“Agorà” in piazza Mantegna, dissenso riflessivo sull’ordinanza antiaccattonaggio
di Alessandro Monicelli
Cari tutti, nell’incontro di ieri sera sono state concordate le modalità di svolgimento “dell’incontro sull’ordinanza antiaccattonaggio”. Una premessa che mi sembra importante: ci sono state voci che hanno chiesto un “rinvio” per preparare meglio, conoscere, ecc.
Prendo a prestito le parole di Maria che sono anche le mie: questa di lunedì non è una manifestazione in senso stretto; dovrebbe essere un primo atto di testimonianza di “dissenso riflessivo”, un modo pacato di mostrare che qualcuno si assume la responsabilità di un no e, aggiungo io, un approccio un poco diverso dal solito presidio, slogan, ecc.
Ci sarà tempo per altre modalità e diversi livelli che potranno maturare ed articolarsi, ma crediamo serva un segnale urgente ed immediato da normali cittadini che vogliono tornare a ragionare in pubblico (agorà!) delle cose e sulle cose che ci riguardano.
L’incontro si svolgerà lunedì 12 luglio dalle ore 21 alle ore 23, sulla scalinata della basilica di S. Andrea, (piazza Mantegna) che ci è stata concessa con sentita partecipazione dal Parroco Don Ulisse Bresciani.
A scanso di equivoci è stata comunque data comunicazione al Questore di Mantova come da disposizioni. L’incontro si aprirà con la lettura dell’ordinanza a cui faranno seguito commenti, testimonianze ed interventi dei partecipanti (sarà presente il presidente della Caritas mantovana ed altre persone che stiamo contattando direttamente), seguiranno letture di sentenze sull’argomento e quindi letture di articoli e brani tratti dalla letteratura e saggistica (sarà letto il bel articolo apparso sul tema in questi giorni sulla Cittadella).
Ci porremo delle “domande”: come far fronte all’uso dei minori, quale contrasto al possibile rachet che in alcuni casi indubbiamente sta dietro la miseria, quali azioni di sostegno e di aiuto l’amministrazione comunale e la comunità locale mettono in campo, cosa sta diventando la polizia municipale, quale la percezione di insicurezza della gente.
Per assicurare un minimo di visibilità e di atmosfera, si chiede a ciascuno a portare una candela che sarà accesa sulla gradinata. Questo momento vuole essere un primo tentativo di azione che già nasce dai primi incontri che ci sono stati fra assiocizioni, gruppi, singoli cittadini in vista di costituirsi in rete provinciale che valorizzi e porti a sintesi il grande lavoro di ciascuno.
“Agorà” non vorrebbe essere un episodio, ma una prassi che si va consolidando di testimonianza, di presenza critica, di proposta fra la gente e nelle divrese realtà. Fate girare l’invito e siate presenti in piazza. Un caro saluto.















