Dopo Di Pietro anche Vendola si unisce al coro del governo di transizione
Dopo Di Pietro al coro del governo di transizione si aggiunge anche Niki Vendola mettendo due condizioni, la riforma del conflitto d’interessi e la legge elettorale. Noi non sappiamo quale legge elettorale potrà venir fuori da un possibile governo di transizione composto dagli stessi partiti che hanno di fatto utilizzato gli sbarramenti per cercare di distruggere la sinistra, nè sappiamo quale tipo di conflitto d’interessi possa determinare un siffatto schieramento dove i poteri forti la farebbero da padroni. Una cosa però la sappiamo, il governo tecnico o di transizione gestirebbe la crisi sociale sotto dettato dei poteri forti e darebbe a Berlusconi la possibilità di rigenerarsi nel giro di poco tempo.
E’ una linea sciagurata quella di perseguire il ribaltone politicista senza organizzare una opposisione degna che riesca a saldare nelle piazze protesta sociale contro la crisi e richiesta di voto anticipato. Quello che sta compiendo il centro sinistra italiano è un gravissimo errore politico e tattico, il populismo eversivo di Berlusconi non si sconfigge con i giochi di palazzo ma nel paese. Oggi c’è bisogno di unire le forze e di andare all’attacco non di dare segnali di debolezza o paura, soprattutto diventa sempre più necessario unire una sinistra che faccia il suo mestiere che è quello dell’opposizione sociale alla politica delle destre e dell’Europa monetarista.
In fin dei conti la lotta di Pomigliano questo ci chiede. Fa bene Niki a dire che non vuole Tremonti a guida del governo di transizione, ma con i tempi che corrono il suo naturale sostituto potrebbe essere Draghi o Montezemolo, cambierebbe il nome ma la musica sarebbe la stessa e non sarebbe un bel suono.
GOVERNO: VENDOLA, ESECUTIVO TECNICO A DUE CONDIZIONI PER LEGGE ELETTORALE E CONFLITTO INTERESSI;MAI GUIDA TREMONTI (ANSA)
ROMA, 13 AGO – Si può fare un governo tecnico ma solo a due condizioni: riforma della legge elettorale e legge sul conflitto di interessi. In una intervista al Corriere della Sera Nichi Vendola leader di Sinistra e libertà e ‘autocandidatò alle primarie per la leadership del centrosinistra, si dice pronto a «brindare» se «le Camere riusciranno a trovare una maggioranza per varare la riforma elettorale e magari una normativa decente sul conflitto di interesse».
Apertura, insomma, a un governo di transizione, ma mai a guida Tremonti: «Guardo con brivido e raccapriccio all’idea di un governo tecnico con il volto e il sigillo ideologico di Tremonti, il ministro della manovra da macelleria sociale. Ritengo il liberismo tremontiano una delle più gravi disgrazie capitate all’Italia. Mi ribellerei». Quanto a Fini, per Vendola sarebbe «la guida perfetta di una destra che in Italia ancora non c’è: realmente liberaldemocratica, europea, alla De Gaulle, alla Chirac… E sarebbe anche l’antagonista ideale della sinistra». (ANSA)















