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Il 2 e 3 agosto “Liberazione” non è in edicola per lo sciopero dei giornalisti. Pubblichiamo il comunicato del Cdr

martedì, agosto 3, 2010

Il Comitato di redazione e l’assemblea sindacale delle giornaliste e dei giornalisti di Liberazione proclamano lo sciopero per la giornata di oggi 2 agosto e di domani 3 agosto 2010. E’ la prima iniziativa cui ci obbliga la sconcertante risposta della società editrice MRC SpA, nell’altrettanto e più sconcertante silenzio dell’azionista unico Partito della Rifondazione comunista e del direttore Dino Greco, alla denuncia pubblica del Cdr, della Fnsi e di Stampa Romana sull’illegittimità e l’insostenibilità di quanto annunciato dall’azienda al tavolo del 28 luglio u.s.: e cioè che a partire dal mese corrente di agosto 2010 le lavoratrici e i lavoratori di Liberazione si trovano a dover prestare la loro opera senza più garanzia certa di retribuzione.

Per la MRC SpA, come illustrato al Cdr, la nota congiunta con la quale si è concluso quel tavolo riconvocandosi per settembre contiene per parte dell’azienda tutte le risposte: e cioè che non c’è alternativa possibile, fino ad allora, rispetto a quell’annuncio. E che nemmeno può esserci una definizione di scadenza del “rinvio” del pagamento delle retribuzioni.
La fondamentale garanzia di una congrua retribuzione del lavoro prestato resta dunque, come scritto in quella nota, “sospesa” fino al “buon esito” delle “iniziative straordinarie” e delle operazioni finanziarie.

Iniziative avviate per far fronte alla nuova previsione d’un passivo per il bilancio in esercizio conseguente all’ulteriore perdita di copie vendute e che il Prc dichiara di non poter ripianare; ma iniziative limitate alla “promozione” di abbonamenti e diffusioni straordinarie, oltre che di estemporanee raccolte fondi, che abbiamo già giudicato necessarie ma fortemente insufficienti, mentre si nega tuttora un piano di interventi industriali – corredato ovviamente da un piano editoriale – che preveda un ulteriore e ben più incisivo contenimento dei costi relativi. E operazioni finanziarie drammatiche, cui si rinvia la soluzione della “aggrava situazione debitoria” e la “crisi di liquidità”, che nel frattempo si scaricano oggettivamente sulle lavoratrici e i lavoratori.

Lavorare in una condizione di “sospensione” della regolare retribuzione è una proposta irricevibile per qualsiasi lavoratrice e qualsiasi lavoratore, come ha già sottolineato il sindacato.
E’ perché non si pensi di poter aggirare in maniera indolore questo punto inequivocabile che le redattrici e i lavoratori di Liberazione sono in sciopero e sollecitano di nuovo Prc, azienda e direzione ad assumersi pienamente le rispettive responsabilità e a mettersi nelle condizioni di indicare immediatamente i termini di garanzia della retribuzione del lavoro.


La redazione di Liberazione è riconvocata in assemblea sindacale alle 12 di mercoledì 4 agosto.

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