numero degli appartenenti alla Polizia Locale al fine di assicurare i servizi di nuova istituzione.

9.2 Mobilità urbana e trasporto pubblico
Viabilità e sicurezza stradale
Al fine di migliorare la sicurezza stradale e la viabilità verranno attivate strategie mirate all’adeguamento dei punti critici per la circolazione veicolare e pedonale. In particolare saranno perseguiti gli obiettivi indicati di seguito, da intendersi come prioritari:
1. Revisione delle Zone a Traffico Limitato con ampliamento delle fasce orarie di accesso. Individuazione, dove possibile, di nuove aree di sosta.
2. Installazione di pannelli a messaggio variabile in corrispondenza dei varchi di accesso alle Zone a Traffico Limitato controllate elettronicamente, al fine di garantire un’efficace informazione agli utenti della strada.
3. Implementazione del servizio bike-sharing. E’ previsto il ricorso a bandi di gara per l’ottenimento di specifici finanziamenti;
4. Rimodulazione delle attuali linee del trasporto pubblico locale, allo scopo di razionalizzare i costi e potenziare i collegamenti con i principali poli di attrazione cittadini (ospedale, centro città, centri commerciali, parcheggi…) allo scopo di incentivare l’uso dei mezzi pubblici anche attraverso lo sviluppo del sistema di avviso vocale delle fermate;
5. Messa in sicurezza delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali maggiormente a rischio di incidenti stradali;
6. Completamento dei dispositivi acustici sugli impianti semaforici che regolano gli attraversamenti pedonali.
7. Intensificazione dei controlli sui mezzi pesanti che accedono al centro urbano, per prevenire forme di inquinamento atmosferico e acustico. Questo intervento mira a ridurre il conseguente rischio di incidenti stradali, soprattutto in riferimento a veicoli che trasportano merci pericolose.
8. Intensificazione dei controlli volti a garantire un’azione coordinata di prevenzione e contrasto dell’eccesso di velocità sulle strade. L’adozione di adeguate forme di accertamento delle violazioni delle norme previste dal codice della strada sono funzionali a un reale contenimento dell’incidentalità stradale.
9. Centralizzazione di tutti gli impianti semaforici cittadini, con possibilità di monitorare ed intervenire, in tempo reale, direttamente dalla centrale operativa sulla loro funzionalità. A questo proposito sarà disposta la sostituzione di tutte le lampade ad incandescenza dei semafori con lampade a tecnologia LED, per ottenere un abbattimento di circa il 90% dei consumi di energia elettrica e dei costi di manutenzione.
10. Implementazione dell’attuale sistema di monitoraggio dei flussi di traffico, attraverso l’installazione di spire e/o telecamere il cui centro di rilevazione e analisi è installato presso la centrale operativa.
Altri interventi strutturali (rotatorie stradali, parcheggi e così via) verranno definiti e realizzati in collaborazione col settore Opere Pubbliche.

9.3 Protezione civile
Il quadro normativo che attualmente definisce i compiti, le funzioni e gli scopi propri della protezione civile è piuttosto complesso. La legge 225 del 1992 disciplina la protezione civile come sistema coordinato di competenze al quale concorrono, oltre agli organi istituzionali, le associazioni di volontariato. Queste ultime rappresentano un elemento fondamentale a cui va rivolta particolare attenzione. In tale ambito vanno definiti e perseguiti gli obiettivi indicati di seguito.
1. Individuazione di una sede unica sul territorio comunale in cui convogliare tutte le associazioni di protezione civile.
2. Realizzare un vero e proprio nucleo omogeneo, compatto e organizzato, con lo scopo di coordinare in modo efficace ed efficente in caso di emergenza le attività dei volontari, collegati anche con la centrale operativa della Polizia Locale.
3. Contribuire al potenziamento dei mezzi e delle attrezzature delle associazioni di volontariato.
4. Predisporre esercitazioni/simulazioni di protezione civile, con l’obiettivo di verificare l’efficacia del piano comunale di protezione civile, renderlo il più efficiente possibile.
5. mantenere costantemente aggiornato il piano comunale di protezione civile.
10 Informatizzazione e innovazione amministrativa, tributi, demanio e patrimonio

10.1 Comunicazione istituzionale e trasparenza
Innovazione tecnologica ed amministrativa
L’ammodernamento dei sistemi informativi in uso presso il Comune di Mantova è sicuramente una delle azioni che questa amministrazione ritiene strategiche. Per promuovere e sviluppare la città nelle sue diverse declinazioni, per tutti gli aspetti economici, territoriali, turistici, culturali, imprenditoriali, della sicurezza urbana, dell’assistenza alle persone in condizioni di fragilità sociale, occorre avvalersi dei nuovi sistemi informativi e di una efficace comunicazione pubblica.

10.2 Informatizzazione
E’ altresì necessario intervenire sulla semplificazione e nello snellimento delle procedure amministrative, per conseguire non solo il contenimento dei costi della “macchina”, ma anche una maggiore efficienza intesa come minor tempo nell’erogazione dei servizi, minore tempo richiesto ai cittadini per l’assolvimento degli adempimenti loro richiesti, riduzione dei costi indotti posti a carico della cittadinanza e delle imprese.

10.3 Innovazione amministrativa
Il conseguimento di questi obiettivi richiede interventi specifici che possono essere tratteggiati, raggruppandoli in due aree di intervento. La prima area riguarda la riorganizzazione dei sistemi di comunicazione interna alla “macchina” comunale. Interventi previsti:
• Potenziamento e sviluppo del Sistema Informativo Territoriale, inteso non più come semplice raffigurazione grafica del territorio, ma come connessione e interconnessione di tutte le banche dati del Comuni. L’obiettivo è raggiungere un maggiore controllo dei processi decisionali ed una migliore governance di questa amministrazione; l’intervento consente inoltre di assicurare ai cittadini con maggiore trasparenza, oltre che una maggiore e migliore quantità di informazioni.
• Implementazione di un nuovo sistema di comunicazione interna ed esterna basata su tecnologie integrate di tipo audio e video, con lo scopo di migliorare l’operatività interna degli uffici e di avvicinare gli operatori ai cittadini.
• Completamento del progetto di Gestione Elettronica Documentale, in grado di assicurare non solo la tracciabilità delle diverse procedure amministrative, ma anche di semplificare la comunicazione in ingresso ed in uscita, tramite ad esempio la Posta Elettronica Certificata e il Fax Management Server.
• Sviluppo e potenziamento dei servizi erogati ai cittadini tramite internet. v• Particolare attenzione verrà posta alla semplificazione e razionalizzazione dei regolamenti, delle disposizioni e delle procedure interne. La seconda area di intervento riguarda le azioni di miglioramento delle infrastrutture tecnologiche, da attivare a supporto dei progetti di questa amministrazione anche con la ricerca, ove possibile, di adeguate forme di collaborazione con l’Università. Di seguito alcuni ambiti d’intervento.
• Sicurezza urbana. Potenziamento dei controlli sulla mobilità nel territorio, sui fenomeni malavitosi e di degrado ambientale, tramite software di gestione degli interventi del Corpo della Polizia locale, integrati dalle banche dati GIS; quindi sviluppo di un sistema di integrazione dei dati sull’incidentalità delle strade comunali con il Sistema Informativo Territoriale; infine riorganizzazione e rafforzamento della gestione delle immagini da telecamere, con apparati idonei all’identificazione di dettaglio;
• Servizi sociali. Interventi finalizzati a completare la raccolta dati sull’epidemiologia nel territorio comunale, in collaborazione con ASL relativamente alle cure ed ai farmaci utilizzati nei diversi quartieri della città, avvalendosi delle mappe S.I.T.;
• Promozione turistica. Sviluppo di un portale di promozione della città con strumenti di reperimento di informazioni sulla ospitalità, con un ampliamento della copertura Wi-Fi; quindi gestione delle informazioni sulle aree di parcheggio via web, con possibilità di pagamento della sosta nelle aree blu da telefoni cellulari e pagamento al minuto;
• Gestione delle aree verdi attraverso banche dati del Sistema Informativo Territoriale. Verranno rese disponibili ai cittadini e ai turisti le informazioni e i dati sulla fruibilità delle aree pubbliche;
• Archivio storico. Ampliamento e completamento di un progetto di raccordo tra le informazioni storiche sulla città presenti negli archivi comunali, con sistemi di georeferenziazione WebGis ad uso della cittadinanza;
• Pubblica istruzione. Verifica dell’ipotesi di un unico servizio di iscrizione non solo per le scuole comunali ma anche per quelle statali; utilizzazione dei sistemi di georeferenziazione per il monitoraggio dei bambini che usufruiscono degli scuolabus comunali, per ottenere una gestione amministrativa del grado di fruizione dei servizi e, su richiesta, per confermare via SMS ai genitori l’arrivo del proprio figlio a scuola.

10.4 Demanio e patrimonio
Nel corso degli ultimi anni i trasferimenti statali agli enti locali hanno fatto registrare una costante diminuzione, in considerazione delle ben note esigenze di contenimento della spesa pubblica. E tutto lascia pensare che questa tendenza troverà conferma negli anni a venire. Ciò premesso, l’oculata gestione e la valorizzazione del Patrimonio Comunale rappresentano un obiettivo di primaria importanza da perseguire con estrema incisività, per dotare l’Amministrazione Comunale di risorse più che mai indispensabili a finanziare gli ineludibili investimenti infrastrutturali.
Quanto sopra nel rispetto ed in attuazione dell’art. 85 dello Statuto Comunale che prescrive “…di assicurare la più elevata redditività dei beni predetti…”.
Ecco quindi la necessità di dare un nuovo impulso al Piano Vendite dei beni appartenenti al Patrimonio disponibile dell’Ente, che non abbiano impieghi di rilevanza istituzionale o sociale. Il Piano Vendite è rimasto sostanzialmente “lettera morta” nei precedenti mandati amministrativi, anche – ma non solo – in ragione delle difficili condizioni del mercato. L’alienazione dei suddetti beni sarà vantaggiosa non solo perché consentirà l’incasso dei relativi prezzi, ma anche perché solleverà l’Ente dai rilevanti oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria.
È da sfatare il mito del Comune proprietario a tutti i costi, perché questo atteggiamento ha l’effetto d’immobilizzare risorse ingenti, che potrebbero essere più utilmente utilizzate per colmare le carenze infrastrutturali che affliggono la città.
Analogamente, esiste la necessità di arrivare a un progressivo riordino delle concessioni a terzi d’immobili di proprietà comunale come pure, d’intesa con gli Assessorati competenti, delle concessioni di suolo pubblico, dotandosi di un quanto mai opportuno regolamento comunale. Si segnala, in ossequio all’ormai consolidata Giurisprudenza della Corte Europea, l’obbligo di procedere a gara pubblica sia per le nuove concessioni, sia per il rinnovo di quelle preesistenti. Infine non può mancare un cenno alla novità normativa rappresentata dal cosiddetto Federalismo demaniale: è intenzione di questa Amministrazione monitorare attentamente l’iter del provvedimento e dei relativi regolamenti attuativi, al fine di cogliere le eventuali occasioni che si dovessero presentare, beninteso nel rispetto di finalità ed esigenze di bilancio.

10.5 Tributi
Settore gestione e sviluppo risorse Patrimoniali e tributarie
Servizio Entrate Tributarie
Nonostante la situatione attuale sia caratterizzata da una progressiva diminuzione delle risorse disponibili, conseguente anche alla costante riduzione dei trasferimenti erariali, l’Amministrazione non intende aumentare la pressione fiscale, soprattutto a carico delle famiglie già colpite dalla contingente crisi economica.
Al fine di incrementare le risorse disponibili verrà proseguita l’attività di accertamento dell’imposta comunale sugli immobili che, negli anni precedenti, ha consentito il recupero di un consistente gettito di imposta. Nell’intento di garantire il rispetto dell’equità fiscale si proseguirà nell’attività di controllo delle fattispecie imponibili (fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli), nei limiti dei termini di decadenza previsti dalla legge e con l’obiettivo di individuare, laddove possibile, nuovi filoni di indagine ad oggi non ancora approcciati.
Per rendere più efficace il recupero dell’evasione si cercherà di ottimizzare l’accesso alle banche dei dati esistenti e di creare un flusso costante di informazioni tra gli uffici tecnici comunali e l’ufficio tributi.
Parimenti verrà intensificata la collaborazione con l’Agenzia del Territorio, anche con riferimento ai possibili abusi edilizi di cui ha dato notizia recentemente la stampa locale.

11 Turismo e valorizzazione e promozione dell’accoglienza

11.1 Turismo
Aspetti di riferimento
La L.R. 15/2007 attribuisce le competenze ai comuni in materia di turismo per la promozione e valorizzazione turistica locale. È prevista la condivisione dei programmi provinciali ed è raccomandata la collaborazione con organismi associativi operanti sul territorio. Oggi come non mai, Mantova deve saper sviluppare la propria vocazione turistica. Sulla base dei dati disponibili, il capoluogo dal 2008 (anno in cui Mantova ha ottenuto, assieme a Sabbioneta, l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco) ha registrato, grazie all’aumento dei turisti italiani, un +3% di arrivi: un trend positivo, ma certo non un traguardo di cui essere soddisfatti. Non essendo ancora state sviluppate tutte le possibili azioni di promozione turistica, si tratta di implementare l’opera di valorizzazione del territorio, facendo leva su molteplici elementi di attrazione: l’arte nelle sue varie forme, l’insieme delle bellezze architettoniche, l’unicità dell’ambiente naturale, i tanti prodotti tipici di qualità espressi soprattutto dal settore agricolo e alimentare.
Si tratta di un patrimonio da valorizzare. E’ compito di un’amministrazione efficiente rendere questi “giacimenti culturali” effettivamente disponili, perché diventino beni accessibili a tutti. In quest’ottica, il presente mandato amministrativo deve coniugare la salvaguardia dei beni con la loro corretta fruibilità. Occorre quindi un approccio innovativo, che punti sul dialogo con agenzie e operatori interessati, sviluppando nuove sinergie e attività. In tale contesto il patrimonio artistico e architettonico, e quello rappresentato dai prodotti tradizionali e delle produzioni d’eccellenza, saranno l’oggetto principale delle attenzioni: il vero marchio di fabbrica, il leit motiv del marketing finalizzato alla promozione del turismo e dell’accoglienza.
Per il raggiungimento degli obiettivi, occorrerà definire specifici rapporti con gli Enti locali che hanno competenza in materia di turismo: in particolare Provincia, Camera di Commercio, Regione, associazioni del Commercio e dell’Industria, associazioni degli Albergatori e dei Ristoratori, agenzie di incoming e le realtà che, sul territorio, si occupano di promozione turistica. L’impiego delle risorse economiche disponibili sarà ottimizzato in funzione della massima produttività, sollecitando le varie realtà a condividere l’obiettivo principale: il miglior sviluppo turistico cittadino, in termini di presenze e di ritorno economico. L’obiettivo è realizzabile solo promuovendo un diffuso gradimento delle nostre proposte turistiche e di accoglienza: un gradimento che dovrà riguardare tutte le parti interessate, specie i visitatori, effettivi e potenziali. Durante la recente campagna elettorale, tutti hanno rimarcato il valore del turismo, formidabile volano per l’economia locale. Occorre ora passare dalle semplici dichiarazioni alla definizione di un’adeguata proposta di lavoro, uscendo dalla limitata visione provinciale che fino ad oggi ha frenato gli slanci. Non sempre “piccolo è bello”: bisogna soprattutto uscire dall’isolamento e affrontare il problema in un’ottica nuova, che tenga anche conto delle potenzialità della globalizzazione. Mantova deve sfruttare i vantaggi della posizione geografica: la vicinanza del polo turistico veronese e gardesano, la presenza dell’asse autostradale A22, del Catullo e degli altri aeroporti della pianura padana. La città deve trovare i giusti canali per essere conosciuta come merita in Italia e, per quanto possibile, anche in altre aree del resto del mondo. Per realizzare questi obiettivi saranno allestite specifiche occasioni di confronto con tutti i soggetti potenzialmente portatori di idee e risorse, a livello locale, regionale e nazionale. Verranno promossi eventi e iniziative in grado da subito di animare la città. Al riguardo, però, verrà per quanto possibile abbandonata la formula degli eventi “chiavi in mano”: fino ad ora l’acquisto di pacchetti-evento a scatola chiusa non ha dato risultati soddisfacenti.
Nel complesso, il programma di sviluppo del turismo è un progetto ispirato a precise linee guida; vi si innesteranno le singole iniziative, purchè coerenti con l’obiettivo principale. Occorre abbandonare il criterio finora seguito di elaborare una politica turistica sulla base di scelte episodiche, irriflessivamente adottate in modo disarticolato rispetto gli obiettivi di programmazione.

Analisi delle opportunità
Il polo turistico veronese e gardesano
Verona supera di gran lunga Mantova per presenze annuali di turisti. La matrice – oggettivamente simile – del prodotto turistico non deve però spingerci alla competizione: ci deve piuttosto stimolare a trovare sinergie e collaborazione, per arricchire l’offerta veronese ricavandone un corrispettivo in termini di opportunità. Molte le opzioni disponibili: mostre d’arte articolate tra le due città, intese concordate in funzione della stagione lirica dell’Arena, iniziative “giuliettiane” sul tema dell’amore, fiere e accordi in vista della costruzione della “città dei motori”.
Analogo discorso per la sponda veronese del lago di Garda: vanno ripresi i rapporti con gli enti di quel territorio, per offrire ai milioni di turisti che vi passano l’estate l’opportunità di godere delle nostre bellezze artistiche e dei nostri prodotti tipici. Occorre puntare a un’integrazione dell’offerta gardesana, ricavandone tutti i vantaggi possibili.
Occorre ricercare una partnership con Verona per la condivisione di risorse nella realizzazione di progetti comuni. Nel frattempo vanno integrate la Mantova e la Verona Card, ed eventualmente studiati altri supporti turistici. Vanno poi analizzati gli eventi turistici comuni, coinvolgendo anche le rispettive aziende di trasporto per garantire collegamenti rapidi e continui per i singoli eventi. Occorre allacciare rapporti di collaborazione con i Consorzi di promozione turistica che operano nelle tre aree del Garda: i comprensori veronese, bresciano e trentino.

Asse A22 e Aeroporto Catullo
Per asse A22 si intende il territorio attraversato dall’autostrada che da Mantova va verso nord fino al confine, toccando le città di Trento e Bolzano. Esistono già ottimi rapporti con queste città, ma non è sufficiente: spesso dimentichiamo il grande bacino di utenza che rappresenta questo territorio, porta di accesso alle popolazioni di lingua tedesca d’oltralpe.
La nostra città è attraversata da un tratto di quest’asse, che va dal Catullo a Maranello, sede del visitatissimo Museo Ferrari. Occorre intercettare almeno in parte questi visitatori. Già abbiamo perso una buona occasione ignorando le celebrazioni del bicentenario della morte di Andreas Hofer. Serve dunque una rete di relazioni stabili, che possano convogliare a Mantova nuovi visitatori, specie di lingua tedesca, anche per permanenze che non si esauriscano in una breve visita “mordi e fuggi”. Occorre puntare su permanenze che vertano su più giorni, se non addirittura una settimana. Per fare questo servono rapporti solidi, istituiti preferibilmente attraverso gemellaggi, accordi e intese finalizzati ad avvenimenti specifici. Esistono buone possibilità di miglioramento rispetto al lavoro fatto finora: ad esempio non esiste un servizio continuativo di collegamento col Catullo, così come non è mai stato fatto uno studio serio sulle destinazioni finali dei passeggeri.
Il Comune di Mantova, assieme a Provincia e Camera di Commercio, ha un punto d’informazione al Catullo, al momento sufficiente in ragione della potenzialità dello scalo aereo e della finalità informativa cui quello sportello è destinato. Vanno comunque previsti interventi rafforzativi, e ridefiniti i collegamenti tra la città e l’aeroporto. Occorre ancora commissionare uno studio del flusso di passeggeri, che evidenzi la loro distribuzione sul territorio e i tempi di permanenza. Infine occorre coltivare stretti rapporti istituzionali con le aziende turistiche di Trento e Bolzano, per lo sviluppo di progetti che possano attrarre turisti dell’area altoatesina.

Altre città e territori
Oltre che con le città vicine, occorre ricercare opportunità anche altrove. In passato Mantova ha tentato di costruire relazioni di questo tipo, ma senza risultati apprezzabili. Circa il Piemonte, vanno implementati i protocolli d’intesa e di gemellaggio con Acqui Terme e Casale Monferrato, sviluppando nel frattempo nuove specifiche intese. Occorre puntare, con i nostri prodotti e le nostre eccellenze, alla fiera del gusto di Torino, e partecipare agli eventi di richiamo nazionale che le più importanti città piemontesi organizzano. In fondo il Piemonte è stato ed è la porta per la Francia. Occorre poi sfruttare il protocollo d’intesa che esiste con Genova, già capitale europea della cultura. Vanno ripresi i contatti con Trieste e non spaventi la distanza: deve stimolarci il fatto che entrambe le città sono dotate di porto turistico. Con la stessa logica occorre guardare anche a Venezia per realizzare, durante il mandato, un asse turistico fra Mantova, Verona e Venezia. Altri rapporti vanno instaurati con le grandi città del turismo del nord e del centro Italia: in particolare Milano, Firenze e Siena. Possono essere definiti anche semplici contatti, per far conoscere Mantova al grande pubblico, che oggi non abbiamo e che ovviamente dobbiamo cercare.

Infrastrutture
In riferimento agli aeroporti limitrofi, Mantova è considerata di trascurabile rilevanza: non è neppure citata negli aeroporti di Brescia, Bergamo, Parma e Bologna. Aprire punti d’informazione turistica è costoso, ma necessario. Diventa quindi indispensabile trovare sinergie con l’Amministrazione Provinciale, con la CCIAA e con altre città, per allestire punti di informazione turistica, basati quantomeno su una comunicazione visiva o sulla distribuzione di materiale, quindi senza presidio di personale. Va migliorata la comunicazione nelle stazioni ferroviarie, a partire da Mantova, per poi cointeressare le città limitrofe e quelle funzionali a un efficace marketing turistico.

Rapporti con l’estero
Nel corso del mandato si punterà anche a forme di presenza sul mercato estero. Nell’era della globalizzazione è assurdo pensare in piccolo; in quest’epoca in cui intere aree del pianeta sono interessate da una grave crisi economica, è logico guardare anche ai mercati che stanno nascendo o che sono in espansione, ad esempio Europa dell’est, estremo oriente e sud America. Per affrontare la sfida su questi e altri possibili mercati, vanno ricercate occasioni di dialogo non solo con altri enti pubblici, ma anche con associazioni e privati che operano nel e per il turismo: associazioni di produttori, esercenti, imprese di incoming e tour operator locali, nazionali e internazionali. Occorre lavorare per inserire Mantova nelle più importanti rotte turistiche italiane. Per ottenere buoni risultati serve però un’offerta interessante, non solo concentrata sul patrimonio artistico ed architettonico, ma aperta a tutto ciò che la nostra città ha di eccellente e unico. Serve dunque una solida collaborazione con Ministero del Turismo, Assessorato al Turismo di Regione Lombardia, Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI) ed ENIT (l’agenzia nazionale del turismo), che come si sa è dotata di un buon numero di sedi all’estero. Purtroppo il Comune finora non ha mai tentato di sviluppare questi canali.

Punti di forza dell’offerta mantovana
Turismo culturale
Edifici storici
La ricchezza di Mantova è nella sua storia, nella densità di capolavori dell’architettura del Rinascimento, ma anche nella bellezza del suo centro storico, che deve tornare a vivere. Per troppo tempo Mantova ha dovuto subire la lenta agonia di un centro strangolato dai vincoli e dall’assenza di veri eventi catalizzatori. Per un lungo periodo abbiamo dovuto assistere al proliferare di eventi, rivelatisi fallimentari sia dal punto di vista del costo sia dal punto di vista della capacità attrattiva. Occorre quindi cambiare decisamente rotta, per ottenere che il centro diventi luogo d’incontro e di divertimento, nuovamente fruibile da cittadini e turisti. Occorrerà aprire un dialogo con gli operatori commerciali del centro, con i proprietari di edifici di valore storico e artistico e con la Curia, per studiare insieme le soluzioni migliori in termini di eventi, ma anche per la riqualificazione di arredo urbano, viabilità e trasporti, facendo leva anche sulle incentivazioni. Ovviamente l’obiettivo finale è riportare Mantova ad essere punto di riferimento per la provincia e le altre località più interessanti della nostra regione. Solo così sarà possibile puntare a quei risultati che fino ad oggi sono più spesso mancati. Solo così sarà altrettanto possibile ottenere attenzione per la soluzione di molti problemi infrastrutturali – come i nuovi collegamenti stradali, ferroviari ed aerei – e per l’assegnazione di servizi di prima qualità. Nel complesso l’azione dell’Amministrazione Comunale dovrà quindi assicurare la tutela ed il recupero del patrimonio culturale, perché possa essere valorizzato e reso fruibile. Va riqualificato il centro storico, coinvolgendo le attività commerciali per migliorare l’intero sistema di accoglienza. Si deve agire su arredo urbano e segnaletica, per ottenere un potenziamento dell’offerta turistica.

Mostre
Va da sé che con l’assessorato alla cultura occorrerà definire un calendario di mostre di valore. I buoni eventi stimolano anche l’economia cittadina. Al riguardo, l’assessorato al turismo cercherà di valorizzarne gli effetti. Occorrerà soprattutto ottenere che il turista, che arriva in città per questo tipo di eventi, sia portato a fermarsi per un più lungo lasso di tempo.

Festivaletteratura
E’ l’evento di punta della città, esempio unico a livello locale di manifestazione conosciuta in tutto il mondo. L’amministrazione comunale ha il preciso dovere di arricchire e, se possibile, aiutare ad ampliare un evento che già ora è ovunque apprezzato. L’impegno però dev’essere soprattutto sul fronte dell’accoglienza: mai come nella settimana di Festivaletteratura, Mantova è sotto stretta osservazione di migliaia di utenti. In quest’ottica è necessario aprire il dialogo con le associazioni di albergatori e ristoratori, affinché l’offerta di servizi sia all’altezza dell’evento. Il turista deve poter acquisire un ricordo ottimo della città, sotto tutti i punti di vista, quale base per poter decidere di tornare e magari di rimanere per qualche giorno in più.

Turismo religioso
E’ quel tipo di turismo che ha come principale motivazione la visita nei luoghi religiosi (santuari, conventi, chiese, abbazie, eremi…) per apprezzarne il “Genius Loci” – l’essenza religiosa del luogo – ma anche la dimensione artistica e culturale. Da non confondere con il pellegrinaggio, questo tipo di turismo è in continua crescita: è nata così la prima Borsa internazionale del Turismo religioso che si organizza a Foggia. Il mercato muove più di 300 milioni di persone l’anno, con un giro di affari di oltre 18 miliardi di dollari, di cui 4,5 generati solo dall’Italia. E’ un settore in espansione. Negli ultimi due anni ha fatto registrare nel nostro Paese un vero e proprio record, con presenze superiori a quelle dell’annata del Giubileo 2000, che aveva fatto registrare più di 40 milioni di pellegrini in movimento per oltre venti milioni di pernottamenti, con una crescita complessiva del 20%. All’inizio ci fu il Cammino di Santiago de Compostela, il lungo percorso che i pellegrini, fin dal Medioevo, intraprendevano attraverso Francia e Spagna fino al santuario con la tomba di San Giacomo. Da quando nel 1987 il Consiglio d’Europa ha riconosciuto l’importanza dei percorsi religiosi in quanto veicoli culturali e spirituali di spicco, Santiago de Compostela ha avuto un’impennata che ha portato la città della Galizia ad aggiudicarsi il primato europeo (41,2%) del turismo religioso seguita da Lourdes (35,6%) e da Fatima (29,8%).
Le indagini dimostrano quanto la conoscenza, la promozione e il recupero degli itinerari religiosi costituiscano oggi una qualificante opportunità di valorizzazione del territorio in termini culturali e turistici. Pensiamo al caso italiano di San Giovanni Rotondo, con il santuario di Padre Pio da Pietrelcina, o al santuario della Madonna di Loreto. Per non dire dei turisti attratti dai luoghi di S. Francesco e S. Chiara in Umbria. Accanto ai siti devozionali crescono d’importanza i percorsi devozionali, sia quelli lunghi (ad esempio la Via Francigena) sia quelli brevi come le Vie Crucis. Sono 35 milioni gli italiani che ogni anno viaggiano alla scoperta dei tanti santuari, monasteri ed eremi disseminati nel nostro paese: circa 100 mila chiese e oltre 1700 santuari. I pellegrini sono 14 milioni, altri 21 milioni di persone compongono il folto gruppo di quanti viaggiano per cultura: i cosiddetti “turisti della fede” appunto, che scelgono per le loro vacanze di soggiornare in monasteri, eremi, case d´accoglienza e di visitare musei, santuari, conventi. Il turismo religioso è particolare per le motivazioni che lo muovono, che sono di ordine eminentemente spirituale. E non bisogna pensare a un microambiente dove la terza età impera, anzi. Somno sempre più i giovani che – lo hanno dimostrato anche la scorsa estate a Colonia – desiderano ritrovarsi, motivati da una comune condivisione di valori. Sono numeri rilevanti, che devono far riflettere sulle straordinarie potenzialità di Mantova che custodisce molti tesori della fede, come i Sacri Vasi e il Santuario delle Grazie (che è in comune di Curtatone, ma di fatto turisticamente gravita sul nostro comune).
Mantova non può essere esclusa da questo mercato in fortissima ascesa. Utile è stata la pubblicazione lo scorso anno del fascicolo “Le vie del sacro”, punto di partenza per sviluppare intensi rapporti con la Curia finalizzati alla valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico sacro, dei santuari e delle reliquie. Obiettivo di questo mandato è un protocollo d’intesa con la Diocesi per regolare i rapporti in tema di restauri del patrimonio architettonico della chiesa, di orari di apertura dei luoghi sacri, di valorizzazione del patrimonio artistico e dei musei.

Turismo enogastronomico
E’ un nuovo approccio al viaggio, che sta conquistando un numero sempre crescente di ”appassionati” alla ricerca di sapori e di tradizioni autentiche. Il cibo assume un ruolo nuovo, diventando vettore di una cultura e di valori saldamente legati al territorio e alle proprie radici. Cinque miliardi di euro vale il turismo enogastronomico e rurale in Italia, confermandosi come uno dei veri “motori” del turismo Made in Italy. Non solo: il prodotto enogastronomico tipico del luogo visitato è generalmente il souvenir preferito da visitatori italiani e stranieri. Una tendenza che non sembra influenzata dall’attuale situazione economica. Secondo un’indagine Cia, nelle recenti festività le vacanze agrituristiche hanno vissuto un vero e proprio boom. Le presenze sono aumentate del 6%, specie nel periodo tra Capodanno ed Epifania. Particolarmente positivi, rileva l’Associazione, gli effetti del contenimento dei prezzi e l’afflusso di turisti stranieri: in particolare tedeschi, francesi, inglesi e spagnoli.
Il nostro territorio è ricchissimo di prodotti d’eccellenza, che meritano di essere promossi a fini turistici. Per questo è necessario e urgente, assieme agli assessori alla promozione e al commercio, aprire tavoli con le associazioni di produttori, operatori commerciali e ristoratori, per concordare le migliori strategie. Compito dell’amministrazione comunale è promuovere iniziative capaci di essere veicolo per la conoscenza di questi prodotti, organizzando fiere e rassegne o partecipando a iniziative importanti in altre città. A questo scopo occorrerà mettere a punto lo studio di specifici eventi, individuando le risorse funzionali ad investimenti efficaci.

Turismo sportivo
L’amministrazione comunale non può incidere sulle vicende della locale squadra di calcio. Tuttavia va sempre tenuta in conto l’importanza del calcio di vertice, in quanto motore dell’attività turistica. In ogni caso oggi vanno maggiormente valorizzati i campioni dello sport che la città può vantare, primo fra tutti Tazio Nuvolari.
A questo campione – pensiamo soprattutto al museo – non è stata dedicata la dovuta attenzione: la sua figura è stata trattata con indifferenza, mentre ne andrebbe preservato il ricordo anche per una valorizzazione in termini di marketing turistico. Attorno a un adeguato spazio espositivo dedicato, potrebbero essere organizzati raduni e convegni. Finora sono generalmente mancate iniziative adeguate. Occorre invece individuare adeguati spazi per collocare definitivamente il museo Nuvolari, meglio se con contributi da parte di aziende private: vanno coinvolte le grandi marche automobilistiche con cui Nuvolari ha collaborato – in primis Ferrari, ma anche Alfa Romeo e Auto Union (AUDI) – per verificare l’interesse e la disponibilità di collaborare al rilancio di un piano di marketing basato sulla figura di Tazio Nuvolari.

Turismo naturalistico
Alla base del viaggio ci sono l’osservazione, l’immersione nella natura e nelle culture tradizionali. La motivazione naturalistica non esaurisce le ragioni, per esempio, della vacanza in montagna. La presenza “di altri motivi di vacanza” e l’aspettativa di svolgere certe attività ci fanno individuare quattro tipologie di turismo naturalistico: ricreativo, attivo, rurale, educativo. Turismo ricreativo: la vacanza si basa essenzialmente su riposo e relax, con l’effettuazione di brevi passeggiate non impegnative, accompagnate da una breve visita a siti naturali e culturali. Turismo attivo: la vacanza prevede la pratica, anche occasionale, di attività sportive.
La pratica rende la vacanza apprezzabile e appetibile anche per chi non ha, come priorità, quella di fare sport: alletta il poter assistere a manifestazioni sportive in genere o visitare percorsi culturali e storici, ambientali e naturali. Anche con itinerari ciclistici, di trekking o di ippoturismo. Per turismo rurale si intende la ricerca della “cultura rurale”, intesa come componente importante della struttura motivazionale della vacanza. Questa ricerca può manifestarsi in vari modi: soggiorni in agriturismo (ed esercizi rurali in genere), partecipazioni ad attività rurali, percorsi attraverso itinerari enogastronomici, soggiorni in piccoli borghi rurali, partecipazione a corsi di cucina.
Il turismo educativo si concretizza quando tra le attività di vacanza non c’è solo l’osservazione ma anche l’apprendimento. Comprende la partecipazione a corsi sul campo riguardanti identificazione, conservazione e riabilitazione di specie naturalistiche diverse. Poi corsi di cucina locale, realizzazione di prodotti artigianali, restauro, corsi di musica, pittura, lingue, fotografia, apprendimento di nozioni sulla storia, arte e di approfondimento del patrimonio locale. Per tutto questo occorre concordare con Amministrazione Provinciale, CCIAA e tutti i soggetti privati coinvolti, specifiche iniziative che mirino a risultati concreti. Occorre quindi perseguire l’obiettivo di una maggiore sinergia con gli operatori del settore, per arrivare ad una valorizzazione di tutte le risorse ambientali ed enogastronomiche della nostra zona. L’integrazione dell’attività dei vari soggetti resta comunque alla base di ogni possibile rilancio turistico. Soprattutto occorre avviare al più presto iniziative concrete a sostegno delle imprese, realizzando infrastrutture indispensabili per la crescita del comparto. Sotto questo profilo, ciascuno deve fare la propria parte: anche le imprese hanno una responsabilità importante nel contribuire a rendere più attrattiva la propria offerta turistica e quella del territorio. Il patrimonio storico e naturalistico della nostra città non basta, da solo, a garantire un forte sviluppo del settore. Oggi è necessaria un’articolazione di servizi e di offerte diversificate e integrate, tali da intercettare la multiforme domanda espressa. Soprattutto è necessario saper costruire un’innovativa offerta turistica, basata sulla valorizzazione delle nuove capacità di integrazione e collaborazione tra imprese, per concretizzare nuovi livelli di crescita e competitività.

11.2 Valorizzazione e promozione dell’accoglienza

Azioni
Per ogni aspetto di valorizzazione e di promozione, per puntare a buoni risultati, occorre trovare nuove forme di collaborazione con gli assessorati all’urbanistica ed al commercio. La realizzazione di occasioni di incontro e studio può consentire l’individuazione di efficienti sinergie. Parallelamente, con Provincia, CCIAA e con le associazioni delle imprese agricole e degli agriturismi, vanno definite occasioni di studio per definire progetti di sviluppo per il turismo naturalistico.
In linea generale si può concludere che azioni comuni a tutti i punti fin qui evidenziati sono riassumibili nei punti che seguono.
– Favorire una politica dell’accoglienza, dove vengano promossi ed incentivati i percorsi formativi rivolti agli operatori pubblici e privati che operano nel campo turistico, come le guide turistiche, gli operatori delle strutture recettive e le agenzie di incoming, sulla base anche di figure nuove come gli steward urbani;
– Costituire laboratori di “progettazione partecipata” tra ente pubblico e categorie economiche produttive e sociali interessate, per programmare interventi di marketing urbano, con totem informativi;
– definire una nuova regolamentazione del sistema della segnaletica, con una revisione dei criteri da adottare per le insegne e le preinsegne commerciali e turistiche;
– ridefinire nei punti strategici della città la viabilità e la mobilità urbana, anche con un riesame della ZTL del centro storico;
– promuovere la collaborazione con i tour operator e le agenzie di incoming anche in forma associata (es. Mantova Tourism) per predisporre pacchetti turistici in grado di attrarre nuovi segmenti di turisti;
– definire il Piano Territoriale degli Orari (PTO) con la regolamentazione degli orari dei servizi, dei negozi, degli esercizi e dei musei, perché il visitatore ed il turista abbiano una sempre maggiore fruibilità dei luoghi monumentali, dei negozi e dei servizi di accoglienza ed informazione;
– rivedere la convenzione con la Provincia per l’apertura dello IAT, per evitare chiusure in periodi di grande afflusso turistico e per migliore l’accessibilità alla città, anche col potenziamento del bikesharing;
– potenziare la comunicazione e l’informazione del sistema Mantova, attraverso i canali già in essere e in sinergia con la Provincia di Mantova, quali Infopoint Catullo, Stazione ferroviaria, IAT, Casa del Rigoletto, grandi centri commerciali del territorio provinciale e della zona del Garda;
– sviluppare i canali della comunicazione on line, quali il portale del Comune di Mantova e l’infopoint online;
– incentivare il turismo giovanile con una nuova politica dei prezzi e con la definizione di una possibilità di accedere a nuove risorse economiche, anche in base alla normativa regionale e statale per la realizzazione di nuove strutture ricettive.

12 Sport e promozione della città

12.1 Politiche e promozione dello sport
Una consapevole ed efficiente politica per lo sport deve distinguere fra appassionati (chi di norma semplicemente gode dello spettacolo sportivo) e sportivi praticanti. Con una adeguata struttura sportiva, in genere si conciliano entrambe le esigenze. Da questo punto di vista, Mantova è già sufficientemente dotata di strutture sportive: il Palazzetto dello spor, il Palabam, il nuovo centro natatorio Dugoni, il centro canoa, il campo scuola e lo stadio Martelli, oltre ad innumerevoli altre strutture sportive già funzionanti. Per il momento non si ravvisa la necessità di arrivare a costruire un nuovo stadio, se non altro per i sacrifici economici che questo comporterebbe e per l’alterazione ambientale che dalla dismissione e dalla nuova costruzione deriverebbero.
E’ chiaro tuttavia che il Comune deve supportare il movimento con interventi di promozione e sostegno alle manifestazioni pubbliche più rilevanti, a partire dal rilancio di Minciomarcia e Maratonina. Allo stesso tempo, va dato sostegno alle società sportive più qualificate, quale contributo utile a consolidare le azioni di socializzazione e di promozione della persona nei settori dilettantistici e giovanili. Un’analoga azione di promozione va sviluppata per incentivare l’esercizio dell’attività sportiva nella terza età.
Nel complesso occorre sviluppare una concreta promozione sportiva – con interventi coordinati nei confronti delle diverse realtà locali, associative e istituzionali – per programmare tutte quelle iniziative che possano creare occasione di partecipazione sportiva a tutti i livelli. Inoltre occorre sostenere le società sportive e gli atleti più promettenti. Infine va seriamente perseguito l’obiettivo di portare a Mantova la sede di importanti manifestazioni sportive nazionali e internazionali.

12.2 Marketing e promozione della città
Marketing turistico
Mantova, grazie al suo patrimonio artistico, storico, culturale, architettonico, religioso, enogastronomico e naturalistico, è nelle condizioni migliori per sviluppare la propria vocazione turistica. Il recente riconoscimento della città da parte dell’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità non può che rafforzare le sue potenzialità. Si deve constatare che durante l’anno esiste un concentramento delle presenza turistica nei mesi di aprile e maggio, e quindi nei mesi di settembre ed ottobre. Questi periodi costituiscono le fasi critiche, e il punto di partenza per intervenire: in quei mesi la permanenza media è di un giorno e una notte. L’amministrazione comunale deve porsi l’obiettivo di aumentare sia il flusso turistico sia la durata delle presenze, per ottenere un aumento delle giornate e delle notti di soggiorno. Occorrerà sfruttare al massimo le potenzialità di accoglienza con l’organizzazione, durante tutto il corso dell’anno, di eventi diversi – come ad esempio le produzioni televisive e cinematografiche – in grado di generare una ricaduta economica e di rafforzare l’immagine esterna della città.

Promozione della città
I monumenti cittadini e i teatri – quali il Ducale, Palazzo Te, il Teatro Sociale e il Teatro Bibiena – sono i migliori testimonal della città, anche in funzione della promozione di un turismo congressuale.
Quanto alle rassegne, oltre a quelle che già vengono organizzate, è possibile spaziare liberamente: un festival mondiale dei film dello Sport, un summit internazionale di premi Nobel, un meeting dei sindaci europei o del mondo, raduni nazionali di forze armate, un incontro con i Vigili del Fuoco di New York sui temi della sicurezza. Oppure si può pensare alle giornate della memoria, come valorizzazione e studio del patrimonio ebraico mantovano, con riflessioni su aspetti della storia e dell’attualità.
L’enogastronomia mantovana, i prodotti tipici, i ristoranti ai vertici mondiali delle guide di settore e la riconosciuta eccellenza della nostra cucina devono diventare il collante della godibilità di Mantova. Si intende istituire il premio “Mantova città delle Stelle Enogastronomiche” e organizzare un premio giornalistico televisivo a tema con riferimenti culturali o sportivi: Virgilio, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, Rigoletto e Nuvolari offrono solo l’imbarazzo della scelta. Occorrerà cercare di fare di Mantova la sede dei campionati italiani ed europei di canoa e canottaggio. Allo stesso modo si cercherà di far diventare Mantova sede di Casa Italia per gli allenamenti delle varie nazionali di pallavolo, pallanuoto, canottaggio e canoa. L’intento di base è quello di stimolare l’attenzione dei mezzi di comunicazione di tutto il mondo su Mantova, attraverso eventi unici e di alta qualità, capaci soprattutto di stimolare nuove emozioni.

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