Osservazioni alle “Linee Programmatiche“ dell’amministrazione Sodano
Le linee programmatiche del mandato amministrativo 2010/2015 ,dal titolo affermativo “ Mantova cambia “ sono esposte in 12 capitoli, di ben 71 pagine ; questi propositi ,che l’amministrazione Sodano intende attuare , sono definiti “… guida per tutta l’operatività del governo comunale nei cinque anni di mandato .”
La filosofia del mutamento è riassunta nelle cinque pagine iniziali a firma del sindaco con l’esposizione di concetti generali sul momento “ gravido di difficoltà “ (… crisi mondiale ; migrazioni di grandi masse di popolazione; crisi ambientale.. ) che possono essere condivisibili ma entrando nello specifico locale emergono le diversità che sono connaturate ad una visuale differente sia della nostra città che di chi la abita .
Ci si potrebbe obiettare che “ la nuova maggioranza “ è stata “.. indicata dagli elettori.. “oltre che“ ..come risposta alle esigenze di rivitalizzazione della città e come sbocco della domanda di innovazione espressa da ampie fasce di cittadini “ . E’ ,certamente, vero che , in democrazia, i cittadini , con il voto , decidono a chi competa il governo della comunità ma non è altrettanto veritiero e accertato che la “ rivitalizzazione e l’innovazione “ della ns. città siano soltanto tipiche peculiarità di chi ha votato per la “ nuova maggioranza “di centro destra .
Alcuni punti esposti sono o contradditori o indeterminati o scontati come quando si afferma che :
– “ va valorizzata una prassi concreta per il rafforzamento del rapporto fra pubblico e privato , che può avvenire in vari modi ……. con l’introduzione del principio della sussidiarietà nel campo dei servizi oppure coinvolgerli , nel rispetto delle indicazioni di legge , in alcune specifiche iniziative “oppure affermando che “ va adeguatamente ampliata e resa effettiva la partecipazione dei cittadini in ordine ad alcune importanti scelte a rilevanza pubblica ( quali? ) , che nel tempo dovranno essere effettuate ( quando? ) .
– “ ..Mantova esprime complessivamente un alto livello di benessere e di ben vivere …
ed alcune righe sotto “ ..è per molti versi una città in decadenza ….isolata e lontana dalle logiche di sviluppo che animano i capoluoghi confinanti…. ”.
– “..la qualità del rapporto fra ente pubblico e cittadino . Ne deriva la necessità di instaurare un buon rapporto dell’amministrazione , e dei suoi apparati, con tutti i cittadini ( !!) ( ” Il comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità,ne cura gli interessi e ne coordina lo sviluppo “ – art.3 comma 2° della 267/2000 ) : obiettivo compiutamente realizzabile solo quando le persone si sentono direttamente impegnate e avvertono di essere partecipi di un progetto comune ..”e diverse righe più sotto si prende atto che “ non sono più funzionanti gli organi di partecipazione circoscrizionale …viene- però- assunto l’orientamento di mantenere , sia pure in forma più agile, le strutture burocratiche esistenti.”
– “..va ricordato che gli adeguamenti di programma dovranno tener conto di molti aspetti (..disponibilità finanziarie effettive,..stati di avanzamento e realizzazione ,..di deliberazioni già assunte …).. Allo stesso modo dovranno essere via via rivisti i livelli di priorità delle scelte che nel tempo dovranno essere assunte ” anche se , “ nel tempo i contenuti del documento devono restare entro i margini di un’effettiva coerenza rispetto agli intenti originari …”. In sostanza, certezze non ce ne sono in quanto il programma parrebbe “ itinerante “e “ adattabile “ alla bisogna.
Il primo capitolo riguarda la “ Cultura ,gemellaggi,partecipazioni ,sicurezza “.
Il cosiddetto “ cappello “ introduttivo sulla cultura che occupa ,quasi tutta, la pagina sette, essendo di carattere generale, è condivisibile . Si ricorda , senza polemiche , che sul ruolo della città si è passati dal più volte citato “ volano “, di burchiellariana memoria , all’attuale nuovo ruolo di “ faro “ . Forse una visione più realistica ( che non vuol dire riduttiva ) non stonerebbe !
E’ condivisibile il “ rafforzamento del ruolo del Polo Universitario …” visto che l’Ente in quanto fondatore e finanziatore ( da affrontare il discorso della partecipazione dei privati e di tutti e settanta gli ee.ll.), ha titolo per individuare e sostenere percorsi universitari e di alta formazione post diploma per la specializzazione in linea con le possibilità di sviluppo della ns.città sia nei campi dell’agricoltura,della chimica , di nuove tecnologie e del settore culturale.
Al pari dovrà porsi l’obiettivo concreto di garantire un adeguato numero di alloggi agli studenti che frequentano l’Università (es. creazione di un’agenzia per gli affitti) portando a soluzione con gli “ Istituti Gonzaga “ la proposta di studentato all’interno del plesso, da tempo, in disuso. Si concorda sull’ostello della gioventù ( carenza ultraventennale ) che deve essere, subitamente, definito sotto l’aspetto logistico,economico e progettuale .
Abbiamo perplessità sulla proposta di approccio ai “ grandi eventi e grandi mostre “ in quanto questa politica , seguita anche in passato, non ha cambiato nulla nella vita delle persone e nella loro possibilità di accedere alla cultura. I grandi eventi, in misura infinitesimale , influiscono sulla vita vera delle città,sulle persone,sulle comunità, sulle periferie, sui bisogni quotidiani; sulla possibilità di arrivare alla cultura nel proprio quartiere, nel rispetto dei tempi di vita e delle possibilità economiche di ognuno . Molto spesso rappresentano , invece, la precarietà del lavoro e della cultura. L’ormai avviata mostra di “ Giulio Romano “ dovrà riuscire a contemperare il luogo più connaturato al suo svolgimento con un oculato uso delle risorse pubbliche ed un coinvolgimento , il più ampio e concreto possibile, dell’intera imprenditoria.
Si concorda sul “ piano di conservazione programmata , con interventi sia ordinari che straordinari di Palazzo Te “ . Si deve passare dalle parole ai fatti per quanto riguarda i “ nuovi spazi espositivi “ di cui da anni si parla e devono essere concretizzati ( quali,quando,come ?)
i previsti “ interventi importanti su alcune strutture monumentali “.
Sui “ Gemellaggi e partnership culturali “ si prende atto del quadro esposto suggerendo una sinergia con l’Amministrazione provinciale .
Sulle “ Partecipazioni “ si ritiene corretto l’iter proposto ( piena conoscenza ed aggiorna-
mento di tutte le partecipazioni con analisi sia economica che giuridica ) mentre sugli obiettivi e criteri si osserva che la proposta della “ istituzione di una sistematica prassi di consultazione con l’amministratore interessato “ di per sé condivisibile per un necessario coordinamento e che dovrebbe essere svolta dal Sindaco( o da suo delegato) in quanto, nel ns. caso, detentore della delega oltre che della nomina del rappresentante è non solo insufficiente ma anche lesiva delle competenze del Consiglio comunale come richiamato dall’art.50 comma 8 e dall’art.42 commi 1°, e 2° lettere e), g), m). della L.267/2000. Essenzialmente deve esserci un effettivo ruolo di controllo del Consiglio comunale e non della sola giunta.
Noi siamo affinché i Servizi pubblici locali abbiano forme gestionali non ricorrendo a strumenti di diritto privato ma a quelli di diritto pubblico e che perseguano, stante l’attuale situazione di crisi, i seguenti risultati:
– il blocco delle tariffe per almeno tre anni (2011/2012/2013) applicando una moratoria sull’aumento dei costi di acqua, rifiuti e gas;
– la difesa dei livelli occupazionali con l’applicazione dei ccnl di categoria per tutti i dipendenti ; il ricorso alla tipologia contrattuale del tempo indeterminato; il superamento di forme di precarietà,esternalizzazione,atipicità;
– la gestione orientata al perseguimento di specifici obiettivi ambientali , caratterizzata dal risparmio delle risorse ( acqua ed energia ) ,l’esclusione di ipotesi di incenerimento a favore della raccolta differenziata e del riciclaggio, l’utilizzo di energie alternative;
– la gestione democratica e trasparente delle società pubbliche che svolgono questi servizi , che vuol dire : 1)nomina di amministratori competenti e non di “lottizzazione delle cariche “ 2) che sia il Comune a governare le proprie Aziende e non viceversa; 3) che si attivino strumenti di partecipazione e di controllo dei cittadini utenti sulla qualità e sulle tariffe/costi dei servizi erogati.
Il tema della sicurezza è sicuramente un altro leit motive che viene utilizzato dalla destra e , nel nostro caso , principalmente dalla Lega , quotidianamente ed ossessivamente.
Il problema della sicurezza dei Cittadini va affrontato e non ci sono margini per speculare né statistiche che tengano. Si tratta di un problema serio che deve essere valutato in tutta la sua portata e non, come si è fatto , per motivi elettorali o ,come erroneamente si può pensare, per non lasciare mano libera alla Lega e alle destre su questo argomento.
Va affrontato seriamente perché è un problema reale di una grossa parte dei Cittadini e per i soggetti colpiti personalmente o nei loro affetti più cari, non è e non può essere una consolazione la circostanza che si tratta di un fenomeno sempre esistito e non significativamente aumentato secondo le “statistiche” nazionali ed anche locali.
Tra l’altro non ci sarebbe libertà ed uguaglianza se non fossero garantite, in primo luogo, la salute e la sicurezza per tutti i Cittadini indistintamente.
Riteniamo che sia necessario elaborare politiche serie di prevenzione e repressione di fenomeni delinquenziali capaci di attentare alla vita o al benessere psico-fisico dei ns. concittadini: pensarla diversamente significherebbe costringere i cittadini ad aderire ad altre impostazioni ed a richiedere altre misure come , purtroppo, sta succedendo.
Un chiaro e preciso programma di tutela della sicurezza ,quartiere per quartiere , deve essere elemento imprescindibile dell’amministrare . Pertanto, riteniamo che il settore della Polizia Municipale debba essere disponibile ,ad ogni orario, per le richieste di aiuto così dicasi per le assistenti sociali che devono essere disponibili ad ogni collaborazione con i Cittadini .
Il Comune dovrà approntare un’ attività di formazione e sensibilizzazione del proprio personale sul tema della sicurezza di modo che venga percepita una presenza costante, continua da parte della cittadinanza e dovrà essere aperto alla massima collaborazione con le forze di sicurezza preposte
e dislocate sul territorio comunale che restano le uniche competenti in materia .
Si tratta , a ns. giudizio, di ribaltare ogni impostazione di tipo securitario tesa alla militarizzazione del territorio e ragionare sulla (ri)costruzione di socialità come strumento di prevenzione e recupero della devianza.
Questo significa che dovremo investire molto sulle misure di inclusione sociale , di potenziamento delle attività educative, attivando maggiori sinergie con gli istituti scolastici, e dovremo garantire tutela dei diritti dei migranti al pari dei concittadini nativi della ns. comunità.
Purtroppo il dibattito odierno si è attardato ,sull’ordinanza antiaccattoni, sulla videosorveglianza da estendere, in più luoghi possibili, nella ns. città , sull’arma in dotazione alla polizia municipale .
La nostra proposta vuole sparigliare queste pseudo soluzioni attraverso il coinvolgimento delle forze sociali ed associative impegnate ,da tempo, su questo versante e presenti nella ns.realtà territoriale.
Solo così il tema della sicurezza potrà cessare di essere il cavallo di battaglia per politiche razziste e securitarie rese più pericolose dalla approvazione di norme che ampliano i poteri di ordinanza del Sindaco quale ufficiale di governo e, quindi, su materie di competenza dello Stato centrale.
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Noi siamo convinti che le ordinanze dei sindaci contro i barboni o gli accattoni o per la chiusura di pubblici esercizi frequentati da presunti disturbatori della quiete pubblica o per il facile smantellamento, senza alternative, dei campi rom, o il brandire la questione dell’immigrazione come elemento identitario per enfatizzare paure, che poi tornano sotto forma di consenso, sono solo palliativi in quanto non si sono accompagnati, da parte di chi li hanno assunti , alla progettazione di veri interventi in tema di sicurezza.
Se si individuano nello straniero e nel diverso le cause e gli autori della criminalità, eludendo il tema delle vere cause che ruotano intorno agli interessi della criminalità organizzata (..traffico internazionale di droga ; riciclaggio di denaro sporco legato ad interessi speculativi e di elusione fiscale in campo immobiliare e commerciale; di forza -lavoro a basso costo od in nero ….) e non si utilizzano le strade più razionali dell’apertura ai diritti , della socialità , dell’inclusione sociale come il voto alle amministrative per i migranti , non si affronta il problema della sicurezza dei cittadini, ma solo quello di “ordinanze immagine” utili per accrescere il consenso elettorale e la popolarità dei nuovi pseudo “ sceriffi “o di “ falchi “nostrani .
Cosi si sono innestate “ guerre “ contro i presunti unici responsabili delle azioni criminali, degli stupri e delle rapine, individuati principalmente negli extracomunitari e nei rumeni.
Un’assurda guerra tra i penultimi e gli ultimi della società, che hanno determinato solo pericolose tensioni e persecuzioni, alimentando odio e non coesione sociale.
Il secondo capitolo riguarda l’ambiente e pari opportunità.
Pure questo capitolo è discorsivo e molto sulle generali ,con vari concetti condivisibile . Sorgono, però , perplessità leggendo che “ L’inquinamento va ridimensionato a partire dalle industrie , con accordi che vanno rispettati con controlli costanti e rigidi “, stante l’indeterminatezza della breve affermazione .
Tenuto conto delle non sopite polemiche all’interno della Giunta , intendiamo riaffermare alcuni basilari concetti che abbiamo sostenuto in tutti questi anni :
– riteniamo necessario evitare la deindustrializzazione della città attraverso la riqualificazione e l’ammodernamento tecnologico ed ambientale delle attività del polo chimico industriale, impedendo che si realizzi un “ deserto industriale “ con la perdita di attività basilari per la vita economica e sociale della ns. comunità. A tale riguardo l’Amm.ne deve intraprendere subitanei contatti per ottenere uno specifico e cogente piano , in primo luogo, da parte di Eni ;
– le aziende , anche con il contributo dello Stato, devono essere disponibili a realizzare gli interventi di bonifica ambientale così come previsto dall’art.9 della Direttiva 2000/60 CE ;
– le aziende devono garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali;
– è da ridefinire l’accordo di programma con le Istituzioni competenti e con le Aziende interessate in modo da stabilire tempi, competenze,risorse economiche e modalità d’intervento in grado di garantire la realizzazione di messa in sicurezza e bonifica dei siti;
– va elaborato un Piano industriale d’area con la definizione degli investimenti su impianti e processi che le Aziende intendono realizzare nei prossimi anni;
L’affermazione “ l’obiettivo di una mobilità sostenibile è rendere la città più libera dal traffico “ va a cozzare con la decisione assunta dall’Amministrazione di riapertura delle ztl a cui siamo totalmente contrari.
Si asserisce che “ Durante questo mandato sarà necessario evitare di ridurre gli spazi verdi esistenti “ prevedendo , nella pagina seguente , che “ Zona Migliaretto : vanno stretti accordi con Enac per la gestione dell’area e la sua riqualificazione anche in termini funzionali , valutando le eventuali esigenze di tipo aeroportuale della città “ .
Da sempre riteniamo che l’intera area debba essere acquisita al patrimonio comunale facendone un tutt’uno , come area verde attrezzata, con il Bosco Virgiliano.
Il terzo capitolo riguarda Bilancio e Personale.
Osserviamo che si accenna “ alla manovra finanziaria varata dal governo per il 2011 , che prevede tagli ai trasferimenti agli Enti Locali nell’ordine di alcuni miliardi di euro “ e su tale pesantissima azione non si esprime il benché minimo giudizio se non prevedendo una generica “ razionalizzazione e contenimento della spesa “ che parrebbe, successivamente ,contraddirsi scrivendo che “ verrà comunque fatto il massimo sforzo per non inasprire il peso fiscale a carico dei cittadini . Al riguardo , verrà anche praticata una politica di riduzione per alcune voci dell’imposizione a carico delle categorie più deboli : ad es. anziani ,coppie giovani e famiglie nel disagio “.
Alcune righe sotto circa “ gli utili derivanti dalle società di capitale controllate dal comune “ si tenta di fare “ i giochi dell’illusionista “ affermando che “ si terrà soprattutto conto delle finalità di ogni singola società , avendo presente che la logica della buona erogazione dei servizi dovrà prevalere su quella del profitto .L’obiettivo in questi casi resta comunque sempre quello di minimizzare i costi “.
Di nuovo ci troviamo di fronte all’aleatorietà degli impegni che si vorrebbero assumere , facendo anche affermazioni valoriali che però , a conti fatti, tali restano.
Sul patrimonio comunale si va in controtendenza rispetto agli ultimi cinque anni sposando le scelte scellerate delle due giunte Burchiellaro che hanno svenduto diversi beni pubblici storici ed artistici.
Il quarto capitolo tratta di Opere Pubbliche.
Se è anche possibile convenire sulla “ premessa “ poi , andando avanti nella lettura ed entrando nell’analitico, prevale -daccapo – sia la genericità ( …” la programmazione dei lavori deve tener conto delle esigenze espresse ( da chi ? e quando ? ) affinché sia possibile garantire la copertura delle più pressanti esigenze chiaramente rilevate ( idem ) che la vaghezza delle proposte ( “ al riguardo resta da valutare la soluzione di un passaggio immerso (!?) a Fiera Catena , come avvio di un percorso di smistamento del traffico lungo l’argine Maestro “!).
E’ indubbio che occorre una Programmazione che è basilare specialmente nel campo delle opere pubbliche.
Come “ azioni immediate “ proponiamo l’allargamento del cavalcavia ferroviario con la realizzazione di una rotatoria in corrispondenza di viale Pompilio e strada Sabbionetana. Questo oltre a risolvere una “ strozzatura “, che si riverbera fino al Ponte dei Mulini , consentirebbe a chi proviene da queste ultime vie di svoltare a sinistra per raggiungere Belfiore, il cimitero, gli Angeli. L’allargamento della strada, inoltre, permetterebbe la prosecuzione della ciclabile Angeli – Belfiore fino alla città, la realizzazione di marciapiedi, mettendo in sicurezza l’ingresso della città.
Gli attraversamenti pedonali in tutto il territorio comunale sono troppo lunghi ed i veicoli troppo veloci ; il tempo impiegato dai pedoni ad attraversare è troppo elevato (rispetto alla velocità dei veicoli); quando un pedone si trova a metà carreggiata dall’altra parte continuano a passare le auto. Inoltre la sosta delle auto avviene troppo vicino agli attraversamenti pedonali impedendo la vista dei pedoni(soprattutto i bambini) che stanno per iniziare l’attraversamento stradale. Proponiamo di prolungare i marciapiedi collegandoli tra loro in modo da unire ininterrottamente i due lati della strada con un tratto elevato rispetto alla quota stradale; questo servirebbe da rallentamento agli autoveicoli ( “ sopraelevazioni di dissuasione …”) in modo che in prossimità dei passaggi pedonali le auto possano rallentare quando vedono un pedone o un ciclista che ha intenzione di attraversare.
L’opera di gran lunga più importante e prioritaria è rappresentata dal completamento a est del sistema tangenziale di Mantova con la realizzazione del tratto Pietole – Valdaro in grado di collegare il tratto Nord della tangenziale all’Asse interurbano a sud di Mantova.
Quest’ultimo, l’Asse a sud, deve essere opportunamente prolungato in quanto attualmente non fa altro che scaricare il traffico sulla Cisa in direzione della città o di Virgilio senza nessuna funzione di alleggerimento della viabilità di attraversamento.
Non siamo pregiudizialmente contrari alla Tangenziale Ovest , previo lo studio del tracciato e l’esame delle varie compatibilità ambientali ed alla luce degli “ ipotetici “ benefici che deriveranno dal completamento del sistema ad est.
Al tempo stesso, a livello cittadino, si rendono necessari due interventi attesi da tempo e da effettuarsi entro il 2012 : l’allargamento del Cavalcavia di Belfiore, di cui abbiamo già parlato sopra e il ponte di Fiera Catena ( un ponte leggero a servizio del Quartiere inteso quale completamento della circonvallazione cittadina finalizzata a sgravare sia il Quartiere che l’asse C.so Garibaldi -Via Trieste , dal traffico di attraversamento ), di cui si parla fin dagli anni settanta . Su quest’ultimo riteniamo di condividere quanto richiesto dal Comitato Fiera Catena sia nel 2003 che nel 2007 con le osservazioni al PUT.
Ci permettiamo di “ insistere “ sul ponte di Fiera Catena rilevando che era già stato ritenuto “ inevitabile “ dai migliori progettisti che hanno partecipato al concorso per Fiera Catena del 1982 ma “ a servizio del quartiere “ soltanto nel senso di struttura necessaria per “ scaricare dal traffico di attraversamento Via Fondamenta, Via Trieste e Corso Garibaldi nei due sensi,restituendo così la direttrice Corso Garibaldi ad un traffico propriamente urbano “ ( dalla relazione del gruppo Arrigo Rudi , che propone , addirittura, un tunnel). Ponte o tunnel sarebbero , in realtà, “ a servizio “ non tanto del Quartiere , ma dell’intera città , perché permetterebbero il completamento ad est della circonvallazione esterna al centro abitato.
Resta confermata la contrarietà alle autostrade Tibre e Mantova–Cremona, assolutamente inutili sul piano viabilistico e pesantemente impattanti sul piano ambientale e territoriale.
Riteniamo che non si debba procedere alla realizzazione del sottopasso veicolare di Viale Pitentino, P.za Don Leoni, Via Bettinelli, mentre siamo favorevoli ad un sottopasso pedonale, in Piazza Don Leoni ,che raggiunga la stazione ferroviaria e prosegua fino alla sponda del Lago Superiore .
Per quanto concerne l’area di Porta Cerese ed il relativo sottopasso ferroviario , non siamo pregiudizialmente contrari all’intervento ma riteniamo che prima vada realizzata la Tangenziale Est, ( come sopra riportato ) e che , dopo, se ne possa valutare o meno la necessità.
Circa il sottopasso facciamo , sommessamente, rilevare che sancirebbe strutturalmente e definitivamente Porta Cerese come ingresso preferenziale e veloce in città e , conseguentemente, Corso Garibaldi e Via Trieste come asse preferenziale di attraversamento sud/nord , ricadendo nell’attuale insostenibile situazione, “ per secoli…” a venire .
Escludiamo , da sempre ,l’ipotesi di una “ bretellina “ al Migliaretto ,in quanto l’ area (che dovrà essere acquisita dal Demanio ) deve restare area verde attrezzata , in continuità con il Bosco Virgiliano, come già ribadito.
Circa lo Stadio “ Martelli “ va, immediatamente, verificata la fattibilità e l’economicità di una sua ristrutturazione collegata strettamente al “ piano di sicurezza “ ( le attuali misure di sicurezza a noi paiono assurde e controproducenti ), individuando tutte le misure (parcheggi ecc.) atte a garantire che la permanenza dello stadio non risulti penalizzante , com’è stato finora ,per la città .
Non è più rinviabile un ristudio dell’intera area di Porta Cerese ,escludendo ulteriori interventi dal pesante impatto ambientale ed urbanistico ( vedi Centro Servizi ex Bam o ex Scia ) e prevedendo una ricucitura ed armonizzazione , quasi un tutt’uno , con il comparto di Palazzo Te.
Dal punto di vista dei PARCHEGGI :
– va rivisto il Piano Porta Mulina per destinare, prioritariamente, quell’area a parcheggio di interscambio, aumentando il numero dei posti auto progettati . Il piano particolareggiato di recupero deve essere compatibile con il profilo della città e con le destinazioni d’uso del comparto.
– Va previsto un parcheggio di interscambio per chi proviene da Cremona.
L’aspetto fondamentale è dato dal fatto che le strutture destinate a parcheggio di interscambio vanno realizzate alle porte della città in modo da consentire il raggiungimento del centro attraverso appositi bus navetta.
Va realizzato un parcheggio nei pressi della Stazione Ferroviaria,a disposizione dei pendolari ; ciò deve avvenire acquisendo le attuali aree dimesse “ ex distributori “ adibite, da un ventennio, a “parcheggio selvaggio “.oltre che verificare anche gli spazi “ ex dogana “ sempre compresi nel sedime ferroviario.
Infine, un impegno straordinario, in termini di intervento sui livelli Istituzionali competenti (Regione in primis), va garantito sul fronte dei TRASPORTI FERROVIARI che,nella ns.città, versano in una situazione da “terzo mondo”.
– Il Comune unitamente all’Amministrazione provinciale, deve aprire -celermente e con serietà, una interlocuzione/ contenzioso con lo Stato ed in particolare con Ferrovie Italiane e con la Regione perché si incrementi il numero di corse verso i servizi nazionali ,interregionali e regionali , riguardanti- soprattutto – i collegamenti quotidiani con Roma e Milano .
Con la Regione è da risolvere il problema delle carenze ( treni soppressi,ritardi,sovraffollamento, vetture vetuste e sporche ecc.) ormai, quotidiane che subiscono i pendolari,i lavoratori e gli studenti ,in special modo ,sulla linea Mantova/Milano.
– Il reperimento delle risorse necessarie va attinto, in parte, a quelle per le linee TAV non ancora realizzate e con un incremento degli stanziamenti previsti dal bilancio regionale.
– E’ da concludere , in tempi certi, la trattativa con Ferrovie Italiane e con l’Amm.ne Prov.le per la progettazione e l’avvio dei lavori per la nuova fermata ferroviaria nella zona di Borgochiesanuova ( vedi PRU ) in prossimità del plesso scolastico ITIS come non è più rinviabile l’inizio dei lavori relativi alla nuova fermata autobus prospiciente l’insieme dei plessi scolastici.
Il Comune , nell’ambito della programmazione finanziaria pluriennale ed annuale, redigerà anche il Bilancio Sociale e Ambientale per una mobilità sostenibile. Il bilancio dovrà evidenziare i costi umani, sociali, sanitari, ambientali, economici e gli sprechi che i trasporti producono sui cittadini e sul territorio fissando, al contempo, gli obiettivi di cambiamento da inserire nel Piano Urbano di Mobilità ed anche negli strumenti urbanistici. Tale procedimento deve avvenire attivando gli indispensabili canali partecipativi con la cittadinanza e l’utenza interessata nonché con le relative associazioni .
Il quinto capitolo concerne l’ Urbanistica .
Il Comune deve porre al centro delle proprie finalità la difesa dell’ambiente come valore in grado di creare benessere e opportunità di lavoro. Occorre una nuova cultura politico-istituzionale incentrata sulla tutela del bene comune ( ambiente,territorio, paesaggio ) che contrasti le subculture dell’individualismo,dell’affarismo, della crescita senza qualità.
Chiediamoci se è’ possibile ragionare sul concetto di bene comune applicato alla città?.
Noi siamo convinti di si, prendendo in prestito quanto ha, recentemente, scritto Edoardo Salzano( urbanista,amministratore pubblico,docente universitario,giornalista):“ La città non è semplicemente un aggregato di case , è un sistema nel quale le abitazioni, i luoghi destinati alla vita e alle attività comuni ( le scuole e le chiese, le piazze e i parchi, gli ospedali e i mercati , ecc.) e le altre sedi delle attività lavorative ( le fabbriche,gli uffici ) sono strettamente integrate tra loro e servite nel loro insieme da una rete di infrastrutture che mettono in comunicazione le diverse parti tra loro e le alimentano di acqua,energia,gas. La città è la casa di una comunità. Essenziale perché un insediamento sia una città è che esso sia l’espressione fisica e l’organizzazione spaziale di una società, cioè di un insieme di famiglie legate tra loro da vincoli di comune identità, reciproca solidarietà, regole condivise….E’ una città che si fa carico delle esigenze e dei bisogni di tutti i cittadini , a partire dai più deboli, che assicura a tutti un alloggio a un prezzo commisurato alla capacità di spesa di ciascuno che garantisce a tutti l’accessibilità facile e piacevole ai luoghi di lavoro ed ai servizi collettivi . E’ una città nella quale i servizi necessari ( l’asilo nido ,la scuola, l’ambulatorio, la biblioteca, gli impianti per lo sport ed il verde pubblico , il mercato comunale ed il luogo di culto ) sono previsti in quantità e in localizzazioni adeguate , aperti a tutti i cittadini indipendentemente dal loro reddito, etnia,cultura,età,condizione sociale,religione, appartenenza politica , e nella quale le piazze sono luogo d’incontro aperto a tutti i cittadini ai forestieri ,libere dal traffico e vive in tutte le ore del giorno, sicure per i bambini, gli anziani , i malati , i deboli. Ed è una città nella quale le scelte di governo sono condivise dai cittadini : essi partecipano alla gestione del potere non solo in occasione delle elezioni ma in ogni momento significativo delle scelte. In essa perciò devono essere garantiti la trasparenza del processo delle decisioni che la riguardano e la possibilità dei cittadini di esprimersi ed ottenere risposte. Tutto ciò richiede ai cittadini stessi di imparare a conoscere gli obiettivi , gli strumenti, le procedure,le risorse mediante cui si agisce nella città : quelli che sanno ( i tecnici , i sapienti ) devono impegnarsi a fornire le loro conoscenze liberamente . Realizzare e far funzionare una simile città è l’unico modo per ottenere, nel futuro e per tutti , il diritto alla città , nei due aspetti dell’appropriazione del suo uso ( valore d’uso e non valore di scambio ) e di partecipazione piena al suo governo “.
Leggiamo che : “ L’amministrazione comunale deve mettere in secondo piano le politiche espansive concepite in funzione della necessità esclusiva di incamerare oneri di urbanizzazione …”ma perché questo non siano solo..parole. ( vedi la recente approvazione dei due piani attuativi “ Butangas 1 e 2 “ che erano stati “ cassati “ dalla precedente amministrazione ) riteniamo che il Comune , attraverso lo strumento del P.G.T. deve opporsi , con forza, a modelli di sviluppo fondati sulla speculazione territoriale sia in termini di urbanizzazione edificatoria incontrollata sia di insediamenti produttivi inquinanti ,come è avvenuto in passato . Pertanto la “ filosofia generale”, deve essere quella di escludere nuove lottizzazioni e di puntare sulla riqualificazione ed il recupero dell’esistente.
Va rilanciata la programmazione urbanistica ,la pianificazione della città e del territorio attraverso lo strumento del P.G.T. con una precisa normativa sulla destinazione d’uso dei suoli che contrasti la nefasta prassi dell’urbanistica contrattata ( “liberare “ le decisioni sul territorio dai vincoli di regole dettate dall’interesse comune utilizzando i meccanismi di mercato ) , praticata da metà degli anni ottanta , ed a favore “dell’urbanistica programmata “dove l’Ente svolge il proprio precipuo ruolo di programmatore e portatore degli interessi dell’intera comunità, non dimenticando che esistono diritti comuni e non solo individuali e che tra questi diritti c’è anche quello di poter godere di una città ordinata,funzionale, bella, resa tale indipendentemente dagli interessi materiali di un gruppo di cittadini ( .. proprietari immobiliari ). Programmazione e pianificazione sono l’unico strumento capace , ove correttamente impiegato da chi governa, di raggiungere quegli obiettivi di interesse comune di cui si è detto sopra . Viceversa ,per il proprietario immobiliare, sono un intralcio , uno dei “ lacci e laccioli “ di cui occorre liberarsi.
Noi siamo perchè l’Ente punti al raggiungimento dell’obiettivo del “consumo di territorio zero”, iniziando da un drastico contenimento delle volumetrie e puntando sulla riqualificazione e il recupero del molto che già esiste.
Il Comune deve inquadrare la tutela e la gestione del paesaggio in principi statutari condivisi e sottratti alla “ variabilità e mutevolezza “ della pianificazione territoriale.
Siamo contrari alla “logica delle grandi opere” e vogliamo, invece, che le risorse vadano indirizzate alla cura e alla messa in sicurezza dell’intero territorio comunale .
Il risparmio e l’uso attento delle risorse ambientali possono e devono costituire i prerequisiti concettuali, politici e programmatici di un nuovo governo del territorio. Noi siamo per il recupero e la riqualificazione della ns.città esistente, attraverso la manutenzione, il restauro ed il riuso dell’immenso patrimonio di valore storico ed ambientale di cui è dotata.
Il Comune deve ritornare ad esercitare il proprio ruolo pubblico di controllo relativamente agli oneri di urbanizzazione e alla monetizzazione sostitutiva delle aree standard. E’ diventata ,purtroppo , prassi consolidata che il comune non introiti l’ammontare degli oneri di urbanizzazione dovuti dagli attuatori ma che gli stessi li usino per realizzare direttamente le opere di urbanizzazione E’ una scelta politica che noi non condividiamo in quanto sottrae al controllo del Comune la realizzazione di queste opere ed i relativi costi.
Visto che l’art.45 della L.R.12/2005 stabilisce che “ ….gli interessati possono ( e non devono) essere autorizzati a realizzare direttamente una o più opere di urbanizzazione primaria e secondaria ..” riteniamo che l’ Amm.ne proceda alla modifica delle norme e dei regolamenti, precedentemente assunti, provvedendo,tramite la propria struttura Tecnica ad esercitare il proprio ruolo programmatorio e di controllo. Uguale discorso per quanto concerne le cosiddette aree standard e la possibilità di monetizzarle . L’Amm.ne deve escludere la possibilità della monetizzazione salvo casi particolarissimi ed a sua totale discrezione.
E’ necessario proteggere quel patrimonio comune che sono le risorse idriche ( di cui il ns.territorio comunale ne beneficia per volere della natura ) al fine di continuare ad assicurare una distribuzione di acqua potabile di qualità per tutti ,a prezzi congrui e accessibili.
E’ da ridurre, ulteriormente, la perdita annua (circa 19%) della rete idrica comunale .
Il servizio di collettamento e depurazione delle acque reflue deve essere esteso al 100% della popolazione del territorio comunale.
Per quanto concerne il risanamento delle acque superficiali ed il recupero della balneabilità dei Laghi , problema – da tempo remoto – non ancora risolto ( anche alla luce della condivisa petizione sottoscritta, non molto tempo fa , da migliaia di cittadini ) riteniamo che il Comune debba porlo
quale massima priorità assumendo l’impegno che entro la conclusione del mandato amm.vo emerga dai campionamenti, un reale e significativo miglioramento qualitativo delle acque sia a monte che a valle dei Laghi di Mantova .
A proposito del problema della sicurezza idraulica della Città essendo Mantova ,così come si è conformata, “ una città d’acqua “ e pur essendo stati costruiti – nel corso dei secoli – grandiose opere idrauliche ( vedi di A. Pitentino, lo scaricatore “vaso di porto” e lo sbarramento di Governolo; di recente il Diversivo del Mincio ecc. ) che ne garantiscono la sua salvaguardia, sussiste la necessità che il Comune, in stretto collegamento con gli altri Enti preposti ,vigili ed intervenga onde salvaguardarne questa storica specificità.
Il sesto capitolo riguarda la Pubblica Istruzione e politica della casa.
Condividiamo l’impegno dell’amministrazione di “ ..reperire e mettere a disposizione fondi per i più evidenti e immediati problemi di edilizia scolastica ..” come “ definire adeguati interventi per un aumento dei posti disponibili negli asili nido e nelle scuole materne ..” nonché “ ..la costruzione di un nuovo asilo e di una scuola materna ..”.
A tal fine vanno stanziate adeguate risorse per finanziare i lavori necessari alla messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici comunali, definendo un crono programma, da attuarsi entro metà mandato.
Stante la situazione di riconosciuta ed oggettiva difficoltà economica in capo all’Ente a seguito dei tagli decisi dal governo, si tenderà a ridurre i finanziamenti alle scuole private ( che provocano distorsioni e disuguaglianze ), rafforzando il ruolo della scuola pubblica sia statale che comunale e rendendo esigibile a tutti il diritto allo studio come viene garantito dalla nostra Costituzione.
Il Piano del diritto allo studio deve essere sottratto alle semplici logiche ragionieristiche e deve essere inteso, invece, come uno strumento attraverso il quale il Comune e tutti i soggetti interessati si misurano concretamente con i bisogni educativi per elaborare strategie di sostegno al diritto allo studio.
In primo luogo va contrastato l’abbandono scolastico ( anche se nella ns. realtà non è preoccupante) sostenendo i progetti promossi dalle scuole contro la dispersione e la non prosecuzione scolastica.
L’Ente garantirà la gratuità dei libri di testo, nella fascia dell’obbligo scolastico e favorirà il comodato d’uso negli altri casi.
Il Comune potenzierà i propri servizi a sostegno di una reale integrazione dei soggetti con disabilità e favorirà un’ampia e qualificata offerta di istruzione per gli adulti, in stretta collaborazione con le Associazioni interessate e che sono presenti ed operanti sul territorio .
Sulle politiche della CASA è indispensabile invertire la tendenza, prevalente di questi anni, di edificazione/urbanizzazione sfrenata e senza regole , investendo nel recupero urbano ed in particolare nel ns. centro storico ( in cui è prioritario mantenere la residenza popolare ) , nonché nel riordino/ricucitura dei ns.quartieri/periferie ,sempre più in uno stato di degrado e non vivibilità.
Ribadiamo, di nuovo,che va rilanciato il ruolo del governo pubblico del territorio, mortificato da anni di cosiddetta” urbanistica contrattata”, di condoni e di deregolamentazione, che sono avvenuti pure nella ns.realtà comunale, rendendo certe le tutele ambientali ed il sistema dei controlli pubblici.
Esiste un problema abitativo confermato , ogni anno, dalle diverse centinaia ( nel 2009 sono 600 ! ) di famiglie in lista di attesa per l’assegnazione di un alloggio popolare.Per questo riteniamo che debbano essere privilegiati piani di edilizia popolare e non nei soliti quartieri (Lunetta,Valletta Valsecchi ,Te Brunetti ) ma con distribuzione sull’intero territorio comunale ,in particolare nell’ambito del centro storico . I finanziamenti per realizzare case a canone sociale , moderato o in locazione con patto di futura vendita o a canone convenzionato , ci sono ed è sufficiente presentare le relative richieste, partecipando ai Bandi regionali/statali.
Riteniamo che occorra mantenere il canone sociale, rapportato al reddito, nell’edilizia residenziale pubblica e che , per quanto di competenza del Comune ,si debbano utilizzare quegli strumenti disponibili ( es.coefficienti del valore locativo e graduazione nel tempo degli aumenti ) onde evitare che si voglia “ far cassa “ attraverso i “ canoni sociali “ degli inquilini meno abbienti.
Quartieri
In questi anni si siano manifestate, almeno ,quattro urgenze in termini di intervento per la riqualifi-cazione dei Quartieri.
Lunetta: il Contratto di Quartiere appare sostanzialmente fallito continuando a generare preoccupazioni e malumore tra gli abitanti. Per questo si rende necessaria l’adozione di un piano di intervento sociale su Lunetta che parta dalle priorità individuate e descritte in maniera specifica nei documenti del Comitato Civico “Peter Pan” che condividiamo totalmente ,facendolo nostro.
Valletta Valsecchi : anche Valletta Valsecchi necessita di interventi di riqualificazione urbana e di intervento sulle situazioni sociali più delicate così come indicato nei documenti del Comitato Valletta Valsecchi che , totalmente,condividiamo.
Fiera Catena, se la sistemazione dei giardini (dopo oltre un decennio ) ha consentito di risolvere qualche problema, rimane da gestire tutta l’area Santa Paola ( – ex refettorio – casette ) che deve essere valorizzata secondo un progetto già redatto dal Comitato di quartiere.
Formigosa e Castelletto Borgo: vanno potenziati i collegamenti con la città e riqualificati i
due centri abitati, come più volte richiesto dai rispettivi Comitati di quartiere.
Con la cessazione delle funzioni proprie delle Circoscrizioni , riteniamo che il ruolo dei Comitati di Quartiere ( che sono nati in questi anni ) abbia ad essere riconosciuto dall’Amministrazione comunale e li abbia a riconoscere quali diretti interlocutori dei Cittadini residenti ,soprattutto, nelle realtà più periferiche del territorio comunale.
I Comitati devono essere visti non nel ruolo di controparte , com’è finora avvenuto , ma portatori di istanze di progresso per la nostra comunità.
Il capitolo 7 analizza le Attività Produttive e sviluppo economico.
Si finge di non sapere che “.. l’era dei supermercati prima e dei centri commerciali dopo.. “ non è ascrivibile soltanto alla ns. città ( che ,per la verità, è arrivata con un decennio di ritardo) ma è stato un mutamento che ha riguardato tutto il ns. Paese.
E’ evidente che – oggi – raggiunta ed anche superata la saturazione, si tratta di trovare soluzioni condivise per invertire questa negativa realtà garantendo la presenza delle piccole attività commerciali soprattutto nel centro storico e nei quartieri e periferie del territorio comunale e per contribuire a difendere posti di lavoro ; è necessario incentivare sia fiscalmente che sotto l’aspetto normativo/urbanistico la salvaguardia e la possibilità di nuove aperture di esercizi di piccola e media distribuzione.
Dovrà essere bloccata la possibilità d’insediamento e crescita della “grande distribuzione “che ha impoverito e falcidiato la rete distributiva della città.
E’ necessario inserire nel piano comunale del commercio oltre che nello strumento urbanistico del P.G.T. , attualmente in itinere , norme specifiche per la tutela delle attività di piccola e media dimensione, dell’ambulantato e delle botteghe storiche .
Il Comune dovrà farsi promotore nel favorire le iniziative del commercio equo e solidale ,gestito da organismi o soggetti formalmente riconosciuti senza fine di lucro.
Dovranno essere creati ulteriori spazi diffusi e certi per il commercio ambulante e nello stesso tempo va sostenuta la realizzazione di mercatini autogestiti da parte delle associazioni.
Va ,ulteriormente, ampliata la presenza di spazi per la vendita diretta, da parte dei contadini, dei propri prodotti agricoli anche nelle attuali aree mercatali dei Quartieri .
E’ fondamentale che il Comune attui politiche specifiche di sostegno al centro commerciale naturale che abbiamo , che è il centro storico della città, favorendone accessibilità e fruibilità , concordando ogniqualvolta ,con le associazioni di categoria, sia gli interventi che le modalità per una sua rivitalizzazione .
Va potenziata la rilevazione dei prezzi rendendola accessibile a tutti gli abitanti ed alle associazioni dei consumatori attraverso il servizio gratuito comunale di internet di modo che “ la rete “ sia lo strumento di controllo e trasparenza sulla formazione dei prezzi.
Compete alla Regione il ruolo di progettare lo sviluppo complessivo del turismo sul piano territoriale, attraverso l’attuazione di interventi intersettoriali ed infrastrutturali necessari alla qualificazione dell’offerta turistica ed alla riqualificazione territoriale delle varie località, compresa la ns. città , capoluogo di Provincia .
La Regione deve garantire il raccordo tra le risorse turistiche primarie (paesaggio,patrimonio culturale, attrattive turistiche) e le imprese turistiche del territorio attraverso il governo dello strumento dei Sistemi Turistici Locali ( tramite la “mano strumentale “ dell’Amm.ne Prov.le). Il Comune non può essere soggetto passivo e- quindi – deve spronare ed affiancare le imprese turistiche comunali per il miglioramento dei servizi e per lo sviluppo di marchi e certificazioni di qualità nonché per l’uso dell’innovazione tecnologica per il marketing turistico,tutti aggregati fondamentali unitamente al contrassegno di città Unesco
Il comune dovrà favorire la nascita e il consolidamento di nuove imprese turistiche capaci di offrire risposte a nuovi segmenti di una domanda turistica legata all’ambiente, alla natura, ai beni artistici e culturali ed ai prodotti tipici del ns.territorio : il binomio Natura e Cultura deve essere , sempre di più , l’elemento caratterizzante per lo sviluppo del turismo , e traino principale, per la ns. città.
Il Comune favorirà , in particolar modo , l’ingresso di un’imprenditoria giovanile nella gestione di nuove imprese turistiche .
Il capitolo ottavo tratta del Welfare.
Noi riteniamo che come “Ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo” il Comune debba contrastare , radicalmente , il concetto di costruzione del profitto sui diritti fondamentali del cittadino, in primo luogo quello della salute , bloccando , per quanto di competenza, l’espansione privatistica del sistema sanitario anche in considerazione del fatto che l’83% del debito del sistema sanitario è concentrato nelle quattro regioni in cui la presenza del privato accreditato raggiunge i massimi livelli su scala nazionale.
Non condividiamo,pertanto, quanto si afferma sul “ nuovo ruolo dell’Amministrazione e del privato “ essendo convinti che debba essere modificata la composizione della spesa sanitaria riducendo la quota destinata alle convinzioni con i privati accreditati, per potenziare l’offerta pubblica.
ll welfare comunale va organizzato nell’ottica della piena partecipazione dei portatori d’interesse, coinvolgendo gli altri soggetti istituzionali e le organizzazioni del Terzo settore, le operatrici e gli operatori sociali e le associazioni degli utenti
ll Terzo settore va inteso come un’opportunità per allargare la sfera dei servizi offerti dal sistema pubblico e non come un livello sostitutivo o un escamotage per ridurre i costi e deresponsabilizzare l’Ente pubblico, che deve garantire controllo e verifica della qualità dei servizi direttamente e indirettamente offerti.
Il Comune deve adottare,come prassi, il bilancio sociale e di genere in via preventiva e consuntiva e deve richiederlo alle organizzazioni e forze del Terzo settore che forniscono le prestazioni in sua vece .
Il Comune ,in quanto controllore della qualità dei servizi offerti, deve favorire la guarigione della piaga della precarizzazione del lavoro sociale, con il miglioramento della tutela contrattuale, l’abbattimento del turn over e l’abbandono delle gare al massimo ribasso, lo sviluppo della formazione continua delle lavoratrici e dei lavoratori sociali,sia pubblici che quelli privati.
Nel caso di persone ultrasessantenni non autosufficienti e di persone con disabilità permanente grave va esclusa la rivalsa ,da parte del Comune, sui parenti e va eliminato il computo , agli effetti dell’ammontare della retta , di sussidi assistenziali esenti da IRPEF (come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento). A tale riguardo il Comune deve rivalersi , a sua volta ,nei confronti della Regione perché abbia ad erogare i fondi per la non autosufficienza ,elargiti dal Servizio Sanitario Nazionale ,integrandoli con risorse regionali .
Particolare attenzione va posta nel favorire l’inserimento lavorativo dei propri cittadini disabili ( progetti ad hoc ) , con la piena applicazione della legge 68/99, e all’integrazione scolastica al fine di garantire alle persone con disabilità, percorsi di inclusione sociale e una vita indipendente e dignitosa.
Siamo , ove possibile,per la deistituzionalizzazione e per la permanenza a domicilio dell’assistito, che deve essere inserito in un percorso di assistenza domiciliare integrata (ADI), individualizzando i progetti e prendendo in carico, contestualmente, i bisogni e i desiderata della famiglia al cui interno vive.
Il Comune fa parte del Consorzio formato dai 16 comuni dell’area di Mantova ed in tale contesto il problema dell’A.D.I deve essere affrontato.
Siamo per la costruzione di un centro antiviolenza e di una casa per le donne maltrattate, gestiti in collaborazione con le varie associazioni di donne della nostra città.
Per quanto riguarda il dormitorio pubblico , gestito dall’A.s.p.e.f. si .dovrà rivedere sia la struttura ,per renderla più consona alle odierne esigenze( tra cui quella di uno spazio specifico per ospitare le donne ) che la normativa regolante le modalità di usufruizione .
Occorre riaffermare la centralità della persona e integrare sempre più, nel territorio comunale ,i servizi per le dipendenze, stabilizzare i servizi di Bassa soglia e Riduzione del danno. Va sostenuto l’ulteriore presenza di gruppi di tutela dei diritti delle persone tossicodipendenti e supportati i tavoli di confronto tra servizi pubblici (SERT) ed il privato sociale, sviluppando- ulteriormente- gli interventi di prevenzione primaria in forma partecipata.
Si dovrà rispondere ai bisogni delle persone con disagio mentale per evitare il rischio dell’isolamento e della vergogna suscitati dalla malattia , in stretta collaborazione con le loro associazioni .
Inclusione sociale,cittadinanza di residenza
Ben consapevoli che viviamo in una società multiculturale/multietnica , il Comune dovrà aprirsi sempre più ad una valorizzazione delle differenze , iniziando in primo luogo dalla scuola per arrivare al coinvolgimento dell’intera comunità cittadina nel suo insieme .
Per questo favorirà:
– la parità di trattamento fra i cittadini in tema di lavoro, sanità, scuola e diritto all’abitare;
– momenti di festa e condivisione delle varie comunità presenti, oltre alla costituzione di
un tavolo permanente che favorisca il dialogo e la conoscenza;
– potenzierà l’Ufficio Immigrati ed il relativo sportello con l’inserimento di figure quali
mediatori socio culturali ed educatori professionali ( riservando un’opportunità
lavorativa agli stessi immigrati ) , promovendo –stabilmente -corsi di alfabetizzazione e
doposcuola scolastico , accorpando anche le funzioni dello sportello famiglia ampliando
, così , l’offerta in via continuativa;
– attuerà ,entro la metà del mandato amministrativo, la chiusura del campo Nomadi di Via Learco Guerra secondo un progetto concordato con i cittadini che vi risiedono e con le associazioni che da anni si adoperano a tal fine , nel rispetto delle varie culture di appartenenza e delle esigenze dei nuclei famigliari che vi abitano;
Tutti i cicli scolastici devono offrire la possibilità di compensare eventuali gap linguistici intervenendo anche in questo caso con figure professionali preparate.
Va garantito alle associazioni di immigrati, che non abbiano scopo di lucro ,spazi sociali per costruire momenti di aggregazione e di interlocuzione con il territorio, valorizzando anche l’enorme e variegato patrimonio culturale.
Il Comune aderirà alle richieste relative alla realizzazione di luoghi di culto nell’ambito del
territorio comunale.
Il Comune assumerà un forte impegno nella lotta allo sfruttamento del lavoro nero ,nell’ambito del territorio comunale ( delegando il Gruppo Operativo Misto ) ,che in moltissimi casi riguarda i cittadini immigrati.
Il Comune promuoverà campagne informative, cogestite con le stesse associazioni di immigrati, per veicolare nelle scuole e nelle zone a più alta conflittualità sociale attività d’interazione.
Il capitolo nono tratta di Mobilità urbana e protezione civile.
Per quanto riguarda il paragrafo della “ Polizia locale “ rinviamo a quanto proposto nel 1°capitolo della “ Sicurezza “.
Sulla mobilità urbana e Trasporto pubblico
Il problema della viabilità comunale è irrisolto da oltre un ventennio. Noi partiamo dal fatto che ogni luogo della città deve essere raggiungibile a piedi, in bicicletta, in autobus. Dunque tutte le strade , ad eccezione delle grandi arterie di scorrimento veloce, devono e possono essere rese pedonali e ciclabili inclusi i nuovi rondò. In altre parole non si tratta tanto di predisporre il piano delle piste ciclabili ma di adottare un piano urbano della mobilità che deve prevedere la messa in sicurezza – anno dopo anno e con modalità diverse e appropriate alle specifiche situazioni , l’intero reticolo stradale.
L’amministrazione dovrà intervenire per :
ridurre/rallentare il traffico :
– estensione delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato (tendenzialmente l’intero centro storico, vedi piano Gelmini) salvaguardando l’accesso ai residenti, ai mezzi pubblici,e alle bici.
Nb : La Ztl o va ridotta al minimo (centro storico in senso stretto ) o va estesa a tutta la città , per non penalizzare le zone periferiche.
– realizzazione di strade e zone con limite di velocità a 30 chilometri all’ora soprattutto quelle residenziali (Valletta Paiolo, Valletta Valsecchi, Borgochiesanuova, Te Brunetti, Borgo Pompilio, Due Pini, Cittadella, Colle Aperto, Borgo Angeli, Formigosa, Castelletto Borgo);
– tariffazione e delimitazione della sosta con criteri progressivamente restrittivi avvicinandosi al centro storico;
– ristrutturazione-ridisegno delle sedi stradali;
– parcheggi esterni scambiatori;
individuare alternative di trasporto:
– incremento del trasporto pubblico urbano ed extraurbano;
– mezzi pubblici a chiamata;
– taxi collettivo e utilizzo condiviso dei veicoli privati;
-realizzazione di parcheggi interrati pertinenziali;
–
sensibilizzare la popolazione e le autorità:
– campagne educative (anche nelle scuole) per la promozione dell’uso della bicicletta in città e per la dissuasione dall’uso della vettura privata nell’interesse della mobilità sostenibile;
– azioni per lo sviluppo dell’uso della bici nei tragitti casa-scuola e casa-lavoro (attraverso i mobility manager aziendali e scolastici), con incentivi per chi usa la bicicletta;
– periodiche campagne di educazione/vigilanza rivolte agli automobilisti, ai motociclisti e ciclisti.
Un Piano della Mobilità per uno sviluppo urbano realmente sostenibile deve prevedere:
a) isole pedonali a tempo attorno ai plessi scolastici.
La situazione della mobilità nei pressi degli Istituti Scolastici cittadini è disastrosa ; solo grazie alla professionalità, pazienza, prontezza dei Vigili preposti non si sono verificati gravi incidenti. Chiediamo la realizzazione di isole pedonali a tempo dalle 7,40-8,10 e dalle 12,45-13,10 attorno ai plessi scolastici comunali:
– Pomponazzo (via Porto-via Finzi-via XXV aprile),
– Alberti (via Cairoli-piazza Seminario),
– Sacchi-Ardigò-Centro Regionale (via Gandolfo-via XX settembre-via Frattini),
– Istituto “C.Ferrini”-Liceo Psicopedagogico-Ragioneria-Ippolito Nievo-Geometri (via Rippa-via I.Nievo, Via N.Sauro ) ,
– Liceo Classico (via Pomponazzo-via Accademia-via Ardigò),
– Istituto d’Arte (via Trieste),
– Liceo Scientifico (via Tione-via Adige-parte di via Risorgimento),
– Martiri di Belfiore (via Gobio e trasversali),
– Bertazzolo-T.Ferrari (via Dugoni-via Conciliazione).
La proposta avrebbe una valenza didattico-educativo oltre che perseguire l’obbiettivo di migliorare la sicurezza nelle rispettive aree;
b) progetti didattici sull’uso dei mezzi di trasporto ecocompatibili.
Proponiamo di avviare progetti didattici denominati “Vado a scuola in bici” oppure “Vado a scuola a piedi” già ampiamente sperimentati in molte città (un progetto simile attuato a Reggio Emilia, è stato premiato dalla Comunità Europea), che facendo sperimentare a genitori, bambini e ragazzi come sia comodo e veloce l’andare a scuola in bici o a piedi riduca gli ingorghi ed i pericoli agli ingressi alle scuole;
c) autorizzazione alla circolazione delle biciclette in entrambi i sensi di marcia all’interno del centro storico;
d) limite di velocità a 30 km/h nel centro storico e nei quartieri residenziali, obiettivo della moderazione del traffico deve essere primario per il governo del traffico urbano per raggiungere gli obiettivi di favorire la pedonalizzazione della città e della riduzione dei incidenti . Il limite di velocità di 30 km orari nel Centro Storico, Valletta Valsecchi, Valletta Paiolo, Cittadella, Gambarara, Colle Aperto, Borgo Angeli, Borgo Pompilio-Due Pini, Lunetta-Frassino, Formigosa, Castelletto, Te Brunetti, Borgochiesanuova-Dosso del Corso, contribuirà riducendo la velocità a ridurre sia il numero che la gravità degli incidenti. Muoversi a piedi e in bicicletta risulterà maggiormente sicuro, soprattutto per le persone meno giovani, facendo riscoprire il piacere di camminare e lasciare un maggior numero di auto in garage, rendendo il “traffico scorrevole”.
e) revisione del Regolamento per la concessione dei Pass. Il numero dei Pass ci sembra molto elevato; proponiamo una revisione del Regolamento basato su criteri di equità e bisogno effettivo. Si propone l’eliminazione del Pass “ PE “ ( pass per residenti nel Comune di Mantova , permesso alternativo al Pass. “PI “ per utenti che risiedono nel Comune di Mantova) , che consente lo
sconto del 50% sulla tariffa ordinaria /oraria ,incentivando, così, l’uso dell’auto negli spostamenti brevi dai Quartieri al Centro Storico;
f) revisione del sistema di parcheggi sia riguardo ai costi della sosta, che va graduata in base alla distanza dal centro urbano, sia sulla localizzazione dei parcheggi, che consentendo la sosta gratuita nel cuore della città (come piazza Virgiliana, piazza Filippini) e favoriscono spostamenti interminabili di auto alla ricerca di un parcheggio introvabile. Dovranno essere individuati parcheggi esterni al centro storico ( di interscambio ) collegati con bus navetta e un sistema di bike-sharing.
g) I flussi di traffico in Viale Piave sono diventati insostenibili e siamo preoccupati di quanto possa – ulteriormente- succedere una volta terminato il nuovo e mastodontico intervento edilizio di Piazzale Mondadori. E’ evidente che deve essere rivisto l’incrocio con Viale Fiume e invogliare l’utenza ad un percorso alternativo per uscire dalla città.
h) In attesa di concordare, con le Ferrovie, una soluzione per il passaggio a livello di fronte all’Ospedale si deve intervenire per risagomare le aree ,da sempre adibite a parcheggio “ selvaggio “prevedendo degli spazi da adibire anche a giardino ,con la messa in sicurezza dei marciapiedi dell’intera zona.
i) In via Giulio Romano ( che non deve essere considerata “ radiale di uscita “ ) si ritiene di dover eliminare la sosta delle auto dopo l’incrocio con Via Rippa/D’Este , sino alla fine e ciò per ragioni di sicurezza .
l) Una vera situazione di tragicità , già grave trent’anni fa , è quella di Corso Garibaldi e Via Trieste , soffocate dal traffico di attraversamento e continuamente classificate dal P.U.T. come parte del cosiddetto “ anello periferico di scorrimento “ mentre Via Giulio Romano è definita , addirittura , “ radiale di uscita ! “.
Progettazione di un Piano Comunale delle piste ciclabili attraverso il ristudio di tutti i percorsi ciclopedonali realizzati in questi anni che favorisca il loro collegamento mediante la creazione di una rete continua di percorsi e la realizzazione di nuove strisce ciclabili (ad esempio una pista ciclabile sugli assi via XX Settembre-via Frattini e via Accademia-Cavour).
Il Piano deve essere completato con le piste di collegamento con i Comuni di Porto Mantovano, S.Giorgio e Curtatone ( Montanara).
Si vede la necessità di una pista ciclabile dalla zona Ospedale/Itis al Quartiere degli Angeli , lungo la direttrice della strada Spolverina visto che sarà classificata come strada prettamente urbana.
Il Piano deve avere cogenza urbanistica e va inserito nel P.G.T.
Progettazione di un Piano Intercomunale dei percorsi ciclabili che colleghi Mantova con i Comuni di Porto Mantovano, S.Giorgio, Virgilio, Curtatone ( Montanara ) e questi tra loro in modo da favorire gli spostamenti ciclopedonali in sicurezza.
Chiediamo l’istituzione dell’Ufficio Biciclette e Pedoni, formato da tecnici competenti, che affronti i problemi di sicurezza negli spostamenti di ciclisti e pedoni, la progettazione di nuovi percorsi ciclabili, l’abbattimento delle barriere architettoniche, favorendo il cambiamento negli stili di vita nella mobilità.
Il trasporto pubblico è il fondamento su cui basare la riduzione del traffico privato.
Senza un considerevole spostamento della mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico non si potrà ridurre l’inquinamento sia atmosferico che acustico. Il ristudio del trasporto pubblico mediante la revisione dei tragitti, delle frequenze dei mezzi, del sistema di combustione del parco autobus,il completamento dell’acquisto di nuovi mezzi ( tenuto conto della vetustà e della limitata sicurezza dell’attuale “ parco automezzi“) è ormai improcrastinabile. Il costo del trasporto pubblico a carico della comunità mantovana è divenuto troppo gravoso. L’inadeguato utilizzo del mezzo pubblico, da parte dei Cittadini,( vedi la forte contrazione – 10% di Biglietti , – 1,8% di abbonamenti del TPL Urbano e di area Urbana/ 2009 rispetto al 2008 ) deve avere qualche fondato motivo che deve essere sviscerato da parte dell’Ente unitamente all’Amm.ne Provinciale ed alla soc.Apam .
In questo senso acquista grande importanza il settore del Trasporto Pubblico Locale da sempre ignorato dalle Amministrazioni locali, che sono arrivate a svendere l’APAM.
Al contrario, il trasporto pubblico va valorizzato,in particolare,attraverso risorse in grado di potenziare, qualificare e diversificare i servizi.
APAM deve diventare un’Agenzia della mobilità ( ad APAM deve essere accorpata MantovaParking) in grado di progettare, gestire e realizzare tutti gli interventi e i servizi afferenti alla mobilità in area urbana (trasporto pubblico, gestione parcheggi e spazi di sosta, servizi innovativi ecc.).
Particolare attenzione dovrà porre il Comune ( insieme ad Apam ed Amm.ne Prov.le ) per una
totale riverifica delle fermate degli autobus per la “ salita/discesa “ degli studenti soprattutto per quanto concerne la totale messa in sicurezza delle predette soste e ciò prima dell’inizio del nuovo anno scolastico 2010/2011 .
Il P.G.T. dovrà comprendere la verifica della possibilità di escludere il rilascio di permessi di “ edificazione sparsa “ per non dover cambiare ripetutamente e significativamente anche il sistema di mobilità.
Nel piano urbano della mobilità deve essere esaminata la possibilità di un aumento della velocità commerciale dei mezzi pubblici , adottando adeguati provvedimenti di limitazione del traffico privato e corsie specifiche per i mezzi pubblici tenendo ,evidentemente, conto della conformazione della ns. città.
E’ necessario riorganizzare il trasporto merci della città e dei Comuni della cintura puntando a ridurre la circolazione dei camion , bloccando sia l’entrata che l’attraversamento dell’area cittadina. Va valutata l’istituzione (nell’intera area della città e dei Comuni limitrofi )della figura del Mobility Manager ( con l’impiego di personale tecnico/specializzato di Apam ) per la mobilità pubblica dei lavoratori e la logistica delle merci.
E’ tempo di attuare che la totalità della movimentazione dello scalo merci /dogana, in zona Belfiore , sia locato nella sola zona di Frassino/Valdaro ,liberando la predetta area e concordando con le Ferrovie il relativo utilizzo.( vedi la proposta di parcheggio per pendolari).
E per concludere :
– Una svolta democratica nell’istituzione locale;
– Questione morale e della legalità;
– L’emergenza crisi : per il lavoro ed a sostegno del reddito.
Per affermare anche nella ns. realtà una nuova etica della politica è necessario partire dalla reale partecipazione democratica dei Cittadini , vincolando l’Ente a rappresentare anche i soggetti più deboli per poter dare risposte concrete ai loro bisogni. Nello Statuto comunale devono essere previsti strumenti e pratiche partecipative in materia di predisposizione dei bilanci,di pianificazione , di programmazione urbanistica e di uso degli spazi pubblici.
Proponiamo che il Comune assuma strumenti di ascolto e partecipativi per la determinazione delle scelte di bilancio, anche in forma consultiva ,con la creazione di gruppi di lavoro tematici ;
Invitiamo l’Ente a dotarsi , da subito, del Bilancio partecipativo.
Proponiamo che sia previsto nello Statuto, forme di democrazia deliberativa/partecipativa, come assemblee ed incontri con i cittadini, associazioni ecc., che si sostituiscano ai metodi della governance, nelle varie forme di difesa dei consumatori, dei giovani e dei ceti sociali più deboli quali anziani, migranti, carcerati, ecc..
Il Comune,da tempo,ha aderito ad Agenda 21 e conseguentemente alla “ Carta di Aalborg .“
Riteniamo che debbano essere ulteriormente incentivati e resi costanti sia la discussione che il coinvolgimento di tutti “ gli attori del processo “, rispetto a quanto finora fatto, con l’obiettivo di ottenere sempre più “ un processo “ partecipato e non episodico.
Proponiamo che il Comune si doti di meccanismi sia per quanto riguarda le candidature nonché le elezioni in rappresentanza dell’Ente , che consentano la pari rappresentanza di genere.
Il concetto di “pari opportunità” va declinato con riguardo al genere e ciò anche in relazione ai non nativi;
Proponiamo che vengano valorizzate le differenze culturali promovendo e facilitando momenti di festa e condivisione e creando una consulta comunale che favorisca l’intreccio di culture diverse ed il dialogo tra le differenti comunità.
Questione morale e della legalità
Si tratta, di mettere in campo regole chiare e trasparenti di gestione della cosa pubblica. Pensiamo alla limitazione delle trattative private, sia per affidamenti di opere che di servizi; all’assoluta limitazione delle consulenze e del ricorso a dirigenze esterne e, comunque, nel caso della necessità di reperimento di nuove professionalità, al ricorso a bandi ad evidenza pubblica. Per gli appalti è necessario definire appositi protocolli per la legalità con la prefettura, per definire sia un sistema di controllo e di monitoraggio sulle imprese appaltatrici, sia regole chiare sui subappalti. E’ inoltre utile limitare il sistema di gara basato sul massimo ribasso, impegnandosi ad esercitare il controllo sulle condizioni di sicurezza del lavoro nei cantieri e sull’applicazione dei contratti di lavoro.
E’, allo stesso tempo, fondamentale il potenziamento della qualità dei progetti che si mettono a gara, riqualificando la struttura tecnica comunale ed evitando il continuo ricorso alla esternalizzazione delle progettazioni, sia per responsabilizzare i dirigenti interni sia per evitare la pratica, purtroppo assai diffusa, delle varianti in corso d’opera e della lievitazione dei costi delle opere pubbliche e dei servizi dopo l’aggiudicazione delle gare stesse.
Per quanto riguarda le nomine, le consulenze ed il dilagare delle dirigenze esterne va sconfitta l’abitudine di creare una serie di figure di diretta emanazione e nomina politica – lo “spoil system” – che annullano il principio legislativo della separazione fra indirizzi politici (che spettano ai rappresentanti politici) e gestione (che sono prerogative dei funzionari e dei dirigenti).
L’eletto,il nominato,il designatosi impegna ad evitare , nell’ambito della propria attività istituzionale o di rappresentanza , ogni possibile conflitto d’interessi.
Non è possibile avere compensi od eventuali benefit al di fuori di quelli definiti nel Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali e secondo il regolamento e gli indirizzi ministeriali vigenti .
L’eletto si impegna a rassegnare le dimissioni , con immediatezza, sia in qualità di titolare di incarichi istituzionali che di nominato o designato ad incarichi ricoperti in enti pubblici o a partecipazione pubblica se, successivamente all’elezione venga rinviato a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione o contro la moralità pubblica.
L’emergenza crisi : per il lavoro ed a sostegno del reddito.
E’ indispensabile salvaguardare il tessuto produttivo per non aggravare la situazione nel prossimo futuro. Va innanzitutto contrastato il fenomeno delle delocalizzazioni di impresa che, da tempo , provoca licenziamenti in massa di lavoratori e l’impoverimento produttivo/industriale dei territori. Vanno salvaguardate le aree attualmente occupate da stabilimenti ed impianti industriali, evitando che sulle stesse si realizzino operazioni speculative a favore della cementificazione e disponendo l’obbligo ,all’interno del Piano di Governo del Territorio, di sancire l’impossibilità di cambio di destinazione d’uso per tali aree, per la durata di anni quindici.
Il Comune si fa promotore ,nei confronti degli altri Enti sia pubblici che privati ,per la costituzione di un fondo comunale che, previo accordo sindacale, conceda incentivi alle imprese , insediate sul territorio , che si impegnano a non licenziare ,in casi di comprovate difficoltà;
Il Comune costituisce un fondo comunale per coloro che hanno perso il posto di lavoro e risultano privi delle coperture date dagli ammortizzatori sociali o da altre eventuali forme di integrazione al reddito.
Claudio Balestrieri
PRC Mantova















