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I regolamenti sulla scuola superiore resatano illegittimi

giovedì, giugno 17, 2010

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei regolamenti su Licei, Istituti tecnici e Professionali suona come una maldestra regolarizzazione tardiva, una sorta di condono,  che non risolve la situazione di illegittimità che sta caratterizzando l’intervento del governo sulla scuola.

Non uno dei numerosi altri provvedimenti sulla base dei quali si sta stravolgendo l’assetto delle scuole superiori ha ancora efficacia – dai nuovi programmi alle classi di concorso, dalle confluenza degli istituti nei nuovi indirizzi al decreto sugli organici – alcuni di essi sono addirittura allo stato di bozze. Per un governo che ha fatto dello stravolgimento delle regole, comprese quelle costituzionali, una costante della propria iniziativa, evidentemente questo è un dettaglio ininfluente.

I  testi dei regolamenti pubblicati, che non hanno tenuto in alcun conto i pesanti rilievi ricevuti dagli organi consultivi, confermano il loro carattere illegittimo e dimostrano ulteriormente l’accanimento con cui si sta perseguendo il progetto di demolizione della funzione costituzionale della scuola pubblica. Ne emerge, come abbiamo denunciato fin dalla loro presentazione, un progetto di scuola classista e immiserita nei contenuti, nella quale le esigenze di crescita culturale, civile e sociale dei cittadini cedono il posto ad altri obiettivi: fornire alle imprese  lavoratori inconsapevoli dei propri diritti e selezionare le future classi dirigenti. Un progetto che si completa con l’ulteriore attacco alla scuola e ai suoi lavoratori contenuto nella manovra economica appena varata, ispirata alla più dura politica antisociale.

La risposta che la scuola sta dando, con le tante iniziative locali e con la massiccia partecipazione allo sciopero degli scrutini e alla manifestazione del 12 giugno, dimostra che la volontà di opporsi e ancora molto viva.

Da qui bisogna ripartire per estendere la mobilitazione, a cominciare dallo sciopero del 25, e costruire un movimento di massa che, fin dalla ripresa di settembre, sia capace di contrastare con efficacia l’azione governativa.

Per chiunque sia convinto, come noi lo siamo, che la conoscenza è un bene comune, difendere la scuola pubblica deve diventare una priorità politica.

Vito Meloni – Responsabile Nazionale Scuola PRC-SE

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